Coin : Pai non si smentisce mai

Pubblicato il 30 Marzo 2005 da Veronica Baker

Lo scorso venerdì sera è apparso il seguente comunicato:

Finanziaria Coin S.r.l. (“Finanziaria Coin”) ha reso noto di aver sottoscritto un contratto con Canaletto Investimenti S.p.A. (“Canaletto”), società indirettamente controllata da fondi di investimento gestiti da PAI Partners S.a.S. (i “Fondi PAI”), in base al quale Canaletto, ad oggi integralmente controllata dai Fondi PAI, si è impegnata ad acquistare da Finanziaria Coin, ai termini e condizioni di cui al suddetto contratto (il “Contratto”), una partecipazione rappresentativa del 62,916% del capitale sociale di Gruppo Coin S.p.A. (“Gruppo Coin”) ad un prezzo di € 2,17 per azione (l’“Operazione”). Finanziaria Coin cederà a Canaletto l’intera partecipazione attualmente detenuta in Gruppo Coin, corrispondente al 61,824% del capitale sociale, unitamente ad un’ulteriore partecipazione pari all’1,092% del capitale sociale di Gruppo Coin, che sarà acquistata alle stesse condizioni economiche, preliminarmente all’Operazione, dalle società Grecale s.s., Maestrale s.s., Libeccio s.s. e Scirocco s.s., controllate interamente da soci di Finanziaria Coin.

Ai sensi del Contratto, il perfezionamento dell’Operazione è subordinato alle seguenti condizioni sospensive: approvazione da parte della Commissione UE, in qualità di competente autorità antitrust; e concessione delle necessarie autorizzazioni da parte delle banche finanziatrici di Finanziaria Coin e Gruppo Coin all’estinzione dei finanziamenti in essere ed alla cancellazione delle relative garanzie contestualmente al rimborso delle banche stesse al perfezionamento dell’Operazione. Inoltre, ai sensi del Contratto, il perfezionamento dell’Operazione è subordinato alle seguenti ulteriori condizioni sospensive, che sono rinunciabili ad insindacabile giudizio dell’avente diritto: conferma, tra la data della stipulazione del Contratto ed il perfezionamento dell’Operazione, delle dichiarazioni e garanzie date dal venditore; assenza, tra la data di stipulazione del Contratto ed il perfezionamento dell’Operazione, di eventi che possano avere un impatto negativo di rilievo sulle attività o le condizioni finanziarie di Gruppo Coin o i suoi risultati operativi; adempimento reciproco delle parti di tutte le obbligazioni previste dal Contratto tra la data della stipulazione del contratto ed il perfezionamento dell’Operazione, ivi incluse quelle relative alla gestione interinale di Gruppo Coin; ed assenza di procedimenti ostativi al perfezionamento dell’Operazione.

Il perfezionamento dell’Operazione è attualmente atteso entro la prima metà di giugno.

Per Finanziaria Coin l’accordo è legato alla volontà di garantire a Gruppo Coin le condizioni e le risorse per dare corso ad un importante piano di rafforzamento e di crescita nel mercato italiano, dove opera con le reti di negozi a insegna Coin e Oviesse. “Grazie al potenziamento della compagine azionaria conseguente all’ingresso di Pai – ha affermato la dott.ssa Marta Coin – il gruppo ritrova le condizioni per poter riprendere la propria crescita e rafforzare ulteriormente la posizione di leadership in Italia”. A seguito del perfezionamento dell’Operazione, in applicazione della normativa vigente, Canaletto promuoverà un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria totalitaria sulla rimanente parte del capitale sociale di Gruppo Coin ad un prezzo di € 2,41975 per azione, calcolato in base all’art. 106, comma 2, del D. Lgs. N. 58 del 1998, come modificato (l’“Offerta Pubblica Obbligatoria”). FINANZIARIA COIN

Al perfezionarsi dell’Operazione, Finanziaria Coin sotto scriverà una partecipazione indiretta del 45% di Canaletto agli stessi termini economici dei Fondi PAI. Finanziaria Coin è stata assistita nell’Operazione da JPMorgan e da Vitale & Associati, in qualità di consulenti finanziari, e dagli Studi Giliberti Pappalettera

Da notare,però,questaltro fatto,che dimostra quanto ci sia del losco in questa operazione.

L’operazione Coin ha un sapore di déjà vu. Non intendiamo con questo riferirci all’eventualità che la famiglia veneta torni in possesso dell’azienda che porta il suo nome (eventualità che avrebbe pure illustri precedenti, dalla Barilla alla Star). No, stiamo parlando dell’ennesima elusione all’obbligo di Opa.

In questo caso, tuttavia, non si è resa necessaria la complicità attiva della Consob nel dare l’interpretazione più sfavorevole ai risparmiatori. E infatti l’Opa totalitaria viene lanciata: ma a un prezzo, 2,41974 euro, che è inferiore ai corsi di Borsa.

Venerdì ha chiuso a 2,55 euro,e martedì ha aperto naturalmente a 2.42,mentre ora si è assestata intorno ai 2.39 €,sotto il prezzo dOpa,come da copione per spaventare i piccoli e costringerli a consegnare le azioni,specie chi le ha a prezzi di carico nettamente più alti.

Il nuovo socio di controllo, il fondo Pai, ha fatto sapere che desidererebbe mantenere il titolo in quotazione, speranza che sarà probabilmente esaudita, almeno finché il mercato esprimerà prezzi superiori o allineati a quello dell’offerta pubblica. L’assurdità della situazione è figlia della normativa sulle Opa. Nella prima legge che regolava la materia, all’inizio degli anni Novanta, era previsto che l’Opa avvenisse al medesimo prezzo al quale passava di mano il pacchetto di maggioranza.

Poi si decise di annacquare il principio, stabilendo che il prezzo d’Opa fosse determinato come la media tra il prezzo di passaggio della maggioranza e la media dei prezzi del titolo negli ultimi 12 mesi. Può così capitare che, se per esempio la quotazione di Borsa ha fatto molta strada (come spesso succede, visto che voci e indiscrezioni sui cambi di controllo raggiungono quasi sempre il mercato azionario), al momento dell’annuncio in Piazza Affari il prezzo sia superiore a quello che viene fuori dalla formuletta citata.

Diciamo quindi che il fondo Pai ha avuto un colpo di fortuna e che, specularmente, ai soci di minoranza Coin è andata male. Ma alla buona sorte il fondo Pai – gestito da Raffaele Vitale, parente di Guido Roberto che nella vicenda Coin entra come consulente della famiglia è abbonato. Nel dicembre 2003, Pai rileva il controllo della Saeco a 3,80 euro per azione. Contestualmente viene annunciata l’Opa totalitaria a 3,59 euro per azione. Disgraziatamente (per i soci di minoranza) il prezzo di chiusura alla data di annuncio dell’operazione è di 3,67 euro, quindi anche in questo caso superiore all’offerta. Com’è che le Opa della Pai sono sempre a sconto? D’altra parte, all’epoca della modifica legislativa qualcuno avvertì che, con il meccanismo della media ponderata, si prestava il fianco a manipolazioni dei prezzi. Comunque sia, Pai si accinge a superare indenne lo scoglio dell’Opa. Sempre che il diavolo non ci metta la coda. Nel caso Saeco, infatti, era poi successo che la pessima trimestrale dell’azienda spingesse Pai a ottenere una revisione di prezzo, che è poi risultato allineato a quello dell’Opa. Poiché nel frattempo la quotazione era caduta, l’Opa si rivelò un successone (a dispetto di chi quell’offerta aveva lanciato).

Commento :non ha alcun senso aderire ad un’OPA del genere,lanciata solo ed esclusivamente per obblighi burocratici,che appare un aumento di capitale mascherato e che,soprattutto,regalerebbe a prezzi stracciati dei titoli al fondo PAI.

Naturalmente,le mie non gliele consegnerò mai…….(prezzo di carico:2.65€)

You cannot copy content of this page