Cecità

Pubblicato il 15 Marzo 2022 da Veronica Baker

Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo.
Ciechi che vedono.
Ciechi che, pur vedendo, non vedono.

Josè SaramangoCecità


Cecità

Forse anche Josè Saramago voleva avvisare l’umanità dei loschi e celati (ma non troppo) piani delle elite…



In un tempo e un luogo non precisati, all’improvviso l’intera popolazione perde la vista per un’inspiegabile epidemia.
Chi viene colpito dal male è come avvolto in una nube lattiginosa.

Reazioni psicologiche devastanti, esplosione di terrore e di gratuita violenza inarrestabile, effetti della patologia sulla convivenza sociale drammatici.
La cecità cancella ogni pietà e fa precipitare nella barbarie, scatenando un brutale istinto di sopravvivenza.

Un’umanità feroce, incapace di vedere e distinguere le cose razionalmente.
Abbrutimento, crudeltà, degradazione, indifferenza, egoismo, potere, sopraffazione.

Una guerra di tutti contro tutti.
Una dura denuncia del buio della ragione.

Anche se alla fine arriva uno spiraglio di luce e salvezza.


Siete voi, sì, soltanto voi, i colpevoli, siete voi.

Josè Saramago – Ensaio sobre a Lucidez”


Successivamente Josè Saramago ha scritto “Saggio sulla lucidità“, continuazione di “Cecità“.
E così ripeto la domanda (retorica) di prima : forse voleva avvisare l’umanità dei loschi e celati (ma non troppo) piani delle elite ?



Lucidità
Nessuna organizzazione sovversiva viene trovata dal governo…

In un non-luogo, capitale di un ipotetico paese contemporaneo accade ancora una volta un fatto assolutamente imprevisto.
Il 70% dei cittadini vota scheda bianca.

Il governo del paese allora decide di far spiare i cittadini dalla polizia e di indire nuove elezioni.
Ma la polizia non riesce a scoprire nulla di nuovo.

Nessuna organizzazione sovversiva viene trovata dal governo.
E le nuove elezioni danno un risultato ancora più sorprendente.

L’83% dei cittadini vota scheda bianca.

Quattro anni prima era accaduto un altro evento epocale ed inspiegabile : una cecità collettiva.

I governanti allora decidono di risolvere questo “problema elettorale” adottando misure drastiche tipiche dei processi dittatoriali : dallo stato d’assedio della capitale all’accentramento dei poteri nelle mani di un gruppo sempre più ristretto di politici.

Il risultato rivoluzionario delle elezioni diventa terrorismo.
Sebbene la Costituzione del paese preveda il voto segreto, le schede bianche o nulle e l’astensione.

Naturalmente i governanti ed il Presidente della Repubblica non si lasciano neanche sfiorare dall’idea che il risultato delle elezioni possa essere la conseguenza logica della loro gestione politica sconsiderata…


Cecità


You cannot copy content of this page