Come nasce il totalitarismo

Pubblicato il 29 Marzo 2021 da Veronica Baker

La resistenza al totalitarismo, sia esso imposto dall’esterno o dall’interno, è questione di vita o di morte.

George Orwell – Letteratura e totalitarismo, 1941″


Come nasce il totalitarismo

Definire un pensiero comune per “tutti”. La cosiddetta “normalità”.
Decidere che “chiunque” sia il giudice autorizzato a sentenziare a nome di “tutti”.
Definire che “bello” equivale a “simile a tutti”, mentre “cattivo” equivale a “diverso da tutti”.
“Chiunque altro” è l’opposto di tutti. Ed è prova di adesione a “tutti” l’esibizione di odio verso “chiunque altro”.

Ogni dittatura usa questo semplice schema.
Ad esempio Hitler decise che “tutti” e “tutte” erano i tedeschi.

Una volta deciso che “tutti” erano biondi, con gli occhi azzurri e parlavano tedesco, mentre “tutte” erano bionde, con i fianchi larghi ed amavano crescere figli maschi, ecco che “chiunque altro” era il “male”.
Quindi “cattivo” perchè semplicemente “diverso”.

Come nasce il totalitarismo
Come poteva un popolo sopportare tutto questo e considerarlo “normale” ?

Ad opprimere sono “tutti”.
Quando si è ritenuti “qualcun altro”, quindi “diverso da tutti”.
Ad opprimere è la società in cui viviamo.

Il Führer è il nostro vicino di casa.
Torquemada è il nostro collega di lavoro.
E gli strumenti dell’inquisizione si chiamano “ignoranza e stupidità”.

Semplicemente un punto di vista “sbagliato”, da “reprimere”.
La normalità è il mondo malato in cui “tutti” vivono.

Hitler da solo non avrebbe avuto alcuna possibilità di prendere il potere.
E nemmeno il suo controaltare Stalin.

Ma grazie all’aiuto della cosiddetta società “normale” – cioè del cosiddetto “popolo”, quindi il pensiero “normale” di “chiunque” – ci riuscirono piuttosto facilmente.

Senza una società di bisbigliatori in stile Berlino Est, di giudici in pectore, di maldicenze e di ignoranza, nessuno di questi regimi totalitari sarebbe mai nato.
Anzi, questi regimi sono nati proprio ed esattamente quando la società ha assunto questa precisa forma.

Nessun fiocco di neve potrebbe mai sentirsi responsabile per una slavina.
Allo stesso modo nessuno si sentirebbe responsabile per una dittatura solo perchè gli piace parlar male degli altri.

Ma purtroppo la libertà individuale inizia dove finisce la standardizzazione dell’essere umano.

Ogni totalitarismo inizia con la creazione di un modello standardizzato di “cittadino”.
Ogni tirannia viene presentata dai suoi propugnatori come “sociale”.

Quindi se pensi di essere una persona normale, anche tu sei parte integrante della tirannia.

Internet come mezzo di diffusione del totalitarismo

Dove si annidano quindi i dittatori , i tiranni, i giudici, i persecutori ed i carnefici ?
Fra le cosiddette persone “normali”.

Come nasce il totalitarismo
Dipendenza da Facebook

Prendiamo ad esempio quel mostro chiamato Facebook.

Un occhio nero ?
“Ma va. A chi, a me ?”

Disoccupata ?
Ma no, “sono in cerca di nuove sfide”.

Avete mai visto qualcuno chiedere davvero aiuto per sè su Facebook ?

No, mai.
Sempre per altri.

Chi posta sui social network di solito è sempre autosufficiente, vincente, ricco.
In poche parole, felice.

Il mondo reale va in rapidamente in rovina.
Tranne che su Facebook.

Ma chi scrive su un social network “deve” essere “conforme” al pensiero comune.

Altrimenti il vicino può ascoltarti, il tuo capo può leggerti, lo stato può opprimerti, un avvocato può farti causa.
In poche parole, sei prigioniero del conformismo.
E quindi parte integrante del totalitarismo.

La vita “normale” sotto il totalitarismo

Stato di sorveglianza, lavoro in miniera per i cosiddetti prigionieri politici.
Insieme ad altre orribili “punizioni” semplicemente per aver pensato la cosa sbagliata.
Niente college per i figli, nessuna possibilità di carriera.

Nessun permesso di viaggiare.
A meno che il “cittadino” non sia davvero fastidioso e difficile da “rieducare”.
Uno cui vale la pena di “sbarazzarsene” al più presto.

Oltre ad un controllo totale di tutti gli aspetti – privati e pubblici – della vita dei “propri” cittadini.
Ed ovviamente un dominio totale dei media e della cultura.

Un cittadino “obbediente” sarà trattato meglio degli altri.

Ma come faranno tutti gli altri, i cosiddetti “diversi da tutti” e quindi “disobbedienti” ?

La mia soluzione 

Ecco alcune regole che mi sono imposta.

Non è possibile cambiare nessuno intorno a noi.
Chi sta intorno a noi forse con il tempo recepirà il messaggio.

Non avere paura di esprimere il proprio parere non “conforme” e quindi “non normale”.
Condividere il proprio tempo libero esclusivamente con chi non è “conforme” e non con “chiunque”.

Non avere mai paura delle proprie azioni e delle eventuali conseguenze “sociali”.
Se vuoi stare con “chiunque”, allora devi uniformarti al pensiero “normale”.
E quindi essere parte integrante del totalitarismo

In poche parole, occorre scegliere da che parte stare.

Sei accondiscendente con il totalitarismo ? Auguri !

Se indossi volentieri la maschera, volontariamente accetterai qualsiasi “vaccino” ti proporrà il “tuo” governo.
Crederai anche a qualunque propaganda del mainstream.
Accetterai qualsiasi richiesta di isolamento e di distanziamento.
Permetterai che la tua mamma si spenga tristemente in una corsia di ospedale, da sola.
Sepolta in una fossa comune senza alcun funerale.

Un giorno, quando la maschera sarà dichiarata “normale” e “chiunque” dovrà indossarla “per tutta la vita”, sarai immediatamente d’accordo.
Ed imparerai ad adattarti al peggio della umanità.
Anzichè desiderarne il meglio.

Che dichiara che è sempre meglio “adattarsi”, è sempre un prezioso alleato dei totalitaristi.
Chiunque sia.

Una persona che indossa una maschera è una persona che non identificherà i suoi confini personali, non li comunicherà mai e soprattutto non vuole difenderli.
E’ semplicemente una persona in attesa della “giusta” persona “di fiducia” che lo calpesti senza alcuna pietà.



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