Gravity of Love

Pubblicato il 1 Aprile 2019 da Veronica Baker

Frecce elettriche… attraversano il corpo.
Un arcobaleno di colori colpisce le palpebre.
Una schiuma di musica cade sopra le orecchie.
È il gong dell’orgasmo.

Anaïs Nin


Gravity of Love

Un continuo crescendo di pulsioni inespresse, di ricerca della mia interiorità più profonda.

Avevo negato per molto, troppo tempo – in primis a me stessa – la parte più bella di me.
Naturalmente prima o poi gli argini avrebbero dovuto cedere.

Scoprendo quanto mi trovavo assolutamente a mio agio a vivere liberamente il mio Eros.
Ed in quel preciso momento capii quanto mi ero fatta del male in precedenza quando inibivo questa parte di me.


Agosto 8, 2011


Gravity of Love
Naturalmente prima o poi gli argini avrebbero dovuto cedere…

Oltrepassando i limiti che mi ero imposta fino a quel momento, osando laggiù dove non avrei mai pensato di osare…

Da sempre avevo dentro di me la curiosità di avventurarmi in un mondo che mi affascinava sempre di più ogni giorno che passava.

E così un bel giorno decisi che era arrivato il momento di scoprire qualcosa di davvero nuovo.
Oltrepassando i limiti che mi ero imposta fino a quel momento, osando laggiù dove non avrei mai pensato di osare.

Ne parlai con Steve – allora mio compagno di giochi – quasi timorosa di essere giudicata.
Ma lui semplicemente mi rispose che ero assolutamente predisposta a vivere un certo tipo di situazioni.

Allora di comune accordo decidemmo di recarci al momento dell’ultima proiezione in un famoso cinema a luci rosse di Milano, il Garden.
Al mio ingresso avevo il fiato in gola ed il cuore che mi batteva quasi a mille all’ora.

Appena entrai nella sala, nella penombra, iniziai a sentire commenti forti ed eccitanti nei miei confronti.
E nel contempo sentivo sfiorarmi da mani vogliose di accarezzare il mio languido corpo.

Ben presto – sempre sotto l’attento controllo del mio compagno – mi ritrovai in mezzo al cinema completamente nuda, vestita solo di un paio di decollete dorate, con le gambe che letteralmente mi tremavano a causa di quel nuovo intensissimo piacere mai provato fino ad allora.

Accarezzata da quelle mani così vogliose di tutto il mio corpo, ben presto ebbi un orgasmo copioso, cadendo letteralmente spossata sulle ginocchia, e rimanendo ferma poi per diverso tempo.

Mi rialzai, raccolsi i (pochi) vestiti che erano nel frattempo caduti per terra – una minigonna di pelle, un top bianco ricamato ed uno spolverino blu notte – ed ancora praticamente nuda insieme a Steve andai a sedermi su di una poltroncina vicino ad una colonna, con l’intenzione di rimanere tranquilla per un po’ di tempo e di rilassarmi un poco.

Chiusi dolcemente gli occhi, reclinando la testa sulle mie spalle, con l’intenzione di recuperare le forze.
Ma ben presto sentii appoggiare su di me uno dopo l’altro quattro membri duri, vogliosi di essere soddisfatti.

Mi eccitai di nuovo tantissimo e, languidamente, chiesi loro se potevano ad uno ad uno masturbarsi per poi aspergere il mio corpo.
Ovviamente acconsentirono molto volentieri a soddisfare questo mio desiderio erotico.

Il primo dopo essersi strusciato a lungo sulla mia spalla destra venne copiosamente inondandomi di rivoli bianchi la pancia.
Come il secondo, che invece si strusciò a lungo su quella sinistra.

Il terzo, dopo avere appoggiato il suo membro sulla mia guancia destra ed avermi dolcemente sfiorata a lungo con teneri colpi mi venne sul collo, schizzandomi dolcemente le guance.
Mentre il quarto, che si stava toccando mentre stava ammirando il godurioso spettacolo, esplose in uno schizzo potente che mi bagnò ancora di più la pancia ed il mio seno.

Fu quello in momento in cui venni per la seconda volta in poco tempo.



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