Ambienti malsani

Pubblicato il 9 Agosto 2020 da Veronica Baker

L’incompetenza si manifesta con l’uso di troppe parole.

Ezra Pound


Ambienti malsani

Sono più di vent’anni ormai che lavoro a tempo pieno con quella entità chiamata “Mercato”.
E, purtroppo, ho avuto anche a che fare (in passato, fortunatamente) con due grosse banche d’affari.

Di quelle che hanno sedi in tutto il mondo.

Delle vere e proprie “multinazionali bancarie” che hanno rapporti con praticamente tutte le istituzioni finanziarie mondiali, di ogni tipologia.

Con le quali nel corso degli anni sono venuta a contatto.
Riunioni, mail, conference call, videoconferenze, road-show.

Dopo tutto questo tempo, credo di avere fatto abbastanza esperienza da poter comprendere bene come funziona questo ambiente.
Che non è certo diverso da una qualsiasi altra multinazionale “tradizionale”.

La bassa e media “manovalanza” (perchè così viene chiamata dai cosiddetti “vertici”) solitamente lavora piuttosto bene.
In poche parole, si fanno un mazzo tanto con straordinari (solitamente non pagati o remunerati una miseria), cercano di migliorare le proprie conoscenze e di affinare sempre di più le loro competenze.
Lo fanno perché vogliono fare carriera, perché vogliono crescere professionalmente.

Oh, poi i fannulloni sono ovunque.
Ma secondo me non sono la maggioranza, davvero.

Il marcio dentro le aziende sono da sempre (non certo da ora) i cosiddetti manager “di alto livello”.
Decisamente incompetenti e quasi tutti corrotti fino al midollo, prima che degli emeriti stronzi.
Gente col pelo sullo stomaco, arroganti, vuoti, schiavisti, amorali, arrivisti.
E spesso cocainomani.

Ho visto combinare a questi elementi dei veri e propri disastri tali da mandare in crisi degli istituti bancari all’apparenza floridi.
Super manager capaci di creare casini incredibili, con decine di complici interni ed esterni che naturalmente li appoggiavano.
A prescindere dall’opinione che potevano avere su di lui.

Ecco una chicca d’incompetenza.
Da barzelletta, se non fosse vera.

Una ben nota banca d’affari franco/belga circa un decennio fa si assicurava nel lungo periodo sui prestiti concessi alle piccole amministrazioni locali comprando derivati esotici sui tassi di interesse.
Ma solo ed esclusivamente in una direzione.

Ambienti malsani
I tassi sono poi (ovviamente) scesi…

In pratica si preoccupavano solo di un eventuale rialzo dei tassi di interesse.
Mai di un eventuale ribasso.
E per di più con un margine di 40:1 (!).

I tassi sono poi (ovviamente) scesi.
E l’effetto leva (di cui probabilmente avevano solo sentito parlare in qualche corso di aggiornamento ma non ne avevano compreso il funzionamento) li ha affossati.

In questo modo hanno creato buchi a bilancio di decine di milioni di € nel momento in cui il loro broker (come da prassi consolidata) ha richiesto di reintegrare con nuovi fondi i margini che erano saltati.
Margin call, as usual.

Ed i rispettivi governi sono dovuti intervenire immediatamente con fondi pubblici (quindi dei contribuenti) per evitare che andassero in apnea finanziaria decine di migliaia di amministrazioni locali (comuni, province, città) sparse per mezza Europa.

Una decisione che anche un cieco avrebbe visto quanto era illogica sotto ogni punto di vista.

Oltre che inefficace ed inefficiente.
A prescindere da tutti i giri di affari e logiche che ci potessero essere dietro.

A meno che la vera meta di tutta la manovra dovesse essere il suicidio della banca e la conseguente nazionalizzazione.
Ed anche questo è possibile.
Anzi, più ci penso, più ritengo che sia molto probabile questa ipotesi decisamente “complottista”.

Ora, certi pasticci non nascono mai per sfortuna.
Si può passare un brutto periodo.
Ma se ne deve saper uscire sempre.
Naturalmente se si è davvero competenti nel settore.

Il male che ho sempre visto, l’ho visto fare al netto di tutto.
L’ho visto fare per superficialità, per approssimazione.
Per paura di chiedere pareri ad altri, per menefreghismo, per abbaglio, per paura, per panico.
Per non voler spendere qualche soldo in più chiamando dei consulenti preparati.

Non per contingenze imprevedibili.
Tutto questo, per me, si chiama incompetenza.

E nel corso degli anni nel settore bancario – ma in generale in tutti i campi, dalle multinazionali ai politici – si è fatto strada sempre e comunque ad elementi assai “discutibili” sotto ogni punto di vista.
Personaggi che dovrebbero nella migliore delle ipotesi andare a lavorare in miniera per il resto dei loro giorni.
E che mai ammetteranno i loro errori.

I risultati sono (purtroppo) sotto gli occhi di tutti.



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