Diffamazione online : quando qualcuno offende su internet

Pubblicato il 28 Settembre 2009 da Veronica Baker

Articolo del dott. Valentino Spataro sulla diffamazione via web, passi fondamentali.

Prima di tutto sgombriamo il campo da tanti equivoci: offendere e’ reato per strada, alla televisione (!) o sui giornali, ma altrettanto e’ su internet. Come quando qualcuno vi offende per strada il problema e’ provare quello che e’ stato detto e chi l’ha detto.

Alcuni aspetti pratici :

  • Se denuncio qualcuno per oltraggio o diffamazione o ingiuria o molestie devo stare attento: se non dimostro il reato non otterro’ una sentenza favorevole ma peggio chi e’ stato citato puo’ farmi causa. E in questo caso la vince perche’ e’ provato che io ho sostenuto una accusa infamante non provata. Quindi prudenza.
  • L’indirizzo ip e’ un mito che aiuta molto volte ma non sempre: in ogni caso le indagini le fa polizia postale, lasciate perdere di farvi le indagini in casa.
  • Su internet spesso ci si presenta con uno pseudonimo: sia chi offende che chi e’ offeso potrebbe non essere riconoscibile. E’ vero anche che lo pseudonimo e’ protetto come il nome, se identifica una persona all’occhio della comunità: quindi valutare caso per caso[….]
  • Il gestore del sito pero’ puo’ aiutare a rimuovere il messaggio: non facendolo se ne assume ogni responsabilità. Prima pero’ di agire contro il gestore del sito dovete mettervi in contatto con lui. Risolvetelo con una richiesta educata. Se siete esasperati dalla non collaborazione del gestore solo una raccomandata vi aiuterà. Se la scrive il vostro avvocato e’ meglio.

In linea di massima considerate che su internet la vita e’ la stessa di quella reale[….]
[….]scrivere con una tastiera al computer sembra sempre qualcosa di piu’ vicino al parlato che allo scritto, e le reazioni immediate, senza filtri dovuti dalla presenza della “controparte”.In un caso su tre e’ la pessima lettura di qualche scritto (a volte in buona fede equivoco) che fa nascere antipatie dure ad essere debellate. Una telefonata risolve di solito ogni discussione.Sia il parlato che lo scritto sono comunque fonte di reato: lo si ricordi. Il difficile come sempre e’ dare prova dei fatti per ottenere protezione in giudizio.

Se in una comunità non siete ben accetti, non c’e’ santo: cambiatela.[….]

[….]Siate determinati nell’usare il vostro potere legittimo di cancellare ogni testo contra legem. Ma soprattutto fatelo. Anzi, a mio parere, meglio cancellare tutta la discussione che se gia’ una volta ha portato a conseguenze nefaste, potrebbe farlo ancora. E comunque occhio alle copie di sicurezza. Da fare, da tenere, per il non si sa mai.

E nella pianificazione dei sistemi di gestione della comunità prevedere i meccanismi piu’ idonei per tracciare l’attività degli utenti per darne informazione alle forze dell’ordine. IP, data e ora, non altri dati che sarebbe violazione della privacy, ma questi si’. Informatene i vostri lettori e fate capire che non darete spazio a nessuno rompiscatole. Non potrete impedire gli abusi, ma certo ne vedrete sempre molti di meno.

Fonte :Diffamazione online

C’è una cosa che l’avvocato fa giustamente notare: in Internet – come esattamente nella vita reale –  è pieno di maleducati, quindi inutile cercarli od arrabbiarsi se nelle loro “communities” di imbecilli scrivono corbellerie.

O se si vede che nei loro gruppi non si è graditi.

La cosa migliore è lasciarli perdere e non averci a che fare a nessun titolo, tanto poi dopo un po’ si dedicano ad altro.

Più li cerchi peggio è.

Nemmeno leggere quello che scrivono, si perde tempo e basta.

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