Come dentro ad un film

Pubblicato il 15 Gennaio 2021 da Veronica Baker

What goes around comes around
What goes up must come down
Now who’s cryin’, desirin’ to come back to me
What goes around comes around
What goes up must come down
Now who’s cryin, desirin’, to come back

Bob Marley – What goes around comes around”


A volte la vita si svolge come dentro a un film.
Ed a volte anche il finale è molto simile.

Certi episodi possono cambiare una intera carriera lavorativa.
E talvolta la tua vita.

Questo è stato uno di quelli.


Giugno 12, 2012


Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria
Ho una posizione pesantemente ribassista sul cambio EUR/CHF nonostante il peg fissato ad 1.20 e garantito sine die dalla Banca Nazionale Svizzera.
La motivazione fondamentale per cui il 99.9% degli operatori finanziari sui cambi al ForEx sono invece rialzisti.

A mio modo di vedere invece è una situazione altamente pericolosa che può portare ad un improvviso aumento di volatilità.
La maggioranza degli operatori finanziari – in particolari i piccoli – infatti non hanno fondi sufficienti a coprire le loro perdite in caso di improvvisa rimozione del peg.
Troppo sbilanciato il rapporto fra rialzisti e ribassisti.

E tutti gli operatori istituzionali hanno stop loss automatici sotto quota 1.20.

Come dentro ad un film
Un calo in pochi minuti di 3.300 Pips…

Perché ho questa opinione così in controtendenza con tutto il mondo finanziario ?

Lo scorso mese (Maggio 2012) la Banca Nazionale Svizzera (BNS) è intervenuta a sostegno del peg fissato a 1.2000 contro Euro per un importo di 60 miliardi di franchi svizzeri (66 miliardi di dollari).

Questo significa che la BNS sta spendendo in media l’equivalente di 7 Milioni di Dollari al
minuto per sostenere questa quota arbitraria.
Una cifra assolutamente sbalorditiva, per non dire proprio assurda.

La BNS potrà continuare a mantenere questo ritmo a lungo ?

A mio parere è impossibile.

I rischi per il paese (e soprattutto per la BNS) di intaccare il proprio bilancio e soprattutto di
dovere scrivere delle pesantissime minusvalenze non sostenibili in questo momento è davvero elevato.

Credo anche che sia la Federal Reserve USA, sia la Banca Centrale del Giappone e soprattutto la Banca Centrale Europea abbiano già chiesto ufficialmente alla BNS di non continuare a mantenere a lungo una quotazione così svalutata della propria divisa.

Inoltre il tasso di interesse negativo per il CHF (attualmente -75BPS) rischia di inabissarsi in un pozzo senza ritorno…
Fra l’altro, proprio l’attuale capo della Banca Nazionale Svizzera nel 1999 ha pubblicato uno studio molto approfondito su un possibile peg riguardante il cambio EUR/CHF.

Definendolo “improponibile”, “altamente speculativo” e “concomitante ad un eccessivo afflusso di capitali stranieri in Svizzera”.
…esattamente quello che sta succedendo da mesi…
Lo ripeto ancora una volta.
Il giorno che cederà di schianto o verrà rimosso il peg vedremo un tonfo del cambio EUR/CHF che passerà alla storia.
Una vera e propria caduta libera.


Gennaio 16, 2015


Le ultime parole famose
La Banca Nazionale Svizzera (BNS) ha choccato i mercati finanziari globali con la sua decisione di rimuovere il peg di 1.20 CHF per EUR, in vigore da tre anni.
La notizia del tutto inattesa ha istantaneamente causato un crollo senza precedenti.

Da 1.2000 a 0.79 in poco meno di 10 minuti.
Naturalmente molti ora ritengono che con un adeguato e strettissimo Stop Loss la maggior parte degli operatori (fra cui quasi tutte le più importanti istituzioni finanziarie globali) non avrebbero mai subito perdite così catastrofiche.

Ma in un movimento così volatile e soprattutto improvviso come questo il mercato non ha davvero alcuna possibilità di assorbire immediatamente in acquisto un numero di proposte di vendita così enorme.
Semplicemente per la mancanza di liquidità disponibile.

Basta guardare il grafico riportato in alto.
Tra 1.10 e 0.98 nel book non era disponibile alcuna proposta in acquisto.
Proprio nessuna.

Come dentro ad un film

A causa di questo movimento improvviso ed inatteso, il mio broker di allora perse una fortuna, qualcosa come 120 milioni di dollari.
Io – da piccola imprenditrice – ne ho guadagnata una parte infinitesima, cifra con cui l’anno successiva ho fondato la mia piccola società di trading che gestisco tuttora.

Ma da quel momento il broker fece di tutto per rendermi la vita sempre più difficile.
Dagli attacchi informatici alla mia piattaforma di trading, a problemi “burocratici” sempre più pressanti.
Fino a che non fui praticamente costretta a chiudere il conto che avevo con loro da un decennio.

Passando alla nascente concorrenza russa.

E da quel momento non ho più avuto alcun problema.

Perchè i “big boys” proprio non amano alcuna intrusione nei loro affari.
Devono sempre ed esclusivamente guadagnare loro.

Nella loro logica, la clientela retail è solo ed esclusivamente una vacca da mungere.
E se qualcuno dei cosiddetti “grandi non lavati” osa essere più in gamba, immediatamente partono le repressioni.

Il mercato deve essere “libero”
Ma solo se guadagnano esclusivamente loro.



Veronica


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