Colpa di Alfredo

Pubblicato il 3 Luglio 2019 da Veronica Baker

Niente è più pericoloso di uno stupido che afferra un’idea, il che succede con una frequenza preoccupante.
Se uno stupido afferra un’idea, è fatto : su quella costruirà un sistema e obbligherà gli altri a condividerlo.

Ennio Flaiano


July 1, 2019


Questa tua abitudine sgradevole viene fuori anche per tematiche e situazioni che CHIUNQUE si guarderebbe bene di imporre agli altri.

Questa volta pretendi addirittura di convincermi come fosse una cosa del tutto evidente, che Moggi e la Juve sarebbero delle povere “verginelle indifese” perseguitate da corrotti, facenti parte di poteri forti, quasi che la Juventus fosse una povera squadretta di promozione, e non una organizzazione sportiva potentissima che ha sempre avuto dietro, per decenni e decenni, il più potente gruppo industriale italiano (FIAT), con agganci ovunque, anche nella politica, ed in grado di condizionare per decenni molte scelte di sviluppo industriale, e quindi a maggior ragione anche l’ambiente sportivo.

Chiunque, ma proprio chiunque, aveva ben presente cosa era la Juventus di Moggi e Giraudo, le minacce gravi e spudorate che rivolgevano a chi (vedi Zeman) soltanto provava a criticarli.

Senza contare il condizionamento che la Juve esercitava sul 100% del mercato con la GEA, il fatto che qualsiasi giocatore che non faceva ciò che volevano loro veniva boicottato e la sua carriera veniva rovinata per sempre.

Senza contare la vergognosa figura che i giocatori della Juve fecero al processo sul doping di Torino, quando esibirono una serie di “non ricordo”, “non ho visto”, ecc., degni dei picciotti della Kalsa a Palermo, di fronte alle contestazioni precise sull’uso di medicinali, e sostanze dopanti da parte di Guariniello.

Lo dico perché mi sembra abbastanza assurdo che una persona che – come te evidentemente – è tifosa di una squadra di calcio utilizzi perfino il tifo sportivo, e la mancanza di obiettività di qualsiasi tifoso, come argomento per convincere qualcuno addirittura di una presunta “evidenza” di certe situazioni !
Quando semmai è vero il contrario !

Io poi manco sono tifoso di calcio, capirei fossi milanista, o tifassi Toro in modo sfegatato, e odiassi la Juventus.
Ma quello che avveniva era sotto gli occhi di tutti !
Insomma, sono piuttosto sconcertato per questa tua abitudine, che ormai si ripete da troppo tempo, di volermi imporre TUOI punti di vista…

Maverick2011


Quanti fegati spappolati di tifosi ci sono in giro ancora !

La cosa comica è che chi scrive in questo sito – al contrario del presunto “non tifoso” che ha avuto sull’argomento uno scambio epistolare con me (ed in giro per la rete ce ne sono a migliaia di gonzi del genere) – ha a cuore esclusivamente l’obiettività e la verità, e non certo interessi di parte.

Ma soprattutto a me la vicenda ha interessato per un altro motivo fondamentale.
Quello che è accaduto nel 2006 a che cosa è stato propedeutico ?

A tutto quello che abbiamo visto gli anni successivi in campo economico-finanziario !

Il calcio, gli arbitri, le cosiddette combine, sono state tutte delle scuse.
Vicende abilmente inventate e messe in testa al popolino per anni ed anni che sono servite solo a fare le prove generali per scenari ben più impegnativi e soprattutto più importanti.

Il controllo politico ed economico dell’ex Bel Paese

Tutti i personaggi che allora parteciparono alla farsa (la crème dell’imprenditoria, della politica ed anche del sistema giudiziario) si sarebbero sporcati le mani – rischiando in molti casi la faccia vista la assurdità delle accuse che prima o poi, com’è puntualmente accaduto, sarebbero state sbugiardate – con un argomento così “plebeo” come il calcio ?

Assolutamente no, ovviamente.
Ho approfondito la vicenda per motivi che nulla hanno a che fare con il calcio e le tifoserie partigiane.

Ma solo per ristabilire la verità su delle sconcezze (non mi occupo nè di giornalismo sportivo,  nè seguo ormai più il calcio dal 2006 proprio a causa di questa farsa che mi ha fatto capire quanto marcio ci sia in questo mondo) che si tramandano tuttora come delle leggende metropolitane.

Posso facilmente demolire tutte le demenziali tesi di accusa che mi hai elencato come in una filastrocca e sentito purtroppo dibattere pure in processi.
I primi esempi che mi vengono in mente :

Il medico vicino a Ben Johnson Renzo Agricola. Peccato però che Raffaele Guariniello non sapesse nemmeno che il medico sociale della società bianconera si chiamasse Riccardo (e non Renzo) Agricola. Ed hanno fatto pure un processo (Doping) basato su questa stronzata citando addirittura il testo del primo come documento di accusa…

Regali di auto e simili – roba da curva dei Boys o da Fossa dei Leoni

Ridicole accuse di mobbing a Zeman e/o Miccoli (?) – ammazza che allenatore, il suo palmares parla da solo, mentre il secondo davvero te lo raccomando come personaggio onesto e puro…

Paparesta rinchiuso negli sgabuzzini dello stadio Granillo. Una leggenda metropolitana montata ad arte

Le dichiarazioni – concordate con la proprietà che voleva un risultato del genere nel processo – dello strapagato (500.000 € di parcella per dire il falso !) Zaccone. Non certo uno sprovveduto, anzi, ma uno che ha fedelmente eseguito gli ordini della Famiglia…

E potrei andare avanti ancora per ore ed ore.

In ogni caso, però, parlare di Farsopoli nella sua complessità è al di fuori dei temi e soprattutto lontano anni luce dal punto (ben più importante e dalle conseguenze più drammatiche) dove voglio arrivare.

Hanno – lo ripeto ancora – fatto solo le prove generali del 2011-2013.
Nulla di strano, lo ripeto.

Racconto tutta la vicenda in altro modo.
E tutto sarà più chiaro, forse.
A patto di non ragionare come Moratti, ovviamente…

Nel 2006 un gruppo di personaggi potenti, del mondo dell’economia e della finanza (più o meno variegati e con interessi diversi) raggiunse un accordo per sistemare “affari” di vario genere (ovviamente e soprattutto non solo calcistici).

Tutti per avere i propri vantaggi : organigrammi di grandi istituzioni, consigli di amministrazione, operazioni economiche lucrose, promozioni sul campo di amici, eliminazione di chi potesse intralciare quel progetto.

In questo nuovo assetto ci rientra pure una azienda (Juventus F.C.) che non è più solo sportiva, ma una vera industria di proprietà controllata da Ifi/Exor.

Il vero crocevia di tutta la storia

Tonino Guerra 300x248 1
Scatta il via libera…

I progetti nel 2006 di Giraudo e soprattutto il volume di affari che avrebbe ottenuto a breve allora erano superiori a qualunque altra società mondiale di calcio.
Inoltre in quel preciso momento Giraudo da solo stava scalando la Juventus F.C. con una OPA ostile.

Dunque occorreva affrontare alla radice il problema.
Perchè se gli accordi sul calcio fossero saltati, rischiavano anche di saltarne altri.
Appoggi per elezioni in organismi strategici, contratti, forniture, assetti finanziari.

Ma un attacco diretto a chi si mette, volontariamente o involontariamente, di traverso, è sempre rischioso.
Meglio un attacco “trasversale”, indiretto.

Si trovano quindi degli “ascari” (Baldini, Zeman, Nucini e molti altri) che non denunciano chi deve essere eliminato.
Ma personaggi vicini, la cui carriera (e sorte) è anche conseguenza del ruolo di chi deve essere rimosso.

La denuncia viene fatta anche in questo caso in maniera molto indiretta.
Si parla di arbitri di una presunta combriccola romana (da barzelletta), asserviti ad un “sistema” controllato da “tale” Luciano Moggi (che è il bersaglio indiretto ma fondamentale per abbattere quello principale).
Così non c’è denuncia alcuna contro la società in cui lavora Moggi.
E dunque, almeno in fase iniziale, non c’è il rischio di una sorta di autodenuncia per qualcuno degli organizzatori.

Questi importanti personaggi, organizzatori di tutto, poi trovano giudici inquirenti e investigatori che si prestano al gioco.
Indagando in un certo modo per avere certi dati da utilizzarsi al momento opportuno.

Ma quest’ultimo tarda ad arrivare.
E così quei dati rimangono fermi per un bel po’.

Scatta il via libera

In quel preciso momento è già pronta una stampa cartacea e televisiva (Gazzetta, Repubblica, Corriere) che amplifica i raccolti nell’indagine.

E che organizza consenso e sentimento popolare a favore di chi accusa e di condanna preconcetta di chi è accusato.

Si trova l’esecutore materiale del piano (Guido Rossi), ex manager di Stato, uomo di “garanzia” per tutti i partecipanti al progetto.

Ma anche uomo vicino ai nuovi assetti politici emersi dopo le elezioni (2006).

L’esecutore materiale stravolge tutto, abroga un grado di giudizio, caccia i giudici sportivi in carica, mettendo gente di sua fiducia, probabilmente già selezionata da tempo.

Si trovano pure le foglie di fico, l’integerrimo magistrato protagonista di una stagione quasi “rivoluzionaria” di pulizia nella società italiana (Borrelli), l’ex giudice costituzionale (Sandulli) e il luminare amministrativista (Ruperto).
Tutte persone al di sopra di ogni “sospetto”.

Che non possono essere accusati di faziosità il primo.
Oppure di incompetenza e malevolenza verso gli imputati il secondo ed il terzo.

Si trova pure il principe del foro (Zaccone) che darebbe conferma che non c’erano difese migliori e dunque non si poteva ottenere altro risultato nel processo sportivo.

Nessuno allora si ribella a questa “verità” ufficiale.
Nessuna voce contraria, qualche flebile protesta puntualmente coperta dalla risonanza mediatica a favore di chi si presenta come uomo della pulizia nel calcio.
Il solo Enzo Biagi che esprime una condanna verso l’intera operazione denominata “Calciopoli”.

Ma a differenza di quando venne ingiustamente cacciato dalla RAI, nessuno dà seguito a quella condanna o ne da risalto.

E, cosa ancora più assurda, un uomo condannato dalla giustizia sportiva, Giraudo, per zero intercettazioni telefoniche, e zero elementi di prova contrari, solo perchè è l’Amministratore Delegato.
Dunque capo del “mostro” Luciano Moggi, e quindi “non poteva non sapere”.
Ma nessuno si sogna di dirlo o di porre interrogativi su quanto accaduto.

Certo, Moggi ha anche oggi il suo spazio di parola.
Ma mai di difesa mediatica.

Invece giudiziariamente ci pensa benissimo, dato che ha messo a disposizione qualche milione di €€ da spendere per gli approfondimenti sulle intercettazioni.
Ed è qua che ha fatto crollare il castello di carta delle accuse.

Ma nessuno ha provato ad avviare una inchiesta “contraria”, una sorta di Contro-Calciopoli.
Qualche voce isolata ha tuonato, ma non è andata oltre.

E queste cose, per chi ha curato il tutto, sono piccoli incidenti di scarsissimo valore.
Che anzi rafforzano il pensiero unico.
Ben sapendo che l’opinione pubblica, già ben “educata”, crederà alla favola dell’ex ferroviere più potente di industriali, banchieri e politici.

Un risultato già scontato in partenza

Quando si crea un pericoloso intreccio di interessi tra tutti questi poteri dello Stato, economico, politico, bancario, mediatico, giudiziario, non esiste alcuna speranza di sovvertire il “pronostico”.
Perchè hanno già pensato prima veramente a tutto.

E’ gente che si muove solo per vincere, calpestando chiunque possa ostacolarlo.
Questi sono i cosiddetti “poteri forti”.

Sono coloro che detengono il controllo del sistema per anni ed anni, finchè ciascuno avrà raggiunto il suo risultato.
Poi si traccerà un nuovo equilibrio nel quale chi non ha avuto ancora o ha avuto poco potrà incassare il compenso.

Prove tecniche di un colpo di Stato

Quello che si è materializzato poi alcuni anni dopo.

In una opinione pubblica opportunamente preparata, dato che gli juventini sono il 40%, il 60% è prima anti-juventino e poi tifa per altre squadre.

Agli occhi di chi non ha cuore, il 60% conta sempre di più semplicemente perchè numericamente superiore.
Una opinione pubblica che non cerca verità, perchè vuole sentire confermate le proprie congetture, ed avere spiegato negli intrallazzi altrui le ragioni delle proprie sconfitte.

Dei mezzi di informazione che martellano quotidianamente propagandando sempre la verità assoluta che conviene a chi comanda.
E nessuna voce che si alza in dissenso.

E quello che hanno fatto allora, con esiti straordinariamente positivi, lo stanno ripetendo ora.
Serve solo preparare opportunamente il terreno.

Ulteriori precisazioni (di carattere finanziario) sulla farsa

Colpa di Alfredo
Ulteriori precisazioni (di carattere finanziario) sulla farsa…

All’epoca (2006) analizzavo ancora frequentemente il mercato italiano.
Oggi ormai molto poco.
Essendo stato ridotto negli anni sempre di più ad un mercatino periferico che infatti uso chiamare mercatino del pesce.

Mi caddero immediatamente gli occhi su alcuni movimenti davvero molto sospetti.
Sia in valori numerici, ma soprattutto in volume (basta recuperare qualsiasi grafico di allora) su alcuni titoli che non mi sapevo assolutamente spiegare all’epoca.

Soprattutto su Fiat e su Ifi/Ifil oggi Exor, e non solo sul titolo Juventus F.C. che per altro aveva avuto un andamento schizofrenico tipico dei tentativi di OPA ostili.

Allora pensai a delle semplici speculazioni dovute alla situazione difficile in cui allora versava l’intero gruppo Fiat e che qualcuno da fuori stesse tentando di acquisirne il controllo, oppure di indebolire la leadership degli eredi degli Agnelli.
Poi venne fuori sui giornali lo scandalo di Farsopoli ed iniziai ad intuire cosa stesse succedendo.

L’anno prima c’era stato il controverso Equity Swap con cui il gruppo Fiat (con l’aiuto di tutte le banche italiane che di fatto all’epoca fecero un’emissione di cambiali a vuoto) garantì un prestito obbligazionario convertibile in azioni senza che Fiat stessa avesse messo a disposizione alcun collaterale.

Cioè i fondi necessari per accedere al prestito.

Naturalmente in questa serie di aiuti/accordi poco puliti (se non di fatto illegali) ci sono stati numerosi mercanteggiamenti su diversi favori e/o riassetto del controllo di potere nazionale.

A questi livelli mai nulla è dovuto al caso.
Soprattutto serviva la versione da dare al popolino bue per distoglierlo dal vero problema.

Ecco perchè è stata creata nel corso degli anni Farsopoli.

In poche parole, i soliti giochetti italiani.
In cui la magistratura ha sempre due pesi e due misure a seconda della convenienza del momento.

Veronica



BannerVeronica 1


You cannot copy content of this page