Considerazioni stupefacenti

Pubblicato il 23 Settembre 2019 da Veronica Baker


La vita di ogni essere vivente è sacra e bisogna averne il massimo rispetto.

Albert Schweitzer


Luglio 27, 2019


Considerazioni stupefacenti
Volevo fare solo un’osservazione…

Volevo fare solo un’osservazione a proposito dell’uso del maschile e del femminile.

L’uso del genere corretto nei riguardi di una persona per pura educazione di per sè ha un valore molto relativo.

Si deve avere nella testa la convinzione che la persona appartenga al genere che noi verbalmente le stiamo attribuendo .

Attribuire il maschile e il femminile ad una persona è un fatto assolutamente spontaneo e immediato perchè noi “sentiamo” l’altro o uguale a noi o diverso da noi.

E, permettimi di fare un po’ di femminismo retrò, questo vale soprattutto per noi donne.

C’è un sentire comune tra donne, un linguaggio comune, anche tra donne diversissime tra loro.
L’aspetto esteriore è a mio avviso assolutamente secondario.

Io, come donna, sento l’altra donna, anche se è alta due metri e ha i baffi (esagero volutamente) e non percepisco donna una tipa bellissima, femminile al mille per mille, ma che non trasmette assolutamente nulla che appartenga all’universo femminile.

Se mi permetti, vorrei fare un appello alle donne biologiche che leggono questo blog.
Vi prego : dite la vostra.

Adele

Considerazioni stupefacenti

Sono rimasto stupefatta dalle tue considerazioni.
Ecco le tue affermazioni.

“L’uso del genere corretto nei riguardi di una persona per pura educazione di per sè ha un valore molto relativo”

Se tu si sentissi uomo interiormente e ti chiamassero “signora Adele”,  saresti contenta ?

Un concetto di educazione veramente singolare.
Attribuire ad altri una cosa che la persona non sente è una cosa fattibile ed educata.

“Si deve avere nella testa la convinzione che la persona appartenga al genere che noi verbalmente le stiamo attribuendo”

Se nella tua testa una persona è “un qualcosa” puoi dire a questa persona “sei così”.
Sulla base di quello che ti salta in mente.

“C’è un sentire comune tra donne, un linguaggio comune, anche tra donne diversissime tra loro”

L’unico “sentire comune” degno di essere menzionato è il rispetto per gli altri.
Non il proprio sentire, che tradotto in una parola è egoismo.

“Io, come donna, sento l’altra donna, anche se è alta due metri e ha i baffi (esagero volutamente) e non percepisco donna una tipa bellissima, femminile al mille per mille, ma che non  trasmette assolutamente nulla che appartenga all’universo femminile”

Hai una gran bella confusione nella tua testa.
Una percezione personale che lascia il tempo che trova.

Chiunque ha il diritto di provare le emozioni che sente dentro di sè.
E di essere trattato di conseguenza (sia che si sia d’accordo o meno con una classificazione di genere).

Veronica



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