Due persone diverse

Pubblicato il 17 Febbraio 2022 da Veronica Baker

Ciò che tutti noi possiamo fare è una goccia nell’oceano.
Ma anche l’oceano è l’insieme di tante gocce d’acqua.

Veronica Baker


Due persone diverse

Due Persone Diverse
Un vero amico è sempre pronto per te..

Un semplice conoscente quando viene a casa tua agisce come un invitato.
Un vero amico apre il tuo frigo e si serve.

Un semplice conoscente non ti ha mai visto piangere.
Un vero amico ha le spalle temprate alle tue lacrime.

Un semplice conoscente non conosce i nomi dei tuoi genitori.
Un vero amico ha i loro numeri di telefono nell’agenda.

Un semplice conoscente porta una bottiglia di vino alle tue feste.
Un vero amico arriva presto per aiutarti a cucinare e rimane fino a tardi per aiutarti a pulire.

Un semplice conoscente detesta che tu lo chiami dopo l’orario in cui è abituato ad andare a dormire.
Un vero amico ti chiede come mai hai messo tanto tempo a chiamarlo.

Un vero amico si informa della tua romantica storia d’amore.
Un semplice conoscente potrebbe fare dell’ironia su questa.

Un semplice conoscente pensa che l’amicizia sia finita dopo una disputa.
Un vero amico ti chiama dopo una disputa.

Un semplice conoscente si aspetta che tu sia sempre pronto per lui.
Un vero amico è sempre pronto per te.


Sull’amicizia

Trova il tempo di essere amico od amica di qualcuno, diventerai felice.
Il migliore degli amici è quello che ci ammonisce dei nostri difetti.

Vale di più un amico che cento parenti.

Il cattivo amico davanti liscia e dietro graffia.

Tronca ogni amicizia con gli amici che la troncano senza motivo.


Viaggio alla scoperta degli amici

Sono gli amici che puoi chiamare alle quattro del mattino, quelli che contano.

Marlene Dietrich

Gli amici – o comunemente detti “friends” – sono una categoria del genere umano.
Ogni essere umano è un potenziale amico e si possono suddividere in queste categorie :

Gli amici su cui puoi contare.
Gli amici su cui non puoi contare.
Gli amici con cui puoi solo scherzare ma su cui non puoi contare.
Gli amici di hobby o di compagnia.
Gli amici che è meglio perderli che trovarli.

Viaggio alla scoperta degli amici Her Own Destiny
Gli amici – o comunemente detti “friends” – sono una categoria del genere umano…

La prima categoria è la meno diffusa : 1%.
Amici veri nei quali puoi sempre fare affidamento e che sanno già come comportarsi senza che tu gli spieghi niente.
Molti umani non ne hanno ancora incontrati e pare siano in via di estinzione.

La seconda è la categoria degli amici che sono bravi e buoni a parole ma che alla fine si tirano sempre indietro per non eccedere in gentilezza e umanità.

Questa specie è in buona crescita (9%) ma non è ancora a livelli preoccupanti perchè sono facilmente riconoscibili.

La terza specie è mediamente diffusa (10%) e sono una specie molto attraente perchè con la loro simpatia conquistano chiunque ma appena gli volti le spalle cercano tutti i modi per danneggiarti.
Sono più pericolosi della seconda specie e sono in grossa fase riproduttiva.

La penultima specie è una specie molto frequente ma poco pericolosa.
Sono i tuoi migliori amici finchè non se ne vanno a casa loro.
Sono una specie abbastanza diffusa (25%) e sono facilmente riconoscibili.
Sono in fase riproduttiva non eccellente.

L’ultima specie è la peggiore ma facilmente riconoscibile.

Sono amici ma non lo sono.
Nel vero senso del termine.
Vogliono essere una cosa che non sono e sono fieri di esserlo.
Sono una specie parassita che vive delle spese dell’umano infettato.
L’unica cura è la percussione della mandibola.

Sono diffusissimi (55%) e sono un rischio per la salute mentale e fisica.
Si riproducono molto facilmente e la loro proliferazione è a livelli preoccupanti.

Possiamo affermare con certezza che la prima specie è molto rara ma è la migliore.
Quella che non bisognerebbe mai abbandonare e per la quale non esiste orgoglio o fierezza, ma è quella per la quale uno “scusa” non è mai sprecato.


I veri amici
I veri amici
I veri amici…

Passano sempre per un saluto.
Infatti i falsi amici spesso fanno finta di nulla fingendo di non vederti.

Non sono interessati al fatto che puoi essere un po’ diversa.
La diversità è infatti una cosa che spesso unisce di più.

Ti porteranno ovunque.
Ovvio che stanno sempre volentieri in tua compagnia.

Ti aiutano quando sei giù.
Semplicemente l’aspetto più importante dell’amicizia.

Non ti lasciano mai fare qualcosa di cui potresti pentirti. .
Volendoti bene vogliono proteggerti.

In questi pensieri credo di avere riassunto in poche righe quello che io ritengo fondamentale nella vera amicizia.
Tutte le persone che hanno imparato ad apprezzarmi ed consoscermi bene sono venute – in un modo o nell’altro – a contatto con questo blog.

Segno che indipendentemente dagli argomenti trattati questo blog – se letto con attenzione e soprattutto se compreso – sa arrivare dritto nell’anima.
E soprattutto sa appassionare.

Chiaro che se interiormente non si ha una particolare predisposizione, il messaggio non sarà mai recepito.

Inoltre nella stragrande maggioranza dei casi abbiamo all’inizio avuto delle discussioni per delle divergenze di opinioni, oppure per malintesi.
Sempre velocemente ripianate.
Mentre al contrario coloro che sin dall’inizio mi hanno riempita di elogi e di salamelecchi di ogni tipo si sono dimostrate falsi.

Nulla di nuovo, naturalmente.


Ricordo di un amico
Ricordo di un amico
Il tuo carattere apparentemente burbero ma sensibile…

Il tuo carattere apparentemente burbero ma sensibile.
I tuoi ideali solo in apparenza estremi.

Perchè al contrario eri realmente una persona che credeva nel valore del singolo individuo e che quindi ne esaltava le diversità e non la sua omologazione in un sistema che invece tende ad appiattirci tutti.

Infatti avevamo immediatamente legato e divenuti veri amici.
Non certo un caso .

Ma solo adesso però comprendo fino in fondo il significato di alcune tue parole che mi avevi detto e di alcune sensazioni che non avevo focalizzato.

Avevo compreso il tuo profondo scoramento per non essere riuscito a creare quello che avresti voluto.

In più di una occasione ti avevo visto sconsolato ed avevo cercato di tirarti su di morale, ricordandoti di non mollare mai e di non avere paura delle cadute.

Inoltre non ti riconoscevi più in questa società che solo apparentemente parla di ideali e di condivisione, ma che in realtà pensa solo a fare gli interessi propri.

Ti ho conosciuto anche tramite tutto ciò che scrivevi.
Molto più profondo di quello che all’apparenza potesse sembrare, anche quando le nostre posizioni non coincidevano.

Non potrò mai dimenticarti.



Gocce d’acqua

Ciò che tutti noi possiamo fare è una goccia nell’oceano.
Ma anche l’oceano è l’insieme di tante gocce d’acqua.

I tuoi bei modi sempre riservati e disponibili, il racconto dei gesti quotidiani più semplici, gli aneddoti e le esperienze di vita.
Facendo riaffiorare dal passato immagini di ricordi sedimentati nell’anima.

Grazie Luca, per avere condiviso con me un momento così triste come la perdita del tuo carissimo papà.
Possa questo mio piccolo ricordo accendere la fiaccola nelle ore buie di qualche nostro fratello.

Davvero onorata di essere tua amica.

Un abbraccio davvero forte,
Veronica


Novembre 30, 2004


Un altro fatto doveva scuotere la mia vita.
La mia mamma si ammalò di un tumore.
Maligno.
Ai polmoni.

Di quelli che difficilmente ti lasciano scampo.

Abbiamo combattuto.
Abbiamo lottato.
Nulla da fare.

Vidi la mia mamma spegnersi piano piano.
L’illusione della prima guarigione.
Il successivo scoramento alla notizia che non era così.
Tristezza.
Malinconia.

La malattia si aggrava.
Giorni e giorni in ospedale.
Speranze che si affievoliscono giorno dopo giorno.
Dottori senza cuore, abituati oramai a situazioni come queste da esserne totalmente anestetizzati.

Il ritorno a casa.
Proprio perché c’è oramai poco da fare, il decorso è irreversibile.

Ricordo il giorno di Natale.
1998.
Sola, insieme a mio papà.
Non avevo il coraggio di sorridere.
Mi misi alla tastiera e suonai per tutto il giorno.

Gocce d'acqua
Il giorno dopo l’irreparabile successe…

Il giorno dopo l’irreparabile successe.
Era pomeriggio.

Tornavo dalla farmacia.
C’era bisogno di medicinali.

Non appena entro in casa, vedo la mia mamma, oramai completamente immobile, sdraiata sul letto.
La sirena dell’ambulanza.
Un suono che, ancora oggi, mi fa accapponare la pelle.

La corsa disperata all’ospedale più vicino.
Al pronto soccorso dissero immediatamente che c’era poco da fare.

Uno strazio.
Non potevo e non volevo piangere.

Anche se ero disperata.
L’agonia durò poco.

L’impressione di un sorriso.
Un ultimo alito di vita.

Piansi, piansi tanto.
Prima di riuscire a telefonare a casa per dare la triste notizia.

Da quel momento non sono più riuscita a piangere.

Mai più.
Ma vorrei tanto riuscirci di nuovo.




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