Il peso del mondo

Pubblicato il 4 Luglio 2021 da Veronica Baker

Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei !

Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un opera di teatro, che non ha prove iniziali : canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca senza applausi…

Charlie Chaplin


Il peso del mondo
La schiavitù è stata abolita da almeno un secolo…

La schiavitù è stata abolita da almeno un secolo.

Allora lo schiavo si poteva uccidere, incatenare, torturare.
In poche parole costringerlo.

Finito quel tempo, sono arrivati i servi.
Ma cambiava ben poco.

Si poteva sempre costringere qualcuno ad essere un servo.

Poi con l’era industriale è arrivata la necessità.
E per via della fame qualcuno ha potuto costringere le persone a lavorare come schiavi.

Poi finalmente sono arrivate le conquiste sindacali.

Ed allora non hanno più potuto opprimere.

Oggi invece si condiziona e si convince la gente ad essere degli schiavi.
Basta ripetere ossessivamente che non c’è speranza ed alternativa.
E piano piano tutti saranno convinti che è necessario fare ulteriori sacrifici.

Il peso del mondo

“Portare sulle spalle il peso del mondo” è un’espressione che ho già usato in precedenza per indicare tutti coloro che dicono di sacrificarsi per un ideale “superiore”.
Arrivando a rinunciare a tutto, dignità compresa, in nome di qualche principio “altissimo”.

A mio avviso occorre dapprima fare un passo indietro.
Fissando un concetto fondamentale :

“Quando una cosa è legale, puoi farla sempre.
L’importante è rispettare sempre la legge”.

Nel mondo però stanno sempre di più proliferando leggi talvolta inutili se non proprio dannose.
Nel contempo viene costantemente ripetuto il seguente concetto :

”Esiste una ragione più alta per la quale non devi fare qualcosa che ti piace (o che vuoi) fare”.

Moralismi, civismi, volontarismi.
Insomma, più o meno ci si sente dire sempre che se c’è qualcosa che ci piace fare che non riguarda il bene “comune” non dobbiamo farlo.
Perchè se tutti non pensano al bene comune, il proprio paese – e di conseguenza il mondo – affonderà inesorabilmente.

Ma non sento mai nessuno portare una obiezione fondamentale :

“Quando sarà il momento in cui potremo fare qualcosa per noi stessi, finalmente, e che avrà come beneficiario la nostra persona ?”

Pare infatti che le parole “noi stessi”, “personalmente”, “a nostro beneficio” siano scomparse dal vocabolario di uso comune.
Sostituite da termini odiosamente falsi come “equo-solidali”, “pari opportunità”,”quote rosa”,”parità di genere”, che mirano appunto a rendere l’intera popolazione composta da mediocri peones senz’arte né parte.

Come fosse diventato un peccato mortale pensare alla propria crescita personale a discapito di quella collettiva.
Naturalmente ad un certo punto mi è venuta in mente la seguente domanda :

“Cosa sto facendo per me stessa ?
E soprattutto, che cosa fa la collettività per me ?“

La risposta è stata conseguente :

“Nulla, anzi, cerca in tutti i modi di impoverirmi, oltre che di rendermi la vita sempre più difficile”.

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Il peso del mondo…

Solitamente a questo punto l’obiezione che mi sento porre è che sono come minimo una irresponsabile.
Al contrario invece.

Ho sempre avuto il massimo rispetto di tutte le leggi esistenti e vigenti.
Forse anche troppo.

Ma il punto è un altro.
Volevo che la mia vita rimanesse nelle mia mani.
Essere padrona del mio destino.

Per cui sin dal momento in cui ho iniziato a progettare di cambiare il mio lifestyle ho messo i seguenti imprescindibili paletti  :

Rispettare sempre le leggi.
Correttezza ed eticità prima di tutto.

I vantaggi immediati materiali di qualcosa devono essere miei subito.
Non tanto economicamente, ma soprattutto di qualità della vita.

I grandi problemi sistemici non mi riguardano se non in minima parte.
Ed in ogni caso l’unica soluzione possibile è adattarsi ai cambiamenti.

Lo so, lo so.
In questo modo mi rispondono sempre che l’economia non riparte.
Dalla crisi non si esce.
Il mondo affonda.
Ed è tutta colpa delle persone irresponsabili come me.

E’ il peso del mondo.
Tutto il peso del mondo.

Ma non spetta solo a noi portarlo.
Quantomeno non spetta (solo) a me.

Ci sono i martiri, per questo.



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