Articoli scientifici (pagina aggiornata)

Pubblicato il 4 Agosto 2022 da Veronica Baker

In modo molto chiaro, Google ha dimostrato che non esistono ragioni scientifiche, mettendo in chiaro che si tratta esclusivamente di ragioni politiche.

Veronica Baker


Articoli scientifici

In questa pagina – che più o meno aggiornerò giornalmente – riporterò alcuni articoli scientifici di particolare interesse riguardo i tempi assai movimentati che stiamo vivendo in questo momento.


Indice dei contenuti


Christian Baumeier et al (2022). Intramyocardial inflammation after COVID-19 “vaccination” : an endomyocardial biopsy-proven case series = Infiammazione intramiocardica dopo la (cosiddetta) “vaccinazione” COVID-19: Una serie di casi provati da biopsia endomiocardica. https://doi.org/10.3390/ijms23136940

Melius abundare quam deficere.
L’ennesima conferma di quanto noto da ormai più di un anno a questa parte.



Perlstad, H. (2013). Milgram’s obedience to authority : its origins, controversies, and replications = L’obbedienza all’autorità di Milgram : Origini, controversie e repliche. https://www.researchgate.net/publication/316559861_Milgram’s_Obedience_to_Authority_Its_Origins_Controversies_and_Replications

Uno studio che presenta un dettagliato resoconto storico sia delle origini del famoso studio di Milgram, sia della successica controversia che lo ha circondato nel corso degli anni.



La verita sulle chemtrails. L’intervista proibita ad Enrico Gianini



Si sa che l’Italia è uno dei paesi dove la libertà di stampa è ai minimi termini assoluti, e dove l’ambiente scientifico da sempre è prone a 90 gradi ai cosiddetti “poteri forti”.
Ecco quindi arrivare , in colpevolissimo ritardo questo studio, invero tanto “atteso” – ad uso esclusivo dei “medici”, sugli effetti collaterali “subiti” da coloro che si sono fatti iniettare i cosiddetti “vaccini”.

Già la pagina di introduzione a mio avviso è eloquente :

“Il lungo biennio della pandemia di Covid-19, che non possiamo ancora archiviare, a causa delle continue “varianti” e che, comunque, ci ha insegnato a non abbassare la guardia, in funzione di nuove possibili future emergenze”.

Questi nuovi “vaccini”, che stanno coinvolgendo l’attenzione dell’intera comunità scientifica, non tanto in termini di scarsa efficacia (abbastanza prevedibile, data la tendenza a mutare dei coronavirus), quanto in relazione ad una frequenza di eventi indesiderati collaterali, decisamente anomala e ancora non chiarita nella sua reale valenza.

Un “sasso nello stagno” per ulteriori approfondimenti, nel contesto di quella “onestà intellettuale” che, da sempre, ha caratterizzato e caratterizza la nostra Associazione.

Tralascio ogni commento perchè sarebbe fin troppo offensivo e lesivo della professionalità altrui (ammesso che chi ha scritto queste parole conosca il significato del termine).

In totale sono stati “studiati” 1006 casi, ed in 948 sono state riscontrate “varie alterazioni dello stato di aggregazione degli eritrociti e la presenza nel sangue periferico di particelle di varia forma e dimensione di dubbia natura” (il 94% dei pazienti, curioso che si ripeta ancora questo numero che è esattamente la % di riduzione della popolazione mondiale desiderata dalle elite).

Per altro questa pubblicazione non è altro che una copia in carta carbone di quanto già verificato da più di anno a questa parte in praticamente tutta la comunità scientifica internazionale, con l’aggravante di non avere nemmeno il coraggio di usare la parola “grafene”; nel cosiddetto Terzo Mondo non si ha questa paura.

In poche parole, questo studio è assolutamente inutile sia ai fini scientifici che a quelli diagnostici, e se l’ho riportato è solo per completezza di informazione, oltre che per sottolineare ancora una volta come in Italia la ricerca scientifica sia ormai morta.



Cordani P. (2000). Method of modifying weather = Metodo per modificare il tempo atmosferico. https://patents.google.com/patent/US6315213B1/en

Un metodo per modificare artificialmente il tempo atmosferico attraverso la semina di polimeri, che vengono dispersi nelle nuvole di pioggia durante un temporale, il cui vento agita la miscela e provoca l’assorbimento della pioggia da parte del polimero stesso.

Questa interazione genera una sostanza gelatinosa che precipita sulla superficie sottostante, riducendo così la capacità delle nuvole di piovere.

Consiglio vivamente di guardare questo video pubblicato dal sito Tanker Enemy, che spiega in modo esauriente il funzionamento di questo brevetto e le nefaste conseguenze per la intera umanità.
Ulteriori spiegazioni a questo link.




Abramson D.I., Johnson J.R. (2017). Creating a conversational chat bot of a specific person = Creazione di una chat bot conversazionale per una persona specifica
https://patents.google.com/patent/US10853717B2/en

Microsoft ha depositato un brevetto per riportare in vita i propri cari morti come “chatbot” di intelligenza artificiale tramite i dati digitali raccolti dal web.
In poche parole trattasi di vita artificiale, cioè computer che simulano forme di vita basata su forme di vita virtuali individuali o collettive simulate, come “avatar” singoli, simulazioni sociali o mondi virtuali.



Kurapati R., Mukherjee S.P., Martín C., Bepete G., Vázquez E., Pénicaud A., Fadeel B., Bianco A. (2018). Degradation of Single-Layer and Few-Layer Graphene by Neutrophil Myeloperoxidase = Degradazione del grafene a singolo strato e a pochi strati da parte della mieloperossidasi neutrofila. https://doi.org/10.1002/anie.201806906


Warrier V., Greenberg D.M., Weir E., Buckingham C., Smith P., Lai M.C., Allison C., Baron-Cohen S. (2020). Elevated rates of autism, other neurodevelopmental and psychiatric diagnoses, and autistic traits in transgender and gender-diverse individuals = Tassi elevati di autismo, altre diagnosi di neurosviluppo e psichiatriche e tratti autistici in individui transgender e con diversità di genere. DOI : https://doi.org/10.1038/s41467-020-17794-1

Sull’onda del tentativo di coprire in tutti i modi i danni causati all’intera Umanità tramite i cosiddetti “vaccini” (e nel contempo tenersi buoni gli amichetti dell’OMS e del WEF), stanno iniziando a fare capolino nella letteratura scientifica alcuni “ricercatori” (consiglio di leggere i loro “curriculum”, dove si verifica assai facilmente che si tratta di un finto studio pubblicato “su commissione”) che vorrebbero dimostrare che il “transgenderismo” (ricordo per la ennesima volta che il termine “transgenderismo” NON esiste nella letteratura medica, ma è solo una parola di uso comune utilizzata solo nei media ed in politica dove, come noto, raccontano solo falsità al soldo del ben noto NWO ; il che dimostra per l’ennesima volta la mancanza di professionalità di questi “cosiddetti” ricercatori), come l’autismo, sarebbe “una patologia indotta dalle nano-particelle presenti da decenni” nei (cosiddetti) “vaccini”.

Ovviamente non esiste alcun nesso fra le due “patologie” : solo ipoteticamente un trauma PTSD (Post Traumatic Stress Disorder) avuto in tenera età (alcune ricerche hanno suggerito che le persone autistiche possono in alcuni casi sviluppare sintomi di questo tipo) può essere correlato ad un disturbo dell’identità di genere, non specificato (GIDNOS, cioè Gender Dysphoria Not Otherwise Specified).

Purtroppo questo è un problema che arriva da molto lontano, che soprattutto è radicato negli anni sia nell’opinione pubblica (da sempre mal informata sull’argomento) che in quella medica (e questo fatto è davvero molto grave).

La cosiddetta psichiatria occidentale continua infatti a “classificare” le persone affette da “disforia di genere” come “disturbate mentalmente”, e questo fatto evidentemente sostiene ed aggrava lo stigma affrontato in relazione ai diritti ed alle pari opportunità (a meno che qualcuna non decida di vendere la propria anima al WEF di Klaus Schwab, che per altro – dovrebbe essere evidente a tutti – fa solo un cinico e strumentale uso della problematica per giustificare la sua orrida definizione di “uguaglianza”).



Sessualità umana – la parola alla Dr. Veronica Baker

Dunque, affrontare questo impegnativo argomento per molti significa dover guardare la parte oscura che sta dentro di loro e che vorrebbero a tutti i costi sopprimere.

Ecco perchè pubblicherò alcuni articoli sul tema – essendo una ricercatrice scientifica con più di venti anni di esperienza su questo argomento – con lo scopo di mostrare come quella demoniaca alleanza fra governi, OMS e Big Pharma (il solito imprescindibile trinomio della falsità che ormai impera da decenni) ha diffuso nel corso degli anni una sistematica menzogna a qualsivoglia livello, allo scopo di instaurare il ben noto concetto di “divide et impera”.

Frammentando ancora di più la Umanità, anzichè unirla.


Madre Natura ama la bio-diversità.
Sfortunatamente, la nostra società invece la odia.

Milton Diamond

Disturbo dell’identità di genere“, “Transgender“, “Incongruenza di genere“, “Disforia di genere” sono termini utilizzati per indicare, secondo la definizione del “Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali” dell’American Psychiatric Association, quinta edizione (DSM-5), esseri umani che “… presentano una marcata incongruenza tra il genere a cui sono stati assegnati (di solito alla nascita, indicato come genere natale) e il loro genere vissuto/espresso“.

Transgender” è il termine comunemente usato oggi nei media ed in politica (immaginate un po’ il perchè…), ma, oltre ad essere assolutamente impreciso e senza alcun significato medico/scientifico, genera confusione mentale e soprattutto controversie.
Per questo motivo non è mai stato mai utilizzato in questo blog dalla sottoscritta
.

Il mio obiettivo, come sempre, è quello di fornire informazioni, utilizzando fonti autorevoli, in questo caso su come assegnare e riportare correttamente i codici ICD-10-CM/PCS per gli argomenti trattati.

In questo blog, la fonte utilizzata è il DSM-5, perché la documentazione che i codificatori vedono nelle cartelle cliniche è solitamente basata sui criteri diagnostici e sulle definizioni del DSM-5.

L’ICD-10-CM classifica questa diagnosi come “disturbo dell’identità di genere“.
Il DSM-5 lo definisce “disforia di genere” e l’OMS, nell’ICD-11, lo classifica come “incongruenza di genere“; se aggiungiamo “transgender“, abbiamo quattro termini diversi che spesso si riferiscono allo stesso argomento.

Tutti questi termini sono sinonimi ?
La risposta è – per lo più – “Sì”.

C’è la volontà di fare confusione per creare divisioni fra le persone, disinformando facendo leva sull’ignoranza, sugli stereotipi e sui ganci emozionali della gente comune, sopratutto quella con meno cultura ?
La risposta è – sicuramente – “sì”.


Termini definiti

Disforia (dal greco dysphoros, che si traduce come “difficile da sopportare“) significa letteralmente profondo stato di disagio o insoddisfazione.
Il termine “disforia” non è però limitato o sinonimo di “disforia di genere” : ad esempio il codice 6 Disturbo dell’umore post-partum contiene il termine di inclusione “disforia post-partum“, alias “post-partum blues” o “tristezza post-partum“.

Incongruenza si può tradurre come incoerenza od incompatibilità.
Carl Rogers, PhD (1902-1987), psicologo americano e tra i fondatori dell’approccio umanistico alla psicologia, ha introdotto il concetto di incongruenza negli anni Cinquanta.

Sebbene l’uso generale del termine significhi incoerenza od incompatibilità, Rogers definì la “congruenza” come la corrispondenza tra esperienza e consapevolezza.
Pertanto, “incongruenza” significa “mancanza di congruenza“, oppure “sentimenti non allineati con le proprie azioni“.

Transgender – le definizioni variano, tuttavia “transgender” si riferisce generalmente ad un’identità di genere o ad un’espressione di genere che differisce dal sesso assegnato ad un essere umano o dal suo sesso natale.
Ricordo ancora una volta che il terminetransgender” NON è incluso in nessuna delle descrizioni dei codici ICD-10-CM e NON è MAI utilizzato in alcuna definizione.

Identità di genere – è definita nel DSM-5 come “… una categoria dell’identità sociale e si riferisce all’identificazione di un individuo come maschio, femmina od, occasionalmente, qualche categoria diversa da maschio o femmina“.

Ovviamente, questa è una definizione volutamente ambigua e tendenziosa, dato che non esiste una “identificazione occasionale” che presuma che questi ultimi esseri umani soffrano di un qualche disturbo di “identità di genere/disforia di genere“, ma piuttosto si ricade molto probabilmente in una qualche diagnosi di travestititismo o di GIDNOS (entrambe trattate nel proseguio di questo articolo).

Naturalmente la “identità di genere” non è un disturbo in sé, ma è semplicemente il genere con cui un essere umano si identifica.
Infatti non esiste un codice ICD-10-CM per l'”identità di genere“.

Definiti i termini, vediamo ora di risolvere la questione dal punto di vista della codifica.
Ecco i codici come appaiono nella tabella per la categoria F64 Disturbi dell’identità di genere.


F64.0 Transessualismo

Disturbo dell’identità di genere nell’adolescenza e nell’età adulta
Disforia di genere negli adolescenti e negli adulti

F64.1 Travestitismo a doppio ruolo

Usare un codice aggiuntivo per identificare lo stato di riassegnazione del sesso (Z87.890)
Da escludere in questa casistica : disturbo dell’identità di genere nell’infanzia (F64.2)
Da escludere in questa casistica :  travestitismo feticista (F65.1)

F64.2 Disturbo dell’identità di genere nell’infanzia

Disforia di genere nei bambini
Da escludere in questa casistica : disturbo dell’identità di genere nell’adolescenza e nell’età adulta (F64.0)
Da escludere in questa casistica : disturbo della maturazione sessuale (F66)

F64.8 Altri disturbi dell’identità di genere

Altra disforia di genere specificata

F64.9 Disturbo dell’identità di genere, non specificato (GIDNOS)

Disforia di genere, non specificata
Disturbo del ruolo di genere NOS

Altri termini, come appaiono nei codici, sono definiti nel seguente modo :

F64.0 Transessualismo, o “transessuale” quando si riferisce ad un essere umano, è definito nel DSM-5 come un essere umano “…. che cerca, o ha avuto, una transizione sociale da maschio a femmina o da femmina a maschio, che in molti casi, ma non in tutti, comporta anche una transizione somatica attraverso il trattamento ormonale intersessuale e la chirurgia genitale (chirurgia di riassegnazione del sesso)“.

I termini di inclusione sono “disturbo dell’identità di genere nell’adolescenza e nell’età adulta” e “disforia di genere negli adolescenti e negli adulti“.

F64.1 Travestitismo a doppio ruolo. Il termine o la diagnosi che più si avvicina al DSM-5 è “disturbo da travestimento“.
Appare nel capitolo “Disturbi parafilici“, non nel capitolo “Disforia di genere“.

I disturbi parafilici comprendono il disturbo voyeuristico, il disturbo esibizionistico, il masochismo sessuale, la pedofilia ed il travestitismo, quest’ultimo definito come “impegno in travestimenti sessualmente eccitanti”.

Il “travestitismo a doppio ruolo” compare nella revisione della ricerca ed è essenzialmente definito come un essere umano, di solito di sesso maschile, che indossa abiti del sesso opposto al fine di sperimentare l’appartenenza temporanea al sesso opposto, non ha alcuna motivazione sessuale per il travestimento e non desidera un cambiamento permanente nel sesso opposto.

F64.2 Disturbo dell’identità di genere nell’infanzia o “disforia di genere nei bambini”.

Forse vi state chiedendo perché, almeno per coerenza, la descrizione del codice F64.1 non sia “Disturbo di genere dell’adolescenza e dell’età adulta“.
La risposta è piuttosto semplice.

Nell’ICD-11, l’incongruenza di genere è stata spostata dai disturbi mentali in un capitolo completamente nuovo : capitolo 17, Condizioni relative alla salute sessuale.


In seguito i codici ICD-11 e le definizioni per l’incongruenza di genere nell’adolescenza o nell’età adulta (HA60) e per l’incongruenza di genere nell’infanzia (HA61) :

HA60 Incongruenza di genere dell’adolescenza o dell’età adulta

L’incongruenza di genere nell’adolescenza e nell’età adulta è caratterizzata da una marcata e persistente incongruenza tra il genere vissuto ed il sesso assegnato, che spesso porta al desiderio di “transizione”, di vivere ed essere accettati come una persona del genere vissuto, attraverso trattamenti ormonali, interventi chirurgici od altri servizi sanitari per far sì che il corpo dell’essere umano si allinei, per quanto desiderato e nella misura possibile, con il genere vissuto.

La diagnosi NON può essere assegnata prima dell’inizio della pubertà.
Il comportamento e le preferenze di genere NON costituiscono una base per l’assegnazione della diagnosi.

Transessuale” e “transessualismo” sono termini di inclusione per il codice HA60.
Quindi, se confrontiamo F64.0 con HA60, vediamo che le descrizioni dei rispettivi codici sono cambiate ma il significato rimane il medesimo.

HA61 Incongruenza di genere nell’infanzia

L’incongruenza di genere nell’infanzia è caratterizzata da una marcata incongruenza tra l’esperienza/il genere espresso di un essere umano ed il sesso assegnato in età pre-puberale.

Comprende un forte desiderio di essere di genere diverso da quello assegnato, una forte avversione da parte del bambino per la propria anatomia sessuale o per le caratteristiche sessuali secondarie previste e/o un forte desiderio di caratteristiche sessuali primarie e/o secondarie previste che corrispondono al genere sperimentato ; e giochi di fantasia, giocattoli, giochi o attività e compagni di gioco che sono tipici del genere sperimentato piuttosto che del sesso assegnato.

L’incongruenza deve essere presente da almeno DUE anni.
Il comportamento e le preferenze variegate rispetto al genere NON sono di per sé una base per l’assegnazione della diagnosi.


Ora che i tutti i termini tecnici sono stati definiti, vediamo alcuni possibili esempi tratti dalla vita di tutti i giorni.
Perchè purtroppo, come ben sappiamo, la disinformazione sull’argomento regna sovrana, ed i politici (ma anche purtroppo molti medici) canaglia – di tutti gli schieramenti – giocano abilmente sui ganci emozionali della gente per confondere ancora più le acque per fini prettamente elettorali (mantenere il proprio orticello di fedelissimi).

Esempio 1 : Un essere umano adulto con diagnosi di “disforia di genere” si presenta per un intervento di riassegnazione degli organi genitali da maschile a femminile. Codice F64.0 Transessualismo.

Esempio 2 : Un essere umano di sesso maschile viene trattato per l’ansia dovuta a diversi anni in cui si è vestito segretamente con gli abiti della sua ragazza ed alla paura di essere scoperto.
Si sottopone ad una anamnesis e gli viene prescritto un ansiolitico. Codice F64.1 Travestitismo a doppio ruolo.

Esempio 3 : una bambina di 10 anni viene portata dal pediatra perché ha chiesto un pallone da calcio per il suo compleanno.
Il pediatra documenta che la bambina vuole il pallone solo per giocare con i suoi fratelli, non prova alcun disagio e non ha espresso il desiderio di essere un maschio.
Non le viene prescritto nulla e non le viene raccomandato alcun trattamento o consulenza. Non viene assegnato alcun codice.

Esempio 4 : un essere umano adulto di sesso maschile è sottoposto ad un forte stress perché crede fermamente di non potersi conformare alle aspettative della sua famiglia sui ruoli di genere. Codice F64.9 Disturbo dell’identità di genere, non specificato.

Esempio 5 : una persona è stata ricoverata per un intervento chirurgico di routine.
Durante il processo di ammissione, gli è stato chiesto di dichiarare il proprio sesso.
La persona si è rifiutata, rispondendo di non identificarsi né come maschio né come femmina perchè non crede nel “concetto di genere”.
Viene documentato che la sua identità di genere è “al momento sconosciuta”. Non viene assegnato alcun codice.



Nel 1948 – quindi poco dopo il termine della seconda guerra americana – la controversa figura del Dr. Alfred Kinsey presentò alla società americana in due libri ben distinti (Sexual Behavior in the Human Male nel 1948 e Sexual Behavior in the Human Female nel 1953) un’istantanea delle pratiche sessuali della popolazione : non solo adulterio ed omosessualità (all’epoca tematiche davvero tabù per l’opinione pubblica), ma anche pratiche SM, voyeurismo, masturbazione.
E, purtroppo, anche pedofilia e zoofilia.

Il ricevimento di questo lavoro da parte della società americana – all’epoca ancora decisamente puritana – all’inizio fu assai gelido, anche perchè il Dr. Kinsey accusò (per certi versi non a torto) i suoi contemporanei di ipocrisia e di “impedimenti” ad una sessualità felice e sfrenata.

Successivamente contro-studi hanno dimostrato che Kinsey mentì amplificando i suoi risultati di un fattore da 1 a 10 per presentare una società molto più orientata verso pratiche sessuali “devianti”.
Molto probabilmente i suoi studi avevano anche lo scopo (ovviamente non l’unico, come invece affermano alcuni nuovi “inquisitori” che non vedono l’ora di riportare indietro le lancette del tempo di qualche decennio)  di farlo sentire meno in colpa per le sue presumibili pratiche sessuali “devianti” come la zoofilia e la pedofilia.

Certo, è ben noto che nel cosiddetto programma del cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale (a partire dai ben noti Protocolli di Zion) siano da sempre presenti delle vere e proprie aberrazioni della natura come lo sdoganamento della pedofilia, la ipersessualizzazione dei bambini sin dall’infanzia e la distruzione del concetto di famiglia “tradizionale”.

Ma consiglio di fare molta attenzione ad alimentare certi correnti di pensiero (che stanno assai pericolosamente diffondendosi soprattutto in Europa) che ambiscono ad una reintroduzione di una Inquisizione degna di Torquemada anzichè proporre un modello di sessualità sana e non deviata.
D’altra parte, è noto anche che il continente europeo si stia sempre di più islamizzando, e si sa che questa religione non è certo molto aperta nel trattare certi argomenti.

In poche parole, molti politici “tradizionalisti” che appaiono alle masse come degli strenui “oppositori” del Nuovo Ordine Mondiale in realtà sono dei fiancheggiatori occulti.





Piñar-Gutiérrez, A., Remón P.,  Soto-Moreno R.A. (2022). Case report : Pituitary apoplexy after COVID-19 vaccination = Caso clinico : apoplessia ipofisaria dopo la vaccinazione COVID-19. Doi : https://doi.org/10.1016/j.medcli.2021.09.028

Uno studio che conferma i risultati delle autopsie effettuate in diversi ospedali.



Buckels E.E., Trapnell P.D. , Delroy P.L. (2014). Trolls just want to have fun. Personality and Individual Differences = I troll vogliono soltanto divertirsi. Personalità e differenze individuali. Doi : http://dx.doi.org/10.1016/j.paid.2014.01.016

Gli autori hanno compiuto un accurato studio sia sulla personalità dei cosidetti “commentatori” della rete Internet, sia sui loro stili di commenti, rivelando relazioni piuttosto inquietanti fra il cosiddetto “trolling” e la triade oscura della personalità (sadismo, psicopatia e machiavellismo).

In particolare, coloro che mostrano particolare interesse per il cyber-trolling hanno mostrato tratti molto marcati di sadismo.



Foto al microscopio di coaguli di sangue estratti da persone “morte improvvisamente”

Si possono notare delle strutture cristalline, nanofili, particelle gessose e strutture fibrose.
Confermate quindi le ipotesi fatte da me a settembre/ottobre dell’anno scorso.



A tale riguardo consiglio di leggere con molta attenzione i seguenti studi scientifici, in particolare i primi tre.


Ossido di grafene ridotto ed effetti sul sistema nervoso centrale


Coaguli di sangue nel cervello “vaccinato” con mRNA


Reti di nanocomunicazione wireless interagenti con il corpo umano : i “vaccinati” possono già essere controllati dall’esterno !


Identificazione di pattern nel sangue di persone vaccinate : grafene cristallizzato !


Identificazione di pattern nelle persone vaccinate : nanopolpi e nanotubi di carbonio/grafene


Nuove prove della presenza di nanotubi di carbonio a perline basati su sfere di grafene liquido e grafite policristallina


Nuove prove della presenza di nanotubi di carbonio a perline basati su sfere di grafene liquido e grafite policristallina


Sfere mesoporose


Nanopolpi di carbonio o forme di vita sintetiche ?


Dani Diaz (correttamente) continua ad insistere su questo tema, ed ha pubblicato pure questo video a riguardo.
Ora, al di là della polemica stucchevole sui famosi chip o cristalli di sale, sostanzialmente sta confermando allo stesso modo tutte le ipotesi sui cristalli presenti nel sangue.



Intervista di Enrico Baccarini a Mario Pincherle nel Giugno del 2004.



Coscienza biomolecolare e nanotecnologia. L’attività su scala ultra-millimetrica negli assemblaggi biomolecolari potrebbe definire la vita stessa e fornire una frontiera per l’evoluzione della tecnologia.

Un testo davvero datato (1987), ma tuttora interessante, che soprattutto mostra come gli studi per la ibridazione del corpo umano partano davvero da molto lontano.



Come segnalato quasi un anno fa, il grafene viene introdotto nelle basi acquose dei prodotti di uso quotidiano con un rischio di introduzione nel corpo, in tutti i tipi di vaccini e in tutti i tipi di prodotti iniettabili : cibi magnetici, acqua, medicine, cosmetici.

In poche parole, stanno in tutti i modi provando ad ibridarci.

Tutto questo va molto oltre i semplici chip quadrati e i sistemi di rete di chip intra-corporee, ed i nanosensori.
L’ibridazione sta procedendo in modo molto più profondo che un semplice inserimento di “gadgets” nel nostro corpo.
Stanno ibridando il profondo del nostro essere.



Occorre dare atto che l’unico ricercatore indipendente che – insieme a me – sta segnalando da molto tempo questa metodologia di ibridazione del nostro essere è Dani Diaz di InfoVacunas (la differenza è che io ritengo che i metodi utilizzati dai soliti noti siano più di uno, ma sono dettagli in fondo).


photo 2021 08 21 16 59 25


Come documentazione ulteriore, ecco un video di Mario Pincherle, uno dei più grandi ricercatori italiani delle civiltà antiche.



Balezin M., Baryshnikova K.V., Kapitanova P., Evlyukhin A.B. (2018). Electromagnetic properties of the Great Pyramid : First multipole resonances and energy concentration = Proprietà elettromagnetiche della Grande Piramide : Risonanze del primo multipolo e concentrazione di energia. https://doi.org/10.1063/1.5026556

Mario Pincherle nell’ambito dell’egittologia ha elaborato una teoria, secondo il mainstream “senza concreti riscontri scientifici“, sulle modalità di costruzione della piramide di Cheope, ipotizzando nei monoliti di granito interni una presunta “torre” che ha ritenuto preesistente alla piramide stessa e che ha collegato al simbolo dello djed (o “zed”).

Solo in seguito è stata trasferita dalla Mesopotamia all’Egitto, per essere posta in cima alla piramide di Zoser, solo successivamente posta all’interno della piramide di Cheope (o Grande Piramide), o meglio la piramide stessa sarebbe stata costruita attorno allo zed per proteggerlo.

Infatti non è mai esistito un faraone di nome Cheope : tale nome, in realtà, significa “mangiatoia”, o “culla” del divino.

Secondo Pincherle la torre zed e il “sarcofago di Cheope” sarebbero inoltre una sorta di luogo in cui il tempo e lo spazio sembrano modificarsi, per la diffusione di onde alfa verso i lobi frontali.

La sua teoria, tanto dileggiata dalla scienza “ufficiale” (soprattutto italiana), ha invece trovato riscontro nel 2018 : la risposta risonante della Grande Piramide di Cheope, che interagisce con le onde elettromagnetiche esterne della gamma delle radiofrequenze (la lunghezza d’onda è di 200-600 m) è infatti stata studiata teoricamente.

Con l’aiuto di simulazioni numeriche e della decomposizione multipolare, si è scoperto che gli spettri delle sezioni d’urto di estinzione e diffusione includono caratteristiche di risonanza associate all’eccitazione dei momenti di dipolo e quadrupolo elettromagnetici della Piramide.

Le distribuzioni del campo elettromagnetico all’interno della piramide in condizioni di risonanza sono dimostrate e discusse per due casi : quando la piramide si trova in uno spazio omogeneo o su un substrato.
Le camere della piramide infatti possono raccogliere e concentrare l’energia elettromagnetica per entrambe le condizioni circostanti.



Ghione S., Mezzasalma L., Del Seppia C., Papi F. (1998). Do geomagnetic disturbances of solar origin affect arterial blood pressure ? = I disturbi geomagnetici di origine solare influenzano la pressione arteriosa ? DOI : 10.1038/sj.jhh.1000708

I disturbi geomagnetici di origine solare sono molto spesso associati ad eventi biologici e clinici, tra cui l’aumento della pressione arteriosa.
Uno studio che mette in relazione i livelli di attività solare con le patologie cardiache presenti nella popolazione.
Le correlazioni paiono davvero evidenti.



Subbiah Alwarappan, Ashok Kumar (2014). Graphene-based materials  : science and technology = Materiali a base di grafene : scienza e tecnologia.

Una forma di carbonio sottile come un atomo, chiamata grafene, è stata studiata fin dalla sua scoperta nel 2010 grazie alle sue proprietà versatili.

Fino ad oggi, il grafene è stato considerato il materiale più resistente e più sottile conosciuto.
Sono stati fatti enormi progressi nell’applicazione del grafene alla nanoelettronica, nei sistemi biologici per il rilevamento di DNA, RNA, proteine ed acidi nucleici.
Inoltre, sono disponibili nanodispositivi a base di grafene per il rilevamento di batteri e agenti patogeni.



Kumar S. (2015). Studies on structural, optical and magnetic properties of low dimensional systems : CdO, Cd 1-x Mn x O, CeO2 and graphene based composites = Studi sulle proprietà strutturali, ottiche e magnetiche di sistemi a bassa dimensionalità : CdO, Cd 1-x Mn x O, CeO2 e compositi a base di grafene.

L’impatto delle nanoscienze e delle nanotecnologie ha permesso di comprendere, sfruttare, fabbricare ed ingegnerizzare i materiali per costruire dispositivi su scala nanometrica.
La sintesi di nanomateriali di forma e dimensioni desiderate è da molti anni oggetto di un’intensa ricerca.

Questa interessantissima tesi di laurea discuterà proprio di questi argomenti.



Lei Young and others, (2022). Efficient assembly of a large fragment of monkeypox virus genome as a qPCR template using dual-selection based transformation-associated recombination = Assemblaggio efficiente di un grande frammento di genoma del virus del vaiolo delle scimmie come template qPCR utilizzando la ricombinazione associata alla trasformazione basata sulla doppia selezione. Doi : 10.1016/j.virs.2022.02.009

Tralasciando le strane “coincidenze”, è interessante segnalare alcuni passi di questo nuovo studio proveniente da Wuhan.

Poiché l’infezione da MPXV non è mai stata associata a un focolaio in Cina, il materiale genomico virale necessario per il rilevamento della qPCR non è disponibile.
In questo rapporto, abbiamo impiegato TAR dual-selettivo per assemblare un frammento genomico MPXV da 55 kb che comprende E9L e C3L, due preziosi bersagli qPCR per il rilevamento di MPXV o altri orthopoxvirus“.

Quindi, ancora una volta, un sequenziamento creato virtualmente.

Inoltre i ricercatori hanno “ipotizzato” che “sebbene un genoma virale a lunghezza intera sia il modello di riferimento ideale per rilevare MPXV tramite qPCR, abbiamo cercato solo di assemblare un frammento virale di 55 kb, meno di un terzo del genoma MPXV.

Questo prodotto di assemblaggio è a prova di errore, eliminando virtualmente qualsiasi rischio di recupero in un virus infettivo, fornendo al contempo più bersagli qPCR per rilevare MPXV o altri orthopoxvirus“.



Erez M. and others (2018). Diagnosis of imported monkeypox = Diagnosi del vaiolo delle scimmie. Doi : 10.3201/eid2505.190076

“Sembrerebbe” che nel 2018 sia stato rilasciato un ceppo israeliano di vaiolo delle scimmie (la storia del viaggiatore proveniente dalla Nigeria francamente sembra assai poco credibile).

E’ quindi possibile che vista l’azione dei cosiddetti “vaccini” nel sopprimere i sistemi immunitari naturali possano spuntare delle possibili infezioni qua e là.
In ogni caso, i soliti integratori come Selenio, N-Acetilcisteina, Quercetina, Zinco, aiutano a non avere problemi.

Curioso anche come nello scorso Marzo 2021, l’NTI abbia collaborato con la Conferenza sulla sicurezza di Monaco per condurre un’esercitazione simulando una pandemia globale che coinvolge un ceppo insolito di varicella causato da un attacco terroristico che utilizza un agente patogeno ingegnerizzato in laboratorio.

Solo complottismo ?




Betzalel, N.; Ishai, P.B.; Feldman, Y. (2018). The human skin as a sub-THz receiver – Does 5G pose a danger to it or not ? = La pelle umana come ricevitore sub-THz – il 5G rappresenta un pericolo o no ? DOI : 10.1016/j.envres.2018.01.032

Alcuni passi da questo studio sono davvero illuminanti :

Nell’interazione tra le radiazioni a microonde e gli esseri umani, la pelle è tradizionalmente considerata come uno strato di spugna assorbente pieno d’acqua.
In un lavoro precedente, abbiamo dimostrato che questa visione è errata quando abbiamo dimostrato che la porzione arrotolata del condotto sudoriparo nello strato superiore della pelle è considerata come un’antenna elicoidale nella banda sub-THz“.

Abbiamo anche rivelato la correlazione dei parametri elettrocardiografici (ECG) con il coefficiente di riflessione sub-THz della pelle umana“.

La presenza del condotto sudoriparo ha determinato un elevato tasso di assorbimento specifico (SAR) della pelle in una banda di frequenza estremamente elevata.

Stiamo alzando una bandiera di avvertimento contro l’uso illimitato delle tecnologie sub-THz per la comunicazione, prima che vengano esplorate le possibili conseguenze sulla salute pubblica“.

Esistono prove sufficienti per suggerire che la combinazione di un condotto elicoidale del sudore e di lunghezze d’onda che si avvicinano alle dimensioni degli strati cutanei potrebbe portare a effetti biologici non termici”.
Tali timori dovrebbero essere indagati e queste preoccupazioni dovrebbero influenzare anche la definizione degli standard per l’applicazione delle comunicazioni 5G“.



Alphandéry, E. (2022). Nano dimensions/adjuvants in COVID-19 vaccines = Nano dimensioni/adiuvanti nei vaccini COVID-19 . Journal of Materials Chemistry B, 10(10), 1520-155. https://doi.org/10.1039/d1tb02408f

Un articolo molto importante : per la prima volta viene consigliato dalla letteratura ufficiale (quantomeno per l’uso futuro) l’uso di grafene e nanotubi di carbonio, camuffando il loro uso giustificandolo come “adiuvanti” nello sviluppo dei cosiddetti “vaccini” Moderna e Pfizer.

E inoltre…non solo mRNA, ma anche DNA.
Un articolo che conferma i sospetti sulla presenza di origami di DNA e di possibile loro autoassemblaggio.

“I (cosiddetti) “vaccini” proposti contengono diversi principi attivi : come “virus” inattivati, antigeni, mRNA e DNA, tutti associati ad adiuvanti standard od a nanomateriali (NM), come i liposomi nei (cosiddetti) “vaccini” Moderna e BioNTech/Pfizer.

Gli adiuvanti del cosiddetto “vaccino” COVID-19 possono essere scelti tra liposomi o altri composti, ad esempio ossido di grafene, nanotubi di carbonio CNT , esosomi, sfere mesoporose, polimeri o NM metallici”.


Il ricercatore indipendente Dani Diaz interpreta lo studio in modo differente (e le sue argomentazioni sono decisamente interessanti).
E’ noto ormai da tempo che l’ossido di grafene sia utilizzato come piattaforma di trasporto di DNA/RNA nelle cellule, e che il grafene iniettabile sia stato utilizzato come coadiuvante nei cosiddetto “vaccini” a rilascio di DNA/RNA nelle cellule.

Il suo parere è che lo studio in questione non affermi di aver utilizzato il grafene/CNT nel cosiddetto “vaccino” di Pfizer e Moderna, ma semplicemente ne incoraggi l’uso futuro, descrivendo diversi modi possibili di produrre dei cosiddetti “vaccini”, uno dei quali è la consegna di DNA/RNA alle cellule, specificando inoltre che questo è associato all’uso di coadiuvanti standard o di nanomateriali come il grafene/CNT come base di trasporto per il DNA/RNA alle cellule.

Inoltre solleva la possibilità di utilizzare tali forme di somministrazione di farmaci in futuro, invece di utilizzare la forma che è ora ufficialmente utilizzata per tale somministrazione nei vaccini Pfizer e Moderna (che “ufficialmente” – e qui mi permetto di dissentire da Dani Diaz in modo totale – non è con basi portanti nanomateriali come il grafene/CNT, ma in teoria utilizza ancora le vecchie forme ; con fosfolipidi e liposomi – le nanoparticelle lipidiche).

Per tutti questi motivi, a suo parere non è una novità che la letteratura scientifica parli di questo argomenti, e non è scritto da nessuna parte che attualmente Pfizer e Moderna stiano utilizzando questo metodo di trasporto.

Inoltre afferma che l’articolo sull’auto-assemblaggio dei cristalli di DNA sia “falso”, portando a sostegno della sua tesi numerosi argomenti spiegati nel video “Torres de papel” citato in precedenza.
In poche parole, secondo Dani Diaz lo studio di Alphandéry, E. (2022) confermerebbe le ipotesi esposte nell’ultimo suo video.

Un dibattito molto interessante, purtroppo inquinato da rivalità e probabilmente screzi pregressi fra i diversi team di ricerca.

Mi permetto però in questo caso di spezzare una lancia in favore di Dani Diaz, il cui oscuro lavoro di ricerca è stato per molto tempo boicottato – se non proprio dileggiato – da quel personaggio ambiguo chiamato Ricardo Delgado (le cui finalità “tossiche” erano già state segnalate da me ad agosto del 2021 ; ricordo inoltre che la sottoscritta nel Gennaio del 2022 ha ricevuto nel canale Telegram de La Quinta Columna minacce di morte ben circostanziate ed esplicite, nonchè pubbliche…)



Cristalli di sale di acqua di mare. Un ulteriore filmato di Dani Diaz a sostegno della sua tesi.



Torres de papel (“Torri di carta”), un documentario a cura di Dani Diaz sulla questione dei “nanochip” e delle “nanotecnologie” nei cosiddetti “vaccini”.

I toni utilizzati dall’autore sono invero molto polemici nei confronti non solo di Ricardo Delgado (un personaggio in effetti davvero molto “discutibile”), ma di tutti i ricercatori che hanno incentrato il loro lavoro anche su questa ipotesi : quindi anche nei confronti della sottoscritta, che ha partecipato attivamente a questo filone di indagine ed ha studiato attivamente questa ipotesi.

Invero a mio avviso non l’unica da prendere in considerazione, come già segnalato in data 1 Dicembre 2021.

Definire il tutto una “farsa orchestrata” sembra però un tentativo di iniziare la solita guerra intestina tipica della cultura spagnola, che in modo altamente campanilistico da sempre si divide in qualsiasi situazione in due fazioni contrapposte.

Parole come “calunnie”, “diffamazioni”, “uragano che li travolgerà” non sono certo degne di un ricercatore preparato come Dani Diaz, che ha mostrato in più occasioni di arrivare a conclusioni in controtendenza molto interessanti, come ad esempio quella del video appena pubblicato in precedenza.

In ogni caso, un documentario davvero molto interessante.
Perchè in un vero dibattito scientifico occorre sempre conoscere l’opinione altrui, confrontarsi, e, nel caso, rettificare la proria opinione.

Senza perdere mai di vista un obiettivo che dovrebbe essere comune : la nostra salvezza in questo tentitivo di attacco contro l’intera Umanità.



Channell J.E.T., Vigliotti L. (2019) The role of geomagnetic field intensity in late Quaternary evolution of humans and large mammals = Il ruolo dell’intensità del campo geomagnetico nell’evoluzione nel tardo Quaternario dell’uomo e dei grandi mammiferi.

Un importante studio scientifico che mostra come la forza del campo geomagnetico del pianeta Terra sia un indicatore del flusso di radiazioni ultraviolette (UVR).

E’ interessante notare come secondo questo studio la scomparsa dell’uomo di Neanderthal e di molti grandi mammiferi nel tardo Quaternario si è verificata durante i minimi valori della intensità del campo geomagnetico terrestre.

Inoltre, anche la filogenesi umana, ricavata dal DNA mitocondriale e dal cromosoma Y, può essere collegata ai minimi di intensità di campo, quindi al flusso di radiazioni ultraviolette provenienti dal sole.



Acuti Martellucci C., Flacco M.E., Martellucci M., Violante F.S., Manzoli L. (2022). Capnography assessment of carbon dioxide inhaled with face masks = Valutazione capnografica dell’anidride carbonica inalata attraverso le maschere facciali

Uno studio sui pericoli riguardanti l’uso prolungato delle cosiddette “mascherine”.



Shephard G.E., Trønnes R.G., Houser C. , Hernlund J.W. , Valencia-Cardona J.J. , Wentzcovitch R.M. (2021)  Seismological expression of the iron spin crossover in ferropericlase in the Earth’s lower mantle = Espressione sismologica dello spin crossover del ferro nel ferropericlasio del mantello inferiore della Terra https://doi.org/10.1038/s41467-021-26115-z

I due minerali più abbondanti nel mantello inferiore della Terra sono la bridgmanite e il ferropericlasio.
Il modulo di massa della ferropericlasi (Fp) si ammorbidisce quando gli elettroni d del ferro passano da uno stato ad alto spin ad uno a basso spin, influenzando la velocità di compressione sismica ma non la velocità di taglio.

In questo studio viene identificata un’espressione sismologica del crossover dello spin del ferro nelle regioni veloci associate alla litosfera oceanica subdotta ricca di Fp freddo : l’abbondanza relativa di velocità veloci nei modelli di tomografia delle onde P e S diverge nell’intervallo di profondità di ~1.400-2.000 km.

Questo è coerente con una ridotta sensibilità alla temperatura delle onde P durante il crossover di spin del ferro.
Un segnale simile si riscontra anche nelle regioni sismicamente lente al di sotto di ~1.800 km, coerentemente con l’allargamento e l’approfondimento del crossover a temperature più elevate.

La corrispondente inflessione nella velocità delle onde P non è ancora osservata nei profili sismici 1-D, suggerendo che il mantello inferiore è composto da eterogeneità termochimiche non uniformemente distribuite che smorzano la firma globale del crossover di spin Fp.



Pozzi D., Grimaldi S., Ledda M., De Carlo F., Modesti A., Scarpa S., Foletti A., Lisi A. (2007). Effect of 50Hz Magnetic field exposure on Neuroblastoma Morphology = Effetto dell’esposizione a campi magnetici a 50 Hz sulla morfologia del neuroblastoma. International Journal of Integrative Biology

Un studio sui possibili effetti nocivi della esposizione a campi elettromagnetici sui neuroblastomi che ha l’obiettivo di valutare come possano interferire con la capacità di questo tumore di differenziarsi e metastatizzarsi.



La generazione del campo geomagnetico è fisicamente impossibile nel nucleo fluido della Terra.

Nonostante l’importanza di comprendere la natura del campo geomagnetico, in particolare il suo potenziale di sconvolgere radicalmente la civiltà moderna, praticamente tutte le pubblicazioni scientifiche si basano sul falso presupposto che il campo geomagnetico sia generato nel nucleo fluido della Terra, esponendo potenzialmente l’umanità a rischi devastanti a livello globale, e sopratutto lasciandola impreparata ad un prima o poi inevitabile collasso del campo geomagnetico terrestre.

Infatti non esiste alcuna ragione scientifica per credere che il campo geomagnetico sia generato all’interno del nucleo fluido, essendo la convezione fisicamente impossibile nel nucleo fluido a causa della sua compressione da parte del peso sovrastante e della sua incapacità di sostenere un gradiente di temperatura avverso.

Non ci sono prove di una crescita continua del nucleo interno che fornisca energia per guidare la convezione termica.
Inoltre, non esiste alcun meccanismo che possa spiegare le inversioni del campo magnetico.

Con una massa pari a circa una decimilionesima di quella del nucleo fluido, la convezione del georeattore sub-shell può essere potenzialmente interrotta da un grande trauma planetario, come l’impatto di un asteroide, o da grandi esplosioni solari o addirittura da attività umane, ad esempio da disturbi elettromagnetici intenzionali dell’ambiente vicino alla Terra, comprese le fasce di Van Allen.



Williams, Tyler J. (2015) – Un possibile catastrofico cambio di polarità. La sicurezza nazionale degli USA è pronta per la prossima inversione del polo geomagnetico ? https://apps.dtic.mil/sti/citations/AD1040918

Il nucleo della Terra sta subendo un cambiamento drammatico : l’intensità del campo geomagnetico è diminuita del 40% negli ultimi 400 anni e le osservazioni satellitari mostrano un indebolimento del campo dieci volte più rapido di quanto calcolato in precedenza.

Questi cambiamenti sono un precursore di un fenomeno geologico comune noto come inversione di polarità geomagnetica, in cui i poli magnetici Nord e Sud della Terra si invertono.

Le inversioni di polarità geomagnetiche diminuiscono in modo significativo la forza del campo magnetico, aumentando così notevolmente l’interazione del vento solare con l’atmosfera e la biosfera terrestre.



Søren Wengel Mogensen, Andreas Andersen, Amabelia Rodrigues, Christine S. Benn, Peter Aaby (2017). The introduction of Diphtheria-Tetanus-Pertussis and Oral Polio Vaccine among young infants in an urban african community. A natural experiment = Introduzione del vaccino antidifterico, antitetanico e antipolio per via orale tra i neonati in una comunità urbana africana. Un esperimento naturale.

Questo studio mostra inequivocabilmente come la mortalità infantile dopo i 3 mesi di età sia aumentata di ben 5 volte dopo l’introduzione di questi cosiddetti “vaccini”.
Un secondo studio sull’introduzione del DTP nella Guinea-Bissau è stato associato ad un aumento di 2 volte della mortalità.

Pare ormai certo come tutte le prove attualmente disponibili suggeriscano che il vaccino DTP possa uccidere più bambini di quanti ne possa (forse) salvare.



Josep Miquel Jornet. Alla conquista della banda terahertz per i sistemi 6G : dalla teoria alla pratica = Conquering the Terahertz Band for 6G Systems : From Theory To Practice.


Brevetto US20140254981A1, International Business Machines Corp.
Graphene plasmonic communication link = Link di comunicazione tramite grafene plasmonico


Mohamed Rela, Dinesh Jothimani, Mukul Vij, Akila Rajakumar, Ashwin Rammohan (2021). Epatiti autoimmuni dopo la vaccinazione COVID = Auto-immune hepatitis following COVID vaccination. DOI : 10.1016/j.jaut.2021.102688

Studio del giugno del 2021 che mostra una evidente correlazione fra epatiti auto-immuni ed i cosiddetti “vaccini”.



Un video molto interessante, tratto da una conferenza alla American Chemical Society nel 2016.

Anche in questo caso, alcuni passi sono assolutamente interessanti :

Il problema, però, è che il DNA non conduce molto bene l’elettricità.
Così usiamo il DNA come impalcatura e poi assembliamo altri materiali sul DNA per formare componenti elettronici“.

Si riferisce per caso al famigerato grafene ?

Tuttavia, il team di Woolley non si accontenta di replicare semplicemente le forme piatte normalmente utilizzate nei circuiti bidimensionali tradizionali…. Con due dimensioni, siete limitati nella densità dei componenti che potete mettere su un chip….  si può accedere alla terza dimensione, per confezionare molti più componenti. In questo canale, è già stato dimostrato che si possono creare forme 3D con il DNA.

Lee (ricercatore) sta testando le caratteristiche del DNA tubolare [fibre di DNA tubolare].
Ha intenzione di attaccare ulteriori componenti all’interno del tubo, con l’obiettivo finale di formare un semiconduttore“.



Suter, J. L., Sinclair, R. C., & Coveney, P. V. (2020). Principi che governano il controllo dell’aggregazione e della dispersione del grafene e dell’ossido di grafene in fusioni di polimeri = Principles governing control of aggregation and dispersion of graphene and graphene oxide in polymer melts. Advanced Materials, 32(36), 2003213. https://doi.org/10.1002/adma.202003213

Sulla base di quanto sopra, sembra chiaro che il DNA sintetico può essere usato per legare nanocristalli, formare micro/nano strutture auto-assemblate, combinarsi con i sali, combinarsi con il grafene, costruire nanotecnologie, nanocircuiti, essere biocompatibile, ed evitare il rifiuto del sistema immunitario.

Non è quindi inconcepibile che il materiale osservato possa essere DNA (tra le altre possibilità).
Inoltre, il DNA può essere combinato con il PEG (un materiale presente nella composizione dei cosiddetti “vaccini”), che è un polimero che agisce di concerto con il grafene e, curiosamente, il PVA per “auto-assemblare il grafene”.

Tutto questo è mostrato nel seguente video e nel documento scientifico presentato in seguito.




Wang, Y., Dai, L., Ding, Z., Ji, M., Liu, J., Xing, H., Tian, Y. (2021). Origami di DNA a cristalli singoli con forme di Wulff  = DNA origami single crystals with Wulff shapes (https://doi.org/10.1038/s41467-021-23332-4). Nature communications, 12(1), 1-8.

Una delle procedure per preparare gli origami di DNA è con una soluzione di PEG, in modo che si mescoli con il DNA.
Il PEG ha una concentrazione di NaCl (sale), con cui viene mescolato.
I cristalli sono poi generati, come spiegato nella pubblicazione :

Per la precipitazione con il PEG, si deve prima preparare un tampone PEG (20% m/v). 20 g di grumi di PEG (Mw: 8000 g/mol o 10 000 g/mol) sono stati sciolti in 100 ml di soluzione tampone (2 × TE, NaCl 500 mM), in cui 20 minuti di trattamento ultrasonico possono aiutare ad accelerare il processo di dissoluzione del PEG.

La soluzione di DNA origami preparata è stata mescolata con la stessa quantità di tampone PEG in una provetta da centrifuga da 1.5 ml e poi centrifugata a 20000 rcf per 3 ore”.



Heuer-Jungemann, A., Linko, V. (2021). Ingegneria dei materiali inorganici con nanostrutture di DNA = Engineering Inorganic Materials with DNA Nanostructures (https://doi.org/10.1021/acscentsci.1c01272). ACS Central Science, 7(12), 1969-1979.

Alcuni passi da questo interessantissimo studio :

La metallizzazione dei filamenti di DNA è stata utilizzata per la formazione di nanofili elettricamente conduttivi“.

Le nanostrutture di DNA sono state utilizzate come modelli per la sintesi di forme metalliche che non possono essere ottenute con tecniche litografiche“.

La seconda tecnica [per la creazione di strutture cristalline] comporta la riduzione diretta di sali metallici su filamenti di DNA (ssDNA) a filamento singolo (modificato)“.

In altre parole, i sali possono cooperare allo sviluppo di cristalli di DNA come parte della tecnica di auto-assemblaggio.



Liu, J., Wei, J., Yang, Z. (2021). Costruzione di assemblaggi ordinati di nanoparticelle ispirati all’epitassia atomica = Building ordered nanoparticle assemblies inspired by atomic epitaxy. Physical Chemistry Chemical Physics, 23(36), 20028-20037. https://doi.org/10.1039/D1CP02373J

Alcuni passi da questo interessantissimo studio :

L’auto-assemblaggio di nanoparticelle inorganiche in gruppi mesoscopici o macroscopici di nanoparticelle è una strategia efficiente per fabbricare dispositivi avanzati con funzionalità emergenti su scala nanometrica.

Inoltre, l’assemblaggio di nanoparticelle su substrati può permettere la fabbricazione di dispositivi integrati nel substrato, in modo simile alla crescita di cristalli atomici su un substrato.

I recenti progressi nell’assemblaggio di nanoparticelle suggeriscono che gli assemblaggi ordinati di nanoparticelle potrebbero essere prodotti bene su un substrato selezionato, definito crescita epitassiale morbida.

In questo articolo, vengono presentati i recenti progressi nella crescita epitassiale morbida di un assemblaggio di nanoparticelle, comprese le strategie di assemblaggio, la scelta del substrato…



Boerneke, M. A., Dibrov, S. M., Hermann, T. (2016). Progettazione guidata dalla struttura cristallina di nanotriangoli di RNA auto-assemblanti = Crystal‐structure‐guided design of self‐assembling RNA nanotriangles (https://doi.org/10.1002/anie.201600233). Angewandte Chemie International Edition, 55(12), 4097-4100.


Paukstelis, P. J., Seeman, N. C. (2016). Cristalli di DNA 3D e nanotecnologia = 3D DNA crystals and nanotechnology (https://doi.org/10.3390/cryst6080097). Crystals, 6(8), 97.

Alcuni passi da questo interessantissimo studio :

Le origini della nanotecnologia del DNA hanno le loro radici nell’obiettivo di assemblare le molecole di DNA in matrici periodiche ingegnerizzate, cioè in cristalli”.

“I cristalli di DNA 3D sono stati anche immaginati come dispositivi di immagazzinamento di informazioni…”

“Migliorando la rigidità, si è ottenuto… l’uso di mosaici di DNA per il calcolo logico, lo sviluppo di macchine e circuiti dinamici…”

“Il DNA è usato come connettivo per costruire array di nanoparticelle cristalline utilizzando nanocristalli di altri materiali”.

“Gli idrogel di DNA hanno caratteristiche notevoli con grande applicazione biomedica” a causa della loro biocompatibilità.

“Ci sono migliaia di esempi di strutture cristalline di DNA depositate nel database NDB”.

“La RNasi A è stata incapsulata all’interno del cristallo di DNA e usata per scindere un substrato dinucleotidico estinto dalla fluorescenza“.



Aghababaiyan, K., Shah-Mansouri, V., Maham, B. (2019). Capacità e analisi della probabilità di errore della comunicazione Neuro-Spike sfruttando la modulazione temporale. = Capacity and error probability analysis of neuro-spike communication exploiting temporal modulation. IEEE Transactions on Communications, 68(4), 2078-2089. https://doi.org/10.1109/TCOMM.2019.2962805


Veletic, M. (2017). Sulla comunicazione neurale per la trasmissione dei dati nelle nano-reti = On the Neural Communication for Data Transmission in Nano-Networks. https://hdl.handle.net/11250/2448997


Veletić, M., Floor, P. A., Babić, Z., Balasingham, I. (2016). Comunicazione punto a punto nella nanotecnologia neurale  = Peer-to-peer communication in neuronal nano-network. IEEE Transactions on Communications, 64(3), 1153-1166. https://doi.org/10.1109/TCOMM.2016.2526657


Asorey-Cacheda, R., Canovas-Carrasco, S., Garcia-Sanchez, A. J., Garcia-Haro, J. (2020). Un approccio analitico alle reti di nanocomunicazione guidate dal flusso = An analytical approach to flow-guided nanocommunication networks. Sensors, 20(5), 1332. https://doi.org/10.3390/s20051332


Yang, K., Bi, D., Deng, Y., Zhang, R., Rahman, M., Ali, N. A., Alomainy, A. (2019). Una revisione completa sulla comunicazione ibrida per l’Internet delle cose nel contesto delle comunicazioni corpo-centriche  = A comprehensive survey on hybrid communication for internet of nano-things in context of body-centric communications. arXiv preprint arXiv:1912.09424. https://arxiv.org/abs/1912.09424


Lemic, F., Abadal, S., Tavernier, W., Stroobant, P., Colle, D., Alarcón, E., Famaey, J. (2021). Una revisione delle reti terahertz e della nanocomunicazione : una prospettiva top-down  = Survey on terahertz nanocommunication and networking: A top-down perspective. IEEE Journal on Selected Areas in Communications, 39(6), 1506-1543. https://doi.org/10.1109/JSAC.2021.3071837


Dwyer, C.; Vicci, L.; Poulton, J.; Erie, D.; Superfine, R.; Washburn, S.; Taylor, R.M. (2004). The design of DNA self-assembled computing circuitry. IEEE transactions on very large scale integration (VLSI) systems = La progettazione di circuiti di calcolo auto-assemblati nel DNA. Operazioni IEEE in sistemi di integrazione su larga scala (VLSI), 12(11), pp. 1214-1220. https://ieeexplore.ieee.org/abstract/document/1350794

US20090007422A1 – Connectible nanotube circuit = Circuito di nanotubi connettibili – https://patents.google.com/patent/US7989797B2/en

Nel caso in cui ancora qualcuno dubiti della capacità dei nanotubi di carbonio CNT (derivati dal grafene), osservati anche nei cosiddetti “vaccini” di essere usati per costruire nano-circuiti per scopi di calcolo informatico, basta controllare il brevetto US20090007422A1 da cui si possono estrarre i seguenti passi :

1.”I nanotubi di carbonio (in seguito CNT) rappresentano un materiale candidato attraente per ridurre drasticamente le dimensioni dei dispositivi.
È stato dimostrato che presentano proprietà simili a quelle dei diodi”.

2.”Gli array di CNT possono essere formati con una varietà di metodi, tra cui, ma non solo, la raccolta e il posizionamento di CNT auto-assemblati già formati come il metodo di Dwyer per la progettazione di circuiti informatici a DNA auto-assemblati”.

3.”In alcune realizzazioni, il software personalizzato può determinare il comportamento del circuito.
In altre, il software può memorizzare schemi per strutture di blocchi di costruzione e consentire ai progettisti di circuiti di specificare i progetti di circuiti utilizzando metodi convenzionali.

Il software individua quindi le regioni all’interno del modello di struttura che potrebbero essere modificate come spiegato sopra per implementare i particolari disegni.

In alcune realizzazioni un sistema basato su computer può controllare l’applicazione di tensioni, maschere dinamiche, registratori seriali a fascio di elettroni, o qualsiasi altro strumento di editing che sia appropriato per produrre il circuito desiderato in una particolare struttura di template.”

4.”Chi è esperto nel campo riconoscerà che lo stato dell’arte nella progettazione dei circuiti è progredito ad un punto tale in cui di solito c’è poca distinzione tra implementazioni hardware e software di aspetti dei sistemi.
L’uso di hardware o software è generalmente una scelta progettuale che rappresenta il giusto compromesso tra costo, efficienza, flessibilità ed altre considerazioni di implementazione.

Gli esperti noteranno che ci sono diversi veicoli con cui i processi, i sistemi e/o altre tecnologie che coinvolgono l’uso di logica e/o circuiti (ad esempio, hardware, software e/o firmware, che possono includere CNT in tutto o in parte) possono essere realizzati, e che il veicolo preferito varierà a seconda del contesto in cui sono implementati”.

5.”Pertanto, ci sono diversi veicoli possibili con cui i processi, i dispositivi e/o altre tecnologie che coinvolgono la logica e/o i circuiti descritti nel presente documento possono essere realizzati, nessuno dei quali è intrinsecamente superiore all’altro”.




Patwardhan, J.P.; Dwyer, C.; Lebeck, A.R.; Sorin, D.J. (2004, April). Circuit and system architecture for DNA-guided self-assembly of nanoelectronics = Circuito e architettura di sistema per l’auto-assemblaggio guidato dal DNA della nanoelettronica.Foundations of Nanoscience : Self-Assembled Architectures and Devices (pp. 344-358).

Uno studio che ha come argomento il mosaico/reti di DNA auto-assemblati per nanotubi di carbonio CNT e configurazione della nanoelettronica, modelli computazionali e circuiti in nanoscala.



Il cosiddetto “vaccino” Pfizer causa la distruzione delle cellule del sangue tramite radiazioni, provocando anemia emolitica o emolisi (distruzione e/o diminuzione dei globuli rossi) e leucopenia (distruzione e/o diminuzione dei globuli bianchi).

Ricordo che i primi si occupano dell’ossigenazione, mentre i secondi del sistema immunitario.



DNA Self-Assembly for Molecular Patterning, Computation and Robotics = Auto-assemblaggio del DNA per il patterning molecolare, la computazione e la robotica. John H. Reif (Dept. of Computer Science, Duke University) 2005.

Nel febbraio 2022 in questo sito era stato presentato uno studio che ha mostrato una possibile autoassemblaggio di cristalli di DNA per quanto riguarda il cosiddetto “vaccino” Pfizer.

Lo studio di John Reif del 2005 mostra cojme la base del DNA sia la base per il substrato di chip, circuiti e nano-antenne, che poi emettono l’indirizzo MAC, secondo il protocollo delle reti di nano-comunicazione senza fili intra-corporali.

Già nel 2005 erano iniziati i progetti per rendere il DNA capace di auto-assemblarsi per un sviluppo e successivo utilizzo di elettronica e circuiti miniaturizzati.

Negli ultimi anni, sono stati risolti problemi per introdurre reti di nanosensori e nanonodi in una topologia di rete intracorporea, la Intracorporal Body Area Network.
I cosiddetti “vaccini” sono il vettore tramite cui l’intero processo può avvenire.



Galal, A.; Hesselbach, X. (2018). Nano-networks communication architecture : Modeling and functions = Architettura di comunicazione delle nano-reti : modellazione e funzioni. Nano Communication Networks, 17, 45-62. https://doi.org/10.1016/j.nancom.2018.07.001

Il seguente studio concorda riguardo lo sviluppo di reti di nanocomunicazione senza fili tramite l’utilizzo di grafene, nella banda THz, utilizzando MAC, per l’uso in vivo :

Lo sviluppo di reti di nanodispositivi richiede strategie diverse con un nuovo paradigma di comunicazione.
Una di queste strategie è quella di implementare un’architettura capace di controllare e gestire un insieme di nanodispositivi.
Abbiamo proposto una topologia unificata di comunicazione dei nanodispositivi con un approccio stratificato che combina Software Defined Networking (SDN), Internet of Things (IoT), fog computing e Network Functions Virtualisation (NFV)“.



Ababneh, N., Ameri Sianaki, O., Hussain, S. (2019, March). Environmental monitoring intelligent system using wireless nanosensor networks = Sistema intelligente di monitoraggio ambientale utilizzando reti di nanosensori wireless.  In Workshops of the International Conference on Advanced Information Networking and Applications (pp. 975-982). Springer, Cham. https://doi.org/10.1007/978-3-030-15035-8_96

Da tempo sappiamo che la tecnologia MAC (medium access control) può essere utilizzata in vivo per monitorare l’ambiente o le piantagioni agricole.
In questo studio si parla apertamente di migliaia di nanosensori che si collegano ai nanorouter via MAC :

Ogni nanosensore può collegarsi senza soluzione di continuità alla rete e allo stesso tempo informare gli altri dispositivi della sua presenza…. Nella nostra applicazione, non sarà necessario notificare tutta la rete quando viene aggiunto un nuovo nanosensore, ma al massimo il nanorouter più vicino…“.

I MAC sono un fenomeno chiave in questo puzzle.

I cosiddetti “vaccini” non sono altro che un vettore per “etichettare” le persone, con un identificatore/i, che le terrà collegate ad internet per il monitoraggio, esattamente come si fa con il bestiame nelle fattorie e nelle coltivazioni.

Infatti tramite il cosiddetto “vaccino” le persone sono state definite prodotti consumabili, mere risorse o materie prime che producono dati e informazioni, che altri sfrutteranno fino agli ultimi giorni della loro vita, a beneficio delle multinazionali big-data e del profitto di pochi.



Questo studio presenta un'(ulteriore) eccellente descrizione del processo di nanocomunicazione che viene utilizzato nei cosiddetti “vaccini”.


La progettazione di nanostrutture 3D di DNA/RNA basate sulla metodologia origami può essere progettata in laboratorio, grazie al software “ENSnano“.

Questo permette di dedurre che la progettazione e la produzione di DNA sintetico sia perfettamente plausibile.
Non dobbiamo dimenticare alcuni dei lavori più importanti del settore, specialmente quello di (Praetorius, 2017), intitolato “Biotechnological mass production of DNA origami”.

In attesa dei risultati di laboratorio e dei test, i cosiddetti “vaccini” possono contenere non solo grafene, ma anche DNA sintetico.


Screenshot 2022 04 15 at 16 31 53 Biotechnological mass production of DNA origami Request PDF


Nanosensori e nanoparticelle per la creazione di nano-reti di comunicazione intra-corporea

Lo studio conferma ancora uan volta l’uso della micro/nano-tecnologia per la propagazione delle onde elettromagnetiche, “all’interno dei tessuti umani come il sangue, la pelle e il grasso.

La gamma di frequenza del modello è compresa tra 0,01 e 1,5 THz, frequenze che sono ideali per progettare antenne per nanosensori e utilizzare la gamma THz per la comunicazione”.



In questo studio viene mostrato il procedimento con cui i ricercatori sono riusciti a costruire la più piccola antenna mai realizzata – solo cinque nanometri di lunghezza.

D’altra parte, comprendere la relazione tra la dinamica strutturale delle proteine e la loro funzione è fondamentale sia per la ricerca di base che per la biologia.



Un documentario (diviso in due parti) a cura di Dani Diaz che spiega in modo molto preciso il funzionamento delle micro-bolle ed il loro scopo finale.




Ampia adattabilità delle proprietà meccaniche delle closed cell foam utilizzando l’assemblaggio di micro-bolle di nanocompositi di grafene/silice.

Uno studio assai importante sull’argomento.



Utilizzo di microbolle per la somministrazione di farmaci “mirati”


Ordinamento concentrico/bipolare di nanoschede di ossido di grafene cristallino liquido confinate in goccioline sferiche sintetizzate microfluidicamente


L’immunoterapia ha rivoluzionato il modo di trattare diversi tipi di neoplasia

Ecco uno studio che spiega in modo esauriente questa nuova scoperta scientifica.



Comportamenti dinamici di microbolle dalla forma ellissoidale generate fototermicamente dal micro-riscaldamento di ossido di grafene


Movimento delle microbolle durante la loro formazione in un liquido co-fluente in un chip microfluidico


Sintesi microfluidica di bolle con guscio solido a rete di nanotubi di carbonio


Microfibra depositata di ossido di grafene : un nuovo dispositivo fototermico per generare microbolle


Metodo scalabile e riutilizzabile di rimozione delle microbolle per appiattire materiali 2D di grande superficie


E’ noto che i test PCR – invero non utilizzabili per l’uso clinico, ma solo per esperimenti di laboratorio – stiano dando in maggioranza dei falsi positivi a causa della mancanza di specificità in vivo causata dagli esosomi che non sono presenti nelle specifiche dei test in vitro.

In questo studio, i ricercatori ne discutono gli effetti di ricaduta.



Un team di ricerca della School of Integrated Circuits presso la Tsinghua University di Beijing, in Cina, ha annunciato il successo di una tecnica di utilizzo del grafene che ha condotto alla realizzazione di un transistor con un gate dello spessore di appena un atomo, pari a 0.34 nanometri.



Una lista che comprende casi documentati di farmaci che dovrebbero essere evitati in tutte le situazioni cliniche per le quali sono autorizzati.



Toshiyuki Sumi, Yuta Nagahisa, Keigo Matsuura, Motoki Sekikawa, Yuichi Yamada, Hisashi Nakata, Hirofumi Chiba. Lung squamous cell carcinoma with hemoptysis after “vaccination” with tozinameran (BNT162b2, Pfizer-BioNTech) – Carcinoma a cellule squamose del polmone con emottisi dopo la “vaccinazione” con tozinameran (BNT162b2, Pfizer-BioNTech) (2021) https://doi.org/10.1111/1759-7714.14179

Un paziente che aveva appena superato un cancro ai polmoni ha sviluppato di nuovo metastasi del tumore solo 4 giorni dopo avere assunto il cosiddetto “vaccino” Pfizer-BioNTech.

Inoltre lo studio riporta :

La cosiddetta “vaccinazione” ha segnalato come gravi effetti collaterali trombosi ed emorragia cerebrale.
Infatti secondo il database europeo dell’EMA, sono stati osservati gravissimi eventi avversi relativi a trombocitopenia, sanguinamento e trombosi.

Decessi dovuti a emorragia intracranica (ICH) sono stati riportati dopo la cosiddetta “vaccinazione” Pfizer-BioNTech in donne di nazionalità giapponese ; un fatto che indica che il tasso di mortalità per ICH è sproporzionatamente più alto di quello riportato nelle statistiche nazionali.

Inoltre esiste molto probabilmente un’alta probabilità di correlazione (= certezza in linguaggio scientifico) fra ICH e il cosiddetto “vaccino”.

E’ anche purtroppo noto che sia l’American Society of Clinical Oncology che l’European Society for Medical Oncology (organizzazioni mediche evidentemente controllate dai medesimi psicopatici che stanno al governo e piene di “dottori” ignoranti ufficialmente “pluri-laureati” con curriculum lunghi come la lista della spesa che letterlmente uccidono i malati invece di salvare vite umane) stanno tuttora “raccomandando” la cosiddetta “vaccinazione” per i malati di tumore.



Caroline Boursier, Elodie Chevalier, Laura Filippetti, Laetitia Imbert, Veronique Roch, Olivier Huttin, Marine Claudin, Pierre‐Yves Marie. Ga-DOTATOC digital-PET imaging of inflammatory cell infiltrates in myocarditis following COVID-19 “vaccination” – Ga-DOTATOC digital-PET imaging di cellule infiammatorie nella miocardite dopo la “vaccinazione” COVID-19. (2021) European Journal of Nuclear Medicine and Molecular Imaging

Ormai non ci sono più dubbi (almeno non dovrebbero esserci, visto che il mainstream ufficiale ancora censura in modo truffaldino tutto questo) : le frequenti miocarditi e pericarditi negli adolescenti e nei giovani dopo la cosiddetta “vaccinazione” sono un fatto ampiamente testato e provato scientificamente.

Recentemente alcuni ricercatori europei hanno riportato uno studio accurato riguardo due episodi di miocarditi acute successi in seguito alla cosiddetta “vaccinazione”.
Nello studio sono presentate le immagini di due pazienti maschi (rispettivamente di 18 e 21 anni) che sono stati inseriti in un programma di uno studio clinico tuttora in corso (NCT03347760 su ClinicalTrials.gov).

Entrambi i pazienti hanno sofferto di una miocardite acuta dopo 2-3 giorni dall’assunzione della seconda dose del cosiddetto “vaccino”.



Mazhar Kadwalwala, Bhawneet Chadha, Jamel Ortoleva, Maurice Joyce. Multimodality imaging and histopathology in a young man presenting with fulminant lymphocytic myocarditis and cardiogenic shock after mRNA-1273 “vaccination” – Imaging multimodale ed istopatologia in un giovane che presenta una miocardite linfocitica fulminante e shock cardiogeno dopo la “vaccinazione” mRNA-1273 (2021) https://doi.org/10.1136/bcr-2021-246059

Un uomo di 38 anni si è presentato con diversi giorni di dolore al petto e mancanza di respiro otto giorni dopo aver ricevuto la prima dose del cosiddetto “vaccino” mRNA-1273.

Al paziente è stata riscontrata una nuova frazione di eiezione ventricolare sinistra del 10% in presenza di ipotensione e shock cardiogeno che ha richiesto un supporto meccanico con una pompa a catetere a flusso assiale.

La diagnosi è stata di miocardite acuta fulminante secondaria dovuta ad una risposta infiammatoria dopo la assunzione del cosiddetto “vaccino”.
Il paziente è stato trattato con dosi di steroidi per 3 giorni, portando infine al recupero emodinamico ed alla rimozione del supporto circolatorio meccanico.

La biopsia endomiocardica eseguita successivamente ha mostrato un infiltrato interstiziale linfocitario focale con danno miocitario coerente con la miocardite linfocitica.



Nurhan Kaya Tutar, Tuğba Eyigürbüz, Zerrin Yildirim, Nilufer Kale. A variant of Guillain-Barre syndrome after SARS-CoV-2 “vaccination” : AMSAN – Una variante della sindrome di Guillain-Barré dopo la “vaccinazione” SARS-CoV-2 : AMSAN (2021) DOI : 10.18071/isz.74.0286

Un altro effetto dei cosiddetti “vaccini” di cui nessuno vuole parlare : la progressiva perdita del controllo motorio degli arti superiori ed inferiori a causa di gravi problemi neurologici.
In poche parole, il cervello subisce una sorta di disconnessione con il corpo, e non riesce più a controllarlo.

Fatti concreti analizzati scientificamente
Fatti concreti analizzati scientificamente.

Lo studio in questione riguarda un paziente che ha sviluppato la sindrome di Guillain-Barré (GBS) come complicazione dopo aver ricevuto il cosiddetto “vaccino”.

Il paziente si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale dopo 9 giorni di progressivo indebolimento degli arti.
14 giorni prima aveva ricevuto la seconda dose del cosiddetto “vaccino”.

Il successivo esame motorio ha riscontrato una diminuzione della forza degli arti di circa 3/5 in quelli inferiori e di 4/5 in quelli superiori.
I riflessi tendinei profondi sono risultati assenti in tutti e quattro gli arti.

Ulteriori studi di conduzione nervosa e di diagnostica spinale hanno mostrato un’ampiezza prevalentemente ridotta nei nervi motori e sensoriali, coerente con una diagnosi di AMSAN (neuropatia assonale acuta motoria e sensoriale).



In relazione allo studio pubblicato qualche mese fa riguardo la tossicità dell’ossido di grafene nel sangue dei primati e dei topi, ecco un video che mostra come sia proprio il grafene a provocare l’aritmia cardiaca nelle cellule del cuore.



Altro brevetto registrato da Pfizer per il controllo da remoto delle persone inoculate dal cosiddetto “vaccino”.


Tossicità delle nanoparticelle della famiglia del grafene : una revisione generale delle origini e dei meccanismi.

I GFN (nanomateriali della “famiglia” del grafene) penetrano all’interno delle cellule e causano danni sia alle cellule medesime che al DNA.

Il grafene infatti si accumula nel citoplasma cellulare, nello spazio perinucleare e nel nucleo, inducendo citotossicità nei macrofagi attraverso l’aumento dei ROS intracellulari e innescando l’apoptosi (morte cellulare).
Il GO (ossido di grafene) può anche indurre frammentazione cromosomica, danni al DNA e sue mutazioni.



Nano-sensori, Biochip o cristalli di sale ? Analisi del livello attuale di tecnologia a cui di Dani R. Diaz

Uno studio molto accurato sull’attuale livello nanotecnologico nel campo dei biosensori essenziali per la diffusione globale di massa dell’Internet of Things.



Nanotubi idrofobici e nanoparticelle come trasportatori per la consegna di farmaci nelle cellule


Robot flessibili di ispirazione biologica

L’ossido di grafene (GO) è un candidato promettente per l’utilizzo in sensori e attuatori sensibili all’umidità grazie alla forte interazione acqua-GO e al trasporto ultrarapido delle molecole di acqua molecole d’acqua all’interno dei fogli di GO impilati.

Negli ultimi 5 anni, attuatori reattivi all’umidità basati sul GO hanno mostrato vantaggi distinti rispetto ad altri materiali e dispositivi stimolo-reattivi.

In particolare, ispirati dagli organismi naturali, vari robot morbidi abilitati all’umidità sono stati sviluppati con successo attraverso l’assemblaggio razionale degli attuatori basati sul GO.



nuevasEvidenciasNanoRouter3Nano particolato e nanocomposti per la soministrazione nasale di medicinali e (cosiddetti) “vaccini”.

I tamponi non sono funzionali alla cosiddetta “Vaccinazione” ?
Pare proprio di no.

Ecco il perchè in Italia è stata fissata solo una validità di 48 ore al cosiddetto “Grin Kaz da tampone”.

Evidentemente servono somministrazioni ripetute in un brevissimo lasso di tempo per ottenere il medesimo risultato.


Protocolli MAC nella comunicazione Terahertz. Uno studio completo

Gli indirizzi MAC hanno una fonte, un circuito/memoria, dedicata alla loro registrazione e trasmissione.
Non sono il prodotto del rumore ambientale o radiofonico.

In tal caso, l’indirizzo MAC presenterebbe degli errori.

Tuttavia, quando vengono osservati, presentano codici perfettamente chiari e definiti, indipendentemente dalle condizioni di osservazione, che provengono dalle cosiddette inoculazioni.

Se il tuo telefono riceve questi indirizzi senza un produttore identificato, molto probabilmente provengono da una persona inoculata.



Fei Hui, Peisong Liu, Stephen A. Hodge, Tian Carey, Chao Wen, Felice Torrisi, D. Thanuja L. Galhena, Flavia Tomarchio, Yue Lin, Enrique Moreno, Juan B. Roldan, Elad Koren, Andrea C. Ferrari, Mario Lanza : In situ observation of low-power nano-synaptic response in graphene oxide using conductive atomic force microscopy = Osservazione in situ della risposta nano-sinaptica a bassa potenza nell’ossido di grafene utilizzando la microscopia a forza atomica conduttiva (2021) https://doi.org/10.1002/smll.202101100

In questo studio, i ricercatori hanno dimostrato risposte nano-sinaptiche in un memristor fatto di GO inserito tra due metalli.

Uno dei metalli è la punta di platino di un microscopio a forza atomica conduttivo (CAFM), che misura il flusso di corrente elettrica tra la punta e lo strato di GO.



L’atomo di idrogeno rende il grafene magnetico

Il grafene ha molte proprietà meccaniche ed elettroniche molto particolari, ma non è magnetico.
Per renderlo magnetico, la strategia più semplice è quella di alterare la sua struttura elettronica per creare elettroni spaiati.

I ricercatori possono ottenere questo risultato, per esempio, rimuovendo singoli atomi di carbonio o adsorbendo l’idrogeno sul grafene.

Questo deve essere fatto in modo molto controllato a causa di una caratteristica speciale del reticolo cristallino del grafene, che consiste di due sottoblocchi.
I ricercatori Gonzales-Herrero et al. hanno depositato un singolo atomo di idrogeno sul grafene, usando una microscopia a scansione ad effetto tunnel per rilevare il magnetismo sul sublattice che manca dell’atomo” depositato” (vedi la prospettiva di Hollen e Gupta).

Si prevede che gli atomi di idrogeno isolati adsorbiti sul grafene inducano momenti magnetici.

Nel video qua sotto viene mostrato come l’adsorbimento di un singolo atomo di idrogeno sul grafene induca un momento magnetico caratterizzato da uno stato di spin-split di ~20 millielectron volt all’energia di Fermi.

I nostri esperimenti di microscopia a scansione a tunnel (STM), integrati da calcoli di primo principio, mostrano che tale stato spin-polarizzato è essenzialmente localizzato sul sublattice di carbonio opposto a quello in cui l’atomo di idrogeno è chemisorbito.



Questa struttura di spin modulata atomicamente, che si estende a diversi nanometri dall’atomo di idrogeno, guida l’accoppiamento diretto tra i momenti magnetici su distanze insolitamente grandi.

Manipolando gli atomi di idrogeno con precisione atomica usando la punta di scansione STM di un microscopio ad effetto tunnel, è possibile personalizzare il magnetismo di regioni selezionate di grafene.


Glutatione: attività biologica e funzioni sul sistema immunitario (parte 1).



Comunicazioni Peer-to-Peer in nano-reti neuronali


Effetto dei campi elettromagnetici sul sistema endocrino e patologie associate


Biocompatibilità e applicazioni di nanotubi di carbonio in nanorobot medici


Monografia della IARC (Centro internazionale per la Ricerca sul Cancro) avente come argomento i nanotubi di carbonio (grafene), dove viene descritto come il grafene provochi la riduzione degli agenti antiossidanti (tra cui il GSH = gluatatione) e la generazione di radicali liberi con la conseguente tempesta di citochine.

Oltre al suo metabolismo polmonare, dove appunto dove provoca un’infiammazione acuta e cronica delle vie aeree e fibrosi polmonare.
Tutte le analisi fatte sui cosiddetti sui “vaccini”antinfluenzali 2019/2020 e Covid hanno rivelato la presenza del tossico grafene.
Sarà solo una strana coincidenza ?



Una interessantissima tesi di laurea : “Studio delle proprietà strutturali e della reattività dell’ossido di grafene ad alta pressione”. Autore : Riccardo Croce, Università di Firenze.


Qualcuno osa ancora negare l’evidenza ?



Interessantissima tesi di laurea sullo studio degli effetti atermici delle radiazioni elettromagnetiche con particolare attenzione alla tecnologia 5g


Biodegradazione dipendente dalla dispersione dell’ossido di grafene da parte della mieloperossidasi. Uno studio interessante


Una riflessione su quanto già affermato da marzo 2020 e ribadito poi dopo circa un anno quando negare l’evidenza era ormai impossibile



Trombocitopenia trombotica indotta dai cosiddetti “vaccini”. Il lato oscuro di una apparente storia di successo


Uno studio del Giugno 2021 sull’elettromagnetismo dei cosiddetti inoculati in Lussemburgo.

Rafael Yuste, il neuroscienziato spagnolo che ha consegnato la chiave del controllo assoluto dell’élite sull’umanità

Febbraio 2020.
Una intervista rilasciata poche settimane prima della dichiarazione di “pandemia”.

Il neuroscienziato di Madrid, Rafael Yuste, ha scritto questo articolo per il giornale El País, consapevole di ciò che la sua scoperta ha significato per il controllo di tutti gli esseri umani da parte delle élite più oscure.

Un po’ più tardi, ha firmato la legge sui neurodiritti in Cile insieme al presidente Sebastian Piñera.
Rafael Yuste è un personaggio da condannare immediatamente all’ergastolo.


96081e5350d880d7bf82f4bf02f7737ed077e5e1L’ossido di grafene assorbe anche 2G, 3G, 4G e 5G

Le nanoparticelle incontaminate sintetizzate e gli ibridi sono risultati altamente assorbenti per le microonde in tutte le bande radar L e S (<-10 dB da 1 MHz a 3 GHz).

Questa eccellente proprietà di assorbimento delle microonde indotta dall’accoppiamento dei fogli di grafene mostra l’applicazione di questi materiali con una larghezza di banda di assorbimento su misura in modo che possano essere utilizzati anche per le basse frequenze.

In precedenza, sono stati utilizzati per l’assorbimento ad alta frequenza (tipicamente > 4 GHz) con larghezza di banda selettiva limitata.


43c752633538e244629825a4304a6c593a163f43Nanocompositi tridimensionali (3D) di ossido di grafene ridotto (RGO)/ossido di zinco (ZnO)/ferrite di bario per l’assorbimento elettromagnetico

Un nanocomposito tridimensionale (3D) di ossido di grafene ridotto (RGO) e ossido di zinco (ZnO) è stato sintetizzato con un processo di soluzione morbida ed un processo di liofilizzazione efficace per mantenere l’intero sistema spugnoso.

La perdita di riflessione minima raggiunge -43.45 dB a 11.52 GHz per il 7 wt% di 3D-RGO-ZnO nel nanocomposito con uno spessore di 2.0 mm, e la larghezza di banda di assorbimento effettivo è superiore a 5.8 GHz (la perdita di riflessione sotto -10 dB).

Pertanto, i nanocompositi 3D-RGO-ZnO / BaFe 12 O 19 possono essere considerati come un eccellente materiale candidato per assorbitori di microonde.


Fabbricazione controllabile di nanocompositi monodispersi di RGO-ematite e loro migliori proprietà di assorbimento delle onde

Le proprietà di assorbimento a microonde dei compositi RGO-ematite sono state studiate in dettaglio.
I nanocompositi possiedono eccellenti proprietà di assorbimento delle microonde.

Le proprietà di assorbimento delle microonde sono state spiegate anche in termini di strutture dei nanocompositi.


Ossido di grafene, magnetismo ed onde elettromagnetiche 5G

In questo studio è stato verificato per la prima volta che le proprietà ferromagnetiche sono quelle create dalla deformazione, dal campo magnetico e dalla temperatura insieme all’osservazione di domini magnetici paralleli nel grafene ferromagnetico.

In questo modo, è stato possibile rappresentare quanto segue.

In primo luogo, presentare tre nuovi metodi basati su temperatura, campo magnetico e deformazione per produrre grafene ferromagnetico.
In secondo luogo, ottenendo grafene ferromagnetico a temperatura ambiente da saturazione di magnetizzazione significativa su larga scala.


Nucleazione eterogenea del ghiaccio da parte di nanoparticelle di grafene

Dopo aver introdotto queste particelle nella camera a nebbia, è stato prodotto HIN e si sono formati cristalli di ghiaccio.

La distribuzione delle dimensioni dei cristalli è stata ottenuta dall’elaborazione delle immagini delle lastre, dove erano coperte da un sottile strato di Formvar, che ha mostrato che il numero di cristalli di ghiaccio nel GGON aumentava all’aumentare della temperatura da -20°C a -10°C.


Riduzione rapida e semplice dell’ossido di grafene in vari solventi organici per irradiazione a microonde

In questo studio viene presentata una riduzione semplice e veloce dell’ossido di grafene in vari solventi organici mediante irradiazione a microonde.

La riduzione può essere completata in alcuni minuti, ed il contenuto di ossigeno e la conducibilità (10.000 S/m) dell’ossido di grafene ridotto erano paragonabili ai risultati precedentemente riportati che riportavano tra 1 ora e 24 ore per la riduzione.


34285f8eadc98be7103828f6a12be4983bf3cb5eProprietà di assorbimento a onde millimetriche di un composto flessibile di grafene/gomma acrilonitrile-butadiene nella banda di frequenza 5G

L’imminente tecnologia di comunicazione mobile di quinta generazione (5G) presenta enormi problemi per i materiali che assorbono le onde millimetriche (MMW) sopra i 24 GHz.

Nel presente lavoro, i compositi assorbitori elastici sono stati fabbricati con ossido di grafene ridotto (RGO) di diverso tempo di riduzione e gomma nitrilica (NBR).

Una serie di metodi di caratterizzazione sono stati utilizzati per studiare il grado di riduzione e la struttura dei compositi.
I parametri elettromagnetici dei compositi sono stati anche misurati a 26,5-40 GHz ed utilizzati per eseguire un calcolo analitico della perdita di riflessione (RL).


Nanotrasduttori per la neuromodulazione wireless

I nanomateriali sono emersi come una classe unica di interfacce neurali grazie alle loro piccole dimensioni, alla possibilità di collegamento remoto, ai vari metodi di trasmissione ed alle risposte immunitarie croniche ridotte.

In questo studio sono discussi i recenti progressi nei nanotrasduttori per modulare ed interagire con il sistema neurale senza fili fisici (wireless).


bbe4059382a51ec267926efa792ca7b9ebc72eb4L’ossido di grafene interrompe l’omeostasi mitocondriale inducendo lo spostamento redox intracellulare ed una disfunzione della rete autofagica-lisosomiale nelle cellule SH-SY5Y

I ricercatori hanno scoperto che l’elaborazione ultrasonica nel mezzo ha cambiato lo stato di ossidazione e la reattività sulla superficie planare del GO a causa della sua attività di idratazione, portando alla perossidazione lipidica e al danno della membrana cellulare.

Successivamente, l’omeostasi mitocondriale interrotta dai ROS, risultante dall’attivazione della segnalazione NOX2, è stata osservata dopo l’internalizzazione del GO (ossido di grafene).

La rete autofagica-lisosomiale è stata avviata come reazione difensiva per rimuovere i mitocondri ossidativamente danneggiati e i nanomateriali estranei, che si è rivelata inefficace a causa della ridotta capacità di degradazione dei lisosomi.


d0625dc3c173f0b61265424a3d827bcf5f74676bNanoschede di ossido di grafene rimodellano la funzione sinaptica in reti cerebrali coltivate

Nel microambiente biologico, i nanoscheletri di grafene potrebbero interagire con le strutture cellulari e subcellulari esposte, dando luogo a una regolazione inaspettata di una sofisticata segnalazione biologica.

Più in generale, i dispositivi biomedici basati sulla progettazione di queste nanostrutture planari 2D per interventi sul sistema nervoso centrale richiedono una comprensione precisa delle loro interazioni con il milieu neuronale.

In questo studio viene descritta la capacità dei nanoscheletri di ossido di grafene di regolare negativamente la segnalazione neuronale senza influenzare la vitalità delle cellule.


Effetto differenziale dell’ossido di grafene sulla produzione di citochine proinfiammatorie dalla microglia murina

I risultati degli studi più recenti hanno dimostrato che l’esposizione al GO ha influenzato in modo diverso la produzione di citochine proinfiammatorie, fenomeno associato alla modulazione della via lisosomiale di elaborazione delle citochine.


La tossicità del grafene come un’arma a doppio taglio : rischi ed opportunità sfruttabili

Un’analisi critica delle tendenze e degli sviluppi più recenti.

I risultati sperimentali della diversità in vitro e in vivo sono stati analizzati nel contesto dei più probabili scenari di esposizione al grafene, come l’inalazione respiratoria, la via di ingestione, la somministrazione parenterale e l’esposizione topica attraverso la pelle.


Nanotossicità del grafene e dell’ossido di grafene

A causa dei potenziali fattori di rischio associati alla produzione ed all’uso di materiali legati al grafene, il numero di studi nanotossicologici su questi composti è aumentato rapidamente nell’ultimo decennio.

Questi studi hanno indagato gli effetti delle interazioni nanostrutturali/biologiche a diversi livelli organizzativi del sistema vivente, dalle biomolecole agli animali.

Gli studi di citotossicità e genotossicità in vitro ed in vivo dei materiali legati al grafene hanno esaminato in modo critico le metodologie utilizzate in modo tale da poter valutare la loro tossicità.


313bacfbad91c9db81355d10d1ad06cd5e2f9f79Possibili effetti avversi delle nanoparticelle di ossido di grafene sul sistema riproduttivo

Danni provocati dall’ossido di grafene all’apparato riproduttivo.

Le NP (nanoparticelle) possono attraversare la barriera emato-testicolare, la barriera placentare e la barriera epiteliale, che proteggono i tessuti riproduttivi, per poi accumularsi negli organi riproduttivi.

L’accumulo di NP danneggia gli organi (testicolo, epididimo, ovaio e utero) distruggendo le cellule del Sertoli, le cellule di Leydig e le cellule germinali, causando una disfunzione dell’organo riproduttivo che influisce negativamente sulla qualità, quantità, morfologia e motilità dello sperma o riduce il numero di ovociti maturi e interrompe lo sviluppo follicolare primario e secondario.

Inoltre, gli NP possono alterare i livelli di ormoni secreti, portando a cambiamenti nel comportamento sessuale.


Effetti dell’ossido di nanographene su testicolo, epididimo e fertilità nei ratti Wistar

Danni provocati dall’ossido di grafene all’apparato riproduttivo.

L’esposizione ripetuta alla ONG per 15 e 30 giorni ha provocato una diminuzione della conta degli spermatozoi epididimali ed un aumento delle anomalie dello sperma.

Anche la percentuale di spermatozoi mobili è significativamente ridotta a causa dell’esposizione.


Citotossicità e genotossicità dell’ossido di grafene e dei fogli di ossido di grafene ridotto negli spermatozoi

Danni provocati dall’ossido di grafene all’apparato riproduttivo.

Tutti i nanomateriali di grafene hanno indotto riduzioni concentrazione-dipendenti dell’adenosina trifosfato e del NAD+/NADH prodotto dagli spermatozoi per la motilità e l’attività metabolica.

Mentre le lamine GO, N 2 H 4 -rGO e HT-rGO hanno causato un aumento delle specie reattive dell’ossigeno e della produzione di ossido nitrico degli spermatozoi, le lamine GO ridotte dagli antiossidanti GTP le hanno diminuite.

Pertanto, l’intrappolamento fisico degli spermatozoi da parte del grafene (in particolare GTP-rGO) è uno dei meccanismi importanti che descrivono la citotossicità, oltre alle altre reazioni, con conseguente inattivazione e/o morte degli spermatozoi.


L’esposizione in vivo a breve termine all’ossido di grafene può danneggiare l’intestino e i testicoli

Danni provocati dall’ossido di grafene all’apparato riproduttivo.

I risultati dello studio hanno mostrato che l’esposizione a breve termine all’ossido di grafene nel cibo causa un aumento dei parametri di stress ossidativo degli insetti testati (catalasi – CAT, capacità antiossidante totale – TAC), induce danni al DNA ad un livello di circa il 35%.

Inoltre contribuisce ad un’alterazione delle fasi del ciclo cellulare e causa un aumento dell’apoptosi.


Effetti dose-dipendenti dell’ossido di grafene su nanoscala sulla capacità riproduttiva dei mammiferi

Danni provocati dall’ossido di grafene all’apparato riproduttivo.

Lo studio riporta gli effetti in vivo dose-dipendenti dei fogli di ossido di grafene su scala nanometrica (ONG) sulla capacità riproduttiva dei topi Balb / C (Biodistribuzione).

Lo studio dei fogli ONG (iniettati per via endovenosa nei topi maschi ad una dose di ~ 2000 μg / ml o 4 mg / kg di peso corporeo) ha mostrato un elevato assorbimento di grafene nei testicoli.


2e06edfac4d7ae60ca8b962ffb1e98e6d038fccbStudio tossicologico dei nanotubi di carbonio a parete singola e dell’ossido di grafene ridotto negli spermatozoi umani

Danni provocati dall’ossido di grafene all’apparato riproduttivo.

È stato dimostrato che lo stress ossidativo aumenta il danno cellulare a causa della produzione di ROS, radicali liberi altamente reattivi noti per avere effetti negativi sulla funzione e la morfologia dello sperma.

Gli studi hanno dimostrato che lo stress ossidativo è una delle cause principali dell’infertilità maschile, mostrando una diminuzione della motilità e della vitalità degli spermatozoi, un aumento dei difetti nella morfologia della parte media e la perossidazione lipidica delle membrane spermatiche.


afc9a25456c831b7e96873e68a66ba1d68571a92Valutazione della tossicità cellulare indotta dall’ossido di grafene e analisi del trascrittoma in cellule di rene embrionale umano

Danni provocati dall’ossido di grafene al sistema urinario.

I test di vitalità e proliferazione cellulare hanno rivelato un significativo effetto citotossico dose-dipendente nelle cellule HEK293.

I test di citotossicità hanno mostrato un aumento della perdita di lattato deidrogenasi (LDH), della generazione di specie reattive dell’ossigeno (ROS), una diminuzione dei livelli di glutatione ridotto (GSH), ed un aumento del livello di glutatione ossidato che indica uno stress ossidativo.


f14be12327319f20cb2f09c18b332933284ac051Effetti di citotossicità del grafene e dei nanotubi di carbonio a parete singola sulle cellule PC12 derivate dal feocromocitoma neurale

Danni al sistema nervoso provocati dall’ossido di grafene.

E’ stato dimostrato che la forma di questi materiali è direttamente collegata alla loro tossicità cellulare indotta.

Sia G (nanoframmenti di grafene) che SWCNTs (nanotubi di carbonio) inducono effetti citotossici, e questi effetti sono dipendenti dalla concentrazione e dalla forma.

È interessante notare che a basse concentrazioni, G ha indotto un’attività metabolica più forte di SWCNT, una tendenza che è stata invertita a concentrazioni più elevate.


L’ossido di grafene può danneggiare la vista ?

Danni al sistema nervoso provocati dall’ossido di grafene.

L’aggiunta di GO (ossido di grafene) ha avuto poca influenza sulla morfologia cellulare, ma il cambiamento era visibile dopo una cultura prolungata.

Le cellule RPE hanno mostrato oltre il 60% di vitalità cellulare con il saggio CCK-8 nelle soluzioni GO e meno dell’8% di rilascio di LDH, anche se è stata osservata una piccola quantità di apoptosi (1,5%).


1937e11f1bf6c349a4f15c84055e6011c7c651ebNanoschede di ossido di grafene che rimodellano la funzione sinaptica in reti cerebrali coltivate

Danni provocati dall’ossido di grafene al sistema nervoso.

Nel microambiente biologico, le nanoschede di grafene possono interagire con le strutture cellulari e subcellulari esposte, dando luogo a una regolazione inaspettata di una sofisticata segnalazione biologica.

Più in generale, i dispositivi biomedici basati sulla progettazione di queste nanostrutture planari 2D per interventi sul sistema nervoso centrale richiedono una comprensione precisa delle loro interazioni con il milieu neuronale.

Qui, descriviamo la capacità delle nanoschede di ossido di grafene di regolare negativamente la segnalazione neuronale senza influenzare la vitalità delle cellule.


Danni al DNA legati al contenuto di ossigeno dell’ossido di grafene in cellule umane dell’epitelio retinico

Danni al sistema nervoso provocati dall’ossido di grafene.

I risultati dello studio  hanno suggerito che sia GO che RGO hanno indotto danni al DNA dipendenti da ROS (ossido di grafene ridotto).


Approfondimenti meccanicistici cellulari e molecolari sul potenziale di danno al DNA del grafene a pochi strati in cellule endoteliali primarie umane

Danni genetici provocati dall’ossido di grafene.

E’ stato ulteriormente studiato l’effetto delle interazioni del grafene usando l’analisi microarray del cDNA ed è stato identificato i potenziali effetti negativi attraverso la down-regolazione dei geni chiave coinvolti nella risposta al danno al DNA e nei meccanismi di riparazione.

Il test di elettroforesi su gel di una singola cellula ed il test Comet hanno confermato il potenziale di danno al DNA del grafene nei confronti delle cellule primarie umane.


mp 2016 006963 0008PEGilazione di ossido di grafene ridotto induce tossicità nelle cellule della barriera emato-encefalica : uno studio in vitro e in vivo
(PEG : Polietilenglicole)

Danni al sistema nervoso provocati dall’ossido di grafene.

Gli studi in vitro hanno dimostrato una tossicità dipendente dalla concentrazione.

La concentrazione più alta (100 μg/mL) di rGO non PEGilato ha avuto una minore influenza tossica sulla vitalità cellulare in colture primarie di astrociti e cellule endoteliali del cervello di ratto, mentre il rGO PEGilato ha indotto effetti deleteri e morte cellulare.


37e3942f940b1a27b4c0cb5a7476ae1b2f8348daImpatto dell’ossido di grafene sulla vitalità, funzionalità e integrità della barriera del trofoblasto placentare umano

Danni al sistema endocrino provocati dall’ossido di grafene.

L’esposizione ai materiali GO ha indotto una leggera diminuzione dell’attività mitocondriale e della secrezione di coriogonadotropina umana.

Inoltre, il GO ha indotto un’apertura transitoria della barriera del trofoblasto, come evidenziato da un aumento temporaneo della traslocazione della fluoresceina di sodio, una molecola marcatrice del trasporto passivo.

La prova dell’assorbimento cellulare di GO è stata trovata tramite analisi di microscopia elettronica a trasmissione, che ha rivelato l’assorbimento di GO anche di grandi dimensioni micro da parte del BeWo


L’esposizione del sangue all’ossido di grafene può causare la morte anafilattica nei primati

Shock anafilattico nei primati causato dalla somministrazione di ossido di grafene.

Lo studio dimostra come l’esposizione del sangue al GO (ossido di grafene) al di sotto della massima dose iniziale sicura può causare la morte accidentale nei mammiferi, compresi i primati non umani (1 su 5 Macaca fascicularis e 7 su 121 topi).


6ca8969dc9f7b31097d4b093bd9aa1ed255f59a1I punti quantici di grafene possono danneggiare il DNA nelle cellule ?

Danni genetici causati dall’ossido di grafene.

Le cellule NIH-3T3 trattate con GQDs (grafene quantum dots) hanno mostrato un aumento dell’espressione delle proteine (p53, Rad 51 e OGG1) legate al danno al DNA rispetto alle cellule non trattate, indicando un danno al DNA causato dai GQDs.

Il rilascio di specie reattive dell’ossigeno (ROS) indotto dalla GQD ha dimostrato di essere responsabile dei danni al DNA osservati.


Risposta genotossica e recupero del danno macrofagico ai punti quantici di grafene

Danni genetici causati dall’ossido di grafene.

Questo studio ha rivelato le risposte genotossiche dei macrofagi alveolari di ratto (NR8383) ai QD di grafene aminato (AG-QDs) ed ha rilevato il recupero delle cellule dopo la rimozione di AG-QDs.

L’analisi dell’espressione genica globale del sequenziamento dell’RNA ha mostrato che AG-QDs (100 μg/mL) ha causato alterazioni significative nell’espressione di 2898 geni dopo l’esposizione per 24 ore.


Le nanoschede di ossido di grafene inducono danni al DNA ed attivano la via di segnalazione della riparazione dell’escissione della base (BER) sia in vitro che in vivo

Danni genetici causati dall’ossido di grafene.
Alcuni studi hanno ora riportato che l’eccessiva esposizione al GO (ossido di grafene) può causare danni al DNA cellulare attraverso la generazione di specie reattive dell’ossigeno (ROS).


Genotossicità dei nanofili di grafene sulle cellule staminali mesenchimali umane

Danni genetici causati dall’ossido di grafene.

I risultati di questo studio hanno mostrato che l’rGONR (nanoschede di ossido di grafene ridotto) potrebbe penetrare nelle cellule e causare frammentazioni del DNA e aberrazioni cromosomiche anche a basse concentrazioni di 1,0 μg/mL dopo un breve tempo di esposizione di 1 ora.


Effetti genotossici ed epigenotossici differenziali dei nanomateriali della famiglia del grafene (GFN) sulle cellule epiteliali bronchiali umane

Danni genetici causati dall’ossido di grafene.

Lo studio suggerisce che i materiali GFN possono causare cambiamenti più sottili nella programmazione dell’espressione genica modulando lo stato di metilazione del DNA.

Un’informazione potenzialmente utile per un uso futuro nel campo biomedico.


Uno sguardo più attento alla genotossicità dei materiali a base di grafene

Danni genetici causati da ossido di grafene.

Si ritiene che il meccanismo principale della tossicità del grafene sia causato dalle specie reattive dell’ossigeno prodotte nelle cellule, che a loro volta interagiscono con diverse biomolecole, compreso il DNA.

In questa revisione, abbiamo voluto discutere diversi studi di genotossicità eseguiti con GBM con un focus specifico su diversi tipi di cellule e condizioni.


Fusione del DNA e genotossicità indotta da nanoparticelle di argento e grafene

Danni genetici causati dall’ossido di grafene.

Abbiamo verificato una connessione tra il legame delle nanoparticelle di DNA (NP) e i danni al DNA in vitro indotti da nanoparticelle d’argento rivestite di citrato e polietilenimina ramificata (c-AgNP e b-AgNP), nonché da nanoschede di ossido di grafene (GO).


I punti quantici di grafene idrossilato inducono danni al DNA e alterano la struttura dei microtubuli nelle cellule epiteliali esofagee umane

Danni genetici causati dall’ossido di grafene.

In questo studio, abbiamo verificato gli effetti potenziali dei punti quantici di grafene modificati con idrossile (OH-GQDs) sulla linea cellulare epiteliale esofagea umana HET-1A.

I nostri dati hanno rivelato una significativa citotossicità di OH-GQD che ha diminuito la vitalità di HET-1A in modo dose – e tempo- dipendente.


Gli effetti contraddittori dell’ossido di grafene contro gli agenti patogeni umani

Ancora un altro studio (questa volta italiano e compiuto all’università La Sapienza di Roma) sui danni cellulari provocati dall’ossido di grafene.

Nell’ultimo decennio, diversi gruppi di ricercatori hanno cercato di definire i meccanismi di interazione tra i frammenti di ossido di grafene e gli agenti patogeni, ma sono stati riportati risultati contraddittori.

Questa revisione si concentra su tutte le contraddizioni delle proprietà antimicrobiche del GO in soluzione.


I nanoscheletri di grafene danneggiano le membrane lisosomiali e mitocondriali e inducono l’apoptosi nelle cellule RBL-2H3

Un altro studio sui danni cellulari provocati dall’ossido di grafene.

I risultati della ricerca forniscono informazioni più complete sui danni all’organello ed alla membrana plasmatica indotti dal grafene.

Assai importanti per comprendere e prevedere la citotossicità dei nanomateriali a base di carbonio.


Valutazione della citotossicità in vitro dei nanosheet di grafene sulle cellule alveolari

Ennesima dimostrazione dei danni cellulari provocati dall’ossido di grafene.

Tutti i nanomateriali della famiglia del grafene hanno indotto alti livelli di tossicità nelle cellule alveolari.

Qualcuno ha ancor qualche dubbio sulla tossicità del grafene ?


Tossicità dell’ossido di grafene e dei nanotubi di carbonio a più pareti contro le cellule umane e di zebrafish

Un’altra dimostrazione dei danni cellulari provocati dell’ossido di grafene.

I risultati mostrano che il GO (ossido di grafene) ha una tossicità moderata per gli organismi, in quanto può indurre un’inibizione minore (circa il 20%) della crescita cellulare e un leggero ritardo nella schiusa degli embrioni di zebrafish a una dose di 50 mg/L, ma non ha prodotto un aumento significativo dell’apoptosi embrionale.

Mentre i MWNT mostrano una tossicità acuta che porta a una forte inibizione della proliferazione cellulare ed a gravi difetti morfologici negli embrioni in sviluppo, anche a concentrazioni relativamente basse di 25 mg/L.


b8c61eaf05b408e821f10534c3ae0bb4961c6e5bLe nanoparticelle di grafene inducono l’apoptosi nelle cellule MCF-7 attraverso il deterioramento mitocondriale e la catena di NF-KB

Un’importante studio sui danni cellulare provocati dell’ossido di grafene.
La citotossicità di rGO contro il cancro al seno umano MCF-7 è stata esaminata misurando diversi parametri, tra cui MTT, soppressione di NF- κTranslocation B, potenziale di membrana mitocondriale (MMP), produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS), colorazione con arancio di acridina e bromuro di etidio e elettroforesi su gel a cellule singole.

Inoltre, le espressioni geniche delle proteine Bax e Bcl-2 sono state misurate mediante analisi PCR quantitativa e microscopia a fluorescenza.
Hanno indicato che l’rGO induce la morte cellulare utilizzando l’apoptosi come meccanismo esclusivo.

I nostri risultati mostrano per la prima volta che l’rGO ha inibito la proliferazione delle cellule MCF-7, portando alla morte cellulare programmata attraverso l’attivazione della via di segnalazione mediata dai mitocondri che coinvolge la via di segnalazione NF-kB.


56a1e8ece7c92e3771d7aaab45c3d11383835a23Ruolo della carica superficiale e dello stress ossidativo nella citotossicità e genotossicità dell’ossido di grafene verso cellule di fibroblasti polmonari umane

Danni da ossido di grafene nel tratto respiratorio.

In questo articolo, la citotossicità e la genotossicità dell’ossido di grafene per le cellule di fibroblasti polmonari umani (HLF) sono state valutate con il metil tiazolyl tetrazolium (MTT) e la misura sub-G1.

E’ stato inoltre esplorato il meccanismo della sua tossicità.

Sono state eseguite diverse modifiche dell’ossido di grafene per aiutarci a determinare i fattori che potrebbero influenzare la tossicità dell’ossido di grafene stesso.

I risultati hanno indicato che la citotossicità e la genotossicità dell’ossido di grafene per le cellule HLF erano dipendenti dalla concentrazione, e la genotossicità indotta dal GO era più grave della citotossicità per le cellule HLF.

Lo stress ossidativo mediato dall’ossido di grafene potrebbe spiegare la ragione del suo effetto tossico.


Una valutazione degli effetti citotossici delle nanoparticelle di grafene sulle cellule epiteliali del polmone umano

Danni dell’ossido di grafene al sistema respiratorio.

Studi recenti hanno dimostrato che quando si verifica l’esposizione respiratoria alle nanoparticelle, macrofagi e neutrofili nel sistema polmonare possono essere riattivati.

Una reazione infiammatoria può quindi verificarsi (Kennedy, 2009).


Proprietà fisico-chimiche basate sulla tossicità differenziale dell’ossido di grafene/ossido di grafene ridotto in cellule polmonari umane mediate dallo stress ossidativo

Gli studi cellulari dimostrano che GD internalizza significativamente, inducendo una citotossicità attraverso lo stress ossidativo in entrambe le cellule.

L’intensità della tossicità è in linea con la dimensione laterale ridotta e l’aumento dei gruppi funzionali ha rivelato un potenziale di tossicità più elevato di TRGO e GO, rispettivamente.


1 s2.0 S0008622318304706 fx1 lrgL’esposizione singola alle nanopiastrine di ossido di grafene e al grafene aerosolizzato non ha avviato una risposta biologica acuta in un modello di polmone umano 3D

Danni dell’ossido di grafene alle vie respiratorie.
E’ stato dimostrato che i GRM (grafene e materiali di questo tipo) sono facilmente respirabili e possono interagire con le cellule polmonari con conseguente induzione di stress ossidativo od infiammazione polmonare.


1 s2.0 S2590006420300107 gr5L’esposizione ripetuta all’ossido di grafene vaporizzato media l’inibizione dell’autofagia e dell’infiammazione in un modello tridimensionale delle vie aeree degli esseri umani

Ancora una volta ci troviamo a che fare con danni provocati dall’ossido di grafene alle vie respiratorie.

I risultati di questo studio mostrano che l’esposizione all’ossido di grafene inalato ha innescato una debole risposta pro-infiammatoria, l’integrità della barriera compromessa e il blocco dell’autofagia, aumentando potenzialmente la suscettibilità dei lavoratori esposti alle infezioni polmonari e/o alle malattie polmonari.

Nel complesso, i risultati presentati evidenziano l’importanza di utilizzare modelli di vie aeree in vitro fisiologicamente rilevanti e scenari di esposizione del mondo reale per prevedere l’impatto dell’esposizione al particolato inalato per la sicurezza delle persone.


L’ossido di grafene si biodegrada con l’aiuto di enzimi umani

Riportando i loro risultati nella rivista Small, i ricercatori mostrano che la mieloperossidasi, derivata dai globuli bianchi umani in presenza di una bassa concentrazione di perossido di idrogeno, può metabolizzare completamente l’ossido di grafene nel caso di campioni ampiamente dispersi.

Un articolo davvero interessante, che vale la pena leggere.


L’acetilcisteina sta emergendo come alternativa per evitare complicazioni da COVID-19

Come è sempre successo nella storia, la cosiddetta medicina “ufficiale” nega imperterrita l’esistenza del fenomeno del magnetismo, senza il quale la scoperta effettuata probabilmente non sarebbe nemmeno mai avvenuta…

Come ben sapete, NAC e Glutatione sono trattamenti adatti per COVID19 perché degradano l’ossido di grafene tossico.

In questa “notizia” cambia “sarscov2” con “ossido di grafene”.
E capirai tutto.


Le nano-antenne basate sul grafene possono permettere la cooperazione degli sciami di polvere intelligente

La polvere intelligente di grafene si diffonde nell’aria ignorando alla sua tossicità per gli esseri umani.

Ora, i ricercatori del Georgia Tech hanno inventato una nano-antenna di grafene plasmonico che può essere utilizzata in modo efficiente a lunghezze d’onda radio millimetriche.

Un altro passo verso la “polvere intelligente”.


Sviluppo di latte senza lattosio utilizzando membrane di nanofiltrazione a base di ossido di grafene

Ossido di grafene nel cibo.

Negli ultimi anni, le membrane di ossido di grafene sono state studiate principalmente per la desalinizzazione dell’acqua e la separazione dei coloranti.

Tuttavia, le membrane hanno una vasta gamma di applicazioni, come nell’industria alimentare.
Il tentativo progressivo di avvelenare l’intera umanità avanza in modo imperterrito.


84a11953fd0d112cae9be6da5c242b65c4e1b5b5La bio-schiuma a base di ossido di grafene usa la luce del sole per pulire l’acqua

Ancora una volta vediamo i tentativi di normalizzare l’uso dell’ossido di grafene, agente chimico che sappiamo essere assai tossico.
Questa volta per rendere l’acqua potabile.

Un team di scienziati dell’Università di Washington ha sviluppato una tecnica per utilizzare fogli di ossido di grafene per produrre acqua potabile utilizzando la luce del sole.

La tecnica prevede il riscaldamento dell’acqua sporca fino a farla bollire, creando vapore purificato che può essere tranquillamente raccolto e consumato.


Brevetto 3d Ossido di grafene ridotto / composto sio 2 per la nucleazione del ghiaccio e la inseminazione delle nuvole (Chemtrails)

La presente invenzione fornisce una particella che nuclea il ghiaccio per il cloud seeding e altre applicazioni, che può avviare la nucleazione del ghiaccio a una temperatura di -8°C.

Inoltre, il numero di particelle nucleanti del ghiaccio aumentava continuamente e rapidamente con la diminuzione della temperatura.
La particella nucleante del ghiaccio della presente invenzione è un composto poroso nanostrutturato di nanoparticelle tridimensionali di ossido di grafene ridotto e diossido di silice (PrGO-SN).


be1a80fa0361b4f514782b540a812aeef376fd0aI ricercatori della Khalifa University condividono le conoscenze al 2021 International Rainfall Enhancement Forum.
Ossido di grafene ridotto per favorire la precipitazione della pioggia.

L’ossido di grafene ridotto serve ancora una volta come modello per la crescita dei cristalli di ghiaccio a causa di una struttura reticolare esagonale analoga.

Mentre l’aggiunta di nanoparticelle di ossido di silicio migliora le capacità generali di assorbimento delle molecole d’acqua della particella composita.

Ora chiedetevi ancora una volta la vera origine del cosiddetto “virus farsa”.
Fate semplicemente 1+1.
E capirete.


5G antennasSintesi e caratterizzazione di compositi ternari di polianilina/bario ferrite/ossido di grafene ridotto come materiale assorbente di microonde.

La larghezza di banda effettiva di assorbimento delle microonde per la perdita di riflessione inferiore a -10 dB era di 0,9 GHz da 8,2 GHz a 9,1 GHz.

Le notevoli proprietà di assorbimento delle microonde suggeriscono la sua promettente applicazione per l’assorbimento delle microonde. e la polarizzazione interfacciale tra i tre componenti.

Le notevoli proprietà di assorbimento delle microonde suggeriscono la sua promettente applicazione per l’assorbimento delle microonde.
Infatti tutti i composti di ossido di grafene hanno una gamma di assorbimento di frequenza nella tecnologia 5G.


come proteggersi dalle onde elettromagnetiche 2Sintesi idrotermale di ossido di grafene ridotto-Co 3 O 4 compositi ed eccellenti proprietà elettromagnetiche a microonde

Le proprietà di assorbimento a microonde risultanti hanno mostrato che la massima perdita di riflessione di RGO (ossido di grafene ridotto) – Co 3 O 4 è fino a -43.7 dB a 13.8 GHz e la larghezza di banda di assorbimento con la perdita di riflessione sotto -10 dB è 4.6 GHz con uno spessore di 3.3 mm.

Le eccellenti proprietà di assorbimento di microonde di RGO – Co 3 O 4 può essere utilizzato come un candidato attraente per il nuovo tipo di materiali assorbenti di microonde.

Tutti i compositi con ossido di grafene hanno infatti gamma di assorbimento di frequenza nella tecnologia 5G.


Articoli scientifici Sintesi del composito polianilina-oro/ossido di grafene e caratteristiche di assorbimento a microonde dei film compositi

La proprietà di assorbimento a microonde dei film compositi a 2-12 GHz è stata studiata a fondo e sono stati analizzati gli effetti dello spessore del campione su tale fenomeno.

L’efficienza di schermatura delle interferenze elettromagnetiche di PANI-GNP è stata migliorata dall’inclusione di GO (ossido di grafene).

Tutti i composti di ossido di grafene hanno infatti una gamma di assorbimento di frequenza nella tecnologia 5G.


Ossido di grafene ridotto-CoFe 2 O 4 composito : sintesi e proprietà di assorbimento elettromagnetico

Il risultato mostra che RGO (ossido di grafene ridotto) gioca un ruolo importante nelle proprietà di assorbimento delle microonde del composito RGO-CoFe 2 O 4.

Si ritiene che tale materiale composito sarà ampiamente applicato nel settore dell’assorbimento delle microonde.

Tutti i compositi di ossido di grafene hanno gamma di assorbimento di frequenza nella tecnologia 5G.


Fabbricazione e assorbimento a microonde di nanocompositi di ossido di grafene ridotto / Ni 0,4 Zn 0,4 Co 0,2 Fe 2 O 4

Le proprietà elettromagnetiche e le proprietà di assorbimento delle microonde sono state determinate per i nanocompositi preparati con diversi rapporti di peso di rGO a NZCF ( m rGO : m NZCF ).

Quando il valore di mrGO : m NZCF è 1:10, il nanocomposito rGO / NZCF con uno spessore di 3 mm ha raggiunto una perdita di riflessione massima di -57.6 dB a 10.1 GHz ed una larghezza di banda di frequenza effettiva di adsorbimento di 4.2 GHz tra 8.2 GHz e 12.4 GHz.

Tutti i compositi con ossido di grafene hanno gamma di assorbimento di frequenza nella tecnologia 5G.


Indagine sull’ottimizzazione, il design e le proprietà di assorbimento delle microonde di compositi di ossido di grafene ridotto/ZnO simili a tetrapodi

Sono state studiate le proprietà di assorbimento delle microonde dei compositi realizzati con diversi componenti.

Sono stati studiati gli effetti delle frazioni di massa di RGO (ossido di grafene ridotto) e lo spessore dei compositi sulle proprietà di assorbimento delle microonde nell’intervallo da 2 a 18 GHz.

Tutti i composti di ossido di grafene hanno una gamma di assorbimento di frequenza nella tecnologia 5G.


Miglioramento delle prestazioni di assorbimento delle onde elettromagnetiche del composito di nanocubi di Co 3 O 4/ossido di grafene ridotto

Tale materiale composito ad alto assorbimento di microonde può essere usato come un candidato promettente per il nuovo tipo di materiale che assorbe le onde elettromagnetiche.

Tutti i composti di ossido di grafene hanno una gamma di assorbimento di frequenza nella tecnologia 5G.


Polvere tridimensionale di ossido di grafene ridotto per un efficiente assorbimento di microonde nella banda S (2-4 GHz)

L’eccellente assorbimento delle microonde potrebbe essere attribuito alle strutture a nido d’ape e alla forte polarizzazione delle polveri 3D-RGO.

Considerando la bassa densità e la buona resistenza alla corrosione, le polveri 3D-rGO possono servire come un eccellente componente per la progettazione di rivestimenti leggeri per l’assorbimento delle onde elettromagnetiche.


Nanotubi di carbonio e ossido di grafene nella risonanza magnetica a microonde (MRI)

Negli ultimi anni, la nanotecnologia è stata una pietra miliare nell’evoluzione delle comunicazioni, permettendo lo sviluppo di nuove applicazioni e la standardizzazione di nuovi materiali su scala nanometrica chiamati nanomateriali.

Questi includono il grafene ed i suoi derivati come i nanotubi di carbonio ed alcuni altri composti.


Riduzione dell’ossido di grafene mediante microonde

Grazie alla presenza di elettroni π nella sua struttura, il grafene è un buon assorbitore di microonde.


BannerVeronica 1


You cannot copy content of this page