Il ruolo dell’insegnante

Pubblicato il 19 Febbraio 2020 da Veronica Baker

La scuola è il nostro passaporto per il futuro, poiché il domani appartiene a coloro che oggi si preparano ad affrontarlo.

Malcom X


Febbraio 12, 2020


Il ruolo dell’insegnante è formare prima che insegnare.
E per formare le persone bisogna in qualche modo essere modelli, anche solo per essere credibili.

Tu cosa ne pensi ?

Jo

Il ruolo dell’insegnante

Il ruolo dell'insegnante
Se ripenso al mio passato di studentessa…

In linea di massima sono d’accordo con te.
Ma se ripenso al mio passato di studentessa…
Ecco alcuni “modelli” avuti come insegnanti.

In prima liceo una Prof. di lettere e latino che faceva parte dell’Opus Dei.
A scuola non faceva altro che affermare che Dante faceva bene a mettere gli omosessuali all’Inferno e che ogni Venerdì Santo il cielo si oscurava all’ora precisa in cui era morto Gesù Cristo.

Successivamente nel biennio ho avuto per un brevissimo periodo come insegnante di lettere e latino un prete laico.
Un pessimo Prof. sotto tutti i punti di vista.
Odiava i comunisti ed amava invece molto le ragazzine.

In terza liceo una Prof. di lettere alla quale piaceva ostentare il suo status sociale.

Buon matrimonio più che un buon stipendio, ovviamente.
Arrivava a lezione sempre molto ben vestita, griffata, ingioiellata, con una bella macchina.

In quarta e quinta liceo una Prof. di lettere e latino che pensava esclusivamente alla sua carriera politica.
Un giorno sì ed un giorno no ostentava questo suo pensiero.
Ovviamente non faceva nulla per interessare i suoi allievi allo studio delle materie da lei insegnate svogliatamente.

In terza liceo un Prof. di filosofia che odiava a priori le ragazze, dandole spesso a priori dei brutti voti anche quando mostravano di essere preparate.
Ed adescava i maschietti (con una marcata predilizione per i biondini con gli occhi azzurri) nel suo appartamento a vedere film porno gay,

In quarta liceo ho avuto per poche settimane un insegnante di filosofia che entrava in classe, si sedeva alla cattedra, diceva letteralmente di “non rompere i coglioni” e poi apriva il giornale leggendolo per tutto il tempo.
Naturalmente era il suo secondo lavoro.

E voglio tralasciare molti altri esempi (perchè qua si scenderebbe nel personale), come la mia Prof. di Inglese (purtroppo per ben cinque anni) che mi odiava visceralmente solo perchè nello studio del pianoforte allora ero considerata un talento naturale, mentre suo figlio (che frequentava la mia medesima scuola) era stonato come una campana e soprattutto non era minimamente portato allo studio della materia.

Cosa voglio arrivare a dire ?

Che concordo solo fino ad un certo punto sul ruolo dell’insegnante come modello.
Perchè l’educazione ed i valori dovrebbero essere trasmessi principalmente dai genitori (o dai tutori).

Un insegnante non può fare altro che fornire una preparazione didattica ed insegnare il rispetto per le regole.
Non può (e non potrà mai) sostituirsi ad una madre (od un padre) e diventare per loro un modello di riferimento da seguire.

Il vero problema è l’ignoranza e la poca professionalità di molti docenti.
Situazione che comporta il discredito della intera categoria.

La scuola non riconosce certo le differenze fra chi è davvero colto e preparato, e chi è semi-analfabeta.
Appiattisce tutti verso il basso.

Veronica



StrongerthanDestiny


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