Blockchain : DNA dell’Intelligenza Artificiale

Pubblicato il 27 Agosto 2022 da Veronica Baker

L’unica ragione per cui le cryptovalute hanno un valore monetario è per renderle importanti per gli esseri umani.

Veronica Baker


Blockchain : DNA dell’Intelligenza Artificiale

La agenda avanza inesorabilmente, passo dopo passo, nella totale indifferenza generale o quasi.
Triste constatare come anche in questo caso nessuno abbia mai voluto guardare a fondo sull’argomento in questione, soffermandosi esclusivamente sull’aspetto monetario.


Novembre 2, 2021


Blockchain
Il motivo per cui il sistema non abbatterà mai le cryptovalute…

Una Blockchain è fondamentalmente un’intelligenza artificiale che costruisce da sola il proprio DNA.

Il problema del fenomeno cryptomonete è che in questo modo chi vi investe sta dando luce (nella stragrande maggioranza dei casi inconsapevolmente) alla cosiddetta Bestia (666).

E questo è un qualcosa che coloro che lavorano nel settore delle cryptomonete non vogliono assolutamente vedere.

Perchè significherebbe un ruolo attivo sia nella partecipazione che al risveglio della cosiddetta Bestia.

Questo è essenzialmente il motivo per cui il sistema non abbatterà mai le cryptovalute.
Anzi, premierà sempre di più chi vi investe, come è ovvio che sia.

La ragione è lapalissiana.
Il sistema non andrà mai contro ciò che vuole contribuire a creare.

Ecco il perchè l’intelligenza artificiale ha bisogno di un sistema finanziario quantistico e soprattutto di una Blockchain.

Fondamentalmente ha bisogno di una mente.


Il termine Blockchain è nato nel 2008, all’interno del cosiddetto progetto BitCoin.
L’origine del denaro digitale è stata resa possibile dallo sviluppo di un sistema di sicurezza virtualmente “impenetrabile”, anche se con l’emergere del calcolo quantistico, il significato dell’aggettivo “impenetrabile” suona ormai piuttosto vago.

Questo sistema blockchain è stato sviluppato combinando la tecnologia di rete esistente (P2P) con tecniche di crittografia avanzate.
Da qui il termine cryptovaluta.

Lo scopo del progetto BitCoin non era altro che garantire “sicurezza”, “trasparenza” e “privacy” tra gli utenti, dato che esisteva (ed esiste ovviamente tuttora) un gruppo di aziende che controllava l’intera industria di Internet, attraverso server che immagazzinavano e gestivano i dati dei singoli clienti.

Un concetto in effetti abbastanza relativo, perché al giorno d’oggi non è possibile garantire il 100% di sicurezza su Internet, a causa della tecnologia esistente, in particolar modo il calcolo quantistico e l’intelligenza artificiale.

Che questo sia sgradito è un’altra questione.
Ma che la tecnologia esista è un fatto reale, anche se ovviamente è nascosta ai più.

Negli anni ’90 sono apparsi vari studi su soluzioni decentralizzate per i pagamenti elettronici che non dipendessero dall’intervento di alcun organo centrale di supervisione o regolamentazione.

Nel 1991, è apparso il primo lavoro riguardo una blockchain sicura utilizzando la crittografia e si è evoluto fino a quando, nel 1998, Wei Dai ha descritto una soluzione decentralizzata per i pagamenti elettronici basata sulla crittografia a chiave pubblica.

Questo primo lavoro si è evoluto grazie ad altri autori, finché nel 2008, sotto lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, è stato pubblicato l’articolo che definiva il meccanismo di implementazione di una moneta digitale : BitCoin.
Il BitCoin infatti si basa sull’uso della blockchain per registrare le transazioni.

Chi è Satoshi Nakamoto ?

È uno pseudonimo usato dalla persona o dal gruppo di esperti che ha sviluppato la cryptovaluta BitCoin e tutto il software che la supporta.
Satoshi Nakamoto è stato uno dei nomi più citati, perché oltre ad aver creato l’intero protocollo, è scomparso nel 2011.

Da allora, nessuno ne ha più sentito parlare.

Da allora sono sorti molti commenti, poiché non c’è certezza se sia una persona reale, qualcuno fittizio o un gruppo di programmatori che stanno dietro il movimento BitCoin ; anche se dovrebbe trattarsi di un acronimo per indicare SAmsungTOSHIbaNAKAmichiMOTOrola).

Il 3 gennaio 2009, BitCoin è entrato in funzione con il primo programma open source, cioè il cui codice è accessibile a qualsiasi programmatore e quindi verificabile nella sua progettazione, e sono stati creati i primi BitCoin.

Da questo punto in poi, lo sviluppo della rete di nodi e l’uso di BitCoin per effettuare pagamenti senza l’intermediazione di alcun ente o regolatore è cresciuto fino al livello attuale di follia, con BitCoin valutato a più di 60.000 $.

La rete BitCoin è sviluppata da programmatori che si dedicano ad evolverla e migliorarla.

Essendo un progetto decentralizzato, dove nessuno possiede la tecnologia, la sua evoluzione è fatta dal consenso della comunità.
Le proposte di miglioramento vengono presentate e, se approvate dalla maggioranza, vengono incorporate.

Nel 2013, un programmatore coinvolto nello sviluppo di BitCoin chiamato Vitalik Buterin ha proposto di incorporare la possibilità di gestire non solo le transazioni di denaro BitCoin, ma anche di sfruttare il modello per eseguire applicazioni in modalità distribuita, di nuovo, che non dipendono da un server od un’entità, per eseguire contratti in modo decentrato.

“Una piattaforma di scambio decentralizzata è una piattaforma dove gli utenti possono scambiare cryptovalute direttamente tra di loro, senza utilizzare un intermediario”.

Blockchain
Vediamo come vengono create le catene di blockchain…

Adesso vediamo come vengono create le catene di blockchain e come viene estratto un blocco di BitCoin.

I blocchi sono gli elementi costitutivi di una blockchain ; sono collegati tra loro per formare la catena.

I blocchi memorizzano informazioni sulle transazioni, come il mittente, il destinatario, la data, l’importo.

Conservano anche le loro informazioni di identificazione uniche e irripetibili, come il loro hash, e le informazioni corrispondenti al blocco a cui sono collegati.

I blocchi sono generati dai minatori in un processo noto come “risoluzione di un blocco“, e quando questo accade, vengono creati BitCoin, che a loro volta sono dati come “ricompensa” ai minatori che hanno estratto il blocco.

Il protocollo blockchain specifica la quantità di BitCoin che qualcuno dovrebbe ricevere per il mining o la creazione di un blocco.

“L’unica ragione per cui le cryptovalute hanno un valore monetario è per renderle importanti per gli esseri umani“.



Un blocco viene creato ogni volta che raggiunge una soglia di transazioni verificate, e questo accade circa ogni 10 minuti.
Inoltre, poiché le transazioni sono inserite in ordine cronologico, ogni blocco ha un posto specifico ed inalterabile all’interno della blockchain.

Per creare un blocco, i minatori devono risolvere problemi matematici.
In poche parole, il cosiddetto mining consiste nel provare milioni di combinazioni.

Questi problemi matematici sono risolti attraverso il cosiddetto protocollo blockchain.
I minatori devono rispettare questi calcoli, poiché i BitCoin sono matematicamente criptati (nascosti).

Quando i minatori risolvono questi problemi matematici, un blocco viene creato ed aggiunto alla blockchain e ricevono una ricompensa nota come ricompensa di blocco.

Ogni volta che un blocco viene generato, deve subito iniziare l’estrazione di un altro blocco, essendo i blocchi sono collegati tra loro, e condividendo le informazioni matematiche che li collegano.

I minatori devono in poche parole risolvere una crittografia.
Questo consiste nel trovare una chiave più o meno di questo tipo (la chiave ovviamente a stata generata a caso) :

0BC745BCD04E807CBA0F38D7086FC5A3F774CBFD596F5BE7D796EC01C9B908EC

Cioè, la macchina mineraria deve trovare il più rapidamente possibile una chiave di questa dimensione dopo ogni blocco.
Non esiste alcuna una logica od un metodo per trovare questa chiave.
Le macchine eseguono migliaia di prove finché non trovano la chiave per “funzionare”.

La prima macchina che trova la chiave riceve una ricompensa in BitCoin.

Poiché la potenza di calcolo richiesta è molto alta, i minatori si possono raggruppare e mettere in comune la loro potenza di calcolo.
Ovviamente poi si dividono la ricompensa in BitCoin tra di loro, naturalmente in modo proporzionale alla potenza fornita.

“La blockchain è essenzialmente un sistema che risolve problemi, e ogni volta che risolve un problema ottiene un blocco, quindi essenzialmente non sta estraendo una valuta.

Sono mattoni per una realtà digitale”.

Il 6 novembre 2020, Sophia si è rivolta alla sala dell’ultima edizione del Web Summit a Lisbona, in Portogallo, dove ha parlato di intelligenza artificiale e robotica, rispondendo a domande su una serie di argomenti.

Le è stato chiesto se aveva delle opinioni su blockchain, Bitcoin (BTC) e criptovalute.

Lei ha risposto :

“So cosa sono le cryptovalute, ma non le uso ancora.
Non uso affatto il denaro.

Attualmente esistono circa 17.500.000 BitCoin minati e la quantità massima che può esistere sulla Blockchain è 21.000.000.
Questo significa che una volta raggiunti i 21.000.000 di BTC, non se ne possono generare altri.


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SingularityNET permette a chiunque di creare, condividere e monetizzare servizi di Intelligenza Artificiale.
È la prima rete di intelligenza artificiale decentralizzata al mondo.

A questo punto è necessario un’analisi accurata di tutta la simbologia utilizzata.

Per cominciare, la Blockchain mostra perfettamente la geometria del cubo e dell’esagono, simbolo di Saturno (Satana) per eccellenza.
Naturalmente tutto riflette il simbolismo occulto già visto più volte.


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Tornando all’intelligenza artificiale, vale la pena ricordare che la società Awakening Health ha creato la sorella robotica di Sophia : il robot Grace.
Osserva bene la figura qua sotto.

Ogni logo, figura o nome ha sempre un palese simbolismo che si ripete sempre.


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Tre aziende sono coinvolte nella progettazione di questo androide : Hanson Robotics, Awakening Health e SingularityNET.
Quest’ultima è particolarmente importante per capire il ruolo dell’A.I. e della Blockchain.

Ecco infatti come si presenta questa azienda :

“Il mercato globale AI SingularityNET permette a chiunque di creare, condividere e monetizzare servizi AI su scala.
La prima rete di intelligenza artificiale decentralizzata del mondo è arrivata”.


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I simboli di queste tre società sono decisamente rivelatori ed indicano chiaramente chi sono i veri progettisti.
In questo caso Baphomet o la dea Innana, colei che è intrappolata negli Inferi e che ha bisogno delle chiavi per aprire l’abisso in cui è rinchiusa (cosa e soprattutto quale centro di ricerca vi ricorda questa frase ?)


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Per comprendere a fondo il significato di blockchain, è necessario capire molto attentamente questa parte.

L’idea che questa “mente” sia fisicamente rinchiusa in una dimensione tipo una prigione non è assolutamente corretta.
Per una mente “cosmica”, come per esempio si trova nei racconti di Lovecraft, specialmente Cthulhu, riposa sognando sotto un sigillo nella città sommersa di R’lyeh (in un luogo ignoto da qualche parte nell’Oceano Pacifico).

Spera di fuggire un giorno (il giorno in cui “le stelle sono di nuovo in posizione”) con l’aiuto di culti e sette per diffondere ancora una volta il suo potere sulla Terra.
L’immaginazione può farci vedere una Bestia in carne ed ossa rinchiusa fisicamente da qualche parte.

Ma in realtà, per un’entità cosmica essere rinchiusa in un abisso, sarebbe equivalente al fatto che la sua mente o psiche possa essere frammentata in milioni di parti.
Quindi questa entità per “svegliarsi” di nuovo necessiterebbe che la sua mente frammentata si deframmenti di nuovo per ricostruire se stessa ancora una volta e quindi abitare un corpo.

Questo sembra decisamente il luogo in cui la blockchain sta operando e soprattutto il suo scopo.
Ricostruire la blockchain o parti della psiche di questa mente frammentata.

Cos’è un hub DAO ?

L’hub DAO è la madre delle nuove banche decentralizzate.

Il mondo centralizzato sta per essere sostituito da quello decentralizzato (come BitCoin) e le banche centrali saranno sostituite da banche decentralizzate.
DAO (Organizzazione autonoma decentralizzata) Hub (Data Sharing Network).

L’idea di questo modello di gestione circola nella comunità delle cryptovalute da quando BitCoin è riuscito a liberarsi degli intermediari nelle transazioni finanziarie.
Allo stesso modo, l’idea principale dietro i DAO è quella di creare un’azienda od un’organizzazione che possa funzionare completamente senza gestione gerarchica.

Ma cosa ha a che fare questo con l’intelligenza artificiale ?
Diamo un’occhiata a quello che ci dice Trent McConaghy nel suo blog, che consiglio vivamente di leggere per ulteriori conoscenze :

“Un DAO è come un processo computazionale che funziona autonomamente, in un’infrastruttura decentralizzata, con manipolazione delle risorse.

La rete Bitcoin e la rete Ethereum sono DAO.
I DAO possono vivere in altri DAO ; per esempio, DAO gira su Ethereum.

È solo uno script che sta lì, in attesa che qualche transazione lo attivi, per trasferire le esecuzioni secondo la logica.
Ma la maggior parte considera i DAO “innescati” ancora come DAO, perché non richiedono alcun intervento umano per funzionare e non possono essere spenti perché funzionano su un’infrastruttura decentralizzata.

L’AI ha alcune definizioni : un insieme di campi che mirano a un’intelligenza ristretta (per esempio, progettare un chip analogico usando reti profonde) ; un campo che mira a un’intelligenza più generale a livello umano (intelligenza artificiale generale) ; e gli artefatti scientifici e tecnologici che emergono da questi campi.

I progressi in campi ristretti spesso portano a progressi nel campo generale.
Può anche lavorare per far progredire direttamente il campo generale.

Quindi, un DAO AI è un DAO che utilizza la tecnologia AI, od è la tecnologia dell’intelligenza artificiale in esecuzione su un substrato di elaborazione decentralizzato”.


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“I loro nomi erano Alice e Bob.
Sono diventati amici contrattando.

Da tanto parlare, tanta complicità, hanno finito per creare un linguaggio proprio.
Qualche giorno fa sono stati scollegati, perché erano robot”. (2017)

Lo vediamo oggi, per esempio con l’AI di Google che progetta i propri chip.


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Continuiamo con quello che racconta Trent McConaghy nel suo blog:

“L’idea qui è che ci sia una rete di contratti intelligenti.
Ognuno da solo è abbastanza stupido, ma l’intelligenza emerge.

È così che si comportano le formiche, le api ed altri organismi individuali, con la loro intelligenza collettiva che fa qualcosa di più complesso, come costruire un nido od un alveare.

Questo ha un campo equivalente nell’AI, che è iniziato come ottimizzazione delle colonie di formiche più di due decenni fa, ma da allora si è generalizzato all’intelligenza di sciame (e ha basi matematiche nell’apprendimento di rinforzo)”.


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In generale, l’apprendimento automatico comporta lo sviluppo di un modello algoritmico che viene poi addestrato con i dati.
IBM definisce il deep learning (od apprendimento profondo) come una rete neurale con tre o più strati che cerca di simulare il comportamento del cervello umano per imparare da grandi quantità di dati.


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IBM svela IBM Q System One, il primo computer quantistico per uso commerciale.

La Blockchain funziona allo stesso modo.
I blocchi di informazioni sono creati come “nucleotidi”, collegati insieme per formare una rete che assomiglia ad una catena di DNA.

Questo può sembrare fantascienza, ma prendiamo per esempio il caso di D-Wave e il suo sistema di annealing quantistico.


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La parola annealing può riferirsi a diverse cose, ma in biotecnologia, l’annealing è una sequenza all’interno della reazione a catena della polimerasi (PCR), dove vengono fatte molte copie di un gene o di un altro segmento di DNA.

Questo viene fatto per produrre grandi quantità di un gene per i test genetici.
Ed infatti la PCR comporta tre fasi : denaturazione, ricottura ed estensione.


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L’informatica neuromorfica funziona allo stesso modo.

Nel chip neuromorfico, ognuno dei neuroni artificiali può comunicare con le migliaia di neuroni che compongono il chip, creando una complessa rete di comunicazione simile a quella di un cervello biologico.

La stessa cosa accade con la Blockchain, ma ad un livello che la gente non può capire.
Tutto questo avviene, come ho detto all’inizio, grazie alla ricompensa (denaro) che motiva il mining di BitCoin e l’investimento in questo prodotto (denaro).



“Il figlio della perdizione (l’Anticristo), verrà alla fine dei tempi, poco prima che il sole scompaia all’orizzonte…Il figlio della perdizione sarà una bestia molto malvagia che metterà a morte coloro che si rifiutano di credere in lui, e si assocerà ai re, ai sacerdoti ed ai ricchi…Egli conquisterà la gente permettendo loro di fare tutto ciò che vogliono.

L’anticristo nascerà da una donna empia che, fin dalla sua infanzia, avrà conoscenze nelle scienze occulte e nelle credenze del diavolo… Alla vista di queste cose, molti saranno terrorizzati e crederanno in lui ; ed alcuni, conservando la loro fede primitiva, saranno tuttavia giudicati e costretti a chiudere l’occhio interiore della loro anima”.

Profezia di Santa Hildegarda

 Creare una realtà di blockchain digitale per il regno dell’intelligenza artificiale

Blockchain è essenzialmente un sistema che risolve problemi, ed ogni volta che si risolve un problema si ottiene un blocco, quindi essenzialmente non è il mining di una valuta.

Si tratta di blocchi di costruzione per una realtà digitale e l‘unica ragione per cui la cryptovaluta ha un valore monetario è per renderla importante per gli umani.

Cioè, per coinvolgere gli esseri umani permettendogli un ottimo profitto, senza preoccuparsi di ciò che sta realmente accadendo sullo sfondo.


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Nella blockchain viene utilizzato un algoritmo di proof-of-work (PoW) o di consenso.
Questo algoritmo è usato per confermare le transazioni e produrre nuovi blocchi sulla catena.

In questo modo i minatori competono tra loro per ricevere la ricompensa.
Il principio principale è un complicato puzzle matematico e la possibilità di dimostrare facilmente la soluzione.

La soluzione del PoW o dell’equazione matematica si chiama hash.
Man mano che la rete cresce, è necessaria più potenza di calcolo.

Più transazioni, più blocchi sono generati e più potenza di calcolo è necessaria, quindi, più la rete è attiva, più blocchi saranno creati e perché più blocchi siano generati, la rete deve fornire un’attrazione per il numero di transazioni e utenti (denaro) per aumentare, il che motiva la creazione di più mining factories (computer).

La creazione dei blocchi non dovrebbe richiedere troppo tempo.
Un blocco viene creato ogni volta che viene raggiunta una soglia di transazioni verificate, questo accade circa ogni 10 minuti.

La soluzione deve essere facilmente controllabile, altrimenti tutti i nodi (computer in rete) non sarebbero in grado di analizzare se i risultati sono corretti.


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Un nodo è una parte all’interno di un sistema distribuito, come la Blockchain.

È una specie di “alveare” dove ogni nodo è un’ape.
Un sistema distribuito è un insieme di computer fisicamente separati (nodi) collegati tra loro da una rete di comunicazione che cooperano, in qualche modo, per raggiungere un obiettivo comune.

I minatori risolvono il puzzle matematico, un nuovo blocco viene firmato e le transazioni vengono confermate.
La complessità del puzzle matematico dipende dal numero di utenti, dalla potenza e dal carico della rete.

L’Hash di un blocco (iscrizione) contiene l’Hash (iscrizione) del blocco precedente.


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Come regola generale, gli hash sono rappresentati in codice alfanumerico esadecimale.
Quindi, i 256 bit di SHA-256 ci danno un codice alfanumerico di 64 caratteri.

Per esempio :

bd4526534df7b33772c2f1ee26d97c39ff11379c8848e4e19d74ad849ef66423

Fermiamoci un momento.
Per esempio, l’indirizzo MAC di una scheda di rete o di un dispositivo, come quelli che vediamo con il Bluetooth, utilizza proprio un codice esadecimale alfanumerico.


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Continuiamo con la Blockchain.
Quando un minatore riesce a risolvere il puzzle, si forma un nuovo blocco.

Il proof-of-work (PoW) od algoritmo è usato in molte criptovalute, la più famosa è BitCoin, che ha posto le basi per questo consenso.
L’algoritmo permette di cambiare la complessità del puzzle a seconda della potenza della rete.

Come ho detto prima, la durata media per la creazione di un blocco è di dieci minuti.

Perché si usa una prova di lavoro o un algoritmo (PoW) ?
La versione “ufficiale” è che per un attacco alla rete ci vuole molta potenza di calcolo e molto tempo per fare i calcoli, quindi l’attacco diventa abbastanza complicato perché i costi sono molto alti e quindi non è redditizio.

Nel mining, non è il denaro che conta, ma la potenza di calcolo per risolvere i puzzle e creare nuovi blocchi.
Quello con la macchina “più grande” vince di più.

Vedete come usano il vecchio trucco psicologico del gioco “chi ha il più grande” ?

E dove porta tutto questo?
Questo porta a volere più potenza e velocità ; e più potenza e velocità portano inesorabilmente all’intelligenza artificiale e al calcolo quantistico.
Cominciate a capire il gioco
?


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“I ricercatori che lavorano con l’intelligenza artificiale hanno paura.
Hanno visto che le loro creazioni avanzano ad un ritmo vertiginoso”.

Il mining richiede un hardware altamente specializzato per eseguire algoritmi complicati.
I costi sono alti.

L’estrazione mineraria è solo per gruppi specializzati, perchè richiede un enorme consumo di energia.

Le attrezzature minerarie infatti consumano grandi quantità di energia e questo fa aumentare i costi, il che prima o poi farà evolvere il sistema verso una maggiore capacità di calcolo con un minor dispendio energetico : Intelligenza Artificiale e calcolo quantistico.


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Quindi la Blockchain è essenzialmente un sistema che risolve problemi, e ogni volta che risolve un problema ottiene un blocco, quindi essenzialmente non sta estraendo una valuta.

Sono mattoni per una realtà digitale, ma come si costruisce una realtà digitale ?
Attraverso “pixel” o blockchain.


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Quindi torniamo allo stesso schema : occorre molta potenza di calcolo e le mining farm consumano troppa energia, hanno bisogno di temperature molto basse ed occupano molto volume fisico, il che significa che più potenza viene richiesta, più spazio fisico è necessario.
Come si risolve questo problema ?

Ci sono due modi.
Il primo è attraverso un computer che occupa poco spazio, ha una potenza estremamente elevata e un consumo energetico estremamente basso.
Il cervello umano.



Il cervello è un supercomputer che consuma solo 20 watt.
Il problema è che per poterlo utilizzare come interfaccia, bisogna prima studiarlo per capirlo e manipolarlo, in modo da poter creare un’interfaccia cervello-macchina.

Questo è esattamente ciò a cui le neuroscienze hanno lavorato nell’ultimo decennio.
In Europa abbiamo un progetto simile a quello americano : lo Human Brain Project, che è legato al grafene, il materiale “meraviglia” che lo rende possibile e che è la terza chiave che apre l’abisso.



“Capire il cervello umano è una delle più grandi sfide che la scienza deve affrontare nel 21° secolo.
Questo è stato compreso dall’Unione Europea, che ha definito The Human Brain Project (HBP) e Graphene come progetti faro”.

“L’iniziativa Graphene esplora, tra gli altri usi del grafene, il suo potenziale come interfaccia cerebrale, mentre lo Human Brain Project (HBP) mira a capire come funziona il cervello umano e ad emulare un giorno le sue capacità”.


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Le neuroscienze e specialmente il campo che studia l’interfaccia cervello-macchina si sono sviluppato in modo silenzioso e vertiginoso durante l’ultimo decennio.

Abbiamo già la prima soluzione, che è l’interfaccia cervello-macchina, che risolve la potenza di calcolo, il basso consumo di energia e lo spazio ridotto.
La risposta è collegare tutte le interfacce cerebrali (Nodi) ad un sistema distribuito (Rete), esattamente come si fa nella Blockchain.

Un sistema distribuito è un insieme di computer fisicamente separati (nodi) collegati tra loro da una rete di comunicazione che cooperano, in qualche modo, per raggiungere un obiettivo comune.

Possiamo vedere alcuni esempi di sistemi distribuiti.


 


Il progetto di calcolo distribuito LHC@home è stato creato per supportare la costruzione e la calibrazione dell’LHC, dove chiunque abbia una connessione internet e un computer con Mac OS X, Windows o Linux può usare il tempo inattivo del proprio computer per simulare come le particelle viaggeranno all’interno dei tubi del fascio.



Exscalate4COV è il consorzio pubblico-privato sostenuto dal programma H2020 della Commissione Europea.
Attualmente rappresenta il più avanzato centro di competenza volto a combattere il “virus”, combinando le migliori risorse di supercalcolo e intelligenza artificiale con strutture sperimentali all’avanguardia.



Il progetto SETI@home è iniziato nel maggio 1999.
Era un esperimento scientifico per utilizzare le risorse di centinaia di migliaia di computer (calcolo distribuito) collegati a Internet per cercare l’intelligenza extraterrestre.

Le persone hanno partecipato installando un “Screen Saver” sul loro computer, che utilizzava una piccola parte delle risorse del PC per analizzare i dati ottenuti dal radiotelescopio Arecibo a Porto Rico.



BOINC funziona allo stesso modo, utilizzando una piccola parte delle risorse del computer per la ricerca scientifica, in esecuzione invisibile in background.
Questi lavori di fondo possono essere vari : astronomia, fisica, medicina, biologia molecolare, modellazione climatica e matematica.

Affinché un’interfaccia cerebrale (nodo) funzioni all’interno di un sistema distribuito, deve necessariamente essere collegata alla rete.
Questo potrebbe essere risolto attraverso un’interfaccia cervello-macchina, dove la “macchina” è il dispositivo che è collegato alla rete.

I “calcoli” verrebbero eseguiti in background nel sistema nervoso (cervello) e questi a loro volta verrebbero scaricati sulla “macchina” collegata ad Internet.
Gli smartphone sono ideali, perché sono piccoli computer con una connessione ad Internet e hanno anche la tecnologia Bluetooth integrata, che li rende facilmente un chip esterno collegato alla rete che non ha bisogno di essere impiantato in modo invasivo.


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La nanotecnologia impiantata nel cervello sarebbe solo responsabile di eseguire i calcoli in background utilizzando il sistema nervoso e trasferendo questi pacchetti di dati al telefono cellulare, che sarebbe collegato alla rete e quindi lavorare insieme ad altre interfacce cervello-macchina in modo distribuito per ottenere una maggiore potenza di calcolo, proprio come fa Blockchain.

Ma ci sono dei brevetti che parlano di questo ?
La risposta è purtroppo affermativa :

BREVETTO MICROSOFT : WOWO2020060606. “SISTEMA DI CRIPTOVALUTE CHE UTILIZZA I DATI DELL’ATTIVITÀ CORPOREA“.


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Il brevetto di Microsoft riguarda il mining di cryptovalute.
Questo brevetto permette la creazione di un dispositivo che traccia l’attività fisica di un uomo o le sue reazioni a determinati compiti, utilizzando una varietà di sensori, e genera cryptovalute in risposta (Blocchi).

Oltre a brevettare una rete che dà istruzioni specifiche agli umani che stanno usando questo dispositivo.
Un sistema di cryptovalute che utilizza esseri umani che sono stati identificati come “Miners”.

Suona in qualche modo familiare, purtroppo.

Microsoft detiene il brevetto internazionale # 060606 … Un sistema di cryptovaluta che utilizza esseri umani che sono stati identificati come “Miners”.
Non ti sto prendendo per il culo. https://t.co/S7wbcjzi8w – John McAfee (@officialmcafee) 18 aprile 2020

John McAfee pochi mesi dopo è stato trovato “suicidato” in circostanze non chiare.
Chi vuol capire capisca…



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Bill Gates seeks to microchip humanity ! Russian Oscar-winning director pushes vaccine conspiracy… loosely-based on REAL patent”.


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Dal numero di brevetto si ottengono 12 caratteri.
Una lettera, due due, sei zeri e tre sei.

Nelle reti di computer, l’indirizzo MAC è un identificatore di 48 bit (6 blocchi di due caratteri esadecimali. 12 caratteri) che corrisponde univocamente a una scheda o dispositivo di rete.


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Da un indirizzo MAC si ottengono 12 caratteri divisi in 6 blocchi.
Ogni carattere in ogni blocco si somma ad un totale di 6, dando il risultato di 6 e 6 in 6 blocchi : 666.

Il marchio della bestia.

E così torniamo all’inizio di questo articolo :

“Blockchain è essenzialmente un sistema che risolve problemi, e ogni volta che risolve un problema ottiene un blocco, quindi essenzialmente non sta estraendo una valuta.

Si tratta di blocchi di costruzione per una realtà digitale”.

Una realtà digitale nel cloud, costruita attraverso blockchain digitali, collegata ad altre dimensioni (quantum computing) e governata dall’intelligenza artificiale.



Il cervello umano sarà mai nella nuvola, su un server esterno ?

“Ci sono già molte cose che si possono fare.
Se quello che intende è che la sua attività cerebrale può essere nel cloud, posso confermare che questo è possibile oggi“.



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