Disinformatori e falsi brevetti (cinesi)

Pubblicato il 13 Luglio 2021 da Veronica Baker

La resistenza al totalitarismo, sia esso imposto dall’esterno o dall’interno, è questione di vita o di morte.

George Orwell


Disinformatori e falsi brevetti (cinesi)

Meno di 24 ore fa, è apparso su Google Patents un discutibile brevetto (al 99.99% falso) registrato in Cina (e dove ve lo aspettavate in effetti ?) riguardante l’utilizzo dell’ossido di grafene nei cosiddetti “vaccini”.

È abbastanza curioso che il brevetto sia apparso proprio in questo momento, non credete ?
Proprio quando la analisi di diverse “fiale di vaccinazione” sono state effettuate in tutto il mondo mostrando la presenza di ossido di grafene e altri strani nanomateriali in esse.

In questo momento abbiamo già la certezza che le fiale sia di Pfizer che di AstraZeneca contengono questo pericolosissimo nanomateriale.

Naturalmente, ricercatori dissidenti hanno già dichiarato che l’élite vuole normalizzare l’uso del grafene nei “vaccini” presentandolo come qualcosa di positivo.

Quando la realtà è molto diversa.
La tossicità dell’ossido di grafene è già stata studiata e soprattutto dimostrata.

Chiunque sia dietro questa macabra operazione di vaccinazione di massa che cerca di avvelenarci con il grafene sta facendo un controllo dei danni irrimediabili che sanno di avere già causato alla popolazione attraverso falsi brevetti.

La storia era un palinsesto che poteva essere raschiato e riscritto tutte le volte che si voleva.
In nessun caso era possibile, una volta portata a termine l’opera, dimostrare che una qualsiasi falsificazione avesse avuto luogo.

George Orwell1984

La stessa strategia del mondo distopico che George Orwell ci aveva preannunciato.
Niente di nuovo.


Esiste un brevetto in cui si usa l’ossido di grafene come vettore per i “vaccini” presumibilmente anti-COVID.
Registrato da
un team cinese (toh, che strano !), ed è una pubblicazione del 2019.

Ma controllando la cache di Google si scopre che la pubblicazione è stata fatta ieri sera.

Cioè, da un lato, pubblicano questo brevetto come se volessero standardizzare l’ossido di grafene affermando :

“No, l’ossido di grafene è usato come vettore nei vaccini anti-COVID ed è stato brevettato”.

Ma non so cosa sia davvero più grave.
Negare la presenza di ossido di grafene nei cosiddetti “vaccini” quando esiste già da tempo un rapporto preliminare (ma talmente ben dettagliato che è inequivocabile) pubblicato da un professore ricercatore in una università pubblica di Almeria che descrive accuratamente la presenza di ossido di grafene ?

Oppure la pubblicazione di un falso brevetto – pubblicato per altro sempre dalla elite – utilizzando il loro controllo di Google – che nelle loro intenzioni dovrebbe dare credibilità alla standardizzazione dell’utilizzo dell’ossido di grafene, come hanno fatto ieri sera.

Diamo un’occhiata.

Il brevetto afferma :

“Nano vaccino ricombinante di coronavirus che prende l’ossido di grafene come vettore”.

Fonte: Google Patents

Bene, qui potete scaricare il documento in cinese che dice che è del 2020.
Per la traduzione dal mandarino si può utilizzareD eepl.com.
Potete scaricarlo ad esempio  dal mio sito)

Il brevetto è CN11222020919A.

L’estratto afferma :

“L’invenzione appartiene al campo dei nano materiali e della biomedicina, e si riferisce ad un vaccino, in particolare allo sviluppo di 2019-nCoV coronavirus nucleare ricombinante nano vaccino.”

L’invenzione comprende anche un metodo di preparazione del vaccino e l’applicazione del vaccino preventivamente in esperimenti su cavie.
Bene, ma gli esperimenti su cavie sono stati saltati ed hanno sperimentato direttamente sulle persone.

“Il nuovo vaccino corona contiene ossido di grafene, carnosina, CpG e nuovo virus corona RBD ; legando carnosina, CpG e neocoronavirus RBD sulla spina dorsale di ossido di grafene ; la sequenza di codifica CpG è indicata come SEQ ID NO 1 ; il nuovo RBD del coronavirus si riferisce ad una nuova regione di legame del recettore della proteina del coronavirus che può generare un anticorpo specifico ad alto titolo che mira al RBD – che non sappiamo cosa sia – in un corpo di topo, e fornisce un forte supporto per la prevenzione e il trattamento del nuovo coronavirus.”

“Domanda depositata da Shanghai National Engineering Research Center for Nanotechnology Co. Ltd.”, priorità del brevetto il 27 settembre 2020, pubblicazione il 15 gennaio 2021.

Disinformatori e falsi brevetti (cinesi)
Perché il log rimane sempre nella cache di memoria. …

Ma tutto questo non è vero.

Perché quello che possiamo notare quando controlliamo il log della cache per vedere quando la pubblicazione è stata EFFETTIVAMENTE fatta in Google differisce dal suo contenuto.

Perché il log rimane SEMPRE nella cache di memoria.

E questo è ciò che otteniamo (esiste chi lavora da decenni nel campo nell’informatica come la sottoscritta, e conosce bene questi trucchetti effettuati dai “soliti ignoti”, anzi non proprio ignoti, ma molto noti…)

In poche parole, digitando direttamente su Google l’indirizzo web “inurl” del brevetto, vediamo che è stato pubblicato ieri 13 ore fa.

Ora saranno circa 18 o 19.

Eccolo qui, il brevetto CN112220219A.

Quindi, da un lato, potremmo dire :

“Bene, abbiamo chiuso la bocca ai fact checker.”

Ma naturalmente, questo brevetto probabilmente non esiste proprio per niente.
E’ un’invenzione che pubblicano in modo che ora i “disinformatori” possano truffaldinamente affermare :

“No, non c’è nessun brevetto che dice che i vaccini hanno l’ossido di grafene, ma tuttavia è pubblicato su Google”.

Questi sono gli strumenti normalmente utilizzati e questo è il gioco sporco con cui queste persone trattano la popolazione.
Ok ?

Stanno cercando di ingannarci tutti con il falso brevetto sull’ossido di grafene nei vaccini in modo che pensiamo che sia normale.
La solita tattica della polpetta avvelenata.

Occorre in questo momento inoltre chiedersi perchè e soprattutto chi si è preso la briga di aggiungere quel link che improvvisamente abbiamo trovato tutti insieme ieri sera.

Non sappiamo chi sia stato, ovviamente.

Ma la ragione che sta dietro ha decisamente un senso : cercare di stabilire una certa “normalità” per l’uso del grafene nei “vaccini”, e la gente (i fedeli allo Stato ed alla cosiddetta “informazione di regime”) potrebbe considerare logico usare il grafene perché c’è un brevetto per il suo uso.

Vero.
Ma c’è pure un altro punto assai importante.

Questa è una buona una notizia perché, fondamentalmente, stanno cercando di normalizzare il fatto che c’è il grafene nel vaccino.

Significa che queste persone stanno perdendo questa battaglia (nonostante la differenza abissale di mezzi di informazione e di ricerca che esiste fra noi che lavoriamo in modo indipendente senza alcun sostegno finanziario e loro che hanno in teoria infinite risorse di denaro fornite dagli stati, dalle multinazionali ed in ultima analisi dalle elite).

Ovviamente sono al corrente che l’informazione sul grafene sta già circolando nella maggioranza dei paesi del mondo.
Ieri abbiamo visto che se ne parla pure in Malesia, in Giappone, in Olanda, in Bulgaria…
In breve, ovunque nel mondo sarà al corrente della tossicità del grafene e che non possono fermare questo “contagio” della informazione.

Queste persone sanno benissimo che sono esposte al fatto che in qualsiasi momento – ed attenzione, notate proprio questo fatto – dal momento in cui questa informazione è diventata universale, qualsiasi istituzione mondiale, qualsiasi laboratorio anche locale, qualsiasi personaggio può in qualsiasi momento pubblicare un rapporto definitivo come il nostro, o simile, od ancora più completo, ed affermare finalmente anche nel mainstream :

“I vaccini contengono grafene”.

Hanno già perso anche questa battaglia. proprio come quella sul “braccio magnetico”.
Ormai molta gente ne è conscia e sta girando dappertutto.



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