Il libro della nostra vita

Pubblicato il 21 Marzo 2022 da Veronica Baker

La vita non è quella che si è vissuta,
ma quella che si ricorda
e come la si ricorda per raccontarla.

Gabriel Garcia Marquez


Il libro della nostra vita

Quante volte ci passa di mente quello che è successo il giorno prima, la settimana prima, il mese prima ?
Od addirittura l’anno prima ?

Sommersi da notizie di ogni tipo, si perde la memoria di quello che è successo.

La percezione della quotidianità è sviata.
Di conseguenza lo sono anche le nostre decisioni ed i nostri comportamenti.

Ma non è altro che il libro della nostra vita.
Una traccia sul selciato di questo mondo.


Amarcord

In queste ultime settimane ho passato del tempo a riordinare armadi e librerie.
Fra vecchi giocattoli, fumetti, nastri (musicassetta e qualche bobina) e dischi in vinile, ho (ri)scoperto la mia infanzia e la mia gioventù.

Sono stata molto fortunata a vivere un’epoca (personaggi compresi, che piano piano ci stanno abbandonando) che oggi non c’è proprio più.

E non invidio affatto i giovani ed i giovanissimi di oggi.
Che non hanno proprio nessuna possibilità di vivere in modo spensierato gli anni migliori della loro vita.



Causa ed effetto

Capita di ripensare dove si è commesso un errore.

E ripensandoci, in poco tempo si giunge a capire un facile concetto.

Le situazioni si ripetono continuamente.
E molto spesso si evolvono nello stesso modo.

Individuato questo fatto, occorre prenderne semplicemente atto.
Prendendo le adeguate contromisure.

Anche se a volte sono difficili da distinguere.


Il giro della vita

Pochi sono gli idealisti che resistono.
Prima “eravamo quattro amiche al bar (reale) piene di speranze e sogni” (passato).
Ora “siamo quattro amiche al bar (virtuale) consapevoli di dover vivere in questo mondo” (presente).

Cambiano i tempi.

Le speranze diventano illusioni.
Cambiare il mondo è sola inutile utopia.


There is music in you

Il libro della nostra vita
Una musica non è solo una melodia…

La musica fa parte della mia vita.
Non solo perchè io stessa sono una musicista.
Mi diletto a suonare il piano e tutti i tipi di tastiera, a riarrangiare canzoni più o meno note, ed ogni tanto a scrivere nuovi brani.

E’ qualcosa che è nella mia mente, che sgorga dal mio cuore e poi si infonde in me.
Una musica non è solo una melodia.
Ma è una emozione intensa.
Un ricordo di una persona, di un amore, di un momento felice della tua vita.

Oppure un momento per rilassarsi, per immergersi nei propri pensieri.
Per fantasticare, per sognare.

Chi di noi non ha mai sognato ?
Io penso che sia la cosa più bella che esiste al mondo.
Dà la forza di vivere, di andare avanti, di credere in qualcosa che sembra irraggiungibile.
Ma in quel momento vicinissimo.

Ed è più facile sognare ascoltando una musica soave ed un po’ malinconica.

Ma anche ritmi più vivaci possono aiutarci a tirare su il morale ed a ritrovare risorse nascoste.

Un sogno non è una fantasia notturna.
Ma il desiderio e la speranza di determinare una strada da percorrere e da non abbandonare mai.

Un cammino verso una meta prefissata.
Verso un futuro migliore.


Dreams are necessary to life

La nostra vita è spesso piena di contrasti.

Felicità e dolore.
Amore ed odio.

Spesso quando siamo felici, accadono eventi spiacevoli.
Ma d’altra parte, la sofferenza non è l’unico sentimento che proviamo.

L’incanto e la magia torneranno sempre.
Non può piovere per sempre.


Una società migliore ?

Una società migliore ?
L’impegno del singolo non è mai inutile…

L’Italia è il paese in cui… :

Le mamme vanno a vedere giocare a calcio i figli bestemmiando e imprecando.
Le manifestazioni pacifiste finiscono con città devastate.

Ci si picchia per aver fregato un parcheggio al supermercato.
Si preferisce la corruzione alla legalità.

Si preferisce dare sempre false verità di parte prima di accertare una possibile attendibilità.
Comanda l’arte dell’arrangiarsi.

Il bullismo nelle scuole dilaga.
Non si insegnano più alle nuove generazioni l’educazione ed i valori civici.

Tutto è permesso ad alcuni mentre nulla è permesso ad altri.
Anzichè rispettare le leggi, si cerca il modo di aggirarle.

La prima cosa che la gente pensa è il tornaconto ed i propri interessi personali a discapito della collettività.

Certo.
Ma ci sono anche persone perbene.

Che si impegnano ogni giorno.
E che sono lontanissime dai comportamenti appena descritti.

E possono essere solamente loro (anzi, noi) alla lunga a cambiare in meglio il paese.

L’errore è pensare che debba agire prima la collettività e poi il singolo.
Occorre invece esattamente il contrario.

Impegnarci in modo individuale.
Pensando esclusivamente alla nostra crescita personale.

Infatti ciò che fa il singolo non è mai inutile.
Perchè ogni persona ha dentro di sè un universo.

E può fare molto per costruire una società migliore.


Aprile 28, 2014


Sul problema della parità di genere

Da anni sento ripetere che le donne non hanno gli stessi diritti dell’uomo.
E questo è (purtroppo) vero.
Sento poi dire che le donne sono considerate “inferiori” e spesso il nascere uomo ha dei privilegi.
Questo è (invece) falso.

Mi spiego.
La donna ha una posizione di inferiorità se si assumono come parametri positivi alcuni modelli maschili stereotipati.

In questi casi sì, la donna è in netto svantaggio rispetto all’uomo, e lo è ancora in molte zone del pianeta.

Il libro della nostra vita
Se una persona è veramente alla pari, non c’è ragione di ribadirlo con una legge…

Pensiamo alla storia italiana.
Il diritto di voto alle donne è stato dato solo nel 1946, cioè pochissimo tempo fa.

Fino al 1975 il marito era il capo della famiglia e la donna era tenuta a seguirlo.

Con il codice del 1865 in vigore fino al 1943 il marito poteva picchiare la moglie purchè non provocasse ferite con sangue, oppure il cosiddetto “delitto d’onore” abolito solo nel 1981.

Si tratta di norme che fortunatamente sono scomparse, ma solo da un tempo relativamente breve.
Segno che i tempi in cui ci sarà una vera parità di diritti sono ancora lontani a venire.

Che la parità sia una chimera lontana lo dimostrano le leggi sulla “quote rosa” (o tutti i discorsi sulla cosiddetta “parita di genere”) che in realtà mortificano quel principio di parità che vorrebbero tutelare.

Perchè se una persona è veramente alla pari, non c’è ragione di ribadirlo con una legge.
Se un concetto viene ribadito dalla legge, semplicemente vuol dire che non è acquisito dalla maggioranza della popolazione.

E dividendo il mondo in donne e uomini ci si dimentica che ogni essere umano è una persona e non una categoria maschile o femminile (od “altro”, come oggi talvolta si legge).

Molti uomini, per carattere o per educazione, non vogliono adeguarsi ai parametri della società maschilista che li vorrebbe di successo, privi di emozioni, e grandi playboy.
E la società maschilista costringe gli uomini che non rientrano in questi parametri ad adeguarsi.

Inoltre la donna dalla sua situazione di (presunta) “inferiorità” non ha solo svantaggi.

Ne hanno sicuramente le donne che vogliono arrivare all’apice della carriera e che non ci riescono spesso perchè chiuse da una finta meritocrazia in ambienti di lavoro particolarmente sessisti.
Ma non quelle che invece non vogliono lavorare e vogliono farsi mantenere dal marito od amante, quelle a cui piace essere corteggiate, farsi portare fiori, e molti altri esempi.

Una società in cui i ruoli siano fissi dà esclusivamente dei vantaggi a quelle persone che in quei ruoli si riconoscono, e dà svantaggi a quelli che vorrebbero uscire da questi schemi.
E questo succede sia agli uomini che alle donne.

Quindi la società maschilista ha nuociuto e nuoce ad alcune donne, e giovato ad altre.
Ma ha nuociuto anche a molti uomini.
La donna insomma non ha avuto negli ultimi anni una posizione di svantaggio, ma semplicemente solo diversa.

Una società che riconosca davvero la parità di genere deve dare a tutti le stesse opportunità.

A questo punto si parlerebbe solo di “diversità” e non di “parità”, perchè il valore aggiunto della persona sarebbe la sua capacità di raggiungere la pace interiore, indipendentemente dalla sua condizione lavorativa, economica e sessuale.

La società maschilista non nuoce solo alla donna.
Nuoce alla libertà di tutti, uomini e donne.


Quote rosa discriminatorie
Il libro della nostra vita
Questa non è parità…

Una legge tra le più oscurantiste e discriminatorie che abbia mai visto.

Lo stesso principio che fissa il numero dei posti di lavoro riservati alle persone disabili.
Un disabile fatica a trovare lavoro, perchè i suoi limiti fisici sono tali da impedirglielo.

Il governo deve quindi farsi carico delle esigenze di dignità di queste persone, intervenendo sulla meritocrazia.

Nel costruire le quote rosa, si ragiona nel medesimo modo.

I “soggetti” appartenenti alla classe da tutelare soffrono di qualche intrinseca e materiale limitazione per cui non sono in grado di sfruttare le occasioni naturali offerte dalla società.

Quindi è necessario un intervento compensativo che aggiunga un vantaggio artificiale per compensare l’entità di queste limitazioni.

Questa non è parità.
Ma è solamente una ripartizione aritmetica, che non fa altro che certificare la disparità.


Lettera ad un’amica

Una mia vecchia lettera (virtuale), che in realtà non fu mai letta dalla diretta interessata.


16 Settembre, 2011


Il libro della nostra vita
So che non leggerai mai queste mie parole…

Cara Sharon (nome di fantasia, N.d.A.),

so che non leggerai mai queste mie parole.
Anche se sono esattamente quelle che ti detto di persona più volte.

Non utilizzi mai Internet, anche se so che scrivi nel tuo diario personale tutti i giorni sin da quando eri una bimba.

La tua vita non è mai stata certo facile.
Ma non hai mai avuto paura del giudizio degli altri, che hanno sempre parlato male di te a sproposito.

Unica donna – e decisamente attraente – in un ambiente lavorativo composto di soli maschi (operaia in un’ industria meccanica pesante), le malelingue e le dicerie su di te si sono sempre sprecate nonostante la loro infondatezza e la tua onestà.

Ti hanno fatta piangere, ti hanno fatta stare male, ti hanno spesso levato la dignità.
Ma tu hai sempre tirato dritta per la tua strada, senza aver mai navigato certamente nell’oro .

Soprattutto hai sempre creduto nell’amore vero.
Nonostante le pesanti delusioni.

Il tuo primo compagno anni fa se n’è andato quando si è accorto che tu eri rimasta incinta.
Ed hai dovuto crescere tuo figlio (ora adolescente) completamente da sola.
Dato che la tua famiglia allo stesso modo si è dileguata .

Hai tirato avanti fra mille difficoltà.
Senza poter spendere nulla in beni voluttuari.
Ma solo ciò che era necessario per la crescita di tuo figlio.

E sappiamo tutti benissimo che cosa significhi in questo paese essere una ragazza madre.
Essere additata per sempre .

Hai trovato poi un secondo compagno che ti tradiva di nascosto e continuamente.
Finchè lo hai scoperto casualmente con un SMS galeotto ed inequivocabile.

Lui ha strenuamente negato il falso.
Ma soprattutto ti ha fatto capire di non voler mandare avanti il rapporto perchè interessato soprattutto a sostenere le spese per mandare avanti la “sua” attività in proprio.

E così ti sei ritrovata improvvisamente “con il culo per terra”.
Affitto, cibo, vestiario, beni di prima necessità, istruzione di tuo figlio.
A cui vorresti – come mi dici sempre – dare le soddisfazioni che non ha mai avuto fino ad ora.

Hai fatto richiesta di case popolari per avere almeno il risparmio di “quella spesa”.
Dato che – come mi racconti sempre – quando porti a casa lo stipendio fai subito “i piccoli mucchietti di denaro”.
Questo per l’affitto, questo per fare la spesa, questo per la benzina, questo per l’abbonamento del bus.

Ma la risposta è stata negativa per i motivi che sappiamo tutti.
Purtroppo paghi il fatto di essere italiana e di non avere santi in Paradiso, cioè conoscenze altolocate .

E’ un’ingiustizia, lo so benissimo.

Lettera ad un'amica
E’ un’ingiustizia, lo so benissimo…

Come mi hai raccontato, altre persone nella tua situazione sarebbero subito andate a piangere in qualche sede di sindacato.

In questo modo avrebbero ottenuto facilmente qualche privilegio in cambio di alcune ”scampagnate” in qualche città.
Oppure – come ho aggiunto invece io lo scorso sabato sera – avrebbero mandato questa testimonianza nei soliti stragettonatissimi blog condita degli altrettanto soliti insulti al fine di ottenere un po’ di pubblicità.

Oppure avrebbero utilizzati i soliti ben noti sotterfugi.

Tu, invece no.
Sei venuta da me a spiegarmi la tua vita ed a chiedermi conforto.

A farmi domande su quale potrebbe essere il tuo futuro se – come è probabile – arriverai al punto di dover fare delle scelte difficili.

Ti sei aperta come un libro – fidandoti completamente di me – come ben poche persone oggi avrebbero avuto il coraggio di fare, trincerandosi dietro una marea di scuse e di bugie.

Guarda sempre avanti e mai indietro.
Senza tenere conto del giudizio degli altri.

Soprattutto va’ dove ti porta il cuore.



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