La soglia del ridicolo

Pubblicato il 14 Gennaio 2022 da Veronica Baker

In Italia il valore degli incarichi non corrisponde sempre alla realtà.
Molto spesso il piantone conta più del colonnello, l’usciere ne sa più del ministro, il segretario può quello che il cardinale non osa, e così via.

Nelle piazze e nei salotti la conoscenza di questo “annuario segreto” delle potenze, forma uno dei punti indispensabili per poter fare carriera.
Rivolgersi al principale senza passare per la succursale, è uno dei più comuni errori di tutti i novizi della vita italiana.

Giuseppe Prezzolini


La soglia del ridicolo

La soglia del ridicolo
Voler regolare ogni aspetto della vita delle persone…

Chiunque abbia semplicemente voglia di approfondire una questione, una tematica od una singola notizia, può consultare liberamente la rete e trovare in pochi secondi tutto ciò che gli aggrada.

Ma per comprendere deve avere la voglia – e soprattutto la capacità – di saper approfondire i contenuti.
Nessuno o quasi ha più voglia di farlo : l’importante è adeguarsi e seguire il pensiero comune, perchè ”è senz’altro giusto” e “si fa meno fatica a seguirlo”.

Non c’è quindi da stupirsi che vacui parolai siano i personaggi più amati dalla massa.

Ma la nostra società sta perdendo il senso del ridicolo.

L’idea di voler distruggere una cultura millenaria.
Con i suoi splendori e le sue miserie.

L’idea di voler regolare ogni aspetto della vita delle persone.

Pura follia.
Ed è una delle concause dello sfacelo, anche economico, della nostra società.

Con il pretesto dell’interesse collettivo stanno espropriando l’uomo della sua principale prerogativa.
Il libero arbitrio.
E naturalmente la libertà di ricercare la propria felicità secondo le proprie preferenze ed inclinazioni personali.


Unica stella

Non si giudicano le persone per quello che hanno fatto (eventualmente) in passato.
Oppure per chi sono state.

Ma per le loro capacità.
E la loro reale correttezza e soprattutto onestà.

C’è chi possiede solo una stella.
Ma che brilla più di mille.


Fuga dei cervelli

Quando un “cervello” se ne va da una azienda c’è sempre chi tira un sospiro di sollievo.
La fuga dei cervelli non dispiace a mai nessuno.

Un temibile concorrente in meno.
Un rompipalle in meno in azienda.

Diventa un problema solo quando l’azienda chiude perchè non trova più personale di livello adeguato e deve spostarsi.
Ma finchè se ne vanno esclusivamente quelli bravi i mediocri potranno dire di essere dirigenti, manager, programmatori, sistemisti.

Tirando un sospiro di sollievo.


Un popolo di serie B

La soglia del ridicolo
Ci considerano – ed a ragione – di serie B….

Siamo una barzelletta.

Basta leggere un nostro giornale
O guardare un nostro telegiornale.

Spiace dirlo da italiana.
Ma lo penso per davvero.

L’eticità, il rispetto per l’altrui persona, i diritti sociali, ma soprattutto lo spirito critico che esistono nella maggioranza degli altri paesi noi ce li scorderemo sempre.
Ci considerano – ed a ragione – di serie B.

Questa profonda crisi – certamente acuita dai recenti fatti – è in realtà dovuta soprattutto al tessuto sociale di raccomandazioni e non meritocratico che ha fatto dell’Italia un paese di baristi, albergatori e raccomandati di ogni genere.

Dove le persone valide ed oneste spesso devono scappare perchè sono sempre e comunque chiuse dai soliti noti.
Unita ad una mentalità chiusa e bigotta che non permette alle individualità di emergere.

Dare le colpe esclusivamente ai politici (in ogni caso da prendere a calci nel sedere dal primo all’ultimo) è semplicemente riduttivo.
Perchè sono sempre lo specchio del paese intero.

Si dovrebbe innanzitutto pensare a migliorare noi stessi.
Non chiedere sempre e solo aiuto agli altri.

Ma procedere tutti insieme con sacrifici e collaborare.

Non essere l’uno contro l’altro invidiosi del vicino.
Solidali a parole.
Ma poi campanilisti all’eccesso.

Non succederà mai.
Ecco il perchè noi italiani saremo sempre considerati un popolo di serie B.


Prigionieri per sempre

Prigionieri per sempre
Non potete più tirarvi indietro…

Un senso di “innocenza” completamente falso, inventato.

Sempre tutti brave persone, belle, buone e ligie al “dovere”.

E vi è sempre piaciuto pensare che alla fine, tutto ciò che si definisce “corrotto” non vi abbia mai riguardato.

Ma la vostra indignazione è sempre stata esclusivamente una mera scusa.

E’ una scusa con la quale avere voluto tirarvi fuori da qualcosa che non solo è arrivato anche attraverso di voi, che non solo è arrivato per colpa vostra.

Ma è arrivato perchè è quello che realmente siete.

Togliendo la maschera di ipocrisia che vi siete costruiti intorno nel corso degli anni.

Ed ora le conseguenze sono visibili a chiunque.

Ma ormai è tardi.

Non potete più tirarvi indietro.

Nè uscirne al di fuori.

Prigionieri per sempre.
Non solo della vostra idiozia.

Ma soprattutto dello stile di vita che vi siete creati intorno a voi.


Il rispetto, questo sconosciuto

Presso tutte le religioni, fin dai tempi più remoti, è diffuso il rispetto ed il culto per i defunti.
Mausolei in loro ricordo, imbalsamazioni, offerte, riti sacrificali, dimostrano quanto sia stato sempre sentito il dove­re di onorare coloro che ci hanno lasciato per una vita oltre la morte.

Nel dubbio, in ogni caso, meglio tacere che sparare una sentenza subito il giorno dopo.



In poche parole, la contro-informazione può anche essere falsa o tendenziosa come quella del mainstream.
La cara, vecchia tattica dei falsi opposti.


Armiamoci e partite (io vengo dopo)

BandaBassotti 300x210 1
D’altra parte da chi è composto ?

La maggior parte della popolazione pende ancora dalle labbra della televisione.
Altri sono palesemente conniventi con la farsa.
Davvero in pochi sono consapevoli della situazione.

Per questo motivo il governo rinnega se stesso ogni giorno che passa.

D’altra parte da chi è composto ?
Quasi esclusivamente da ministri che fanno palesemente i loro interessi clientelari di parte.

Alleati insieme a nostalgici della nomenklatura sovietica.

Mentre al Nord – erroneamente considerato composto da gente “consapevole” e soprattutto “di cultura” – si comportano in maggioranza come dei pecoroni che accettano acriticamente ogni cosa gli venga detta dal mainstream.

Continuando nel contempo a sbraitare contro i “cattivoni”, “ladri”, “sfruttatori”.

Sinceramente il paese si merita la slavina che tra breve lo seppellirà definitivamente.
Da cui – forse – una parte rinascerà dalle proprie ceneri.



BannerVeronica 1


You cannot copy content of this page