Cosa è la rete ?

Pubblicato il 28 Marzo 2022 da Veronica Baker

I don’t want to live in a world where everything I say, everything I do, everyone I talk to, every expression of creativity and love or friendship is recorded.

“Edward Snowden”


Cosa è la rete ?

Cosa è la rete
Ma cos’è la rete ?

La rete è (forse) ancora all’inizio di un percorso.
Un percorso lungo, destinato a cambiare con il tempo.

Non è ormai più una bambina.
Ma tuttora necessiterebbe di genitori responsabili e premurosi.

Che invece pare la abbiano abbandonata a se stessa.
In balia di cattivi consiglieri e profittatori di ogni risma.

Ma cos’è davvero la rete ?
In realtà sarebbe un luogo di scambio.

Come il bar, tanto osteggiato nell’ultimo periodo.

Come la macchinetta del caffè in ufficio nella sala fumatori, tanto odiata dai mondialisti alla Bill Gates che vorrebbero abolirla per sempre.

La società ormai non si è semplicemente involuta.
E’ ormai totalmente distrutta.
Da ricostruire tabula rasa.
Completamente.

Un giorno torneremo a considerare la solidarietà come elemento costituente dell’essere umano.
Adesso è solamente un “di più”.
Un qualcosa che fa sentire (alcuni) più in pace con loro stessi.
Una forma di solidarietà “egoistica”.

In fondo siamo gocce nel mare.
Nella rete, come nella vita.

A volte viene voglia di lasciar perdere.
Ma siamo esseri sistemici.
Quello che non saremo in grado di fare noi, lo faranno altri, nel bene e nel male.

Occorre però tenere sempre duro.
Ma esclusivamente per noi stessi.
Per la nostra crescita personale.

Perchè altrimenti finisce che la diamo vinta a chi vuole distruggere completamente la umanità.
E quindi di conseguenza ci facciamo solo del male.

Occorre comprendere che ci sono davvero ormai una grande quantità di variabili “impazzite” del sistema.
Grande insicurezza, impossibilità di visioni di lungo periodo, povertà in arrivo per tutti (chi più, chi meno), mancanza di veri rapporti sociali, umanità inesistente.
E di conseguenza aumento dell’aggressività.
Per strada.
Come al bar, come in rete.

Un fatto che aumenterà sempre di più, e di cui dovremo sempre di più tenerne conto.

Quando posso permettermi una passeggiata in mezzo alla natura i problemi della vita poi mi scivolano addosso.
Ecco perchè so già che in un futuro ormai molto vicino finirò a vivere completamente in mezzo alla natura.

Al momento cerco di ricordarmi sempre queste sensazioni.
Soprattutto di tenerne conto.

Evitando nel contempo di cadere nel tunnel della paura.
Gli animali spaventati fanno sempre una brutta fine.


Cosa è veramente Wikipedia

Cosa è veramente Wikipedia
Wikipedia elude qualsiasi legge mondiale…

Wikipedia è (da sempre) un’organizzazione che permette alle notizie false ed alla propaganda illegale di dominare Internet.

Quando ci sono argomenti politici controversi, eventi attuali, teorie di “cospirazione” e biografie di persone che sono anti-governative, allora le notizie false e la propaganda vera e propria dominano.

E’ interessante analizzare come Wikipedia eluda qualsiasi legge mondiale.
Infatti nessuno possiede veramente Wikipedia, e per finanziarsi chiedono “donazioni”.

Tutti i redattori sono anonimi.
Anche i loro moderatori – chiamati da loro “SysOps” – sono anonimi.

In questo modo sanno di avere il potere di fare qualsiasi cosa.

E per di più non possono essere mai citati in giudizio proprio perchè non dichiarano la loro identità.
I poteri di questi “SysOps” sono elevatissimi.

Se a questi “SysOps” non piacciono le tue modifiche od i tuoi commenti, bloccheranno il tuo IP in modo che tu non possa più accedervi per fare commenti.
Vero che l’IP può essere facilmente contraffatto.

Ma non conoscere la persona che ti giudica è semplicemente tirannia.
E non certo informazione libera.

Dichiarano di essere tutti “volontari”.
E questo è il vero problema.
Chiunque “dedica” una parte del proprio tempo senza scopo di lucro può essere infatti finanziato sottobanco da personaggi od organizzazioni esterne.

Per diventare un volontario non è richiesta nessuna qualifica preventiva.
Chiunque può fare domanda e diventare un redattore.

Ed essendo tutti volontari, non sono pagati da Wikipedia stessa.
Quindi non è necessaria alcuna verifica della identità.

È abbastanza ovvio a questo punto che il deep state è coinvolto in Wikipedia.
Ed anche molto profondamente.

Dopo un periodo di apprendistato (senza dimostrare in alcun modo di essere qualificate sull’argomento di cui rettificano le informazioni), i “volontari” diventano prima “Utente Confermato Esteso”, ed in seguito “SysOps”.

A questo punto il “SysOps” può annullare le modifiche, bloccare gli utenti, cancellare le pagine.
E persino modificare le pagine che si suppone siano completamente protette.

Infatti i principi che muovono la loro “battaglia per l’informazione libera” sono i medesimi per cui dovetti richiedere qualche anno fa l’intervento del Garante della Privacy per rimuovere dati sensibili ed informazioni scorrette e tendenziose su di me.

E posso considerarmi fortunata che è bastato solo questo per non avere più niente a che fare con loro…


Limiti sociali

Cosa è la rete ?
Si passa la maggioranza del tempo al lavoro…

Le persone che sono su internet sono le stesse che trovi nella vita di tutti i giorni.
Ora, in che modo si presume che un internauta possa fare o non fare qualcosa di diverso rispetto alle medesime persone al di fuori dalla rete ?

Il problema di base è che dopo i 30 anni il 90% degli amici sono anche colleghi di lavoro.

Si passa la maggioranza del tempo al lavoro, per andare al lavoro, per tornare dal lavoro, per mangiare nella pausa pranzo del lavoro.

Lo schermo del PC quindi rappresenta una via di fuga attraverso la quale socializzare con persone che non siano colleghi.
Questo è in definitiva il social networking.

Un meccanismo di evasione (simile alla TV) che permette di evadere dalla prigionia prodotta dai ritmi del lavoro.
Soprattutto dai limiti sociali che la vita lavorativa impone.


Il nuovo Grande Fratello

La mia idiosincrasia per i social network ovviamente deriva proprio da tutti questi “piccoli” particolari considerati dai più ben poco importanti.
Nemmeno questo era molto difficile da capire già anni fa…


Febbraio 25, 2012


Il nuovo Grande Fratello
Senza dover rispondere a nessuna autorità…

Attraverso il grimaldello ludico Facebook sta schedando tutti noi.
Sa i nostri gusti, conosce i nostri amici, dove andiamo, le nostre tendenze sessuali, scheda ogni post e ogni foto.

Senza dover rispondere a nessuna autorità.
E censura.

Grazie all’ostinazione di una precaria (pagata 1 Dollaro all’ora) è saltato fuori il manuale che rivela la policy aziendale su come trattare i presunti abusi commessi dai suoi clienti.

“A fin di bene”, naturalmente.

Si puniscono il razzismo, le molestie sessuali, le minacce.

Ok, fin qui tutti d’accordo.

Il manuale prevede inoltre che non si possano fare inviti sessuali espliciti, rappresentare giocattoli e feticci erotici in contesti sessuali, immagini ritoccate con photoshop in negativo, usare un linguaggio esplicito e violento.
Ancora tutto ok, nulla da dire.

Ma ad esempio il divieto di pubblicare foto di donne che allattano al seno è una cosa decisamente dubbia.
Non mi pare che possano essere immagini volgari o dal contenuto erotico, ma sono di una dolcezza infinita.

Soprattutto considerando che si possono pubblicare immagini contenenti fluidi corporei di ogni genere.

Mi sembra la classica censura all’americana.

Dove ad esempio è vietato il turpiloquio.
Ma poi vanno in onda macabri servizi ai limiti dell’etica.

Inoltre questo potere censorio – che è universale ma non ha alcuna legittimità formale – potrà in futuro essere usato per censurare idee scomode, denunce, movimenti di protesta.

Facebook è un nuovo Grande Fratello.
Ma così utile e divertente (oltre che molto trendy) che quasi nessuno ne individua e ne denuncia la pericolosità.


Un web nel web

Il patrimonio di informazioni sugli interessi degli utenti posseduto da FB è una ricchezza incredibile.
La nuova frontiera del consumo globale.
Il mezzo promozionale più potente di cui oggi si possa disporre.

Non era certo difficile immaginarlo già anni fa.


Febbraio 13, 2011


Un web nel web
Un ”web nel web”…

Mentre si discute continuamente con argomentazioni senza senso sulla paura di intrusione nella propria privacy (che già per altro avviene in modo invasivo senza che nessuno o quasi spesso se ne accorga), nel contempo una rivoluzione storica che interessa le modalità di consumo “solamente” di qualche miliardo di persone sta sempre più rapidamente prendendo piede.

Sto naturalmente parlando di Faccia-Libro, il cui potenziale è davvero notevole.

Il patrimonio di informazioni sugli interessi degli utenti è infatti una ricchezza incredibile.

La nuova frontiera del consumo globale, nonchè il mezzo promozionale più potente di cui attualmente si può disporre.
Un “web nel web”.

Facebook in breve avrà il controllo totale dei gusti, degli interessi, dei ritmi di vita di centinaia di milioni di persone con un nome e cognome.

Non più profili anonimi.

Ma persone perfettamente identificate fino ad avere una rappresentazione molto attendibile ed incredibilmente curata di chi sono queste centinaia di persone che rappresentano la fetta assolutamente maggioritaria dei consumi e del reddito mondiale.

Un tesoro reale di informazioni.
Ma soprattutto un ottimo programma per la promozione della propria azienda o della propria immagine pubblica.


Cybersquatting

Cybersquatting
Non esiste infatti un diritto di proprietà…

Il cybersquatting consiste nel registrare nomi a dominio identici a quelli di nomi famosi.
Lo scopo è creare siti che abbiano un nome molto diffuso che richiami alla mente qualcosa di molto popolare.

Questa tecnica di occupazione abusiva di nomi a dominio è naturalmente finalizzata alla realizzazione di tecniche di concorrenza sleale fra aziende.

Non esiste infatti un diritto di proprietà di un nome associato ad un dominio.

Esiste un diritto all’assegnazione del dominio in base ai principi che regolano le procedure di assegnazione dei nomi dei siti.

Ma in base a quali criteri le autorità di naming decidono di assegnare un sito ad una persona piuttosto che ad un’altra ?
In base ad un principio generale : first come, first served.

A questo principio si accompagna l’obbligo di rispettare le regole stabilite dalle autorità.

Prevalentemente ordinari criteri di buona fede e di correttezza.

Quindi se qualcuno registra un sito con un dominio che riporta il proprio nome o quello della propria azienda, cosa si può fare per (ri)ottenerlo ?

Esistono tre possibili vie :

Rivolgersi direttamente a colui che ha registrato quel nome a dominio avviando una trattativa commerciale per rilevarlo

Chiedere la rassegnazione del nome a dominio alle autorità

Chiedere l’assegnazione del nome ad un giudice, instaurando una causa civile. Quest’ultima via è percorribile unicamente nel caso in cui il nome a dominio di cui chiediamo l’assegnazione sia un marchio registrato


Sorveglianza globale

Sorveglianza globale
La cosiddetta Nine Eyes Surveillance Alliance comprende i seguenti paesi…

Sempre più persone sono alla ricerca di informazioni sulle cosiddette alleanze di sorveglianza Five Eyes, Nine Eyes e Fourteen Eyes.
Organizzazioni internazionali che lavorano insieme per raccogliere dati di sorveglianza di massa.

I termini “Five Eyes”, “Nine Eyes” e “Fourteen Eyes” compaiono in effetti spesso nella comunità internet che si occupano di tutte le problematiche legate alla privacy.

Questi reti infatti stanno spiando le persone da decenni.
Politiche consolidate nel tempo e che hanno inizio poco dopo il termine della Seconda Guerra Mondiale.
Naturalmente tutte queste agenzie lavorano a stretto contatto non solo con i principali provider Internet.
Ma soprattutto con tutte le più importanti aziende tecnologiche che utilizzano le infrastrutture più importanti.

Tutto questo fa in modo di trasformare il proprio provider internet in un potenziale “spione”.
Che registra tutte le attività dei suoi utenti per poi spedirne i dati ai diversi stati.

No, questa non è una teoria “complottista”.
L’esistenza di programmi di sorveglianza globale come PRISM, oppure la room 641a nella sede centrale del provider internet AT&T ormai sono situazioni note a chiunque mastichi un poco questo argomento.

Ma fortunatamente ci sono alcune semplici (e spesso economiche) soluzioni per mantenere i propri dati al sicuro.

Five Eyes

La cosiddetta Five Eyes (FVEY) Surveillance Alliance comprende i seguenti paesi :

Australia
Canada
Nuova Zelanda
Regno Unito
Stati Uniti

La storia di questa alleanza risale sin dalla seconda guerra mondiale ed è susseguente al patto stipulato nel 1946 fra UK ed USA.
Questo accordo sostanzialmente sin da allora formalizzava una partnership tra il Regno Unito e gli Stati Uniti per la raccolta e la condivisione di informazioni.
Questo tipo di collaborazione prima si è rafforzata durante il periodo della Guerra Fredda, e poi è diventata ancora più stretta dopo il 2001.

Molte informazioni su questa alleanza Five Eyes sono state riportate nel 2013 dal monumentale e coraggioso lavoro di Edward Snowden.
Il primo ad esporre con chiarezza tutte le diverse attività di sorveglianza del governo statunitense e dei suoi più stretti alleati.


Sorveglianza globale
Le diverse agenzie di sorveglianza della cosiddetta Five Eyes…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


A lato sono riportate le diverse agenzie di sorveglianza della cosiddetta Five Eyes.

Naturalmente lavorano tutte insieme di concerto per raccogliere, registrare e salvare tutte le possibili attività.
Quindi non sorprende per nulla che questi cinque paesi siano anche i paesi che rispettano di meno la privacy dei loro cittadini.

Nel dettaglio, i peggiori sono :

Regno Unito – Dall’approvazione del cosiddetto Investigatory Powers Act nel 2016, tutti i fornitori di servizi internet e società operanti nel settore delle telecomunicazioni sono obbligate a registrare la cronologia della navigazione, i tempi di connessione e tutti i messaggi di testo

I dati devono essere conservati per almeno due anni ed essere a disposizione delle agenzie governative del Regno Unito e dei loro partner senza la necessità di avere alcun mandato

Stati Uniti – Il governo degli Stati Uniti è stato il primo ad implementare (con metodi orwelliani) una sempre più massiccia raccolta di dati dai più grandi fornitori di servizi di telecomunicazione e internet (vedi il programma PRISM).

Nel marzo 2017, ai fornitori di servizi Internet è stata conferita l’autorità legale per registrare l’attività dei propri utenti per poi poterla vendere a terzi.

Naturalmente i medesimi internet provider stavano già da tempo collezionando dati sensibili dei loro clienti.

Australia – Di fatto ha implementato le medesime leggi del Regno Unito sulla conservazione dei dati.

Possiamo quindi subito notare che sia che si tratti della famigerata NSA negli Stati Uniti o del GCHQ nel Regno Unito, la cosiddetta Five Eyes Surveillance Alliance ospita le più potenti agenzie di servizi di sorveglianza dell’intero globo terrestre.

Che naturalmente possiedono la autorità per costringere qualunque azienda a registrare prima e consegnare poi i dati dei loro utenti.
In questo modo, anche grazie all’implementazione del cosiddetto Patriot Act nel 2001, hanno il potere di poter raccogliere qualsiasi dato federale.
Soprattutto grazie all’uso delle cosiddette National Security Letters.

Queste tendenze in seguito si sono estese prima nel Regno Unito ed in Australia.
E successivamente anche in Canada ed in Nuova Zelanda.

Nine Eyes

La cosiddetta Nine Eyes Surveillance Alliance comprende i seguenti paesi :

I cinque paesi appartenenti alla Five Eyes +
Danimarca
Francia
Paesi Bassi
Norvegia

L’esistenza della cosiddetta Nine Eyes Surveillance Alliance è citata in varie fonti ed è diventata nota al grande pubblico in seguito alle rivelazioni di Snowden nel 2013.
Non è altro che una estensione della Five Eyes Surveillance Alliance con un tipo di cooperazione molto simile.
Lo scopo naturalmente è sempre la raccolta e la condivisione di dati di sorveglianza di massa.

Fourteen Eyes

La cosiddetta Fourteen Eyes Surveillance Alliance comprende i seguenti paesi :

I nove paesi appartenenti alla Nine Eyes +
Germania
Belgio
Italia
Svezia
Spagna

L’esistenza di un’alleanza fra questi paesi – esistente sin dal 1982 – ha sempre i medesimi obiettivi.
Non è altro che un’estensione dell’accordo originario fra i nove paesi appartenenti alla Nine Eyes.

Il nome ufficiale di questa alleanza fra 14 paesi è SIGINT Seniors Europe (SSEUR).

La pericolosa cooperazione fra NSA e GCHQ all’interno della Five Eyes Surveillance Alliance

Diversi documenti governativi, usciti attraverso i canali ufficiali della FOIA, rivelano la stretta relazione tra la NSA ed il GCHQ.
In realtà non sorprende affatto che queste due intelligence lavorino a stretto contatto.
Essendo le due entità di sorveglianza più potenti al mondo, con legami sia storici che di lingua.

Un documento top-secret dell’NSA del 1985, pubblicato nel 2018 su richiesta della FOIA, rivela la stretta collaborazione che continua anche oggi, sulla base del già citato in precedenza patto stipulato nel 1946 fra UK ed USA :

The UK-USA Agreement, dated 5 March 1946, has twelve short paragraphs and was so generally written that, with the exception of a few proper nouns, no changes to it have been made.

It was signed by a UK representative of the London Signals Intelligence Board and the US Senior Member of the State-Army-Navy Communications Intelligence Board (a predecessor organization which evolved to be the present National foreign Intelligence Board).

The principles remain intact, allowing for a full and interdependent partnership.
In effect, the basic agreement allows for the exchange of all COMINT results including end product and pertinent collateral data from each pattern for targets worldwide, unless specifically excluded from the agreement at the request of either party.

Un altro documento top-secret dell’NSA del 1997 – pubblicato in modo “declassificato” solo nel 2018 – approfondisce ulteriormente la stretta collaborazione tra l’NSA e il GCHQ :

Some GCHQ [redacted] exist solely to satisfy NSA tasking. NSA and GCHQ jointly address collection plans to reduce duplication and maximize coverage through joint sites and cross-tasking, despite site closures.

Con il riferimento a cosiddetti “join sites” a questo punto è importante parlare di Echelon.

Il Sistema di sorveglianza di Echelon

ECHELON è una rete di spionaggio su larga scala utilizzata dai paesi appartenenti alla Five Eyes Surveillance Alliance.
Il Guardian ha descritto Echelon in questo modo :

A global network of electronic spy stations that can eavesdrop on telephones, faxes and computers.
It can even track bank accounts.
This information is stored in Echelon computers, which can keep millions of records on individuals.

Officially, however, Echelon doesn’t exist.
Although evidence of Echelon has been growing since the mid-1990s, America flatly denies that it exists, while the UK government’s responses to questions about the system are evasive.

Nonostante numerose smentite a riguardo, alcuni informatori hanno confermato esattamente tutte queste ipotesi fatte.
A riguardo, importanti sono state le dichiarazioni di Perry Fellwock e di Margaret Newsham.

Perchè è importante evitare i paesi appartenenti alla Five Eyes Surveillance Alliance

E’ sempre meglio evitare – quando possibile – servizi dislocati in paesi della Fourteen Eyes Surveillance Alliance.
Talvolta in alcuni di questi possono esserci problemi inerenti alla privacy dei propri dati.

Ma è necessario sempre e comunque non avere mai a che fare con i paesi appartenenti alla Five Eyes Surveillance Alliance : USA, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda.

A riguardo, alcuni affermano che le preoccupazioni su queste giurisdizioni sono esagerate.
In realtà, le vicende che stiamo vivendo nel corso di quest’anno dovrebbero fare riflettere.

Perchè i paesi che stanno subendo le conseguenze più pesanti sono proprio quelli appartenenti alla Five Eyes Surveillance Alliance.
Dove molto spesso – menzione particolare va ovviamente all’Australia ed alla Nuova Zelanda – non sono ormai più rispettati nemmeno i più fondamentali diritti civili.

Per cui è abbastanza ingenuo pensare che una azienda che fornisca un accesso VPN che ha sede negli USA od in Canada possa avere lo stesso grado di privacy rispetto ad un’altra che ha sede in Germania (dove esistono norme rispettose della privacy molto rigide pur essendo uno stato facente parte della Fourteen Eyes Surveillance Alliance), in Svizzera (ancora meglio) o soprattutto in qualche paese dei Caraibi (dove spesso esistono tuttora leggi che non permettono la diffusione di alcun dato personale).

La letteratura a riguardo è sterminata.
Eccone alcuni fra i più famosi degli ultimi anni :

Riseup, un servizio VPN e di posta elettronica con sede a Seattle, è stato costretto a raccogliere i dati di tutti gli utenti su ordine proveniente dall’ FBI, senza poterli in precedenza avvertire in alcun modo (tecnicamente una procedura giudiziaria denominata “gag order“).

Lavabit, un altro servizio di posta elettronica basato negli Stati Uniti, è stato sostanzialmente costretto a chiudere dopo che il governo americano ha richiesto le chiavi di cifratura e l’accesso completo a tutte le e-mail degli utenti. Piuttosto che accettare questa richiesta, il proprietario ha preferito chiudere l’attività.

IPVanish, un servizio VPN con sede negli Stati Uniti, è stato costretto a raccogliere i dati di tutti i suoi utenti a causa di un’indagine penale da parte dell’FBI. Il tutto mentre nel suo sito internet sosteneva di essere una “no logs VPN” e soprattutto senza avvisare in alcun modo i loro ignari utenti.

HideMyAss, un servizio VPN del Regno Unito ha ricevuto da un tribunale locale un ordine di raccogliere i dati degli utenti e di consegnarli al più presto alle autorità britanniche. Anche in questo caso la notizia è venuta fuori a fatto compiuto.

Questi sono solo alcuni casi.
Ma sicuramente ce ne sono stati molti altri di cui nessuno (nemmeno i diretti interessati) è venuto a conoscenza.

Come possiamo facilmente notare da questi esempi, quando le autorità obbligano un provider a raccogliere e consegnare i dati, solitamente utilizzano un “gag orders” unito a delle National Security Letters.
Una procedura a prova di bomba.
Perchè in questo modo possono agire completamente alla spalle dei clienti del provider stesso, totalmente ignari di queste azioni fino a fatto ormai compiuto.

Qualsiasi azienda informatica (o che opera nel campo delle telecomunicazioni) con sede legale in uno dei cinque paesi della Five Eyes Surveillance Alliance può diventare in qualsiasi momento un puro strumento di raccolta dati da parte delle agenzie di sorveglianza di massa locali.

Il motivo fondamentale per cui la giurisdizione riveste sempre un fattore chiave in ogni scelta compiuta in ambito di sicurezza informatica.



BannerVeronica 1


You cannot copy content of this page