La musica sta (forse) cambiando

Pubblicato il 3 Marzo 2010 da Veronica Baker

Ieri giornata avara di avvenimenti di rilievo in campo economico/finanziario.
Continua il balletto di dichiarazioni fra la Germania  ,che non ha alcuna intenzione di accollarsi il bailout greco :

[….]Michael Meister, who is a deputy leader of the CDU/CSU’s parliamentary group and responsible for budget and fiscal policies, stressed that Greece had to undertake the necessary consolidation and reform steps to regain the confidence of financial markets.”The European Commission and the EU won’t help Greece” financially, Meister said. “The Greeks have to be aware that they have to get by without help from Europe.”

He reminded that the EU treaties do not allow Eurozone member states to bail out another member.The EU has to encourage the Greek government to “courageously” carry forward its structural reforms “so that Greece can become a trustworthy borrower again,” the coalition member reasoned.”If Greece does not undertake the necessary reform steps then it will have problems refinancing its debt and that will be more painful than carrying out the structural reforms,” Meister argued.[….]

…..ed i politici greci, che invece premono per un intervento immediato :

[…]Greece risks bankruptcy if it doesn’t take radical extra measures to fix its finances, Prime Minister George Papandreou warned Tuesday, saying the country was in a “wartime situation.”[…]

In questa situazione surreale, i mercati azionari continuano a salire , incuranti dei pericoli .
Ma è confermata negli ultimi giorni una sostanziale novità :


Si è invertita la correlazione DXY/Gold, che non è più inversa, ma diretta .
Questo è un fatto molto importante, perchè – di fatto – non solo segnala la fine dei diversi carry-trades ma – soprattutto – ci indica che il mercato inizia a ritenere che si vada – quantomeno nel medio periodo – verso un periodo inflattivo e non più deflattivo.

Vedremo nelle prossime settimane ciò che ci dirà il mercato, ma ad esempio – come segnalato più volte negli ultimi giorni – se si guarda il comportamento della £ contro tutti i principali cross internazionali ed il FTSE100 questa interpretazione calzerebbe a pennello.

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