Guerra psicologica

Pubblicato il 13 Marzo 2019 da Veronica Baker

It is very dangerous to have ignorant people believing that they know something.

Marc Faber


Da anni il mondo intero è obiettivo di una guerra psicologica.

Lo scopo è influenzare opinioni, emozioni, atteggiamenti e comportamento delle masse.
In modo tale da creare nella gente frustrazione, insicurezza e soprattutto paura.

Queste condizioni riducono un essere umano ad uno stato di sottomissione e soprattutto di agitazione.

In queste situazioni le capacità di ragionamento sono annebbiate ed il responso emotivo a stimoli e situazioni diventa non solo prevedibile, ma “sagomabile”.

Frustrazione, insicurezza e paura

Guerra psicologica
Una guerra psicologica…

Occorre creare le seguenti condizioni :

Inflazione
Tassazione non equa

Concussione e corruzione
Scarsità di uomini delle forze dell’ordine

Aumento di sanzioni
Scarsità di beni primari di necessità

Fomentare l’intolleranza razziale e religiosa
Mancanza di fiducia nella politica

Mancanza di risorse che possono sostenere l’economia
Azioni di terrorismo e di violazione dei diritti umani

Create abilmente queste condizioni si può iniziare il lavoro sporco.
I mezzi primari di manipolazione mentale sono :

Scuola
Televisione
Industria dell’intrattenimento

Altri secondari ma non meno importanti sono le droghe, l’alcool, gli psicofarmaci e l’alimentazione.

Indottrinamento anzichè insegnamento

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Il messaggio deve essere solo credibile, non vero…

Chiunque abbia avuto esperienze di insegnamento ed abbia valutato in modo critico i metodi utilizzati ha potuto constatare come ormai la scuola operi esclusivamente per :

Insegnare lo stretto necessario affinché il popolo possa essere esclusivamente produttivo

Imporre sistemi d’istruzione volti ad uniformare e conformare la popolazione evitando accuratamente di insegnare le materie che sviluppino la capacità di ragionamento (dialettica, retorica, logica), ovvero quelle materie che sviluppano il pensiero critico ed autonomo

Instillare nei giovani preconcetti, pregiudizi e stereotipi su cui poi conformeranno tutte le loro esperienze

La funzione esercitata dalla scuola (che ha il vantaggio di poter agire su bambini e giovani, maggiormente ricettivi ad assorbire pregiudizi e stereotipi) è fondamentale.
La popolazione dovrà rispondere a determinate sollecitazioni.
Occorre quindi conoscere il modello di comportamento, i modi di comunicazione, le motivazioni poste alla base del loro agire.

Preparato il terreno dalla scuola arriva la manipolazione dei mass-media.
Uno strumento fondamentale poichè la mente tendenzialmente pigra è attratta da tutto ciò che non richiede lo sforzo di pensare.

Infatti sono elaborate solo 200 bits di informazioni su 400 miliardi che il cervello elabora in un secondo.
Cioè siamo consapevoli solo di mezzo miliardesimo di ciò che avviene nel nostro cervello.

Tutto il resto condiziona inconsapevolmente.

Le principali tecniche di manipolazione attraverso i media sono :

Creare un messaggio credibile
Usare il linguaggio giusto

Creare un ampio numero di fonti di informazione
Creare degli “opinion leader

Attivare il meccanismo della ripetizione
Operare debunking

Ecco una loro analisi nel dettaglio.

Creare un messaggio credibile

Il messaggio deve essere solo credibile, non vero.
Anzi, molto spesso la verità toglie credibilità al messaggio.

Le menzogne sono più attraenti della verità perché fanno leva sulle speranze e sui pregiudizi.
La verità invece ha la sconcertante abitudine di mettere davanti ad un imprevisto.

A cui non si è preparati e che tendenzialmente viene rifiutato.

Usare il linguaggio giusto

L’essere umano vede il mondo in termini di precedenti esperienze, pregiudizi e stereotipi.

Avendo una mente tendenzialmente pigra è attratto da tutto ciò che gli permette di ridurre problemi complessi in formule semplici, alimentando a dismisura il proprio ego facendo credere di essere intelligenti e di avere capito tutto.

Gli stereotipi sono parole o frasi così intimamente associate ad idee o credenze comunemente accettate da essere di per se stesse convincenti senza bisogno della ragione o dell’apporto dell’informazione.

Quindi accettati acriticamente senza essere prima sottoposti ad un ragionamento.

Proprio per questo gli stereotipi sono lasciati volutamente vaghi.
Chiunque può interpretarli in maniera personale.

Creare un ampio numero di fonti di informazione

Naturalmente si deve dare una parvenza di democrazia.
Altrimenti la popolazione potrebbe accorgersi della censura.

Viene quindi creato un ampio numero di fonti d’informazione.
I cui messaggi sono solo leggermente diversi.

In questo modo la popolazione ha l’impressione di scegliere di propria volontà tra diverse opzioni e programmi.

Creare degli opinion leaders

Gli “opinion leaders” possono facilmente influenzare l’opinione pubblica.
Sono quelle persone la cui fama viene costruita esclusivamente dai media e che sono presentati come esperti del settore.

Ma è davvero difficile capire se l’opinionista sia diventato esperto del settore perché è comparso in televisione o sia comparso in televisione perché realmente era un esperto del settore.

Attivare il meccanismo della ripetizione

Creata la realtà voluta occorre attivare il meccanismo della ripetizione.
Ripetere un fatto non vero così spesso da farlo diventare reale.

Operare debunking

Il debunker opera con messaggi semplici, prevalentemente diretti a livello emotivo con ganci diretti all’inconscio.
Ovvero a quei pregiudizi e stereotipi inculcati sin dai tempi della scuola e rinforzati quotidianamente dai media.

Normalmente il messaggio teso a screditare la fonte di controinformazione del debunking si apre con un attacco sul piano personale, etichettando la persona con insinuazioni varie.

Tali parole hanno la capacità, inserendosi in automatismi creati sin dalla scuola, di “impermeabilizzare” la mente.
Ovvero neutralizzare a priori ogni possibile apporto ad un pensiero diverso.

Queste sono le principali tecniche di manipolazione mentale.

Ma come difendersi ?
In realtà è semplicissimo.

Prima di tutto evitando la cosiddetta bulimia di informazioni.
Ma soprattutto riappropriandosi della capacità di pensare.



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