Grafene moltiplicatore di onde elettromagnetiche, radiazioni Cherenkov e raggi ultravioletti

Pubblicato il 7 Settembre 2021 da Veronica Baker

La ricerca è quattro cose : cervello con cui pensare, occhi con cui vedere, macchine con cui misurare ed, infine, denaro.

Albert Szent-Gyorgyi


Grafene moltiplicatore di onde elettromagnetiche, radiazioni Cherenkov e raggi ultravioletti



Studio di riferimento

Tao Zhao, Min Hu, Renbin Zhong, Sen Gong, Chao Zhang, Shenggang Liu (2017). Radiazione Cherenkov terahertz da grafene polaritoni plasmonici di superficie eccitati da un fascio di elettroni = Cherenkov terahertz radiation from graphene surface plasmon polaritons excited by an electron beam, Appl. Phys. Lett. 110, 231102 (2017) ; https://doi.org/10.1063/1.4984961

Fatti analizzati

Pare ormai praticamente certo che il grafene sia l’agente che sta moltiplicando la qualità delle onde emesse dalle antenne 5G.

Grafene moltiplicatore di onde elettromagnetiche
Come già affermato nel post in cui analizzavo il fondamentale studio di (Axel Bolland, Bärbel Ghitalla, Holger Fischer, Elmar Becker, Tim Truth 2021) in cui per la prima volta sono stati identificati pattern di grafene cristallizzato nel sangue dei cosiddetti “vaccinati”…

Ciò appunto è stato dimostrato nello studio di (Tao Zhao, Min Hu, Renbin Zhong, Sen Gong, Chao Zhang, Shenggang Liu, 2017) in cui gli autori dimostrano che “in una struttura in cui il grafene multistrato è depositato su un substrato dielettrico con uno strato tampone, l’energia degli SPPs (grafene polaritoni plasmonici) può essere notevolmente aumentata”.

Inoltre, sempre secondo gli stessi ricercatori “la dispersione degli SPP attraversa la linea di luce del substrato se lo strato tampone ha una bassa permittività rispetto al substrato.
Di conseguenza, gli SPP possono essere prontamente trasformati in radiazione senza bisogno di compensazione del vettore d’onda”.

In poche parole, come già affermato nel post in cui analizzavo il fondamentale studio di (Axel Bolland, Bärbel Ghitalla, Holger Fischer, Elmar Becker, Tim Truth 2021) in cui per la prima volta sono stati identificati pattern di grafene cristallizzato nel sangue dei cosiddetti “vaccinati” , viene ancora una volta confermata la proprietà del grafene per cui la radiazione Cherenkov può essere trasformata in questi plasmoni di grafene da GHz a THz, causando radiazioni ionizzanti a causa del suo effetto moltiplicatore.

Infatti (Tao Zhao, Min Hu, Renbin Zhong, Sen Gong, Chao Zhang, Shenggang Liu, 2017) affermano che “rispetto alla radiazione da strutture senza grafene, la densità di potenza di radiazione è aumentata di quasi tre ordini di grandezza a causa del miglioramento del campo di SPPs.

I nostri risultati potrebbero fornire un modo promettente per sviluppare sorgenti di radiazione THz a temperatura ambiente, sintonizzabili, lineari e ad alta intensità per coprire l’intero regime THz.”

Quindi si può confermare ancora una volta che l’obiettivo cui la creazione di questi nanocristalli di grafene frattalizzati può perseguire potrebbe essere la realizzazione di nanoantenne sia per la ricezione che l’emissione di dati e, nel peggiore dei casi, per la moltiplicazione delle radiazioni assorbite, come già spiegato diverse volte.

Oppure si cercano tutti questi effetti, secondo la convenienza e le necessità.

Riflessioni finali

Sulla base dei risultati di quest’ultimo studio (confermati empiricamente dalle decine e decine di misurazioni tramite contatori Geiger analogici) diventa ormai imperativo rilevare almeno nei pressi di antenne 5G la presenza di eventuali radiazioni ionizzanti.

Una possibile alternativa per chi non ha risorse economiche per comprare (o non riesce a trovare nella sua zona) un contatore Geiger potrebbe essere un sensore di indice UV (dove UV sta per ultravioletto).
Questo perchè le radiazioni di raggi ultravioletti sono vicine come intensità alle radiazioni Cherenkov.

Ricordo ancora una volta che con radiazione Cherenkov si intende una radiazione elettromagnetica emessa quando una particella carica (come un elettrone) passa attraverso un mezzo dielettrico a una velocità maggiore della velocità di fase (velocità di propagazione di un’onda in un mezzo) della luce in quel mezzo.

In tal modo la relatività speciale non è violata poiché la luce viaggia più lentamente nei materiali con indice di rifrazione maggiore di uno, ed è la velocità della luce nel vuoto che non può essere superata (o raggiunta) da particelle con massa.

Un esempio classico di radiazione Cherenkov è il caratteristico bagliore blu di un reattore nucleare sottomarino.
La sua causa è simile a quella di un boom sonico, il suono acuto che si sente quando si verifica un movimento più veloce del suono.

Il fenomeno prende il nome dal fisico sovietico Pavel Cherenkov, che ha condiviso il premio Nobel per la fisica del 1958 per la sua scoperta.

Mentre con radiazione ultravioletta UV (od ultravioletto) si intende una forma di radiazione elettromagnetica con lunghezza d’onda da 10 nm (con una frequenza corrispondente a circa 30 PHz) a 400 nm (750 THz), più corta di quella della luce visibile, ma più lunga dei raggi X.

La radiazione UV è presente nella luce del sole, e costituisce circa il 10% della radiazione elettromagnetica totale emessa dal Sole.
Può essere anche prodotta da archi elettrici e luci specializzate, come le lampade a vapori di mercurio, le lampade abbronzanti e le luci nere.

Anche se l’ultravioletto a lunga lunghezza d’onda non è considerato una radiazione ionizzante perché i suoi fotoni non hanno l’energia per ionizzare gli atomi, può causare reazioni chimiche e fa sì che molte sostanze brillino o diventino fluorescenti.

Di conseguenza, gli effetti chimici e biologici degli UV sono maggiori dei semplici effetti di riscaldamento, e molte applicazioni pratiche della radiazione UV derivano dalle sue interazioni con le molecole organiche.

La luce ultravioletta ad onde corte danneggia il DNA e sterilizza le superfici con cui entra in contatto.
Per gli esseri umani, l’abbronzatura e le scottature sono effetti familiari dell’esposizione della pelle alla luce UV, insieme ad un aumento del rischio di cancro alla pelle.

Il limite inferiore della lunghezza d’onda della visione umana è convenzionalmente preso come 400 nm, quindi i raggi ultravioletti sono invisibili per gli esseri umani, anche se le persone possono talvolta percepire la luce a lunghezze d’onda inferiori a questa.

Insetti, uccelli e alcuni mammiferi possono vedere i raggi quasi-UV (cioè, lunghezze d’onda leggermente più corte di quelle che gli esseri umani.

In questo modo si possono misurare lo stesso radiazioni di tipo ionizzanti che – come noto – sono dannose per qualsiasi essere vivente in generale.



Facendo riferimento allo studio appena citato che dimostra come il grafene possiede un effetto moltiplicatore di frequenza di 3 grandezze d’onda, equivalente quindi ad un effetto moltiplicatore di 1000 volte), presento un video molto interessante, girato da un comune cittadino all’interno della sua casa, che è rimasto sorpreso nello scoprire che anche nel seminterrato della sua casa, dove non c’è alcun impatto di luminosità proveniente dalla luce del sole – che come noto ha una banda nello spettro della radiazione UV – il dispositivo registrava ancora dei valori.

Ricordo che l’UV può essere suddiviso in differenti bande, diversamente definite a seconda dei campi di studio.
La suddivisione più comune è la seguente : UV vicino o prossimo (380-200 nm) e UV estremo (200-10 nm).

Qualora si consideri l’effetto dei raggi UV sulla salute degli esseri umani, la gamma delle lunghezze d’onda UV è solitamente suddivisa in UV-A (400-315 nm), UV-B (315-280 nm) e UV-C  (280-100 nm)).

Questo in particolare, come possiamo vedere in questo momento, rileva una radiazione UV-B tra 350 e 380 nm, quindi di tipo B, in un punto della casa con le luci spente.


Grafene moltiplicatore di onde elettromagnetiche
Visto che stiamo parlando di radiazioni Cherenkov…

Dal muro di una casa di fronte alla mia.
Una parte della luce rimbalza ed entra in casa mia.

E guarda cosa sta rilevando il dispositivo.
Lo metto sulla telecamera.
Premo il pulsante.

Sta rilevando un grado di radiazione UV a 7.
Bene, se andiamo in un posto più buio…

Non c’è luce solare che entra.
Non dovrebbe esserci.

Misuriamo di nuovo.
Sta rilevando un grado 6.

Quindi, nella completa oscurità di un bagno, sto rilevando un grado UV di tipo C.

Quindi, la questione della radiazione Cherenkov combacia con quella del grafene, quindi potrebbe essere completamente valida.
Per ora, posso confermarlo.

Questo apparecchio funziona molto bene con le lampade a radiazione UV.
Ed è importante notare che in una stanza buia non dovrebbe rilevare nulla perché non c’è luce solare che filtra.

E poi abbiamo quest’ultimo video che rende la cosa ancora più evidente.
Eccolo.

Sono sulle scale del seminterrato.
E qui c’è una luce di emergenza.

Allora, prendo il rilevatore.
Qui non dovrebbe entrare assolutamente la luce del sole.

Premo il pulsante per misurare.
Inizia a misurare.

E mostra un indice di 6, che è una barbaria.

È come se fossi sotto una lampada UV.
Misuro di nuovo.
Stessa cosa.
Stessa misurazione.


Naturalmente tutto questo non dovrebbe accadere.

Ma combacia esattamente sia con la questione della radiazione Cherenkov, sia con la possibilità che il grafene sia stato sparso preventivamente dappertutto : tramite chemtrails e probabilmente anche tramite nuvole chimiche prodotte dall’effetto dell’evaporazione di acqua/fertilizzanti/fitosanitari/additivi alimentari e grafene).

Tutto combacia e tutto è collegato.

Quindi, ogni ulteriore scoperta effettuata mostra che il grafene non sta provocando alle cosiddette persone “vaccinate” un danno lieve, ma lo sta moltiplicando di 1.000 volte, nello stesso modo in cui il grafene assorbe le onde elettromagnetiche.

Un danno terribile compiuto nei confronti dei cosiddetti “vaccinati”.


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