Il capolinea del mainstream

Pubblicato il 8 Giugno 2020 da Veronica Baker

Noi non possiamo essere imparziali.
Possiamo essere soltanto intellettualmente onesti.
Renderci conto delle nostre passioni.
Tenerci in guardia contro di loro.
E mettere in guardia i nostri lettori contro i pericoli della nostra parzialità.

L’imparzialità è un sogno.
La probità è un dovere.

Gaetano Salvemini


Il capolinea del mainstream

Il capolinea del mainstream
Anche questa volta la verità finalmente emergerà…

Una volta il giornalismo era una nobile professione.
Una forma pratica e funzionale di verità che non era assoluta o filosofica.

E questo aveva un impatto profondo nell’evoluzione della nostra società.

Oggi invece i giornalisti non forniscono più un resoconto equo ed affidabile degli eventi.
Ma fake news condizionate dalla linea editoriale (praticamente a senso unico) dei loro editori.

Per di più cercando in tutti i modi di infangare il giudizio e la reputazione di coloro che invece cercano ancora la verità oggettiva.

Storicamente i più grandi giornalisti hanno sempre rispettato un principio fondamentale.
Lealtà nei resoconti forniti ai propri cittadini.
Non verso i governi od i loro editori.

Ed anche questa volta la verità finalmente emergerà quando la gente – nel panico più assoluto – avrà disperatamente bisogno di una voce fidata che metta a nudo il triste stato attuale del mondo della informazione.

Ricercatori e giornalisti indipendenti.
Che non lavorano per nessuno.
E che soprattutto sono ancora mossi dal desiderio di conoscenza.

Il rifiuto di riferire le notizie in modo oggettivo sta progressivamente uccidendo la nostra democrazia.
Questa buffonata del virus killer ha come unico scopo la limitazione della nostra libertà personale.
E la distruzione dei nostri diritti civili faticosamente conquistati nel corso del secolo passato.

La percentuali dei decessi mondiali è – dati alla mano – dello 0.0003%.
Valore molto lontano ad esempio dei decessi dovuti alla stagione influenzale del 2017-2018.

Ma allora non è stato richiesto alcun social distancing, non sono state sospese tutte le manifestazioni sportive, le rappresentazioni teatrali, i musei, le gallerie d’arte, i parchi di divertimenti.
Nè è stato distrutto completamente il tessuto economico.

Il fatto che nel mainstream nessuno abbia fatto notare tutto questo è la dimostrazione pratica che il mondo dell’informazione tradizionale ha ormai raggiunto il capolinea.



StrongerthanDestiny


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