La piccola figlia del mare

Pubblicato il 19 Aprile 2021 da Veronica Baker

Per ogni fine c’è un nuovo inizio.

Antoine de Saint ExuperyLe Petit Prince


I ricordi non passano mai.
Perchè sono molto più forti di noi.


Aprile 2, 2005


La piccola figlia del mare
La Fenice aveva l’aspetto di un’aquila reale ed il piumaggio dal colore splendido…

La Fenice aveva l’aspetto di un’aquila reale ed il piumaggio dal colore splendido, il collo color d’oro, rosse le piume del corpo ed azzurra la coda con penne rosee, ali in parte d’oro ed in parte di porpora, un lungo becco affusolato, lunghe zampe e due lunghe piume – una rosa ed una azzurra – che le scivolano morbidamente giù dal capo, od erette sulla sommità del capo.

Dopo aver vissuto per 500 anni – secondo altri 540, 900, 1000, 1461/1468, od addirittura 12954/12994 – la Fenice sentiva sopraggiungere la sua morte, si ritirava in un luogo appartato e costruiva un nido sulla cima di una quercia o di una palma.

Qui accatastava ramoscelli di mirto, incenso, sandalo, legno di cedro, cannella, spigonardo, mirra e le più pregiate piante balsamiche, con le quali intrecciava un nido a forma di uovo, grande quanto era in grado di trasportarlo.

Infine vi si adagiava, lasciava che i raggi del sole l’incendiassero, e si lasciava consumare dalle sue stesse fiamme mentre cantava una canzone di rara bellezza.

Per via della cannella e della mirra che bruciano, la morte di una Fenice è spesso accompagnata da un gradevole profumo.

Dal cumulo di cenere emergeva poi una piccola larva che i raggi solari facevano crescere rapidamente fino a trasformarla nella nuova Fenice nell’arco di tre giorni dopodiché, giovane e potente, volava ad Heliopolis e si posava sopra l’albero sacro.

Inoltre :

La Fenice, dal momento che si crea da sé, non può avere alcun Maestro
Essendo unica è un essere solitario, ancora più solitario per via del fatto che non si riproduce

La piccola figlia del mare

La piccola figlia del mare
Un paradiso incontaminato dove scorgevi il nascere del sole…

Credevi di aver già conosciuto ogni dolore, ogni infima bassezza.
Ti sentivi forte delle tue conoscenze.

Improvvisamente un vortice inaspettato ha portato via tutto di te.

Ti sei trovata sola in una spirale senza fine, rendendoti conto di avere vissuto un’illusione.

Nel dolore spesso si vuole restar soli, si vuole meditare.

La sera quando tenti di dormire i pensieri ti assalgono, la testa ti duole, la mente si sente serrata da angoscia e senti calore…sempre più calore…

Un tunnel buio, scurissimo, lunghissimo, che appare senza fine.

Improvvisamente uno spiraglio : un paesaggio bellissimo, un paradiso incantato tropicale, incontaminato, dove scorgevi il nascere del sole.

Allora pensi che è arrivato il momento, comincerai ad ardere, brucerai nel tuo stesso fuoco, risorgendo dalle tue stesse ceneri.
Questo sarà il momento in cui tornerai a vivere.

E diventerai la piccola figlia del mare.



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