Eroi solitari

Pubblicato il 26 Dicembre 2019 da Veronica Baker

Gli eroi mediocri sottomettono i loro nemici.
Gli eroi autentici conquistano se stessi.

Rumi


Eroi solitari
Da sempre combatto mille battaglie in mille campi diversi…

Gli eroi solitari sono persone che incidono sulla realtà lavorando in silenzio.

Contribuiscono a tracciare un percorso.
Ad indicare una possibilità il cui obiettivo non è un proclama astratto, ma è un lavoro capillare, paziente e quotidiano.

Vanno avanti sempre e comunque e lasciano la percezione (naturalmente a chi vuole capirlo) che lottare per i diritti umani è una cosa che riguarda tutti, che obbliga a ragionare in prima persona, senza deleghe.

Da sempre combatto mille battaglie in mille campi diversi.
Talvolta ho subito atti di abiura totale da affetti che teoricamente per me dovevano essere i più cari .

I tentativi di dialogo spesso non hanno avuto buon fine non solo per la mancanza di volontà della controparte di ascoltare.
Ma spesso semplicemente per convenienza personale.

Oppure per malcelata invidia.

Ed alla fine, dopo dure, laceranti e soprattutto tristi battaglie, sono riuscita a risolvere positivamente queste spiacevoli situazioni.
Anche se talvolta purtroppo occorre fare delle scelte dal gusto davvero molto amaro.

La prossima è una vicenda reale, anche se di circa venti anni fa.
Il finale inevitabile.

Ed il successivo mio tentativo di provare in ogni caso a ricomporre la situazione portò a questo risultato.


6 Dicembre, 2004


Mio padre è lo stereotipo della persona cui tutto è dovuto.

E quando ha trovato una nuova compagna ha preteso – anzi imposto – di portarla ad abitare immediatamente appena conosciuta in casa “nostra”.
Farla dormire nel letto della mia mamma che da pochissimi mesi si era tristemente spenta in giovane età.

Giacere insieme nella stessa camera.
Farle usare la sua bigiotteria.
I suoi gioielli.
I suoi vestiti.

Una mancanza di rispetto totale.

Non lo accetti ?
Prendi e te ne vai.

Devi lasciare tutto.
Tutto è di mia proprietà.
Compreso quello che hai guadagnato da sola.

Devi andartene.
All’età di sei mesi ti ho comprato tutto.
Indi ora mi devi ricompensare.
E’ tutto mio.
Sono il più vecchio, il più furbo, il più forte.
Sono abituato a comandare ed a schiacciare i miei avversari.

Per cui posso fare quello che voglio :

Insultarti continuamente tutti i giorni con le parole più brutte e volgari che ci siano
Sbuffarti alla mattina il fumo delle mie sigarette puzzolenti in faccia

Metterti i piedi in faccia sulla tavola imbandita per il pranzo mentre stai mangiando
Gridarti dietro ed insultarti davanti ai vicini dicendoti che sei una morta di fame, una poveraccia, un microbo

Fare la vittima con i miei fratelli e sorelle e parlare male di te
Dirti che non sei capace di fare nulla e fallirai miseramente senza guadagnare nemmeno un €

Andare a parlare male di te in banca così poi non ti rinnovano il fido
Minacciarti una causa legale per mandarti via dalla “mia” casa

Ecco questo sono esempi (non tutti) di quello che è realmente successo.

Difficile da credere.
Ma è la verità.

Come ho fatto a resistere ?

Con la mia forza di volontà, la forza interiore, le riserve nascoste che trovi nei momenti difficili.

Eroi solitari
Lottare sempre, anche nei momenti più bui…

Non ci si deve arrendere mai.
Lottare sempre, anche nei momenti più bui.
Quelli in cui ti sembra che non ci riuscirai mai.
Che non ce la farai.

Una lotta di nervi.
Di resistenza.

Pressioni morali e psicologiche di ogni tipo.

Per dieci lunghissimi mesi.
Era una questione di vita o di morte.

Per me cedere equivaleva ad una esistenza grigia telecomandata da altri.
Non potevo e non volevo questo.

Alla fine, non ho ceduto io.
Ha ceduto lui.
Ed è andato via senza dare né indirizzo, né telefono.

Utilizzando il telefono aziendale per chiamare.
Oppure, oscurando il numero dell’apparecchio da cui chiama.
Senza riferimenti.
Senza alcuna altra notizia.
Né di lui né dei miei parenti, né di tutto ciò che lo circonda.

Situazione che permane tuttora.
Rapporti cordiali.
Ma nulla di più.

Tabula rasa.
Si riparte ancora da capo.

Ma finalmente libera.
Di poter decidere della mia vita.
Di poter essere come voglio.



Veronica


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