Conveniunt rebus nomina saepe suis

Pubblicato il 4 Novembre 2022 da Veronica Baker

A great trader is.

A good technical analyst.
An excellent risk manager.

A developed organic endurance.
A developed psychological posture.

Trading is not just buying and selling.
Trading has a soul that must be comprehended.

And an aspirant trader should explore it before starting buying and selling.
Even if he/she is good in statistics or technical analysis.

Veronica Baker


Conveniunt rebus nomina saepe suis

Conveniunt rebus nomina saepe suis
Solo pubblicità e marketing…

In questi giorni stavo cercando interessanti spunti dal mio sterminato archivio, quando casualmente ho ritrovato alcuni miei appunti su di un sito che all’epoca si “ispirava” fortemente al mio spazio web di allora.
Ho scoperto che dopo ben tredici anni e mezzo esiste ancora.

A partire dall’autore che si professa tuttora “abatino” e che ancora oggi ripete incessantemente di emigrare verso lidi lontani.
Cosa che però lui non ha mai pensato di fare mai, e già questo dovrebbe fare riflettere.

Ai tempi visitava regolarmente il mio blog tutti i giorni intorno alle 3.00 del mattino (ma non dormiva mai ?) a scopiazzare quello che avevo scritto il giorno prima (a volte articoli interi).
Ovviamente mai mettendo un link od una citazione.

Naturalmente campeggia (tuttora) ben in vista l’immancabile tasto donazione, “un piccolo contributo per il tempo dedicato”, che suona più o meno come una richiesta di elemosina da offrire ad un operatore finanziario (virtuale, ovviamente) che non è tanto in crisi di idee, ma che è proprio da sempre a corto di fondi, oltre a chiedere un “contributo minimo di 100 Euro” per poter iscriversi al “suo” canale Telegram.

Solo pubblicità e marketing.
Anche questo sempre più o meno scopiazzato da ciò che utilizzavo ormai quasi quindici anni fa, anche nel modo di reclamizzarlo.

Posso dire che allora precorrevo i tempi, visto che oggi a decine propongono gruppi di crescita selezionati, non generalisti, esclusivamente “per persone capaci” ?
No, affatto.

Ho appurato sulla mia pelle che tali iniziative (tanto di moda oggi) non funzionano proprio per nulla.

Lavoro a Wall Street e nei mercati finanziari globali sin dall’aprile del 2000.
Allora mercati azionari come il Nasdaq e lo Xetra erano il mio campo di battaglia giornaliero.
I derivati erano relativamente nuovi all’epoca, ed io ero una piccola parte di questa realtà.

In seguito ho iniziato a studiare come progettare un sistema di trading personalizzato.

Ha funzionato bene.
Ma certo non è un percorso semplice.

Mi affascinano molto i mercati.
Come si intrecciano fra di loro.

Per un certo periodo mi svegliavo al mattino pensando: “Cosa farò oggi per guadagnare denaro in borsa ?”.
E c’è stato anche un periodo piuttosto difficile in cui ho pensato: “Forse dovrei dedicarmi a qualcos’altro per uno o due anni”.

Alla fine un giorno ho letto questa frase : “Sono sempre alla ricerca di pattern e di trend in ogni situazione”.
Seguire un trend sin dall’inizio è un ottimo modo per imparare ad osservare ed a cogliere il momento attuale, cioè il presente”.

E così ho finalmente imparato a sopravvivere in questa giungla.

Al contrario occorre lavorare pesantemente su di noi, come ho già parlato più volte in passato.
Diventando padroni (o padrone) del proprio destino.

Questa è la mia opinione e – soprattutto – la mia più che ventennale esperienza in questo campo.

Un eccellente trader è :

Un buon analista tecnico.
Un ottimo risk manager.

Possiede una resistenza fisica molto forte.
Ha un approccio emotivo molto solido.

Il trading non è soltanto comprare e vendere.
Ma soprattutto possiede un’anima che deve essere compresa.

Ed ogni aspirante trader dovrebbe esplorarla prima di iniziare a effettuare operazioni di compravendita.
Anche se è un grande esperto di statistica o di analisi tecnica.


Aprile 26, 2010


Questo è un post molto importante.
Presuppone la proposta e – per ora eventuale – creazione di un progetto in comune.

L’individualismo, anche esasperato, è un aspetto molto diffuso della cultura moderna.

La propria operatività riflette intimamente il proprio stato d’animo.
E’ possibile migliorare il proprio modo di porsi nei confronti del mercato, migliorando l’approccio e conseguentemente i risultati.

Questo lavoro interiore, che coinvolge l’interazione fra l’Io ed il proprio inconscio, è, però molto difficile da attuare da soli.
Molto più facile invece è coinvolgendo un gruppo di persone, possibilmente molto diverse fra di loro.

La società moderna ci insegna a reprimere i nostri sentimenti e le nostre emozioni.

Impariamo perciò a nasconderli, sostituirli, dissimularli e desensibilizzarli.
Ci sforziamo di scollegare i nostri sentimenti dalla nostra logica.

Personalmente ritengo che nella creazione di un metodo vincente, la parte più importante sia il money-management.

Ma un corretto money-management passa da uno studio accurato della propria personalità e del proprio carattere.
Personalmente ritengo che in un trading system affidabile l’importanza dei segnali che dà – qualunque sia il tipo di segnale – rivesta al massimo il 50% del valore complessivo.

Un buon 10-15% è purtroppo dato dalla casualità – così come accade in molti altri aspetti della nostra vita – ed il rimanente 30-35% invece è rivestito dalla capacità reattiva nel prendere decisioni nei confronti di quell’entità astratta che è il mercato.

E ricordarsi che a volte la semplicità è l’arma più importante del nostro arsenale.


Il gatto e la volpe (brokers)

Il gatto e la volpe
Sono una sorta di banco…

I brokers appartengono a due categorie : ECN (Electronic Communications Network) oppure Market Maker.

Nel primo caso (ECN) si incaricano esclusivamente di attività di intermediazione.
Ottengono l’ordine da un cliente e poi individuano sul mercato un altro trader che intenda aprire una posizione contraria.

I profitti dei brokers ECN sono il frutto delle commissioni applicate su ogni trades e di altre eventuali spese o commissioni come gestione del conto, prelievi ed interessi vari.

Assai diverso invece è il profilo che descrive i brokers Market Maker (MM).
Un Market Maker infatti rappresenta la controparte nei confronti di un trader.
In termini concreti accettano un trade aprendo una posizione contraria.

E’ una sorta di banco per un trader.
Se quest’ultimo guadagna dalla sua posizione, il Market Maker perde.

Nel caso contrario a perdere è il trader.

Il problema del MM è che comprando strumenti finanziari emessi dal medesimo (per di più in mercati non regolamentati) non esiste un vincolo che gli impedisca di svolgere manovre scorrette.

Infatti vengono comprati (o venduti) Contracts For Difference od Opzioni Esotiche non trattate in mercati regolamentati.
Ma solo nella piattaforma di trading di proprietà del MM stesso (hostata per di più sul server di proprietà del MM stesso).

Quindi è sempre il MM che espone il prezzo e ne mostra un grafico.
Ovviamente drogato.

Quindi nel lungo periodo è impossibile guadagnare nei confronti di chi fa il prezzo e contemporaneamente controlla il “banco”.
Lo spread alla lunga uccide chiunque.
E se non sarà lo spread sarà il MM a farlo.
Anzi il software automatico che decide quanto e fino a quando far “vincere”.

Inoltre c’è un altro punto importante da sottolineare.

Per comprare una stock XYZ (ad esempio al Nyse od allo Xetra) tutti i traders del mondo devono accedere al book di negoziazione di XYZ al Nyse od allo Xetra direttamente tramite il software fornito dalla società di intermediazione stessa.
Oppure trasmettendo l’ordine ad un intermediario che lo esegua.

Viceversa un broker Market Maker incrocia le bid e le ask nel proprio book di negoziazione, e non in quello del “mercato”.
Questo punto è particolarmente importante nel caso di un broker operante esclusivamente nel mercato delle valute o ForEx.

Ogni sito di ForEx fa in teoria anche brokeraggio.
Ma essendo il ForEx l’espressione di tutti i prezzi determinati da ogni singolo operatore nei mercati mondiali, nella maggior parte dei casi un ForEx broker riveste una figura molto ambigua.
E’ infatti un broker, ma anche Market Maker.

Un ForEx broker in questo caso riceve i dati dai mercati regolamentati e li usa esclusivamente come riferimento.
Ma sono gli utenti del sito stesso a determinare il mercato sulla base dei loro scambi effettuati nella piattaforma del broker.

Cosa vuol dire questo ?
Lo stesso contratto (ad esempio €/$) può avere prezzi diversi in base alla piattaforma scelta.
Il mercato di riferimento per chi compra o vende prodotti in un determinato circuito è infatti limitato esclusivamente a quel particolare broker ForEx.

Ma il mercato reale è costituito da tutte le proposte di negoziazione.
Quindi se un ForEx broker espone il prezzo di uno strumento conoscendo quello reale prima degli altri, sarà mai possibile “vincere” se non quando lo “decide” il ForEx broker stesso ?


Leva finanziaria

Leva finanziaria
Per un valore molto superiore al capitale posseduto…

Il concetto di leva finanziaria si basa sull’ipotesi che l’ammontare di un investimento non sia necessariamente uguale al capitale a disposizione, ma possa superarlo abbondantemente.

Di solito con un capitale di 100 si possono effettuare investimenti pari a 100.

Questa è la scelta adottata da tutti coloro che si considerano prudenti.

Nella realtà invece è possibile prendere posizioni sul mercato per un valore molto superiore al capitale posseduto.
Amplificando di conseguenza i profitti e le perdite.

Le due tecniche più diffuse sono :

Utilizzo di strumenti derivati.
Prestito di denaro.

Gli strumenti derivati (opzioni e futures) sono degli impegni di acquisto o vendita di un determinato bene ad una scadenza prestabilita.

Non è necessario versare l’intero importo in anticipo, ma soltanto una percentuale (di solito il 10%).
In questo caso la leva è 10:1, cioè pari a 10 volte il capitale investito.

Un’altra ipotesi è il ricorso al debito.
Un soggetto decide di farsi finanziare da un istituto di credito (o più frequentemente un broker) una parte di un investimento, integrando con capitale proprio la parte non coperta dall’istituto di credito.
In questo caso la leva è determinata dal rapporto fra il capitale proprio impiegato e quello finanziato.

Una leva finanziaria consente di moltiplicare sia i profitti che le perdite.

Un investimento favorevole genererà profitti superiori.
Ma uno sbagliato comporterà una perdita maggiore.

Ed in alcuni casi particolarmente avversi, una leva elevata unita ad uno sfavorevole movimento dei prezzi può generare una perdita superiore al capitale a disposizione.


Money management

Money management
Ci sono ingressi che rispettano tutte le linee guida…

Un tema troppo spesso trascurato.

Sicuramente un ingresso ragionato produce abitualmente risultati migliori di un’entrata ad occhi chiusi nel mercato.
Ma non è un elemento sufficiente per guadagnare profitti.

Tutt’altro.

Ci sono ingressi che rispettano tutte le linee guida e che sviluppano dei guadagni teorici anche importanti.
Ma che poi si concludono con un doloroso loss.

Doloroso su due piani.

Quello finanziario e quello psicologico.

Sul piano finanziario è ovvio che una perdita economica non giovi al buon umore.
Si può incassare la perdita con grande fair play oppure avvilirsi fino alla depressione.

Ma il risultato finale resta.
Il trade non ha prodotto utili.
Anzi ha procurato delle perdite.

Sul piano psicologico la questione diventa ancora più delicata.
Un trade che parte e torna indietro inganna due volte.

La prima quando un ingresso ragionato produce un utile, confermando la validità della strategia.
La seconda quando il mercato cambia direzione all’improvviso, e tutto quello che sembrava giusto e profittevole diventa dannoso e stressante.

L’unica soluzione per ovviare a questo tipo di problemi è dotarsi – oltre che di un trading-system accuratamente testato nel tempo – anche di un robusto money management che tenga conto dei seguenti fattori :

Commissioni di negoziazione.
Stop-loss.
Andamento del mercato.

Il money management non è altro che una strategia di gestione “economica” che consente come primo obiettivo di coprire le commissioni e come secondo di sterilizzare lo stop-loss.

Ed infine portare a casa dei profitti.


Shattered dreams (binary options)

Shattered dreams
ll “vero” trading è ovviamente molto diverso…

In rete è diventato un proliferare di discussioni economico/finanziarie dove tutti si sentono in dovere di dire la loro senza che abbiano assolutamente la preparazione per poterle affrontare.

Ma c’è un altro aspetto decisamente contraddittorio.
Il nuovo paradigma del trading, ormai definito senza mezzi termini gioco d’azzardo.

Basta pensare alla crescente diffusione di prodotti come le opzioni binarie.

Sempre più spesso infatti ci si imbatte in messaggi come “è meglio puntare sul $ o sull’ €” oppure “riuscirà l’oro a toccare il valore X”.

L’estrema facilità di utilizzo delle opzioni binarie – quotate sempre e comunque in circuiti di proprietà dei brokers, esattamente come nelle scommesse su eventi sportivi – confonde infatti molti pseudo-investitori.

Ma il “vero” trading è ovviamente molto diverso.
Non è un gioco e nemmeno va scambiato con le scommesse.

Ma cosa realmente confonde ?

Nelle opzioni binarie si hanno di fronte solo due scelte.
Pare quindi esserci una condizione di massima equità.

Ma non è così.

In tutte le opzioni (quindi anche in quelle binarie) c’è una scadenza che può variare da pochi minuti a molti mesi.
Ed è impossibile riuscire a prevedere sia l’ampiezza che la durata di una qualsiasi oscillazione.

Infatti il concetto fondamentale è sempre e comunque il seguente :

Eighty to ninety percent of all options expire worthless.

Quindi è facilissimo comprendere chi farà profitti e chi semplicemente brucerà il suo intero capitale.


Futures

Futures
Come funziona un future sulle materie prime ?

Un modo diffuso per investire in materie prime (ma anche in valute o negli indici principali dei mercati azionari globali) è attraverso un future.
Semplicemente un impegno a comprare (o vendere) entro una data fissata una specifica quantità.

Ma come funziona un future sulle materie prime ?

Prima di tutto può essere comprato (o venduto) anche se non esiste fisicamente.
A patto di non essere portato alla scadenza cioè la data in cui è fissata la consegna fisica della materia prima.

Ma evitarlo è semplicissimo.
Basta fare un rollover.

Cioè vendere il contratto poco prima della scadenza.
E poi dopo comprarne un altro con scadenza successiva.

Il più ricco 1% del paese possiede metà della ricchezza del paese, 5 trilioni di dollari.
Un terzo di questi viene dal duro lavoro, 2/3 dai beni ereditati, interessi sugli interessi accumulati da vedove e figli idioti, e dal mio lavoro, la speculazione mobiliare-immobiliare.

È una stronzata, c’è il 90% degli americani là fuori che sono nullatenenti o quasi.
Io non creo niente, io posseggo.

Gordon Gekko (Michael Douglas) – Wall Street

Comprando (o vendendo) azioni di un titolo XYZ il flottante (cioè il numero totale delle azioni in circolazione) è sempre e comunque predeterminato.
Più il titolo viene comprato (o venduto), più il prezzo sale (o scende).

Nel caso di un future su di una materia prime (od una valuta) invece si può comprare (o vendere) un numero teoricamente infinito di contratti (definito Open Interest).
Basta infatti semplicemente trovare una controparte in acquisto (od in vendita).

I future sugli indici di borsa si comportano naturalmente in modo assai simile.
Ma in questo caso il prezzo è determinato dal paniere di azioni dell’indice di riferimento.
Per cui se si compra (o si vende) un future ma nessuno compra (o vende) azioni del paniere sottostante il future inesorabilmente scenderà (o salirà).

Per le commodities invece non c’è nessun parametro di riferimento.
Quindi non esiste nessun limite per il prezzo di un future.

Esiste solo la domanda e l’offerta elettronica.


Trading Places (una poltrona per due) : spiegazione del finale
Una poltrona per due
E’ tradizione ormai da almeno 20 anni…

E’ tradizione ormai da almeno 20 anni trasmettere in televisione durante le vacanze di Natale il film Trading Places (in italiano “Una poltrona per due”).

Ma la maggior parte delle persone non riesce a capire cosa succede realmente nell’ultima scena, se non che Valentine e Winthorpe diventano ricchissimi ed i Dukes improvvisamente poveri in canna.

Inoltre in rete solitamente si trovano spiegazioni tecniche “accademiche” effettuate da docenti sicuramente preparatissimi.
Ma che molto probabilmente nella loro operatività reale non si sono mai trovati a fronteggiare una situazione simile.

In effetti davvero molto rara.
Ma che può accadere.

Ecco una breve spiegazione di quel fatidico 3 Gennaio.

Antefatto

L’agente della Duke&Duke (Wilson) possiede un falso rapporto sul raccolto della arance.
“Minore del normale a causa dell’inverno particolarmente rigido”.
Pertanto al momento dell’annuncio del Ministro dell’Agricoltura si aspetta un repentino aumento del prezzo del future sul succo d’arancia congelato.

Valentine e Winthorpe invece possiedono il vero rapporto.
Sanno che immediatamente dopo che verrà annunciato il prezzo del future collasserà rapidamente.

Apertura delle contrattazioni

La sessione di trading apre ad un prezzo di 102 centesimi per Libbra (Pound), che con l’effetto leva significa un valore di 15.300$ per contratto.

Wilson sin dai primi minuti di contrattazione cerca di prendere il totale controllo del mercato comprando il maggior numero di contratti possibile.
Una operazione che in gergo si chiama cornering.

Nel momento in cui Wilson sta acquistando a mercato tutti i contratti in vendita (ed il prezzo del future di conseguenza sta velocemente salendo), Valentine e Winthorpe entrano per la prima volta in azione :
“Vendo [un numero incomprensibile di contratti] scadenza Aprile a 142”.



Una tipica vendita allo scoperto di un future su di una materia prima.
È importante a questo punto sottolineare che già dall’inizio Valentine e Winthorpe hanno deciso di non detenere alcuna posizione in portafoglio a fine giornata.

A questo punto tutti gli altri agenti presenti nel parterre possono acquistare da Valentine e Winthorpe i contratti appena messi in vendita.
Ora ci sono più venditori che compratori.

Ed il prezzo del future velocemente scende al valore di apertura.
Cioè 102 centesimi per contratto.

“L’inverno rigido non sembra aver compromesso il raccolto delle arance”

Immediatamente il prezzo crolla.
Tutti i compratori ora desiderano chiudere al più presto le loro posizioni.

Al momento della massima pressione di vendita (ad un prezzo di circa 46 centesimi) Valentine e Winthorpe iniziano a chiudere le loro posizioni ribassiste.
Senza acquistare però nessun contratto dall’agente della Duke&Duke.
Naturalmente desiderano che Wilson rimanga con tutti i contratti in portafoglio a fine giornata.

Alla chiusura il prezzo del future è di 29 centesimi.

Il finale

Winthorpe dice “20.000”.
Questo è il numero totale dei contratti che hanno venduto in precedenza da un valore massimo di 142 (quando hanno iniziato a shortare il future) fino a 102.
Un prezzo medio di circa 122 centesimi.

Hanno invece iniziato a ricoprirsi da un prezzo di circa 46 centesimi fino a 29 centesimi (ultima quotazione prima della chiusura).
Un prezzo medio di circa 38 centesimi.
Il loro profitto finale è quindi : (122 centesimi / pound – 38 centesimi / pound) * 15000 pound / contratto * 20000 contratti = 25.200.000.000 $

Invece l’agente della Duke&Duke è rimasto con tutti i contratti in portafoglio.
Per regolamento deve saldare in contanti la differenza fra prezzo di acquisto e prezzo di chiusura.

Un margin call di 394.000.000 $.


Short Selling

Short selling
Diverso invece il caso di titoli azionari…

Lo short selling è la vendita di strumenti finanziari non direttamente posseduti dal venditore.

Nel caso di derivati (futures ed opzioni) si parla genericamente di posizioni short (o ribassiste).
Infatti nessuna attività sottostante viene consegnata al momento dell’apertura della posizione.

Diverso invece il caso di titoli azionari.

Il venditore allo scoperto (lo short seller) inizialmente ordina al suo broker di vendere azioni XYZ ad un valore prefissato.

Nella realtà solitamente lo short seller prende semplicemente in prestito il titolo XYZ direttamente dal broker stesso.
Quest’ultimo di solito detiene già l’azione XYZ nei portafogli azionari di fondi pensioni, fondi comuni od altri investitori (istituzionali e non).

Se questo non accade, lo short seller ha un tempo limitato (normalmente 3 giorni) per trovare qualcuno che possa fornire in prestito le azioni XYZ.

Nel caso (infrequente, ma può succedere) in cui lo short seller non riesca a soddisfare questo requisito, il broker eseguirà una operazione di buy-in.
Cioè il riacquisto forzato (entro l’orario di chiusura del mercato in cui è quotato il titolo XYZ) della posizione ribassista aperta in precedenza.

Chi presta il titolo XYZ (detto lender) può chiederne la restituzione in qualsiasi momento.
Ad esempio perchè vuole vendere le azioni XYZ che detiene nel suo portafoglio.

Anche in questo caso lo short seller ha 3 giorni di tempo per trovare un altro lender.
Altrimenti sarà sempre soggetto ad un buy-in.

Inoltre lo short seller deve pagare al lender un tasso di interesse (calcolato giornalmente) detto rebate fee.
Più il titolo XYZ sarà difficile da trovare in prestito, più il rebate fee sarà maggiore.

Il denaro c’è ma non si vede.
Qualcuno vince, qualcuno perde.

Il denaro di per sé non si crea né si distrugge.
Semplicemente si trasferisce da una intuizione ad un’altra, magicamente.

Gordon Gekko (Michael Douglas) – Wall Street

E naturalmente corrispondere anche l’intero ammontare di eventuali stacchi di dividendo del titolo XYZ.


Options

Le options sono un ottimo strumento solitamente utilizzato dagli istituzionali…

Non è facile guadagnare con le options.

Occorre individuare la direzione del trend primario.
E non è un compito semplice, soprattutto in periodi di alta volatilità.

Ma un affidabile trading system abbinato a strategie più o meno complesse può aiutare a ridurre notevolmente il rischio, aumentando di conseguenza i profitti.

Le options sono un ottimo strumento solitamente utilizzato dagli istituzionali.
Poco pubblicizzate perchè sono strumenti con cui banche e brokers non possono guadagnare troppo con le commissioni.

Una semplice strategia è lo spread.
Ad esempio il proprio trading system mostra un segnale ribassista sull’indice XYZ.

E’ possibile allora costruire il seguente spread : long 1 put option Dec 2600 e short 1 put option Dec 2500.
La perdita massima è X $, il profitto massimo è 2*X $.

Le options servono infatti a limitare il rischio e non ad aumentarlo come quasi tutti pensano.
Visto che si conosce sempre in anticipo l’ammontare della perdita massima.

In questo modo anche un principiante non avrà paura di bruciare in poco tempo il capitale a disposizione.

Commissioni

Le banche ed i brokers emettono certificati con nomi “esotici” per impressionare e confondere le idee.
Naturalmente non desiderano che un investitore operi direttamente nel mercato delle options, ma vogliono che acquisti il “loro” certificato.

Inoltre troppi traders sono preoccupati dalle commissioni più alte che solitamente si pagano per le options.

Ad esempio il costo di una option è di 2$ ad eseguito.
Ma non c’è alcun problema a pagare un eseguito 3, 4 od addirittura 5$.

Quanto costa un giorno di scalping, il tipo di operatività tanto pubblicizzata da banche e brokers ?

50 operazioni a 1$ al giorno sono 50$ al giorno.
Il giorno dopo lo scalper paga altri 50$, e così tutti i giorni.

Una strategia in options invece ha solitamente una durata di qualche settimana o mese, minimizzando il costo delle commissioni.

L’inutilità di una Covered Call
Covered Call
Una idea non molto felice a mio avviso…

La Buy&Write (più nota come Covered Call) negli ultimi anni è diventata sempre più popolare.
Long stock + Sell option in the money (= short call in the money).
L’idea è di incassare il valore dell’opzione nel caso di un declino moderato del titolo o di un andamento laterale.

In pratica una Covered Call In the Money ripetuta perpetuamente.

Una idea non molto felice a mio avviso, perchè nella maggior parte dei casi non genererà un reale profitto.
Il basso valore nelle opzioni Call Out of the Money è solo un apparente incentivo.

“Sembra” che il titolo non possa più salire, e che quindi valga la pena di fare un rollover della posizione in essere per poter ottimizzare il profitto mese per mese.

Esiste inoltre una asimmetria fra probabilità e prezzo delle put options.

Nella normale struttura buyers/sellers i prezzi via via diventano sempre meno congrui alla probabilità di un storno dell’indice.

Qualcuno solitamente perde (i compratori di put), e qualcuno guadagna sempre (i venditori di put).
Il discorso può essere naturalmente fatto all’inverso per le call options.

Quel che conta non è quanto sia probabile un evento, ma quanto si guadagni o si perda quando quell’evento accade.

Nassim Nicholas Taleb

Una situzione che solitamente va avanti per diversi mesi.
E che all’improvviso sfocia in un movimento ribassista improvviso e violento.

Nella maggior parte dei casi queste tensioni sono risassorbite in poche ore.
Ma capitano correzioni secche e violente.

Talvolta della durata di poche settimane.
Ma la cui ampiezza ogni volta è sempre maggiore.
Ed in una situazione del genere una covered call è assolutamente inutile.


Quant Funds

Quant Funds
Una metodologia scientifica e non discrezionale…

I quant funds sono fondi di investimento che operano esclusivamente con una metodologia scientifica e non discrezionale.

Apparentemente nessuno li nota.
Operano infatti tramite migliaia di piccole operazioni al giorno che strappano piccole percentuali su migliaia di stocks, indici, futures, options, cambi, cryptovalute girando 24 su 24 ore in modo computerizzato senza mai fermarsi.

Un numero altissimo di operazioni al giorno che in media guadagnano e perdono dallo 0.02 allo 0.03%.
Molte in utile ed un numero inferiore in perdita.

Le operazioni in utile si cancelleranno ogni giorno con altre in perdita.

Ma ogni giorno ne rimangono sempre alcune che guadagnano ad esempio, lo 0.025%.

Per cui tutto gira intorno al capitale impiegato.
Usando una leva 10:1 con solo il 10% di operazioni in utile in più (rispetto a quelle in perdita) alla fine si ottiene uno 0.25% al giorno.
250 giorni di mercato l’anno : 0.25%* 250gg = 50% di rendimento annuo.

Difficile ?
No.

Semplicemente statistica matematica, nemmeno tanto complessa.

I sistemi scientifici esistono.
Ma non li nota quasi nessuno perchè sono fondi “segreti” ed allo stesso invisibili sul mercato.

Questi fondi non si fanno mai pubblicità.
Poichè hanno un rendimento costante nel tempo, non hanno bisogno di raccogliere in continuazione fondi come ad esempio un fondo comune od un mutual fund.

Inoltre operano su tutti i mercati e tutti i titoli.
Per cui “spalmano” la loro attività frazionandola in migliaia di operazioni al giorno.

Diminuendo di conseguenza il grado di rischio.


Insider trading

Insider trading
Insider trading…

Con il termine inglese insider trading si intende la compravendita di titoli (valori mobiliari : azioni, obbligazioni, derivati) di una determinata società da parte di soggetti che, per la loro posizione all’interno della stessa o per la loro attività professionale, siano venuti in possesso di informazioni riservate non di pubblico dominio (indicate come “informazioni privilegiate”).

Queste ultime per la loro natura permettono ai soggetti che ne facciano utilizzo una scelta basata su di un’asimmetria informativa, privilegiandoli rispetto ad altri investitori sul medesimo mercato.
La definizione però andrebbe forse rivista :

E’ insider trading quando li beccano.
E’ semplicemente trading in tutti gli altri casi.

Come si svolge nei fatti una operazione di insider trading ?

X – a capo di una azienda che vuole rilevare una concorrente con una offerta pari a tot – passa questa informazione privilegiata al suo amico o socio di affari Y.
Y affosserà prima le quotazioni della società da acquistare con l’aiuto di una istituzione finanziaria Z – quella che curerà le operazioni di advisoring – che permetterà ad entrambi di accumulare titoli a basso prezzo.

X inizierà a rastrellare titoli finchè non otterrà il controllo della società concorrente.
Y otterrà una cospicua plusvalenza.
Z guadagnerà con operazioni di trading daily e con l’advisoring.


Analisti finanziari

Analisti finanziari
Il problema è un duplice conflitto di interesse…

C’è una categoria di persone che con il tempo ha assunto molta popolarità.
Gli analisti finanziari.

Le stime che redigono e soprattutto i giudizi finali sono diventati sempre più importanti dei contenuti dei report.
Che infatti non legge più nessuno.

Il problema è un duplice conflitto di interesse.

Da una parte gli analisti sono spesso alle dipendenze di una banca di investimento che opera in borsa sullo stesso titolo come trader o market maker.
L’analista dice di comprare.

Ed un trader (che spesso è nella stessa sala) scarica azioni a chi segue il consiglio.
Solitamente annunciato con gran clamore e squilli di tromba dai media e dai network finanziari.

Inoltre gli analisti spesso lavorano per la stessa società di cui certificano i bilanci.
L’interesse comune delle due parti è far salire il prezzo del titolo e vendere le proprie azioni a prezzi stellari.
Soprattutto quando si è retribuiti attraverso delle stock options, o si è i fondatori della società.


Dizionario Finanziario

Ecco alcuni termini che uso nei miei articoli (anche quando scrivo in italiano, lo slang è internazionale, quindi meglio utilizzare quelli orginali)


Dictionary
Volatility…

American (option) : An option that may be exercised on any trading day on or before expiry

Bank for International Settlements (BIS) : An international organization which fosters monetary and financial cooperation and serves as a bank for central banks.
The BIS often acts as an agent in the forex market, allowing central banks to mask their identity in an attempt to dampen market impact

Barrier option : A type of “exotic” option that comes into existence or ceases to exist once a certain price is reached.
They are often added to a “vanilla” or typical option to make the premium less expensive.
For example, a 1.4000 EUR/USD call purchased when spot is at 1.3500 would be cheaper if there were a “knockout” embedded in the option, for example at 1.3300.

If 1.3300 trades before the expiration of the options, the whole structure would be “knocked out” and the seller of the option would be able to pocket the entire premium

Bid : A buy order placed at or below the market.

BOC : Bank of Canada

BOE : Bank of England

BOJ : Bank of Japan

Buba : The market nickname for the Bundesbank, Germany’s inflation-obsessed central bank

Cable : Nickname for GBP/USD.
Originates from the use of transatlantic cables to transact currency deals years ago.
Anyone who uses terms like “Cable-yen” or “euro-cable” is to be dismissed as an amateur

Call Option : An option which conveys the right to buy something at a specific price

Clearer : One of the big four UK banks (Barclays, Lloyds, HSBC, RBS). Historically, they were the main clearers of paper checks

Corporates : The treasury departments of large multinational corporations.
They are responsible for hedging the forex exposures of their firms, which can have dramatic impacts on earnings for firms with large overseas sales.
For example, a company like Airbus has massive revenues in dollars but has most of its cost base in euros.
They must hedge their currency exposures to try and offset this mis-match

Custody bank : A bank which holds securities in custody for other financial institutions, does their bookkeeping and settles their trading activity.
Examples include Bank of New York Mellon, State Street and Northern Trust Co.
Also know as custodians

Delta : The ratio comparing the change in the price of the underlying asset to the corresponding change in the price of a derivative.
Sometimes referred to as the “hedge ratio”. Thanks to Investopia.com

Double-no-touch (DNT) : An options strategy which pays the owner of the structure if prices stay within a pre-defined range during the length of the contract.
For instance a 1.30/.35 DNT would pay off if prices do not trade outside that range while the option is in force

Dovish : A statement related to monetary policy which implies looser policy (lower rates)

Ecofin : A council consisting of the economy and finance ministers of the European Union. They meet once a month

Eurogroup: A group of finance ministers of countries who are members of the euro.

European  (option) : An option that may only be exercised on expiration

Expiration date (option) : If the option is not exercised by the expiration date, it becomes void and worthless

Dictionary
Commodities…

Fade : To trade counter to.
For instance, to “fade a trend” is to counter the trend.
To fade a rumor is to believe it to be untrue and do the opposite of what the rumor would suggest.

Fibonacci retracements : A useful tool for traders as markets correct during trends.
Technicians look for support on pullbacks at 38.2% of the uptrend or rebounds in an downtrend, 50% and 61.8%.
Derived from the “golden ratio” of Italian mathematician Fibonacci

Fixing : A preset time of day when bids and offers are aggregated and cleared at a published price.
Popular fixings are the “ECB fix” at 12:15 GMT and the London fixing at 16:00 GMT.

Fixings are used primarily by asset managers.
They have a fiduciary responsibility to get their clients the best possible execution and the thinking is the fixing price is the most transparent of the day.
The benchmark price is published by the WM Company

Funds : Market nickname for the USD/CAD currency pair

Gamma : Concepts in the options markets are expressed in terms of the Greek alphabet.
Gamma refers to the rate of change in an option’s delta relative to the price of the underlying asset.
A short gamma position will become shorter as the price of the underlying asset increases.
As the market rallies, you are effectively selling more and more of the underlying asset as the delta becomes more negative

Haircut : In lending, the difference between the value of a loan and the value of the collateral pledged to secure the loan

Hawkish : A statement regarding monetary policy which implies tighter policy (higher rates)

IMM : The International Monetary Market division of the Chicago Mercantile Exchange.
This is the exchange where the bulk of the currency futures trading takes place worldwide.
Net positions on the exchange are compiled each week and reported in the Commitments of Traders report on Friday afternoons

JGB : Japanese government bonds

Kampo : An arm of the Japanese postal savings system.
They are institutional investors who funnel large amounts of Japanese savings into foreign investments.
They are sometimes thought to act in forex markets at the behest of the government, to influence exchange rates to advantage the Japanese economy.
Some times referred to as a “semi-official” or “quasi-official” market participant.

Loonie : Nickname for the Canadian dollar.
Derives from the picture of a Loon on the $1 coin.
What is a $2 coin called ?
A twonie, of course !

Model fund : Hedge fund which uses some form of quantitative model to initiate and liquidate trades.
The most familiar type of funds are trend-followers like J.W. Henry and Co. Many of these funds trade at set times during the day, often at 10 am New York time

Offer : A sell order places at or above the market price

“Old Lady” : A nickname for the Bank of England.
“The Old Lady of Threadneedle St.”

Operation Twist :  A monetary policy operation last used in the early 1960s in which the Fed sold shorter-dated Treasuries from their portfolio and purchased longer-dated maturities in order to drive down long-term interest rates.
The overall size of the Fed’s balance sheet is not impacted by the move

Option : A derivative financial instrument that specifies a contract between two parties for a future transaction on an asset at a reference price.
The buyer of the option gains the right, but not the obligation, to engage in that transaction, while the seller incurs the corresponding obligation to fulfill the transaction. The price of an option derives from the difference between the reference price and the value of the asset (commonly a stock, a bond, a currency or a future contract) plus a premium based on the time remaining until the expiration of the option

Outside day key reversal : Key reversals are outside days either at trend highs or lows.
A key reversal down occurs when a market makes a new high, then reverses down takes out the previous day’s low, and closes lower than the previous day’s close

Over-the-counter (OTC) : A trade between two private parties not listed on an exchange.
The terms of an OTC option are unrestricted and may be individually tailored to meet any business need.
In general, at least one of the counterparties to an OTC option is a well-capitalized institution

Plain vanilla option : The most basic option type with a simple expiration date and strike price with no additional features

Price keeping operations (PKO) : Usually refers to Japanese authorities intervening in equity (and sometimes Forex) markets to defend a particular price level

Prime brokers : Firms which allow clients like hedge funds to use their credit facilities to access financial markets.
For example, a hedge fund client of Bank X can trade in the interbank FX market using Bank X’s name in return for a fee

Dictionary
Prices…

Put (0ption) : an option which conveys the right to sell something at a specific price 

Quantitative ease : A strategy used by central banks once targeting short-term interest rates becomes ineffective because rates have reached zero (or close to it).
The central bank buys assets, typically government bonds, in an effort to inject money into the economy

RBA : Reserve Bank of Australia (Central Bank)

Real money : Nickname for “end users” of foreign exchange, who trade to pay for transactions or liquidate proceeds from transactions in other markets like equities, fixed income and commodities.

Reflation trade : The purchase of asset classes that investors expect to do well in an economic recovery.
Commodities, equities and emerging markets are examples.
Asset classes to be avoided in a reflationary atmosphere include bonds and low-yielding currencies.

SNB : Swiss National Bank, the Swiss central bank

Sovereign names : Used interchangeably for sovereign wealth funds or central banks

Sovereign wealth fund (SWF) : A fund set up by a country with large foreign exchange reserves to help manage those reserves.
Typically SWFs purchase long-term securities to try and enhance investment returns beyond what central banks typically earn holding government debt.
Examples include the Government of Singapore Investment Company and the Abu Dhabi Investment Authority

Spin-out (also known as spin-off or starburst) : A type of  corporate action where a company “splits off” sections of itself as a separate business, becoming an independent business.
Shareholders of the parent company receive equivalent shares in the new company in order to compensate for the loss of equity in the original stocks ; this potentially makes investment in the companies more attractive, as potential share purchasers can invest in only the portion of the business they think will have the most growth

Stop-loss : An order which closes out a market position once a certain price level trades in the market.
For example, a sell order placed below the market price to protect against accelerating losses

Strike Price (option) : The reference price at which the underlying asset may be traded.
The process of activating an option and thereby trading the underlying at the agreed-upon price is referred to as  exercing it.
Options have an expiration date.
If the option is not exercised by the expiration date, it becomes void and worthless

Toshin : Japanese investment trusts which invest in non-JPY denominated assets

Yard : Market slang for billion

Writing (or selling) an option : In return for assuming the obligation, called writing the option, the originator of the option collects a payment, the premium, from the buyer.
The writer of an option must make good on delivering (or receiving) the underlying asset or its cash equivalent, if the option is exercised


Humour

Old, but surely funny.


Novembre 12, 2008


Humour
Old, but surely funny…

Due to today’s rapidly changing stock market, the following terms have had to be revised for investors in order to more clearly reflect today’s economic condition :

CEO — Chief Embezzlement Officer.
CFO — Corporate Fraud Officer.

Bull market — A random market movement causing an investor to mistake himself for a financial genius.
Bear market — A 6 to 18 month period when the kids get no allowance, the wife gets no jewelry, and the husband gets no sex.

Value investing — The art of buying low and selling lower.
P/E Ratio — The percentage of investors wetting their pants as the market keeps crashing.

Broker — What my broker has made me.
Standard & Poor — Your life in a nutshell.

Stock analyst — Idiot who just downgraded your stock.
Stock split — When your ex-wife and her lawyer split your assets equally between themselves.

Financial planner — A guy whose phone has been disconnected.
Market correction — The day after you buy stocks.

Cash flow — The movement your money makes as it disappears down the toilet.
Institutional investor — Last year investor who’s now locked up in a nuthouse.

Profit — An archaic word no longer in use.



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