I Corsari (2014)


I Corsari – trailer (2014) – English subtitles



I Corsari – trailer (2014) – Deutsche Untertitel



I Corsari (2014) – English subtitles



I Corsari (2014) – Deutsche Untertitel



Avevo scritto la sceneggiatura nell’arco di due settimane, dopo essere tornato dal funerale di mio padre in Svizzera.
Non conoscevo ancora la 10 minute film school di Robert Rodriguez ; avevo applicato intuitivamente tutto ciò che avrei scoperto un paio di anni dopo.

Rodriguez ha ragione con tutto.
Per riuscire a girare un film con dei mezzi limitati (ovvero : inesistenti) bisogna invertire il processo della produzione.
Prima di tutto devono esserci la location e gli attori e solo dopo si adatta la sceneggiatura a ciò e a chi è veramente disponibile.

Con “I Corsari” volevamo semplicemente vedere se era possibile girare un lungometraggio con i mezzi che avevamo a disposizione.

Il film soffre tecnicamente di una montagna di imperfezioni, ma alla fine eravamo piuttosto contenti del risultato.
Consideravamo la trama non banale e nonostante il fatto che si trattava di un talkie movie anche abbastanza ritmato.

Comunque sia, il percorso di questo piccolo film insignificante ha cambiato fondamentalmente la mia vita.
Il tutto è cominciato con la censura che ci doveva rilasciare il “VM” per la prima del film in sala.


I Corsari


Al telefono erano gentili e disponibilissimi, dicendoci che ci avrebbero messo una decina di giorni per tutta la procedura e che avremmo potuto organizzare la prima per una precisa data.

Gli abbiamo preparato il dossier (che non è veramente da poco; tutti i dialoghi erano da riscrivere come riprodotti nel film e non sulla sceneggiatura e visto che questa pellicola consiste praticamente solo di dialoghi si trattava di un lavorone di più giorni) e gliel’abbiamo spedito per posta.

E con questo banale atto è cominciata ciò che vorrei chiamare l’odissea dei corsari…

La censura ha ostacolato il film in tutti i modi legali che aveva a disposizione.
Prima hanno rifiutato il dossier perché c’era scritto nei titoli “un film di …” e non “prodotto da …”, poi hanno lasciato scorrere tanto tempo per ogni singola loro reazione per arrivare oltre la data della prima già organizzata.

Dunque il film è uscito con un VM18 perché mancava nulla osta della censura.
Infine ci hanno rifilato un VM14 e se ho capito bene la lettera, per via del “cinismo” – neanche del film, ma il mio personale (cioè : dell’autore) di cui questo film sarebbe frutto.

Il fatto che l’hanno registrato come cortometraggio è una noia, ma in questo caso avevano ragione.

L’avevo girato e montato a 25 fps.
La telecamerina che avevamo a disposizione non permetteva neanche di girare a 24 e il proiettore della sala riproduceva senza problemi i 25.
Lo standard cinematografico europeo invece è quello dei 24 fotogrammi al secondo, perciò bisognava levare il 4% della durata del film.

In Italia un lungometraggio deve avere una durata minima di 75 minuti. “I Corsari” dura ca. 77 minuti a 25 fps, quindi ca. 74 minuti a 24 – e perciò si tratta di un cortometraggio…

Sarebbe stato facilissimo far scorrere i titoli più lentamente per compensare quel minuto mancante ed esportarlo per l’ennesima volta.
Ho lasciato perdere – e ho capito solo qualche mese dopo perché ci tenevano tanto a farmelo passare come corto ; per partecipare ai festival internazionali più importanti il film deve essere registrato come lungometraggio nel paese di provenienza.

Registrandolo invece come corto mi impedivano pure solo di proporlo.
Comunque sia granché non cambiava.

Tranne qualche piccola sala per proiettarlo, in Italia ed in Svizzera, non eravamo in grado di trovare nessuno disposto a proiettare o distribuire il film.
La reazione più eclatante è stata quella dell’Adria Film Festival.

Fino al 2014 sul sito ufficiale dell’evento veniva pubblicata la frase che diceva che “ogni produttore che proponeva una pellicola avrebbe ricevuto indietro il supporto con il film assieme alla risposta scritta sul perché della decisione della commissione del festival”.

L’avranno anche fatto – tranne con noi.
Il DVD non l’ho mai più visto e la risposta la aspettiamo ancora oggi.
Intanto quella frase è sparita dal sito.

Proprio carina è anche stata la reazione dei Solothurner Filmtage in Svizzera.

“I Corsari” utilizza la musica dei Série Noire, un gruppo musicale proprio di Solothurn, degli anni 1990.
Il cantante del gruppo faceva fino a poco prima parte dell’organizzazione del festival cinematografico.

Quindi questo film era predestinato a partecipare all’evento.
Invece l’hanno rifiutato con una risposta lapidare standard e neanche i musicisti sono riusciti a scroccare una ragione ragionevole dal
comitato.

Due mesi dopo quel festival una piccola sala a Solothurn è comunque stata disposta a proiettare il film.
Però anche lì…pubblicità zero.

Non hanno neanche esposto il cartellone che mi avevano chiesto e che gli avevo spedito per posta.
L’unico impegno per promuovere il film è stata una newsletter via email agli iscritti sul sito del cinema.

Alla fine la piccola sala era quasi piena, grazie all’impegno dei Série Noire, e la reazione del pubblico è stata molto incoraggiante.

Ci è stata posta quattro o cinque volte la domanda sul perché non avremmo proposto il film al festival e dopo che avevo spiegato la faccenda, la reazione è sempre stata la stessa ; che “I Corsari” starebbe nettamente sopra la media di ciò che era stato presentato al festival.

Potrei continuare così per ore e pagine.
Dopo qualche mese per me era chiaro che la ragione per queste reazioni negative non era – come pensavo inizialmente – il livello basso tecnico del film, ma il contenuto.

“I Corsari” rompe più tabù.
Nel 2014 non si poteva criticare in sala il sistema monetario, le banche e i comuni e non si poteva parlare della miseria economica la quale si stava vivendo da almeno un decennio in quel paese.

Un altro neorealismo italiano non veniva soltanto non gradito, ma proprio combattuto.
Chi volesse dire la verità potrebbe – caso mai – scrivere un libro ; perché la gente non legge.

Potrebbe scrivere un articoletto su un sito poco frequentato.
Basta che sia inefficiente (N.d.T.: oppure che – anche se molto noto – sia letto quasi solo esclusivamente dagli addetti ai lavori del settore, come quello che ho curato personalmente dal 2005 alla fine del 2010, Metropolis Project).

Fatto è che quella faccenda degli SWAP di cui si parla nel film veniva proprio sotterrata nei media italiani.
I comuni non ne parlavano, tanto meno le banche e qualsiasi giornalista ingenuo che cercava di indagare si ritrovava davanti ad un muro in confronto al quale quello di Berlino sembrava un giocattolino di Lego.

E in questo contesto un regista completamente sconosciuto osava parlarne in sala tramite un film che è sfuggito ad ogni meccanismo di censura
precoce perché quel gruppetto era riuscito a girarlo con 1.200 euro di budget.

In ogni caso, io sarò il primo e unico cineasta della storia che ha mai ricevuto un VM14 per cinismo.
E questo, in un certo senso, mi rende pure un po’ fiero.

Un tale dubbioso onore non è stato neanche assegnato a Fassbinder.

Questo insignificante filmetto, infine, mi ha cambiato la vita perché le reazioni alla sua pubblicazione mi hanno fatto riflettere ed avviare delle ricerche sul settore cinematografico e su quello economico.

E ciò che ne è venuto fuori lo descrive benissimo Franco Nero in “Keoma” di Castellari ; una pellicola degli anni 1970 che oggi è più attuale che mai :

Il mondo è marcio”.

Patrick Mattarelli – Regista e produttore de “I Corsari”


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