Emarginazione figlia dell’egoismo

Pubblicato il 2 Gennaio 2010 da Veronica Baker


Emarginazione figlia dell’egoismo

Oggi come ieri è ancora la paura che crea le diversità.
L’egoismo le alimenta di motivi.
L’indifferenza che le perpetua e le consacra con le strutture, con le leggi, con le ovvietà.

I “diversi” sono così additati ed evitati con rozzezza – o tollerati con falsa raffinatezza – da una mentalità ottusa che, senza mai spiegare alcun motivo, perpetua una tradizione di emarginazione.

Emarginazione figlia dell'egoismo

I più deboli.
Quelli che non si adattano con facilità ai comportamenti imposti.
Quelli che presentano diversità scomode da riconoscere.

Ciascuno è pieno della sua cultura quasi onnipotente.
Ci rinfaccia la nostra diversità e nega sempre all’inverosimile con il sospetto anche quando abbiamo pienamente ragione.

Siamo imbevuti di una cultura che innalza e loda pubblicamente i valori umani e sociali, ma che poi li oscura e li stravolge esclusivamente nel proprio ristretto clan di appartenenza.

La sua miopia  fa trasparire tutti buoni.
In realtà , deruba tutti  dei grandi orizzonti della pienezza della vita, illude di essere abitanti del mondo .
Mentre invece sono rimpiccioliti e rinchiusi in una scatola chiamata “casa mia”.

L’ emarginazione attanaglia e annienta tutti i valori.

Tutte le risorse.
Tutta la volontà .
Tutte le difese della persona.

Non è stata vinta e nemmeno intaccata dal “progresso”.
Ma accuratamente riverniciata con nuovi nomi -ma vecchi contenuti – come devianza, malattia, anormalità.

Termini che hanno il solo compito di intorbidire le acque e mettere in crisi qualsiasi pensiero acritico e veritiero.


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