Grafene in acqua piovana : accertata la presenza

Pubblicato il 31 Luglio 2021 da Veronica Baker

La logica vi porterà da A a B.
L’immaginazione vi porterà dappertutto.

Albert Einstein


Grafene in acqua piovana

Nel programma radiofonico Dirección Correcta, trasmesso il venerdì sera dall’emittente cilena El Mirador del Gallo, La Quinta Columna ha potuto dimostrare un’altra inquietante scoperta.
La presenza di grafene nell’acqua piovana.

Il campione è stato rilevato alcune ore dopo un acquazzone avvenuto in seguito ad un’intensa irrorazione dei cieli tramite chemtrails (cioè le famigerate scie chimiche).

Così questo nanomateriale si trova nelle soluzioni acquose, nelle soluzioni fisiologiche, nei “vaccini” ed in molti altri prodotti di uso medico ed industriale.
In poche parole, si può rilevare la presenza di grafene praticamente dappertutto.

Questo spiega il perché esistano persone che presentano fenomeni di magnetismo senza essere mai state vaccinate, senza essere state sottoposte ad alcuna visita medica, od indossato mai alcuna mascherina.

Molti “misteri” vengono svelati poco a poco.
Anche se in realtà non si tratta altro che conferme.



Ricardo Delgado : Questa analisi ci è stata inviata dal dottor Cabezas (N.d.T. : ovviamente si tratta di uno pseudonimo, dato la delicatezza delle analisi trattate).

Il suo nome è… Chiamiamolo semplicemente dottor Cabezas.
Dalle isole Canarie.

Ha fatto un’analisi al microscopio ottico – ed è più che sufficiente – di particelle di…Ha trovato nanoschede di particelle di ossido di grafene nell’acqua piovana.
Ed anche nel muco alveolare bronchiale.

Cioè, dopo aver inalato l’ambiente, sputa l’espettorato (N.d.T. : quello che viene chiamato comunemente catarro) direttamente nel microscopio, ed ha trovato del grafene.
Lo caricheremo più tardi.

In poche parole, giornalmente inghiottiamo del grafene.
Il video lo abbiamo qui ed adesso lo proiettiamo, ok ?

Jorge Osorio (Dirección Correcta) : Sì.

Mentre Ricardo gentilmente mostra e contestualizza il video, occorre notare che in questo momento abbiamo più di 2.100 persone online.
Voglio ringraziare la gentilezza di tutti coloro che sono collegati.

Va notato che Ricardo Delgado, oggi, non ha fatto uno streaming serale sul suo canale Telegram, come fa di solito.
Ci ha dato la possibilità di farlo da qui, dalla piattaforma www.radioelmiradordelgallo.cl.

Ricardo Delgado : Bene, metto in pausa il video.
Usiamo per ora un ingrandimento molto piccolo.
Ci sono alcune gocce, molto piccole, che hanno, al massimo, un ingrandimento di 60X o 80X.

È acqua piovana, ok ?
Il campione è stato raccolto da queste gocce.

L’ingrandimento ottico aumenterà da questo momento in poi.
E quello che vedrete, quindi, sono le caratteristiche particolari dell’ossido di grafene.

Sono pieghe a forma di fazzoletto.
E queste, come ho detto, sono direttamente all’interno di queste goccioline.

Vediamo, l’ho già riprodotto.
Qui potete già vederne una.

Una piccola in mezzo.
Riuscite a vederla ?


Grafene in acqua piovana


Grafene in acqua piovana


Grafene in acqua piovana


Qui, con un ingrandimento maggiore.


Grafene in acqua piovana


Mi fermo un attimo perché, come potete vedere, il grafene ha una particolarità, ed è che ha un aspetto simile a un fazzoletto kleenex.


Grafene in acqua piovana


Come al solito, tutti quelli che lavorano con questo nanomateriale lo descrivono così.
Come se fosse un kleenex gettato direttamente sul fondo di una piscina.

Quindi mostra delle pieghe.
Qui, quello che vedete sono pieghe.

E, poi, hanno una particolarità.
E cioè che i bordi tendono a ripiegarsi su se stessi.

Questo è ciò che il grafene sta facendo anche qui, in questo punto.


Grafene in acqua piovana


C’è uno strato sopra.


Grafene in acqua piovana


Grafene in acqua piovana


Anche questo strato, per esempio, è molto caratteristico , come si può leggere nella letteratura scientifica.

Ha più o meno sempre quest’aspetto.
Sembra molto simile a quello che abbiamo trovato anche nel vaccino Vaxigrip.

Sembra molto, molto simile.
Anche quello che il dottor Campora ha trovato nel vaccino Pfizer al microscopio ottico sembra molto simile.


Grafene in acqua piovana


Grafene in acqua piovana


Grafene in acqua piovana


Grafene in acqua piovana


Beh, ovviamente l’acqua piovana dovrebbe essere chiara e pulita (N.d.T. : se non ci fossero le irrorazioni quotidiane di scie chimiche…).
Limpida.

Potrebbe avere qualche altro tipo di, non so.
Possiamo dire che potrebbe contenere una diversa composizione chimica di qualche metallo o qualcosa del genere, ma questo…
Questo non è normale.

Non dovrebbe essere nell’acqua piovana.
E nemmeno i metalli.

Certi metalli sono presenti in modo naturale nell’ambiente.
Ma non dovrebbero essere presenti nell’acqua.

Tuttavia, questo è qualcosa che stiamo osservando anche nel fango.
Nel fango, stiamo osservando anche una grandissima quantità di metalli (N.d.T. : non è certo una novità, le irrorazioni più o meno quotidiane ormai continuano imperterrite sin dall’inizio del XXI secolo…).

E questo è quello che sospettavamo.
Grafene.

Dopo la precedente irrorazione con il fenomeno delle chemtrails che tutti conoscono già.
Bene, questa è una conferma che verificheremo di nuovo.

Perché chiunque abbia un microscopio ottico può farlo.
Ed io, da qui, incoraggio tutti a farlo.


[Grafene in acqua piovana


Dobbiamo inoltre segnalare che siamo riusciti ad ottenere un’altra fiala di “vaccino” antinfluenzale attraverso una persona molto fidata che la terrà in perfetta custodia.

Ma non si tratta del Vaxigrip Tetra.
E’ uno che ci interessava ancora di più.

Anche se abbiamo già verificato che il Tetra ha al suo interno ossido di grafene.
Siamo convinti… Siamo convinti che il grafene sia presente in tutti i “vaccini” perché abbiamo già appurato la presenza di brevetti registrati (N.d.T. : sin dal 2012) che indicano l’uso di ossido di grafene in soluzioni acquose fisiologiche.

Ed è pubblicato nel Ministero dell’Industria, del Commercio e del Consumo…Scusate.
Del Turismo del governo spagnolo.
Sul loro sito ufficiale.

Quindi, a tutti quei bugiardi “disinformatori” compulsivi delle cosiddette agenzie di fact-checkers (Newtral a.k.a. Newtroll, Ana Pastor, Maldita.es, AFP Factual, ed altri, N.d.T. : famosi disinformatori di lingua spagnola, ovviamente esistono pure gli omologhi italiani…) -, bisogna dire loro che non solo stanno commettendo un reato.

Cioè, non solo stanno mentendo spudoratamente alla popolazione per spingerla al suicidio, al macello.
Ma stanno anche commettendo un reato.

E spero che alla fine siano seduti sul banco degli imputati.
Ed i dirigenti e i giornalisti che stanno diffondendo false informazioni per portare la gente al processo di “vaccinazione” siano puniti (N.d.T. : con molti anni di carcere).

Sono riusciti a fornirci (N.d.T. : per analizzarlo) un “vaccino” del marchio Chiromas.
Il Chiromas ®.

Un fatto particolarmente importante perché questo “vaccino” è quello che è stato citato nello studio del cosiddetto rapporto Barbastro.

(N.d.T. : per chi fosse interessato, può scaricare il documento – ovviamente in lingua spagnola – qua nel mio sito internet)

Dove è stata dimostrata l’esistenza di un alto ed inusuale tasso di mortalità a causa della cosiddetta “pandemia” di “COVID-19” dopo il processo di “vaccinazione” antinfluenzale con Chiromas.

Un “vaccino” che viene iniettato specialmente, o quantomeno raccomandato, per le persone oltre i 65 anni di età.

In particolare quelle che sono nelle case di riposo.

(N.d.T : ovviamente trattasi di GENOCIDIO di massa.

Lo ripeto ancora per l’ennesima volta, questo spiegherebbe il perchè anche in Italia – come già scrissi a metà di marzo 2020 – nelle zone dove sono state fatte campagne a tappeto del vaccino influenzale 2019 ci siano stati un numero insolitamente alto di decessi – soprattutto fra gli anziani –  nella popolazione, come ad esempio nella Bergamasca).

E già tutti sanno cosa è successo nelle case di riposo.

Siamo sicuri al 100% che troveremo l’ossido di grafene.

Tuttavia, lo confermeremo con la microscopia ottica, anche con la microscopia elettronica e, se possibile, con la spettroscopia.

Traduzione in italiano a cura di Veronica Baker



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