Italia denotatore della crisi del debito sovrano ?

Pubblicato il 1 Agosto 2020 da Veronica Baker

Un contribuente è uno che lavora per lo stato, ma senza avere vinto un concorso pubblico.

Ronald Reagan


Nel 2021 molto probabilmente sarà l’Italia che darà il via alla crisi del debito sovrano.
Ed il tentativo disperato di rimanere nell’UE sarà (purtroppo) la rovina per gli anni a venire.

Il pericolo naturalmente arriva (come al solito) da Bruxelles.
Molto probabilmente la miccia che fungerà da detonatore sarà la richiesta dell’UE di aumentare (anzi, triplicare !) la tassa di successione.

E’ noto che l’Italia possieda una tassa di successione molto bassa.
Ad esempio, le aliquote in Germania variano dal 17% al 50%, a seconda del grado di parentela con il deceduto.

La media europea è intorno al 15% per i parenti più stretti.
Mentre in Italia questa tassazione è ancora molto favorevole (l’unica in un panorama da Unione Sovietica) : il 4%.

Nel dettaglio, la legislazione italiana prevede le seguenti aliquote :

4% per il coniuge superstite ed ai figli, con un’esenzione di 1.000.000 € per ogni beneficiario
6% per i  fratelli e le sorelle del defunto, con un’esenzione di 100.000 € per ogni beneficiario
6% per i parenti entro il quarto grado di parentela con il defunto e per altri parenti dal lato del coniuge fino al terzo grado. In questo caso non è prevista alcuna esenzione
8% per i trasferimenti a persone al di fuori della famiglia. Anche in questo caso non è prevista nessuna esenzione

Italia denotatore della crisi del debito sovrano
Nel 2021 molto probabilmente sarà l’Italia che darà il via alla crisi del debito sovrano…

L’imposta di successione si applica a tutti i beni mondiali appartenenti al defunto esclusivamente se è residente in Italia.
Se la persona (deceduta) vive al di fuori dell’Italia, si applicherà esclusivamente ai beni (del defunto) in territorio italiano.

Ma dove sta il nocciolo della situazione ?
L’italiano medio storicamente investe i propri risparmi nel mattone proprio perchè l’imposta di successione è da sempre estremamente bassa.

Per questo motivo molta gente possiede quasi esclusivamente immobili.
La maggior parte dei quali in questo momento sono praticamente invendibili.

Di conseguenza, molta gente che ha perso il lavoro ha in questo momento come unico reddito quello da locazione di qualche immobile di proprietà.
E neanche questo reddito è sicuro, perchè stanno aumentando in modo esponenziale le insolvenze da parte di inquilini morosi.

Ma i redditi da locazione pagano già una esosa tassa sul reddito (dal 23% al 43%, quindi certamente non agevolata, con una no-tax area – la cosiddetta franchigia – ridicola di 3000€), oltre alle periodiche (ma spesso necessarie) spese di manutenzione (non sempre deducibili e sicuramente non economiche).

Inoltre gli importi catastali non sono revisionati da anni : nella maggior parte dei casi sono fermi addirittura sin dagli anni ’80.
Ecco perchè le amministrazioni locali ogni anno continuano ad aumentare altri balzelli come IMU e TASI.

Per questo motivo, se venisse triplicata l’imposta di successione – come da anni suggerisce Bruxelles – in Italia immediatamente si avrebbe il più grande crollo immobiliare della storia moderna.
Un tale aumento della tassa di successione è infatti paragonabile ad una tassa del 50% sui risparmi depositati in banca.

Inoltre il crollo repentino del valore degli immobili distruggerebbe definitivamente lo stato patrimoniale delle banche.
Che fino ad ora sono riuscite ad evitare il fallimento solo perchè dal 2008 stanno mettendo a bilancio un valore (gonfiato) dei loro immobili di proprietà.
Ma se il valore complessivo degli immobili crollasse improvvisamente, i principali istituti di credito italiani farebbero immediatamente default.
Rendendo necessaria una loro immediata nazionalizzazione.

Italia denotatore della crisi del debito sovrano ?

Naturalmente il  (fallito) governo italiano conosce tutta la situazione benissimo.
Ed ecco appunto perchè – di concerto con la altrettanto strafallita UE – vogliono assolutamente evitare il bank-run da parte dei correntisti.
Oltre a necessitare di una “immediata” digitalizzazione dell’€.

Tutto è stato organizzato troppo bene, nei minimi dettagli, per essere frutto del caso.
E la grande massa ancora non ha – come al solito – compreso cosa sta succedendo proprio sotto i loro occhi.

Ma questo finale per la BCE è davvero difficile da salvare, se non ormai completamente perso.
Questo piano – che a mio avviso entrerà in azione molto presto – molto probabilmente fallirà miseramente.

Semplicemente perchè la gente comune non accetterà mai questo diktat dittatoriale.
A cui seguiranno violenti disordini, rivolte e – nel caso la situazione dovesse sfuggire definitivamente di mano – una vera e propria guerra.



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