Iniezione di aerosol a base di grafene nell’atmosfera : geoingegneria solare e ruolo degli aerogel

Pubblicato il 19 Agosto 2021 da Veronica Baker

La scienza è ricerca della verità.
Ma la verità non è verità certa.

Karl Popper


Iniezione di aerosol a base di grafene nell’atmosfera : geoingegneria solare e ruolo degli aerogel

Studio di riferimento

Vukajlovic, J.; Wang, J.; Forbes, I..; Ciller, L. (2021). Aerogel di silice drogato con diamante per geoingegneria solare = Diamond-doped silica aerogel for solar geoengineering. Diamond and Related Materials, 108474. https://doi.org/10.1016/j.diamond.2021.108474

Introduzione

Dopo aver analizzato la capacità di assorbimento di CO2 dell’ossido di grafene, le sue implicazioni per la nucleazione del ghiaccio nell’atmosfera e la sua più che probabile dispersione nei gas di combustione degli aerei , è chiaro che gli effetti di condensazione causati dalle turbine dei jet generano vapore acqueo, la inseminazione delle nuvole e la più che probabile contaminazione con residui di fuliggine ed ossido di grafene, il che spiegherebbe anche la presenza di ossido di grafene nelle acque piovane.

Ulteriori ricerche stanno continuando per scoprire il legame tra l’ossido di grafene e l’iniezione di aerosol nell’atmosfera.

Tenendo conto che l’ossido di grafene “GO” possiede proprietà che possono adsorbire la CO2, sembrerebbe logico diffonderlo nell’atmosfera per affrontare la sua riduzione ed allo stesso tempo generare nuvole con cui prima provocare un raffreddamento della temperatura e poi successivamente precipitazioni che raggiungerebbero le falde acquifere.

In breve, l’obiettivo del cosiddetto Climate Control, o geoingegneria climatica.

Per questo motivo, è stata avviata una ricerca sulla letteratura scientifica disponibile che si occupi delle tecniche di geoingegneria utilizzando il grafene “G” o l’ossido di grafene “GO”.

Una ricerca generale sul web ha portato ad una notizia molto choccante, passata inosservata per tanti anni.

Si tratta di un “ipotetico” progetto di geoingegneria per combattere il cambiamento climatico (Berardelli, J. 2018).

A riguardo, è assai interessante leggere l’articolo scientifico di (Smith, W.; Wagner, G. 2018) che suggerisce l’utilizzo di “una flotta di 100 velivoli che compiono 4.000 missioni in tutto il mondo all’anno e potrebbero aiutare a salvare il mondo dal cambiamento climatico.
Velivoli che spruzzano minuscoli particelle di solfato nella bassa stratosfera, a circa 60.000 piedi sopra il livello del mare.

L’idea è di aiutare a proteggere la Terra da una quantità sufficiente di luce solare per mantenere basse le temperature.

Lo studio dei costi è inoltre uno degli obiettivi dell’articolo : “I ricercatori hanno esaminato quanto sarebbe pratico e costoso cominciare tra 15 anni un ipotetico progetto di geoingegneria solare“.

È a questo punto che viene per la prima volta usato il termine “geoingegneria solare”, che non significa altro che un intervento sul clima attraverso il rilascio di nanoparticelle nell’atmosfera per ridurre l’incidenza della radiazione solare, evitando l’effetto di rifrazione solare, già citato dal progetto SCoPEX finanziato da Bill Gates (Figueroa, A. 2021 |  Neslen , A. 2017).

Questo è un progetto folle, poiché il rilascio di nanoparticelle nell’atmosfera per affrontare la riduzione del riscaldamento globale, oltre ad essere un intervento diretto nei processi climatici naturali, può comportare effetti collaterali imprevedibili.

Infatti (Moreno-Cruz, JB; Keith, DW 2013)  affermano che “l’incertezza sul progetto SRM (Solar Radiation Management) è alta ed i responsabili devono decidere se impegnarsi o meno in una ricerca che possa ridurre questa incertezza“.

In altre parole, i ricercatori non sono a conoscenza degli effetti della geoingegneria solare, tuttavia fanno notare che si tratta di una soluzione rapida ed economica per compensare il cambiamento climatico, come si evince dalle seguenti parole : “Il Solar Radiation Management (SRM) ha due caratteristiche che lo rendono utile per la gestione del rischio climatico : è veloce ed economico…Introduciamo il SRM in un semplice modello economico del cambiamento climatico progettato per esplorare l’interazione tra l’incertezza nella risposta climatica ai rischi di CO2 e SRM di fronte all’inerzia del ciclo del carbonio…“.

Per poi concludere con la seguente affermazione : “il SRM è prezioso per gestire il rischio climatico, non per il suo basso costo, ma perché può essere implementato rapidamente nel caso trovassimo impatti climatici alti, come ad esempio in un’emergenza climatica“.

Questo suggerisce che i ricercatori propongono ricerche e test sulla geoingegneria solare pur non conoscendo gli effetti negativi che possono causare, sulla base di stime di costi/benefici, senza prove scientifiche.

È interessante notare che sette anni dopo sono citati ancora alcuni problemi come la possibilità che “la geoingegneria solare causi un raffreddamento eccessivo” (Abatayo, AL; Bosetti, V .; Casari, M .; Ghidoni, R .; Tavoni, M. 2020), quindi l’uso di questa tecnologia, nelle parole degli autori “consente ai paesi di influenzare unilateralmente la temperatura globale.

La geoingegneria solare potrebbe innescare interventi contrastanti da parte di paesi che preferiscono temperature diverse ; la teoria economica suggerisce che i paesi che vogliono un clima più fresco potrebbero imporlo agli altri.

Altri paesi invece possono reagire attraverso interventi di controgeoingegneria.”

È interessante notare come molti autori diano per scontata la capacità di inferire il clima attraverso la geoingegneria solare e spostino il dibattito verso argomenti di tipo geopolitico, come “la governance globale“, vedi (McLaren, D. ; Corry, O. 2021 |  Reynolds, JL 2019  | Jinnah, S .; Nicholson, S .; Flegal, J. 2018 | Bunn, M. 2019 | Lloyd, ID; Oppenheimer, M. 2014) tra gli altri che possono essere consultati tramite query come  “geoingegneria solare” o “governance” .

Fatti analizzati

I ricercatori (Vukajlovic, J.; Wang, J.; Forbes, I.; Šiller, L. 2021) danno per scontato nel loro studio teorico che l’iniezione di aerosol nella stratosfera solare venga sviluppata per ridurre l’incidenza della radiazione solare.

In questo senso sono stati utilizzati aerosol solfati, che hanno lo svantaggio di degradare lo strato di ozono (N.d.T. : vi ricordate quando diversi anni fa si parlava costantemente del cosiddetto buco dell’ozono ? Ecco, probabilmente ne abbiamo individuato le cause reali) e di fungere da sorgenti di assorbimento della radiazione infrarossa IR.

Questi concetti sono spiegati in questo modo : “Sebbene l’iniezione di aerosol nella stratosfera sia una delle tecniche di geoingegneria solare più promettenti, gli aerosol di solfato, suggeriti per tale applicazione, mostrano svantaggi significativi come l’assorbimento dell’infrarosso (IR) e la degradazione dell’ozono.

È necessario lo sviluppo di nuovi materiali per tale applicazione che mostrino una sostanziale diffusione verso l’alto, con assorbimento non IR per consentire un effetto di raffreddamento“.

Questa spiegazione presuppone anche che la geoingegneria solare abbia anche l’obiettivo di ridurre la temperatura o produrre un effetto di raffreddamento, quindi questa metodologia si inserisce nel contesto della lotta ai cambiamenti climatici.


Grafene nell'atmosfera
Fig.1. Schema di geoingegneria per riflettere la radiazione solare con aerogel di silice, sostituibile con aerogel di ossido di grafene (Vukajlovic, J.; Wang, J.; Forbes, I.; Šiller, L. 2021).

Il tipo di composto che propongono nei loro progetti di iniezione di aerosol è l’aerogel di silice altamente poroso (una proprietà condivisa anche con l’ossido di grafene), che permettere anche di diffondere nanoparticelle di diamante.

Ciò conferirebbe al materiale una capacità di riflessione diffusa, cioè di ridurre o riflettere la radiazione solare.

Inoltre, gli autori riconoscono che altri aerogel potrebbero essere utilizzati per tali scopi, in particolare aerogel di grafene.

Questa affermazione è dichiarata in questo modo : “Sono state sviluppate anche strutture composte da aerogel di silice con diverse nanostrutture di carbonio sotto forma di nanotubi, nanofibre e grafene (Lamy-Mendes, A.; Silva, RF; Durães, L. 2018).

Inoltre, aerosol PM2,5  (particelle inferiori a 2,5 μm) sono considerati dannosi per l’uomo durante la respirazione.
Per questo motivo
si suggerisce che le particelle di aerosol debbano essere comprese in un intervallo di dimensioni di ~ 0,1-1 μm per ridurre al minimo i rischi per la salute”.

Questa ultima frase è molto interessante, perchè significa che gli autori sono consapevoli dei rischi per la salute che l’utilizzo di ossido di grafene comporti negli esseri umani.
E nonostante tutto ancora raccomandano una dimensione delle nanoparticelle in un range di 0,1-1 μm, che infatti sono facilmente inalabili superando la barriera di qualsiasi tipo di maschera, compreso quelle nucleari (Sharma, S.; Pinto, R.; Saha, A.; Chaudhuri, S.; Basu, S. 2021).

Vale la pena inoltre approfondire i dettagli dell’uso dell’ossido di grafene come componente per realizzare l’aerogel di silice.

Gli autori citano l’articolo di (Lamy-Mendes, A.; Silva, RF; Durães, L. 2018) che analizza altri possibili nanomateriali derivati ​​dal carbonio, tra cui ” nanotubi di carbonio, nanofibre di carbonio, grafene e aerogel di carbonio “.

Il rapporto di oltre 70 pagine è costituito da una sezione in cui viene affrontato specificamente il tema del grafene e dell’aerogel di ossido di grafene, affermando che “l‘uso dell’ossido di grafene (GO) è giustificato dal fatto che, a differenza del grafene a superficie nuda, possiede un gran numero di gruppi contenenti ossigeno (gruppi epossidici e idrossilici, ad esempio), che migliorano sia la solubilità del grafene nei solventi che l’interazione con la rete di silice“.

Ciò significa che l’ossido di grafene è un materiale idoneo per la produzione di aerogel destinati alla geoingegneria solare.

Infatti (Lamy-Mendes, A.; Silva, RF; Durães, L. 2018), nelle loro conclusioni indicano che “sebbene gli aerogel di silice abbiano proprietà eccezionali, come bassa densità apparente e conduttività termica, ed un’elevata superficie specifica, nell’ultimo decennio è stato fatto uno sforzo per ottenere materiali con caratteristiche distintive rispetto agli aerogel di silice nativi.

Sono già state studiate varie strategie per la modifica degli aerogel, con l’aggiunta di particelle, polimeri o fibre come alcuni dei possibili additivi per fornire e/o migliorare diverse proprietà degli aerogel di silice.
Come riportato in questa recensione, è stato sviluppato un nuovo approccio per modificare questi aerogel inserendo nanostrutture di carbonio, come nanotubi di carbonio, nanofibre di carbonio, grafene e aerogel di carbonio.

Ciò dimostra che l’ossido di grafene può essere utilizzato nell’iniezione di aerosol nell’atmosfera, per scopi di geoingegneria solare.

Questa affermazione è condivisa anche da (Qu, ZB; Feng, WJ; Wang, Y .; Romanenko, F. ; Kotov, NA 2020) considerando che i nanosheet di grafene, chiamati dagli autori “GQD” (Graphene Quantum Dots), possono essere utilizzati nella geoingegneria solare, probabilmente anche per le proprietà di riflessione ottica dell’ossido di grafene nei cristalli di silice fotonica (Lee, CH; Yu, J .; Wang, Y .; Tang, AYL; Kan, CW; Xin, JH 2018), secondo il materiale aerogel a cui si riferiscono (Vukajlovic, J .; Wang, J .; Forbes, I .; Šiller , L. 2021).

Ossido di grafene e aerogel Fe3O4

Prima di iniziare questa parte dell’analisi, è opportuno ricordare che l’ossido di ferro Fe3O4, noto anche come magnetite, è uno dei materiali che più frequentemente viene abbinato all’ossido di grafene, data la sua versatilità di utilizzo.

Ad esempio, le sue proprietà di assorbimento elettromagnetico (Ma, E .; Li, J .; Zhao, N.; Liu, E.; He, C.; Shi, C. 2013) ; nanoparticelle superparamagnetiche di ossido di grafene-Fe3O4 per la somministrazione di farmaci e biocidi, fertilizzanti e pesticidi (Yang, X.; Zhang, X.; Ma, Y.; Huang, Y.; Wang, Y.; Chen, Y. 2009 |CN112079672A. 虓; . 2020) ; somministrazione di vaccini a DNA per trattamenti sperimentali oncologici e terapie geniche (Shah, MAA; He, N.; Li, Z.; Ali, Z.; Zhang, L. 2014 | Hoseini-Ghahfarokhi, M.; Mirkiani, S.; Mozaffari , N.; Sadatlu, MAA; Ghasemi, A .; Abbaspour, S .; Karimi, M. 2020) ; altri trattamenti antitumorali basati su terapie al platino (Yang, YF; Meng, FY; Li, XH; Wu, NN; Deng, YH; Wei, LY; Zeng, XP 2019 ) ; terapie contro il cancro basate su nanoparticelle magnetiche (Zhang, H.; Liu, XL; Zhang, YF; Gao, F.; Li, GL; He, Y.; Fan, HM 2018) ; estrazione di ibuprofene, fenolo, bisfenolo A, metil-parabene e propil-parabeni dal sangue ( Yuvali, D .; Narin, I .; Soylak, M .; Yilmaz, E. 2020  |  Abdolmohammad-Zadeh, H .; Zamani, A.; Shamsi, Z. 2020 ) ; neuromodulazione e trattamenti per malattie neurodegenerative e disturbi psichiatrici (Owonubi, SJ; Aderibigbe, BA; Fasiku, VO; Mukwevho, E.; Sadiku, ER 2019) e molti altri che si possono trovare nella letteratura scientifica, vedi “Fe3O4-graphene oxide “ oppure “graphene oxide”,  “Fe3O4” .

I nanocompositi magnetici di Fe3O4 con ossido di grafene GO sono noti almeno dal 2010, essendo citati come possibile biomarcatore per il rilevamento del cancro (Swami, M. 2010).

Il suo metodo di preparazione si è riflesso nell’articolo di (Cao, LL; Yin, SM; Liang, YB; Zhu, JM; Fang, C.; Chen, ZC 2015), scoprendone le proprietà magnetiche, la capacità di generare campi magnetici, la sua zeta potenziale e capacità di superare la barriera ematoencefalica.

Oltre all’elevata stabilità in un ampio intervallo di pH, indicano anche la capacità di separare Fe3O4 dall’ossido di grafene applicando un campo magnetico esterno. Queste proprietà potrebbero spiegare il fenomeno magnetico dei cosiddetti “vaccini” COVID, presumibilmente composti da ossido di grafene e magnetite, vedi studio di (Campra, P. 2021). 

Adesso, prima di approfondire la questione degli aerogel, occorre prima definirne il concetto.

Un aerogel è un materiale ultraleggero/poroso a base di un gel, le cui proprietà ne impediscono di collassare, con una densità leggermente superiore a quella dell’aria.

In secondo luogo, si può affermare che esistono aerogel di ossido di grafene e Fe3O4, come indicato nello studio di (Kopuklu, BB.; Tasdemir, A.; Gursel, SA; Yurum, A. 2021).

In questo caso, la ricerca ne adatta l’utilizzo per lo sviluppo di batterie con prestazioni superiori a quelle della tecnologia agli ioni di litio.

Aerogel di ossido di grafene e magnetite Fe3O4 sono anche sviluppati come attuatori magnetici mediante rivestimento con polidopamina (Scheibe, B .; Mrówczyński, R .; Michalak, N .; Załęski, K .; Matczak, M.; Kempiński, M. ; Stobiecki, F. 2018).

La polidopamina, chiamata anche PDA, è un polimero ottenuto dall’ossidazione della dopamina, comunemente usato in “varie applicazioni in biologia, biomedicina, membrane, catalisi, materiali e purificazione dell’acqua“, secondo (Liebscher, J. 2019).

Questo dettaglio è molto interessante poiché non è solo un composto chimico, è anche un neurotrasmettitore fondamentale per il corretto funzionamento del cervello umano ed in particolare del sistema nervoso centrale, del cosiddetto sistema di ricompensa (desiderio, piacere, condizionamento), della dipendenza da eventuali sostanze o della volontà di socializzazione.

È necessario ricordare che l’assenza di dopamina può causare malattie e disturbi psichiatrici, come ad esempio depressione (Moghaddam, B. 2002) e persino disturbi neurodegenerativi (David, R .; Koulibaly, M .; Benoit, M .; García, R .; Caci, H .; Darcourt, J .; Robert, P. 2008).

Riflessioni finali

È ormai dimostrato che l’iniezione di aerosol/aerogel a base di ossido di grafene nell’atmosfera a scopo di geoingegneria solare e climatologica è possibile.

Come espresso dai ricercatori nell’articolo (Vukajlovic, J .; Wang, J .; Forbes, I .; Šiller, L. 2021), l’iniezione di aerosol si sta sviluppando e sperimentando da anni, come mostrato in (Cao, L. . 2019 | Zhao, L .; Yang, Y .; Cheng, W .; Ji, D .; Moore, JC 2017 | Dykema, JA; Keith, DW; Anderson, JG; Weisenstein, D. 2014 |  Keith, D . ; Dykema, JA; Keutsch, FN 2017).

Con tutti questi elementi si può affermare ancora più precisamente che il fenomeno delle scie chimiche esiste ed è effettivamente assimilabile a progetti di geoingegneria solare e climatica.

Secondo le informazioni scientifiche che sono state analizzate, il rilascio di ossido di grafene o suoi derivati ​​sotto forma di aerosol nell’atmosfera è pericoloso perché :

a) E’ una fonte di inquinamento che colpisce l’atmosfera, la terra, gli oceani e i mari, agricoltura, cibo, fonti d’acqua, animali e persone che finiscono per respirare l’aria inquinata.
b) Provoca effetti negativi e danni che possono essere fatali per la salute delle persone.
c) Alterare il clima e causa effetti di disidratazione nell’atmosfera, perdita di ozono (Weisenstein, DK; Keith, DW; Dykema, JA 2015) ed altri effetti collaterali non ancora completamente dimostrati scientificamente.

L’iniezione di aerosol come parte del processo di geoingegneria solare può essere implementata in tutto il mondo, senza alcuna consultazione preventiva con la popolazione, senza il dovuto dibattito e l’analisi scientifica aperta che una questione tanto rilevante come una possibile alterazione del clima meriterebbe.

In questo senso (Parker, A .; Irvine, PJ 2018) spiegano che se fosse iniziata la sperimentazione della geoingegneria solare, non ci sarebbe più alcun modo di tornare indietro, perché le conseguenze dell’interruzione causerebbero rischi ancora maggiori.

Nel loro riassunto spiegano : “Se la geoingegneria solare dovesse essere implementata…e poi improvvisamente interrotta, ci sarebbe un aumento rapido e dannoso delle temperature. Questo effetto è spesso chiamato shock di terminazione ed è un concetto fondamentale”.

Gli autori chiariscono che a seconda della metodologia e del modello di geoingegneria solare, nonché del numero di paesi coinvolti, gli effetti dei cambiamenti climatici potrebbero essere mitigati, in particolare le catastrofi climatiche, ma non analizzano se la geoingegneria solare stessa possa essere la causa di queste catastrofi.

Altri autori influenzano i problemi climatici e le disparità che provoca (Kravitz, B .; MacMartin, DG; Robock, A .; Rasch, PJ; Ricke, KL; Cole, JN; Yoon, JH 2014), arrivando ad affrmare nelle loro conclusioni che “ci sono molti altri effetti che potrebbero essere inclusi negli studi regionali riguardo la geoingegneria solare

Questi includono altri effetti climatici, come i cambiamenti nel verificarsi di eventi estremi…Tuttavia, l’iniezione di aerosol di solfato stratosferico può aumentare la riduzione dell’ozono e avere altri effetti dinamici, che a loro volta potrebbero influenzare la temperatura locale e i modelli di precipitazione, che differiscono dagli effetti di geoingegneria di ombreggiamento parziale del sole.

Riconosciamo che la salute delle piante terrestri non dipenda solo dalle precipitazioni e dai cambiamenti di temperatura.
Le future valutazioni dei cambiamenti idrologici dovuti alla geoingegneria potrebbero anche incorporare cambiamenti nell’evaporazione, nell’umidità del suolo e nel deflusso
“. 

Dopo tutto quello che è stato spiegato e analizzato in questo post, sembra non esserci più alcun dubbio che in questo momento siano compiuti dai ricercatori studi approfonditi sulla geoingegneria solare, i suoi modelli, i suoi metodi di applicazione e previsione, nonché l’iniezione di aerosol nell’atmosfera/stratosfera fra i  7 ed i 18 km di altezza.

Infatti, secondo lo studio di (Horton, JB; Keith, DW; Honegger, M. 2016) sulle implicazioni dell’accordo di Parigi per la riduzione della CO2 e la geoingegneria solare, “il SRM è un complemento alla mitigazione delle emissioni di CO2“, aggiungendo che “l‘analisi SRM (Solar Radiation Management) risalente a decenni fa ha costantemente dimostrato che potrebbe abbassare le temperature superficiali, portando a grande incertezza sulla sua capacità di rallentare il cambiamento climatico regionale e sui suoi effetti sui cambiamenti in altre importanti variabili come le precipitazioni, l’innalzamento del livello del mare e eventi estremi ”.

Riguardo alle possibilità di realizzazione, lo studio afferma che “sembra che alcune forme del SRM potrebbero essere implementate ad un costo molto contenuto (inferiore allo 0.1% del PIL mondiale) utilizzando le tecnologie esistenti“, senza arrivare a chiarire o specificare quali siano queste forme.

L’articolo è di particolare rilevanza per comprendere il quadro geopolitico in cui si inquadrano la geoingegneria solare e l’iniezione di aerosol di ossido di grafene nell’atmosfera a partire dall’anno 2016, svolta da cui è stato possibile raggiungere un accordo (non divulgato pubblicamente) sull’uso delle tecnologie SRM.

L’uso del SRM (almeno sperimentale) è noto dagli articoli pubblicati sui suoi effetti, vedi (Malik, A.; Nowack, PJ; Haigh, JD; Cao, L.; Atique, L.; Plancherel, Y. 2019 |  Kim, DH; Shin, HJ; Chung, IU 2020)

In considerazione delle possibilità e degli aspetti geopolitici che il controllo climatico implica, la geoingegneria solare può essere considerata come un’arma militare, come suggerito da (Bunn, M. 2019).

Quindi, sembra chiaro che la lotta al cambiamento climatico, forse non è ciò che sembra, ma è, piuttosto, una guerra velata tra blocchi politici, mezze verità scientifiche, disinformazione ed opacità per instaurare un’unica governance mondiale, non democraticamente eletta e la cui la legittimità è nulla.

Il controllo climatico, infatti, solleva interrogativi inquietanti : “Chi decide od impone il clima nel mondo ? Sotto quale etica vengono prese le decisioni sui cambiamenti climatici ? Con quale diritto si intende cambiare il clima ? Con quali conseguenze, a costo di cosa, per cosa ?” (McLaren, DP 2018) sono alcune domande pertinenti che dovrebbero essere poste.

Giocare con ciò che non si comprende può avere spesso conseguenze imprevedibili e quasi sempre disastrose.

Infine, per completare la riflessione, vale la pena commentare brevemente l’articolo di (Buck, H.; Geden, O.; Sugiyama, M.; Corry, O. 2020) in cui presenta la risposta all’emergenza COVID-19 come esempio per implementare la geoingegneria solare, al fine di giustificare l’iniezione di aerosol stratosferico.

Per fare questo, citano cinque lezioni che devono essere apprese :

a) Le metriche ristrette sembrano facili da usare, ma possono creare nuovi problemi.
b) La governance globale è frammentata o assente.
c) Le tecnologie dei media creano nuove volatilità per la scienza e la politica.
d) I politici possono agire per il gusto di agire, o peggio.
e) Guadagnare tempo con in mano solo un piano
.”

Sembrano questi gli errori che non si aspettano di commettere nella prossima sfida “pandemica”, che secondo gli autori giustificano una ricerca anticipatoria, espressa con le parole seguenti, che di seguito si riportano : “Il COVID-19 è stato un test di stress per le interazioni tra scienza, media e politica sia a livello nazionale che globale e ha rivelato dinamiche complesse e potenzialmente dannose nei collegamenti tra queste sfere.

La risposta alla pandemia sottolinea ulteriormente la necessità non solo di una governance proattiva, ma anche di una ricerca transdisciplinare proattiva prima di un’emergenza reale“.

Sembra esserci quindi un legame assai stretto fra la gestione delle emergenze da COVID-19 ed una “prossima” pandemia climatica ?
La geoingegneria solare sarà la prossima pandemia nelle agende globali ?

Bibliografia

1.Abatayo, AL; Bosetti, V.; Casari, M.; Ghidoni, R.; Tavoni, M. (2020). La geoingegneria solare può portare a un raffreddamento eccessivo e a un’elevata incertezza strategica = Solar geoengineering may lead to excessive cooling and high strategic uncertainty. Proceedings of the National Academy of Sciences, 117 (24), pp. 13393-13398.  https://doi.org/10.1073/pnas.1916637117

2.Abdolmohammad-Zadeh, H.; Zamani, A.; Shamsi, Z. (2020). Estrazione di quattro sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino utilizzando un nanocomposito Fe3O4 / ossido di grafene / acido di- (2-etilesil) fosforico e loro quantificazione mediante HPLC-UV = Extraction of four endocrine-disrupting chemicals using a Fe3O4/graphene oxide/di-(2-ethylhexyl) phosphoric acid nano-composite, and their quantification by HPLC-UV. Microchemical Journal,, 157, 104964.  https://doi.org/10.1016/j.microc.2020.104964

3.Berardelli, J. (2018). Il controverso metodo di spruzzatura mira a frenare il riscaldamento globale. = Controversial spraying method aims to curb global warming. CBSnews. https://www.cbsnews.com/news/geoengineering-treatment-stospheric-aerosol-injection-climate-change-study-today-2018-11-23/

4.Buck, H.; Geden, O.; Sugiyama, M.; Corry, O. (2020). Politica pandemica : lezioni di geoingegneria solare = Pandemic politics : lessons for solar geoengineering. Communications Earth & Environment, 1 (1), pp. 1-4. https://doi.org/10.1038/s43247-020-00018-1

5.Bunn, M. (2019). Governance della geoingegneria solare : imparare dai regimi nucleari.  Governance of solar geoengineering: learning from nuclear regimes. Governance of the deployment of solar geoengineering, 51.    https://scholar.harvard.edu/files/matthew_bunn/files/harvard_project_sg_governance-briefs_volume_feb_2019.pdf#page=57

6.Campra, P. (2021). [Relazione] Rilevazione dell’ossido di grafene in sospensione acquosa (Comirnaty™ RD1) : Studio osservazionale in microscopia ottica ed elettronica. = Detección de óxido de grafeno en suspensión acuosa (Comirnaty™ RD1) : Estudio observacional en microscopía óptica y electrónica. Universidad de Almería. https://docdro.id/rNgtxyh

7.Cao, L. (2019). Esperimenti di iniezione di aerosol stratosferico su piccola scala avvantaggiano la ricerca sulla geoingegneria solare. =  Small scale stratospheric aerosol injection experiments benefits solar geoengineering research. Chinese Science Bulletin, 64 (23), pp. 2386-2389. https://doi.org/10.1360/N972019-00300

8.Cao, LL; Yin, SM; Liang, YB; Zhu, JM; Fang, C.; Chen, ZC (2015). Preparazione e caratterizzazione di nanocompositi magnetici Fe3O4 / ossido di grafene = Preparation and characterisation of magnetic Fe3O4/graphene oxide nanocomposites. Materials Research Innovations, 19 (sup1), S1-364. https://doi.org/10.1179/1432891715Z.000000001571

9.CN112079672A. 虓; . (2020) Applicazione della dispersione acquosa di grafene nella ritenzione idrica dei terreni agricoli, ritenzione di fertilizzanti e batteriostatica = Application of graphene aqueous dispersion in farmland water retention, fertilizer retention and bacteriostasi.  https://patents.google.com/patent/CN112079672A/en

10.David, R.; Koulibaly, M.; Benoit, M.; Garcia, R.; Caci, H.; Darcourt, J.; Roberto, P. (2008). I livelli del trasportatore striatale della dopamina sono correlati all’apatia nelle malattie neurodegenerative : uno studio SPECT con correzione dell’effetto volume parziale. =  Striatal dopamine transporter levels correlate with apathy in neurodegenerative diseases : A SPECT study with partial volume effect correction. Clinical Neurology and Neurosurgery, 110 (1), pp. 19-24.   https://doi.org/10.1016/j.clineuro.2007.08.007

11.Dykema, JA; Keith, DW; Anderson, JG; Weisenstein, D. (2014). Esperimento di perturbazione stratosferica controllata : un esperimento su piccola scala per migliorare la comprensione dei rischi della geoingegneria solare. = Stratospheric controlled perturbation experiment : a small-scale experiment to improve understanding of the risks of solar geoengineering. Philosophical Transactions of the Royal Society A: Mathematical, Physical and Engineering Sciences, 372 (2031), 20140059.  https://doi.org/10.1098/rsta.2014.0059

12.Figueroa, A. (2021). Il progetto di geoingegneria sostenuto da Bill Gates potrebbe mitigare la radiazione solare = Proyecto de geoingeniería apoyado por Bill Gates podría mitigar la radiación solar. NotiPress. https://notipress.mx/tecnologia/proyecto-geoingenieria-apoyado-bill-gates-mitigar-radiacion-solar-6893

13.Freedman, A. (2013). La geoingegneria potrebbe ridurre le precipitazioni globali critiche =  Geoengineering Could Reduce Critical Global Rainfall. Climatecentral.org. https://www.climatecentral.org/news/geoengineering-could-cut-global-rainfall-study-finds-16699

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Studio originale in lingua spagnola : Inyección de aerosoles de óxido de grafeno en la atmósfera : la geoingeniería solar y el rol de los aerogeles

Traduzione in italiano a cura di Veronica Baker


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