Il Maestro Van Katz

Pubblicato il 23 Febbraio 2019 da Veronica Baker

Siamo tutti apprendisti in un mestiere dove non si diventa mai maestri.

Ernest Hemingway


Il Maestro Van Katz
Il personaggio “medio” di un certo ambiente…

All’epoca scoppiarono nel mio blog grandissime baruffe a causa di questo impietoso (ma reale) ritratto riguardo il personaggio “medio” di un certo ambiente (quello scacchistico).

Perchè avevo voluto essere il più possibile generica.

Il Maestro Van Katz era infatti un personaggio immaginario.
E compendiava i difetti e le abitudini di molte persone dell’ambiente.

Un “collage” di episodi realmente capitati (ed a cui avevo assistito, oppure di cui avevo ricevuto relative testimonianze) nel corso dei tanti anni in cui avevo frequentato (purtroppo) quel mondo.

Ovviamente non avrebbe avuto nessun senso scaricare tutto su di una sola persona rendendola riconoscibile.
Ma scatenarono una caccia al “personaggio”.

Ed ovviamente “i soliti noti” – guardacaso sempre della stessa “sponda” – da classisti fino al midollo qual sono sempre stati, mica erano venuti ad interloquire con me.
Ma discutevano sul “loro” forum estrapolando alcune frasi a caso dal post.
Pubblicando inoltre affermazioni diffamatorie e davvero molto pesanti nei miei confronti, con tanto di riferimenti anagrafici.

Ovviamente la vicenda ebbe poi alla fine strascichi nella sede legale competente (Garante della Privacy).
A cui fu chiesta (ed ottenuta immediatamente come per il successivo caso che mi capitò l’anno dopo) la cancellazione delle pagine web in cui in modo del tutto arbitrario tali personaggi mi avevano tirata in causa.
Ed il “loro” forum si ammutolì improvvisamente. diventando “privato”.

I soliti “sinistri”.
Con cui proprio non si può dialogare mai in modo civile ed educato.


August 19, 2009


Un esempio di giocatore frustrato e ammorbante, che imperversa nell’ambiente italiano (e il fatto che molti lo trovino gradevole è la prova di quanto malato sia l’ambiente) è il maestro Van Katz.

Chi è, un olandese ?
In effetti il nome è di fantasia.
Ma Van Katz mi pare descriva bene la personalità di costui, fancazzista, frustrato e parassita come pochi.

Parassita sicuramente.
Dal momento che lavora – si fa per dire – in un ente pubblico.

Dove a suo stesso dire è lì solo per prendere uno stipendio.

Perché per lui quella è vacanza e non lavoro.

Ma nessuno ha mai capito quale sia davvero la sua professione.
Mentre gli scacchi sarebbero “lavoro” per lui.

La maggioranza degli italiani riesce a prendersi circa un mese di ferie l’anno.
Quasi sempre durante l’estate, a Luglio od Agosto.
Lui invece è sempre in giro a fare tornei per tutto l’anno.

Pur non essendo un professionista, visto che la sua forza di gioco non glielo consentirebbe.
Quindi a spese del contribuente.

Van Katz compendia e racchiude nella sua personalità i peggiori difetti dell’ambiente (scacchistico) italiano.
Tanto per cominciare, è servile e viscido come pochi.
Forte coi deboli e debole coi forti.

Normalmente lo potete vedere intento ad arruffianarsi qualche Grande Maestro.
Od in generale qualche altro giocatore titolato.

Con loro Van Katz è sempre gentile e cordiale.
Mentre solitamente è sprezzante e sgarbato con giocatori che reputa di basso livello.

In questo è altamente stupido.
A lui piace citare una battuta di Steinitz, che una volta trattò dall’alto in basso e con arroganza un grande finanziere austriaco (e modesto scacchista dilettante) che si era recato al circolo di Vienna, dicendogli : “Alla Borsa lei sarà il n° 1, qui il numero 1 invece sono io !”.

Qualunque persona con un po’ di cervello e buon senso avrebbe trattato con educazione ed un minimo di tatto il finanziere.
Che forse avrebbe potuto contribuire in futuro con generosi premi a qualche torneo.
Ma Steinitz (e Van Katz) a questo non ci arrivava.

Van Katz inoltre è ridicolo.
Crede di essere un fenomeno quando in realtà è un giocatore qualunque.

E come tanti di noi talvolta è in grado di battere qualche giocatore professionista.
Ma anche lui come tutti può pareggiare o perdere con giocatori di rango inferiore.
Che però in quella singola partita si sono dimostrati più forti della loro (teorica) forza.

Inoltre Van Katz è totalmente privo di senso pratico e comune buon senso.

Il Maestro Van Katz
Uno strappo in auto per alcune centinaia di Km…

Una volta si recò da un mio conoscente chiedendogli uno strappo in auto per alcune centinaia di Km.
Dalla sede del torneo fino a casa sua.

Lui gli rispose che aveva spazio e non avrebbe avuto alcun problema a concedergli un passaggio.

Ma contemporaneamente aveva avuto anche la faccia tosta di chiedergli che gli prestasse dei soldi perché – a suo dire – aveva esaurito gli € ed aveva problemi a farsi cambiare la valuta.

Ora, a parte il fatto che in quel momento si trovava in una città europea modernissima piena di banche.
Anzi, una grande città nel paese per eccellenza delle banche !
Quindi la scusa era quanto meno esilarante.

Ma se Van Katz era rimasto senza il becco di un quattrino il motivo era un poco differente.

Aveva voluto a tutti i costi comprare un pc portatile per collegarsi ad internet anche dalla sua camera di albergo.
Quello che aveva con sè si era “guastato” (o più probabilmente non riusciva a riavviarlo).

Naturalmente alla fine Van Katz non ottenne né il passaggio in auto, né (ovviamente) il prestito.
Chi troppo vuole nulla stringe.

Ma ci sono altri aspetti della sua personalità decisamente insopportabili.
Van Katz è altamente maligno.
Infatti ha una capacità infallibile di salire sul carro del vincitore per opportunismo.
Ed allo stesso tempo è spietato nell’infierire su chi è in difficoltà.

Se avete perso una partita stategli alla larga !
Perché solitamente non perderà occasione per affondare il coltello nella piaga.
Prendendo invariabilmente le parti del vincitore.

Inoltre è formalista e classista come pochi.
Anche se a parole (ovviamente) ostenta idee “progressiste”.

Più di una volta mi è capitato di sentirlo dire che lui è “maestro di scacchi” per imporsi e troncare discussioni con giocatori di categoria inferiore.
Una cosa ridicola oltre ogni possibile immaginazione.

Infine, Van Katz è ignorante oltre ogni limite.
In ciò si affianca ai vari frustrati e falliti che hanno buttato via migliaia di ore della loro vita giocando esclusivamente a scacchi.
E poi non sanno nemmeno scrivere due righe decentemente, senza strafalcioni sintattici o grammaticali.

Van Katz commette infatti svarioni da 5a elementare.
Ad esempio mette l’apostrofo dopo “un” seguito da sostantivo maschile.
Ma quale “maestro” ?

Quindi, se l’immagine di Van Katz è obiettivamente quella di un fallito, parassita, ignorante, frustrato e maligno, allora non si capisce perché chi frequenta abitualmente l’ambiente lo stimi e lo valuti positivamente.

Io ho incontrato parecchi giocatori estranei all’ambiente che mi hanno confidato di trovarlo insopportabile.
Eppure da moltissimi  è ritenuto un personaggio simpatico, estroso, originale.

E chi lo apprezza non riuscirà mai a capire perché su 60 milioni di italiani la stragrande maggioranza avrebbe la nausea a praticare uno sport in cui si ha a che fare con gente come Van Katz.



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