Il colore del grano

Pubblicato il 2 Gennaio 2022 da Veronica Baker

Ma allora che ci guadagni ?
“Ci guadagno”, disse la volpe, “il colore del grano”.

Antoine de Saint ExupéryLe Petit Prince


Il colore del grano

Il colore del grano
Sono convinta che ci troviamo davvero vicini ad una nuova primavera dell’umanità…(Thx to A. per la foto !)

Sono convinta che ci troviamo davvero vicini ad una nuova primavera dell’umanità.

Un’era dove ci sarà molta più attenzione alla dignità economica dei lavoratori.

Ritengo che occorra recuperare la consapevolezza dell’importanza di reperire risorse umane dal punto di vista dell’artigianalità.

Il problema di fondo è semplice.
E’ giusto ad esempio che qualcuno possa acquistare un paio di pantaloni a 20 $ ?

Quanto ha guadagnato chi lo ha fatto realmente ?
0.10 $, se va bene.
Questa logica forse potrebbe essere corretta se il medesimo paio di pantaloni venisse venduto dove viene prodotto.

Dove lo stipendio medio è di 250 $ al mese.

Ma se lo stesso paio di pantaloni viene venduto allo stesso prezzo a Milano, Londra o New York, forse c’è qualcosa di gravemente sbagliato.
Significa che il lavoratore non ha guadagnato quasi nulla.

Oggi gli squali ragionano esclusivamente solo nella direzione opposta.
Il profitto immediato.

E la qualità non paga più.
Chi lavora seguendo questi “vecchi” principi oggi ad andare bene raggiunge il pareggio di bilancio.

Ed ecco perchè proliferano in tutti i settori gli abusivi, i fornitori di servizi di scarsissima qualità.
Oppure chi pur di prendere un ordine, un progetto, una commessa esce sottocosto.

Ma così viene strangolato il mercato del lavoro.
Esattamente come vogliono gli squali.
Un circoletto vizioso, da cui non si esce più.

E la cricca mafiosa del “Club” che sta sulle nostre teste sta facendo di tutto per affossare definitivamente il mondo imprenditoriale (piccola e media impresa) in tutto il globo terrestre.

La resa dei conti è vicina.


La nuova Mafia

La nuova Mafia
Hanno tutto da guadagnarci soprattutto a Silicon Valley…

A mio parere è abbastanza ovvio che dalla situazione di blocco delle attività produttive hanno tutto da guadagnarci soprattutto le società di Silicon Valley : Microsoft, Apple, Google, Facebook, Amazon, Twitter.

Pochissimi hanno compreso ciò che incessantemente ho affermato sin dai primi giorni di questa farsa globale.
Il vero obiettivo dei blocchi è la totale distruzione della piccola e della media impresa.

Il passo successivo è mettere in atto procedure tali che queste aziende non possano mai più riaprire.

Costi, procedure di sanificazione, livelli di conformità aventi costi proibitivi.

Questo è stato il vero obiettivo sin dall’inizio.
La distruzione totale della libera impresa.

E lo rimarrà fino a quando non rimarranno solo le grandi imprese.
Ma queste in molti casi hanno già partecipazioni statali, talvolta molto importanti.
Ed ovviamente saranno le uniche che potranno guadagnare da questo nuovo regime di monopolio statale.

La nuova Mafia
Le grandi aziende tecnologiche possono adeguatamente sfruttare questa situazione…

Le grandi aziende tecnologiche ovviamente si trovano in una posizione unica per sfruttare poter adeguatamente sfruttare questa situazione.

Semplicemente perchè possono ben presto diventare gli unici fornitori di qualunque mezzo.
Dettando inoltre prezzi, tempi di consegna, modalità.

E questo spiega il motivo per cui sono proprio le società di Silicon Valley quelle che hanno molto più da perdere dall’allentamento dei lockdown.

Anche qua la motivazione è semplice.
Sono quotate in borsa, ormai completamente elettronica.

Ecco spiegato anche il motivo per cui i CEO di queste società sono stati i primi a vendersi ai governi.

D’altra parte, queste società – quando erano delle semplici start-up – sono state finanziate massicciamente dai governi medesimi.
E quindi ormai – anche se volessero essere autonome – non ne hanno più alcuna possibilità.

Purtroppo – come da sempre affermo – ogni qual volta prendi un solo centesimo da un governo (o da un ente governativo) diventi immediatamente di proprietà del governo stesso.

Ed ecco perchè deve essere stoppato a tutti i costi il monopolio di queste multinazionali.
Non sono altro che la nuova Mafia.


Opportunità

Opportunities
Si diventa una società per azioni per fare tantissimi soldi…

Un’azienda ha un buon prodotto.

Portarla avanti cercando di migliorare il prodotto stesso, la catena produttiva, ed investendo parte degli utili in tecnologia.
Questo dovrebbe essere lo scopo.

Per le aziende di media/grande dimensione non è più così da tempo.
Non posso non domandarmi come sia stato possibile arrivare al punto di sganciarsi così tanto dalla realtà produttiva in favore della speculazione facile.

Perdendo addirittura quel piacere di creare, costruire, far vivere un qualcosa che possa essere usato da tante persone perchè utile alla vita quotidiana.

Sono considerazioni non economiche, quanto psicologiche le mie.
La logica del rendersi una società per azioni è comprensibile solo quando si abbia la volontà di investire pesantemente in ricerca senza vincolarsi con banche od altri istituti di credito.

La risposta in realtà è ancora più semplice.
Si diventa una società per azioni per fare tantissimi soldi.

Ma è realmente completa una risposta come questa ?
Il denaro od il potere sono necessari per procurarsi cose fondamentali alla vita, compreso il renderla piacevole per sè ed i propri cari.

Ma per far questo occorrono davvero decine di milioni di dollari e più ?
Occorrono tanti più soldi di quanti ne offra un’attività ben remunerata ?

Io credo di no.
Eppure questa è la direzione presa da una mentalità diffusa che indica una precisa volontà di fare un profitto senza alcuna gloria e merito.
Senza neppure quella bonaria vanità che renda fieri di ciò che si sa realmente fare con le proprie capacità, il proprio talento, la propria abilità.

E’ davvero un peccato questo.
La ragione del depauperamento prima culturale e poi umano che sta accadendo.


Industria e qualità della vita

Propaganda rules Her Own Destiny
Questa rivoluzione scientifico-tecnologica ha amplificato ogni gesto umano…

Nel 1899 quando mio nonno nacque non si viveva in modo molto diverso da quello degli antichi Romani.
Illuminazione a petrolio, si viaggiava in carrozza, si navigava sui velieri.
Non esistevano né la lampadina, né il telefono, né tutto ciò che oggi dipende dall’elettricità.

L’80% della popolazione lavorava nei campi, ed una percentuale molto simile era totalmente analfabeta.
La cultura era totalmente ad appannaggio di una ristrettissima elite.

Si moriva per una semplice infezione, a scuola andavano in pochissimi, la mortalità infantile era circa del 50%.
Del restante 50% la metà moriva prima dell’età riproduttiva.
Le informazioni e le idee circolavano pochissimo, in assenza di cinema, radio, televisione.

Nel giro di due generazioni si è invece verificata la più grande esplosione di scoperte, di conoscenze e trasformazioni che l’umanità abbia mai conosciuto in tutta la propria storia.

Questa rivoluzione scientifico-tecnologica ha amplificato ogni gesto umano.
Possiamo vedere più lontano, sentire più lontano, comunicare più lontano, viaggiare sempre più in fretta.

L’enorme sviluppo delle conoscenze ha modificato sempre più la stessa visione dell’uomo e della natura.
Andando nello spazio, in fondo agli oceani o penetrando nel nucleo di atomo o di una cellula abbiamo iniziato a trovare alcune risposte a dei quesiti che ci siamo da sempre posti.

Lo sviluppo tecnologico ci ha permesso di istruirci, curarci, informarci e liberarci dalla fatica.

Basta pensare semplicemente all’evoluzione della specie umana.
Pensiamo alla preistoria.

Quando l’uomo era raccoglitore e cacciatore doveva procurarsi tutto da solo : cibo, abiti, un riparo.
Con l’invenzione dell’agricoltura, vera e propria prima rivoluzione tecnologica, aumentarono le derrate alimentari.

E quindi alcuni uomini iniziarono ad occuparsi di cose diverse, mangiando il cibo prodotto da altri e dando in cambio, per esempio, vasi od attrezzi agricoli.

A mano a mano che il progresso avanzò alcuni si specializzarono in altri ambiti come il commercio od il trasporto di questi beni, offrendo cioè dei servizi.

Nacquero così il settore dell’agricoltura (primario), quello dell’industria (secondario) e quello dei servizi (terziario).
Quest’ultimo composto da persone che non più erano produttori, ma consumatori che offrivano il loro lavoro in altri settori : commercio, trasporti, insegnamento.

Questi tre settori naturalmente esistono tutt’oggi nelle nostre economie.
Ma con ripartizioni enormemente diverse a seconda dei paesi.

Naturalmente più un paese è industrializzato, meno gente lavora nell’industria.
Più aumenta l’efficienza nel produrre cibo ed oggetti, più la gente locale si potrà trasferire nell’educazione, nella sanità, nell’informazione, nell’assistenza, nel tempo libero, nella musica, nella scienza, nel turismo, nella letteratura, nella filosofia.

Le cosiddette attività definite a misura d’uomo.

Nei paesi più avanzati e più ricchi la maggioranza della popolazione si trova già nel settore terziario, delegando i compiti più umili nella maggior parte dei casi a persone provenienti dai paesi più poveri.
Le uniche ancora disposte a svolgere compiti che la gente indigena non vuole più svolgere.

Come indirizzare nel modo giusto questo sviluppo reso possibile della tecnologia, facendo in modo che sia possibile l’accesso alla maggior parte della gente, e non solo a coloro che sono più fortunati perché nati in paesi più ricchi e più opulenti ?

Industria e qualità della vita
Il discorso è esclusivamente culturale…

Anche noi senza tecnologia torneremmo rapidamente a zappare la terra e quindi nell’analfabetismo, con una speranza di vita al massimo di 40 anni, senza possibilità di indipendenza economica e di istruzione.

Il discorso è esclusivamente culturale.
Più che la disponibilità di tecnologie è la cultura di un paese che può modificare realmente il quadro di vita.

Tutte le invenzioni e le tecnologie sono teoricamente disponibili per chiunque.
Ma in pratica solo pochissimi le utilizzano effettivamente.

Infatti il problema non è la disponibilità fisica.
Ma la capacità di usarle realmente, di disporre di progetti e di ampliarli.

Naturalmente servono molti finanziamenti.
Ma da soli servono a ben poco se non ci sono menti capaci di usarli nel giusto modo.

I finanziamenti che vengono fatti ad aree depresse prive di una qualsiasi cultura non riusciranno mai ad ottenere l’effetto che vorrebbero sortire.
Anche perchè nella realtà dei fatti gli stessi paesi ricchi che le finanziano non lo vogliono.

Vengono esclusivamente impiantati stabilimenti che richiedono manodopera a basso costo.
Dove naturalmente è più facile utilizzare risorse umane che insegnare alla gente il progresso.

In questo modo la gente uscirebbe dall’ignoranza.
E capirebbe.

Invece così facendo alla fine queste grandi masse di persone povere si sposteranno solamente in enormi flussi migratori.


Monetizzazione del diritto

Monetizzazione del diritto
Ogni sforzo istituzionale è andato verso una monetizzazione del diritto. ..

Nello scorso secolo ogni sforzo istituzionale è andato verso una monetizzazione del diritto.
Di ogni diritto.

Sono oramai pochi i crimini che non abbiano una commutazione per la loro estinzione in una sanzione pecuniaria.

Ogni sforzo istituzionale si è consumato affinchè gli organismi titolati alla produzione di moneta fossero svincolati da ogni responsabilità costituzionale, pur con tutte le garanzie di autonomia nell’esercizio delle loro funzioni.

Ed ha fatto anche in modo che questi poteri non dovessero neppure rispondere ad un controvalore naturale.
Però, se si vanno a porre queste questioni, la risposta è un bel sorriso.

Nel mentre, lo si chiami con il nome che si vuole, questo Leviatano finanziario agisce indisturbato sotto gli occhi di tutti.

Determinando la vita, in dettaglio, di tutti.

Libero.
Giustificato come se fosse una qualunque forza naturale come la gravità, il vento, la grandine.

Mentre l’unica sua essenza è in un gruppo di persone che si danno parvenze di un misticismo quasi diafano e che hanno creato stratificazioni sociali ad alta intensità partecipativa alla loro stessa sussistenza in ogni ambito e luogo.


Tasse creative

Il colore del grano
I politici riescono sempre ad essere assai creativi quando devono inventarsi nuove tasse…

I politici riescono sempre ad essere assai creativi quando devono inventarsi nuove tasse.
Non sono mai a corto di idee.
In questo post proporrò una carrellata di alcune fra le idee più folli proposte (ma spessso applicate) nel corso degli secoli.

Iniziamo dagli USA.
Il New Jersey ha recentemente proposto di tassare l’acqua del rubinetto, spacciandola come “tassa d’uso”.
In poche parole una tariffa forfettaria, più o meno 10 centesimi per 1.000 galloni.
Probabilmente è inevitabile che prima o poi troveranno un modo per tassare anche l’aria che respiriamo (un tanto a boccata, ovviamente).

D’altra parte molto spesso sono riusciti ad imporre balzelli vari sul sesso mercenario.
In Nevada alcuni anni fa avevano proposto una tassa di 5 $ per ogni “servizio” eseguito.

Ma gia ai tempi dell’ Impero Romano ci aveva provato l’imperatore Caligola (nel suo breve regno dal 37-41 d.C.) con la “vectiga lex capturis”.
Ed aveva pure legiferato una tassa “punitiva” sugli uomini non sposati.

Questa però – già allora – non era certo una novità.
La Lex Papia Poppaea era stata introdotta nel 9 d.C. dall’imperatore Augusto (27 a.C.-14 d.C.) per incoraggiare il matrimonio.
La tassa era imposta a chi era celibe o nubile, con la (venerabile) eccezione concessa alle Vergini Vestali. (Ulp. Frag. xvii.1).

La legge imponeva sanzioni anche alle persone sposate che non avevano figli.
Dai 25 ai 60 anni per gli uomini, dai 25 ai 50 per le donne. (Gaio, ii.111) (Tacito. Ann. xv.19).

Per quanto possa sembrare strano, recentemente il New Jersey e il Michigan hanno proposto una tassa simile sugli scapoli (ed ovviamente anche sulle donne nubili) “per cambiare il loro comportamento”.

Quando si tratta di tasse, i politici mostrano sempre la loro grande fantasia.
La California ha in passato proposto una tassa per ogni astronave lanciata nello spazio :

“[Space travel] will lead to increased activity in the industry and will foster an atmosphere of growth and prosperity once present during the golden age of California’s aviation industry, thereby creating jobs as the industry thrives in this state.”

E’ stata ancora la California ad imporre per la prima volta la Jock Tax nel 1991.
La motivazione ?
I Chicago Bulls avevano appena battuto i Los Angeles Lakers nella finale NBA.

Prima di imporre una tassa sul reddito pro-capite, nel 1696 l’Inghilterra iniziò ad imporre ai suoi cittadini la cosiddetta Window Tax.
Una tassa per ogni finestra posseduta nella propria casa.
La motivazione alla base era che i ricchi possedevano case più grandi.
Di conseguenza possedevano molte più finestre.

Non appena questa imposta si diffuse in tutta Europa, le case hanno iniziato ad essere costruite a schiera.
Oppure con alcune finestre appositamente murate.

Il detto “fare un passo avanti nella vita” è nato perché successivamente hanno anche iniziato a tassare il numero di passi che si potevano percorrere in casa.
Se potevi passeggiare molto nella tua casa, significa(va) che eri ricco.

La follia del Global Warming è naturalmente sostenuta da quasi tutti i governi mondiali perché semplicemente fornisce tutte le scuse possibili ed immaginabili per inventarsi tasse sempre più “creative”.

Dairy Cow
Hanno una digestione molto lenta, mescolata ad una dieta di verdure…

Partendo ad esempio dal (folle) presupposto che il gas metano prodotto principalmente sul nostro pianeta è (secondo loro) causato dagli armenti di mucche durante il pascolo, hanno deciso (da tempo) di tassare la flatulenza delle mucche.
Hanno una digestione molto lenta, mescolata ad una dieta di verdure.
E’ ciò produce gas metano…

I politici hanno stabilito che grandi allevamenti di migliaia di mucche provocano grandi nuvole di metano.
Di conseguenza paesi come l’Irlanda e la Danimarca (ma successivamente quasi tutte le nazioni dell’UE) hanno iniziato a tassare gli allevatori di bestiame in base alla flatulenza prodotta dalle mucche.
L’Irlanda ad esempio tassa gli allevatori circa 18 dollari per mucca, mentre gli allevatori danesi ne pagano la bellezza di 110.

Niente di tutto questo ovviamente è vero.
Tranne le maggiori entrate per i politici.

Per anni hanno imposto tasse molto alte su alcolici e sigarette per incoraggiare la gente a smettere di bere e di fumare.
Così almeno sostenevano.
Però ad un certo punto i governi si sono resi conto che le entrate fiscali erano drasticamente diminuite.
Così hanno imposto tasse sulle sigarette elettroniche.

In Svezia hanno invece già compreso che a mano a mano che la gente opterà per le auto elettriche (non inquinanti), il gettito fiscale sui combustibili fossili rapidamente evaporerà (nell’aria più pulita e più salubre).
Ovviamente sono già allo studio nuove tasse sul consumo di elettricità.
Anche in questo caso, basta imporre un’imposta sui km percorsi.

Tralascio il calcolo delle innumerevoli tasse che colpiscono il trasporto aereo.
Di fatto il costo reale del biglietto è al massimo il 20-25% del prezzo pagato all’acquisto.
Il resto sono balzelli nazionali, locali e “temporanei”.

Ma cosa si inventeranno ora che la gente non viaggia più in aereo ed hanno limitato i movimenti mondiali ?


Lo scontro finale

Lo scontro finale
L’economia non riprenderà mai a correre…

Riguardo una crisi che per la sua violenza ed unicità potrebbe davvero superare ogni precedente, è necessario sempre ricordare un concetto fondamentale.

L’economia non riprenderà mai a correre.
E le entrate fiscali crolleranno per davvero .

Altro che evasione fiscale.

Tra uno stato che finge di non capire, e pretende sempre di più.
Ed una popolazione allo stremo.

Questa volta sono finiti per davvero i soldi.
Commercianti, artigiani e professionisti – anche grazie alla folle politica di lockdown – vedono calare giorno per giorno le loro entrate.
La spirale depressiva si avvita sempre più velocemente.

Crescono a dismisura le cessazioni di attività ed i fallimenti.
La gente non ce la fa più.

Le strade, oramai, sono una successione di locali vuoti in affitto, che resteranno tali per anni, se non per sempre.
Chi perde il lavoro, per quanto qualificato possa essere, non ha alcuna speranza di trovarne uno nuovo.

I pochi quattrini che girano sono virtuali ed in mano ad i soliti noti.
La piccola economia locale è l’unica che ancora dà qualche segno di vita.

Siamo ormai arrivati allo scontro finale.


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