Comicità informatica

Pubblicato il 6 Gennaio 2019 da Veronica Baker

I computer sono inutili.
Sanno dare solo risposte.

Pablo Picasso


Comicità informatica

Comicità informatica
‘Scusi, ma di che genere è un computer ?’

Una insegnante spiegava ai suoi alunni come in francese, al contrario della lingua inglese, i sostantivi sono grammaticalmente divisi in “maschile” e “femminile”.

Cose quali “gesso” o “matita” vengono quindi associati ad un genere.
Sebbene in inglese siano sostantivi neutri.

Stupito uno studente alzò la mano e chiese :
‘Scusi, ma di che genere è un computer ?’

Non essendo certo della risposta l’insegnante divise la classe in due gruppi, chiedendo loro di decidere se il termine computer dovesse essere maschile o femminile.

Un gruppo era composto dalle ragazze della classe, e l’altro dai ragazzi.
Ad entrambi i gruppi venne chiesto di fornire quattro motivazioni alle loro conclusioni.

Il gruppo delle ragazze concluse che ai computer bisognerebbe assegnare il genere maschile, perché :

Per avere la loro attenzione devi accenderli.
Contengono moltissimi dati ma sono ancora privi d’intelligenza propria.

Dovrebbero esser lì per risolvere i tuoi problemi ma per metà del tempo sono loro il problema.
Non appena te ne procuri uno ti accorgi che se avessi aspettato ancora un po’ avresti potuto averne uno migliore.

I ragazzi d’altro canto decisero che i computer dovrebbero decisamente appartenere al genere femminile perché :

Nessun altro al di fuori del loro creatore capisce la loro logica interna.
Il linguaggio di cui si servono per comunicare con gli altri computer è incomprensibile a chiunque altro.

I tuoi errori, persino minimi, vengono immagazzinati nella memoria a lungo termine per essere usati più avanti.
Non appena ne acquisti uno ti ritrovi a spendere metà del tuo blocchetto d’assegni per gli accessori.



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