Il rispetto della persona

Pubblicato il 1 Aprile 2009 da Veronica Baker

Il rispetto non è ossequio, deferenza, riverenza.
E’ attenzione, considerazione e riguardo per le persone, le istituzioni e le cose.
E’ la prima categoria di una forma educativa che non può essere insegnata, ma che si apprende con l’esempio, la prassi, l’imitazione e l’identificazione.

Il rispetto è come l’amore: se lo hai ricevuto nelle forme giuste riesci a darlo correttamente.
In caso contrario lo impari come una lezione scolastica, ma non è la stessa cosa: rimane un apprendimento razionale troppo lontano dal vissuto emotivo.

Occorrerebbe formare gruppi di studio e di lavoro per la rivalutazione del comportamento animale, quale essenza della nostra personalità, come facevano i nostri nonni i quali, ignorando la psicologia, si attenevano a questo principio.

Dobbiamo raggrupparci.

Come le dita di una stessa mano.
Come le anatre di uno stesso stormo.

La prima anatra si lancia ed apre la strada alla seconda che indica il percorso alla terza, e la spinta della terza fa spiccare il volo alla quarta, che trascina la quinta, e lo slancio della quinta provoca il volo della sesta, che fa coraggio alla settima…

Quando l’anatra esploratrice si stanca, raggiunge la coda dello sciame e lascia il posto ad un’altra che risale alla punta di questa V capovolta che le anatre disegnano in volo. Tutte a turno prenderanno la testa e la coda del gruppo.

Nessun’anatra si considera animale “super” per il fatto che vola davanti, né animale “minus” se vola in coda.

Le oche – intese come persone – si riterranno sempre superiori alle altri.

E scapperanno sempre conigli davanti alle proprie responsabilità.
Una botta al cerchio ed una alla botte……

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